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La newsletter della settimana

19/06/2017

Anno 14 - Numero 422
Senza fiato

lunedì 19 giugno 2017







Afa, caldo, e noi restiamo senza fiato. Occhio agli allenamenti spinti che ci impegnano tra i 75 e i 200 secondi! A meno che...

A meno che non siate al fresco: organizzate una settimana in montagna, Nembia, Asiago e Livigno sono luoghi ideali per correre anche forte, dai 75 ai 200 secondi!
Ma non aspettate l'ultimo momento per prenotare, i posti potrebbero esaurirsi anche se nel sito li vedete disponibili. Perché? Solo un esempio: da quando è scoppiato il caldo le richieste di informazioni sono lievitate a dismisura...

A tutti i sofferenti il gran caldo, la mia solidarietà

Orlando

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Senza fiato

Quanta fatica si fa a correre in questo periodo di gran caldo! I disagi li evidenziamo praticamente ad ogni seduta, anche in quelle che fino a qualche tempo - quando faceva più fresco - facevamo senza rilevanti sforzi. Ma sono gli sforzi che richiedono un più alto consumo di ossigeno a metterci in rilevante difficoltà, lasciandoci spesso senza fiato, con il cuore in gola e i muscoli delle gambe pesanti come delle colonne di cemento.
Inutile riferire che in questo contesto di alterate condizioni ambientali è necessario non modificare troppo il carico interno. Sarebbe quindi buona regola farsi guidare nello sforzo più dall'impegno fisico, rilevabile con la frequenza respiratoria e la frequenza cardiaca, piuttosto che dal responso del cronometro, sebbene sia la respirazione sia il lavoro del cuore raggiungano livelli di impegno paramassimale. Oltre all'impegno di fornire sangue ed ossigeno ai muscoli per produrre energia, il sangue circola più velocemente per allontanare il calore prodotto sotto sforzo. E' quindi facile arrivare quasi a “morire di fatica” per stare al passo con i tempi della tabella. Gli sforzi molto elevati sostenuti in un ambito climatico molto sfavorevole come quello attuale, diventano ancora più faticosi di quanto sembri. Come ho riportato poco fa, il sangue scorre così velocemente che nel transito a livello dei polmoni è così rapido che una parte di emoglobina non riesce a caricarsi di ossigeno. La carenza di ossigeno può scendere fino al 15%.
In questo modo lo sforzo diventa anaerobico anche a velocità di corsa che non sono considerate tali. E' quindi preferibile ridurre un po' il ritmo di corsa, all'incirca di 5”/km, in quelle sedute che determinano un alto consumo di ossigeno, proprio per consentire al sangue di caricarsi di ossigeno. Di base andrebbero evitate le sedute intervallate nelle quali si sostengono sforzi della durata compresa tra 75” circa fino ai 180-200”, perché in questi intervalli di tempo si tende a correre alla velocità che causa proprio questo processo di indiretto “debito di ossigeno” per ridotta saturazione.
Rallentare volontariamente un po' il ritmo di corsa non deve essere inteso come una scelta negativa, pensando che la sollecitazione allenante sarà più bassa, ma è un modo fisiologico per non creare eccessivo sforzo a muscoli già stressati da un impegno elevato.




ATTENZIONE:
I commenti sono molto graditi, ma ti prego di non usare questo spazio per fare domande. Non è un servizio di consulenza ed è veramente difficile per Orlando fare fronte alle numerose richieste che arrivano dalle pagine del sito, dalla bacheca, dal blog, da Facebook, Twitter, telefono, email...



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Commenti

Senza fiato

Ciao Orlando mi chiamo massimo è ho la fortuna di potere fare i miei lunghi a ceresole reale nel parco del gran paradiso a 1600m. Lo si che si respira..

max18/06/2017 15:04:36

T° discriminante

Mi interrogavo di quale potesse essere la temperatura oltre la quale questi fenomeni di manifestano!
Correndo ad esempio al mattino ore 6:00 con temperature di 22-23° si ovvia a questi fenomeni?

Allez7521/06/2017 13:14:55

T° discriminante

Questo fenomeno non è correlato solo alla temperatura ma all'intensità dello sforzo. E' stato studiato negli atleti di alto livello quando sostengono allenamenti di intensità molto elevata, oltre il 10% del valore del VO2max. Con il caldo, questa situazione di mancata saturazione dell'emoglobina si presenta prima e ci sono ovviamente situazioni soggettive specie per i podisti in sovrappeso, che accumulano calore (ne producono di più di un normopeso e ne smaltiscono di meno), il limite dell'eccesso di calore metabolico (quello prodotto all'interno del corpo) arriva prima di un normopeso. Per qualcuno questo limite può essere superiore ai 30° di temperatura dell'aria, per altri può manifestarsi già a 25°

orlando21/06/2017 16:35:39

Grazie

Allez7521/06/2017 16:55:15