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22/05/2017

Anno 14 - Numero 420
Breaking2 e le sue variabili

lunedì 22 maggio 2017



Prima di alcune considerazioni sul tentativo di abbattere le due ore in maratona, parliamo di New York con un'offerta imperdibile dall'ottimo rapporto qualità/prezzo, che può ridare speranza a chi ha rinunciato alla maratona della Grande Mela. Per informazioni rivolgetevi a Anna (anna@orlandopizzolato.com – 340 2203543).

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Orlando

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Breaking2 e le sue variabili

Il tentativo di Nike di portare un atleta a correre la maratona in meno di due ore ha determinato molti spunti di riflessione, che nel tempo avrò modo di trattare per valutare ciò che può essere utile anche al corridore amatore, e distinguerlo da ciò che invece non è rilevante per il miglioramento delle prestazioni.
Un primo aspetto che può essere osservato con curiosità e che può essere di rilevanza anche per l'amatore riguarda i dati di laboratorio che valutano la fisiologia di un atleta e che spesso si fanno presso centri specializzati.
Il progetto Breaking2, che ha portato a selezionare tre atleti, è partito da una selezione molto ampia. Nike ha dapprima evidenziato 60 candidati tra centinaia di propri atleti sponsorizzati, e di questi solo 18 hanno fatto parte del team Breaking2. Questo ristretto gruppo è stato sottoposto ad un'analisi molto accurata su vari fronti: allenamento, fisiologia e biomeccanica, con prove di VO2max, analisi delle variabili della soglia del lattato e studi dell'economia della meccanica di corsa. Questi soggetti sono stati anche testati sul piano psicologico. Alla fine dei vari controlli sono stati selezionati i migliori tre in assoluto: Desisa, Kipchoge e Tadesse.
L'ordine che ho riportato è alfabetico, mentre la “classifica” in base ai migliori dati fisiologici è stata questa: Tadesse, Kipchoge e Desisa.
A questo punto del progetto Breaking2, ai tre atleti è stata fornita la medesima situazione tecnica e quindi sotto questo aspetto nessuno era favorito rispetto ad un altro.
Sappiamo tutti com'è stato l'esito della prova: Kipchoge è stato il più performante nonostante i dati fisiologici non lo indicassero come il favorito. E Tadesse, che dei tre aveva i dati fisiologici migliori, ha terminato la prova con oltre 4' di ritardo.
Possiamo quindi affermare che ciò emerge dai dati di laboratorio non è completamente attendibile in fatto di previsione. Il progetto Breaking2, al di là dell'aspetto di marketing, era basato in grandissima parte sull'utilizzo e l'applicazione delle migliori conoscenze in campo tecnico e scientifico, e tra queste l'aspetto previsionale.
La scienza, che in questo ambito include ogni mezzo di valutazione per conoscere il potenziale dell'atleta, è ancora un aspetto incerto e non completamente affidabile, nonostante sia stato studiato a tavolino ogni aspetto (scarpe, abbigliamento, integrazione, percorso, effetto scia, lepri, orario di gara ed altro ancora), che contribuiva ad ottimizzare il rendimento degli atleti. Praticamente tutto era stato studiato e sotto controllo.
In campo previsionale sembra invece che meglio dei dati scientifici sappiano fare l'allenatore e l'atleta, in grado di predire la prestazione in base a dati da campo e alle sensazioni sviluppate nel corso della carriera.
Nonostante anni di studi e ricerche, è ancora difficile applicare i dati di laboratorio alla variabilità della fisiologia. Questa vulnerabilità è ancora più ampia quando i dati vengono applicati ad un podista amatore, perché le variabili in gioco (fisiologiche, tecniche, psicologiche) sono anche (fortemente) condizionate dagli aspetti che si succedono nell'arco delle giornate, scombussolando spesso i (pochi) punti di riferimento.
Si può quindi affermare che sia più facile fare bene i calcoli per mandare nello spazio un missile, che non far correre un podista.




ATTENZIONE:
I commenti sono molto graditi, ma ti prego di non usare questo spazio per fare domande. Non è un servizio di consulenza ed è veramente difficile per Orlando fare fronte alle numerose richieste che arrivano dalle pagine del sito, dalla bacheca, dal blog, da Facebook, Twitter, telefono, email...



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Commenti

Breaking2

Sono un amatore. Argomento molto interessante. Seguirò con interesse le vostre considerazioni.

Rocco GioiaAnonimo22/05/2017 11:15:05

Maratona gara aperta

la maratona è forse la gara più probabilistica, lo si vede anche alle olimpiadi dove non è detto che il favorito, i favoriti vincano, bastano piccole variazioni fisiologiche dell'ultimo momento in positivo o in negativo che si ripercuotono su più di 2 ore di gara si aggiunga poi l'aspetto psicologico motivazionale anche lui messo alla prova per ore.
Rimane da sapere quale interesse abbia questo tipo di prestazione con gli 'aiutini' scarpe macchine laser pillole etc.
scendere sotto le 2 ore in quella maniera secondo me leva tutto il fascino di un'impresa e farà scadere quelle vere in gara.

saul22/05/2017 12:00:21

Aiuti leciti ed illeciti

Alla Nike sono bravissimi in queste cose. Tanto il 99,9% della gente non ha la minima idea se sia stato omologato o no. La prestazione è incomparabile con i record per tutte la serie di aiuti aerodinamici che in gara non sono concessi. Quindi se togliamo l'auto con un cartelone enorme, le lepri che entrano ed escono ed i rifornimenti al volo, mi domando cosa resti. Perchè se vale tutto domani vado a fare il record dell'ora in bici. Metto davanti mia moglie in auto col portellone della station wagon aperto e....
Poi sia ben chiaro ci sarà anche il vantaggio legato a clime ideale, mancanza di agonismo ecc ecc
Se poi esistono nuovi materiali allora senza materiali aiuti leciti e fuori regolamento alla fine ci ritroviamo con un 2h07'
E quindi di cosa stiamo parlando?
E vedremo tapascioni da 4-5 ore in maratona indossare questi materiali? Mi viene già da ridere

Rodolfo Lollini22/05/2017 13:01:44

Aiuti leciti ed illeciti

Come non essere d'accordo con Rodolfo Lollini? Alla fine l'evento ha una chiara ed evidente finalità mediatico/commerciale...se pensiamo a tutti gli "aiutini" forniti ai certo già campioni scesi in pista (ma per questo non c'era certo bisogno della prova per saperlo), cosa resta? un eccellente allenamento per questi professionisti? Gli auguro di abbattere il record in gara con regole certe, chiare ed uguali per tutti...

Antonio22/05/2017 15:12:22

Ciao Orlando,
ho seguito con attenzione la prova e purtroppo non dal vivo come mi sarebbe piaciuto, ma era a porte chiuse per i non noti o immanicati. Peccato. Personalmente trovo il test molto interessante al di là di aiutini e marketing. Un uomo ha tenuto i 21km/h per 42 km e questo è un dato. Se pensiamo che la maratona è una distanza arbitraria già solo questo dato è significativo. E' una velocità che spesso i più anche in bici non tengono, figuriamoci per 42 km. Il problema vero della prova, omologata o no, è la modalità estranea alla maratona come tipo di corsa. E' come considerare trail running una pista di motocross ripetuta n volte. Niente avversari, niente gara, niente pubblico, niente tensione agonistica. Questi fattori avrebbero certamente aiutato a scendere sotto le 2 ore. Ma riprodurre le condizioni di laboratorio in una gara è impossibile. Eppure cosa sarebbe successo se all'ultimo km Kipchoge invece di avere una lepre ad incitarlo avesse avuto un avversario che gli soffiava sul collo e la folla dell'arrivo a incitarlo? Quelle briciole di secondi se li sarebbe divorati.

mac_deer22/05/2017 18:16:25

Breaking2

Io penso che il breaking2 sia stato un bellissimo esperimento di fisiologia, biomeccanica e scienza della nutrizione applicate alla corsa lunga. E soprattutto una preparazione atletica eccezionale. Sono curioso di vedere quali risultati in gara otterranno gli atleti che hanno partecipato al progetto. E se poi l'azienda con il baffo ne ha voluto fare un evento mediatico... beh, ne abbiamo viste di peggio!

Marco Piedinovi22/05/2017 23:52:37