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Per tutti quelli che amano correre

Tutta l'esperienza e la passione di una vita di corsa.
Io apro le strade che gli altri percorrono

marzo 2010

22/03/2010

A Roma

Alla maratona di Roma mi trovo a vivere due situazioni opposte: la calma ed il caos. Il contrasto delle sensazioni che vivo nel week end è forte, e si ripartiscono in maniera abbastanza equa. Il caos pervade il periodo pre maratona, quando all’Expo transitano tanti podisti, impossibili da quantificare perché il flusso è elevato e costante, e travolge come una grande onda. La mia abilità è di cavalcarla come un surfer, cercando di non perdere l’equilibrio e venirne travolto. L’euforica energia che i podisti hanno il giorno precedente la maratona è così elevata che tende a trasbordare. Penso che per il corridore sia una giornata così impegnativa da condizionare il rendimento del giorno dopo. Quando si dovrebbe essere egoisti e risparmiare energie, noto invece che l’esaltazione che si respira tra gli stand induce ad una distrazione deleteria.
Ma penso anche che il podista abbia bisogno di respirare euforia, di nutrirsi delle energie degli altri perché è difficile, da soli, convincersi che il giorno dopo si devono percorrere tantissimi chilometri, soprattutto se non si ha la preparazione adeguata. La vigilia della maratona raccolgo le confessioni di numerosi corridori che mi rivelano di non aver sostenuto una preparazione sufficiente per affrontare la distanza del giorno dopo. Se il podista fosse coerente non ci penserebbe neppure a mettere le scarpe ai piedi e scorazzare per le vie della capitale. Ma il maratoneta, si sa, è un tipo strano che non ragiona e fa più affidamento a qualche santo del paradiso per arrivare al traguardo (ma c’è un santo protettore del corridore, o almeno del viandante?), che non alla cosa più logica da fare: allenarsi.
Cavalcata l’onda dell’Expo amo trovarmi nella calma ovattata della mia stanza, tanto che non riesco a dormire per il tempo che avrei bisogno, e invece rimango sveglio per gustarmi il nulla. Già nell’hotel che ospita i top runner si vive un’altra atmosfera rispetto all’Expo: apparente tranquillità e calma regna tra i corridoi e nella sala da pranzo. I professionisti sanno bene che in cielo non ci sono santi che aiutano a percorrere i 42195 metri, che l’energia necessaria si genera solo dentro il proprio corpo, e che è stato fatto già tutto il possibile per correre bene: allenarsi.
Consapevole che il caos riprenderà di lì a qualche ora, quando via dei fori Imperiali si animerà di tanti suoni, colori e rumori, cerco di portarmi dentro il silenzio che c’era nella mia stanza. Mi proteggo da un’altra ondata di caos ascoltando un po’ di musica. Anche nell’autobus che trasporta i professionisti c’è calma, ma non serena e tranquilla. Si respira una latente tensione e, se nella zona di partenza ci fossero solo i top runner, sono certo che tra gli addetti ai lavori si parlerebbe sottovoce.
All’ombra del Colosseo è invece necessario urlare, anche per trasmettere una parola ad una persona che ti sta davanti, “lontano” solo trenta centimetri. I microfoni inondano con una violenza irrispettosa urla fastidiose. Nessuno lì attorno può sfuggire a questo caos e ripararsi da un’eco assordante. Posso isolarmi solo parzialmente indossando le cuffie che userò per la telecronaca. Non c’è ancora alcun suono perché gli elicotteri devono ancora alzarsi in volo, ma quando sento sbattere in cielo le loro pale, mi sento meglio. Di lì a poco inizierà la telecronaca. Mettermi in sella e pedalare è come stare nella poltrona del salotto.
Il fragoroso colpo di cannone è una liberazione: finalmente inizierà la calma. Pedalare in mezzo ai maratoneti è uno dei momenti più tranquilli della trasferta. E’ faticoso andare avanti e indietro tra il gruppo di testa, con gli africani che vanno davvero forte, e quello degli inseguitori; ma mi piace stare nel cuore della corsa. E quando la corsa finisce m’invade una sorta di stanchezza mentale che mi fa avvertire maggiormente la fatica.
E’ questo uno dei migliori momenti della trasferta: il viaggio di ritorno. Potrei fare il giro del mondo seduto in treno, con lo sguardo catturato dal fluido scorrevole delle immagini oltre il finestrino.


Orlando



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Commenti

report maratona di Roma

Bel contrasto tra immagini e senzazioni, la liberazione nel viaggio di ritorno è l'epilogo perfetto per esaltare il "percorso" della trasferta.

Public22/03/2010 13:03:05

un po' snob?

Caro Orlando, ti stimo e ti ammiro. Questo per premettere che il mio giudizio sul tuo post non è preconcetto. E' un po', diciamo da New York, che scarichi sulle grandi manifestazioni giudizi quasi infastiditi sulla massa che si affolla, spesso contravvenendo alle più elementari norme di buon senso, a questi eventi, che ormai sono più sociali che sportivi.Dal momento però che il movimento è fatto di tapascioni e che probabilmente una maratona con 100 top runners non avrebbe neanche lo spazio che ha avuto la maratona di Roma sui media, compreso il tuo intervento in bici, sarebbe bene mettersi un po' dalla parte dei tanti corridori della domenica abbandonando un po' di snobismo. Domenica io non ho corso perchè non mi sentivo preparato, pur avendo corso di recente due "mezze" sotto 1h40', un mio amico ha corso nonostante una contrattura in oltre 4h40'. A lui tutta la mia ammirazione, è un po' di invidia, anche se ora pagherà con un lungo stop questa sua voglia di dire "c'ero anche io".

Public23/03/2010 10:25:58

un po' snob?

Mi dispiace che tu colga questa impressione. Dalle parole che si scrivono, come riportano alcuni romanzieri, ogni persona coglie quello che maggiormente rispecchia il proprio stato d’animo e punto di vista.
Della mia trasferta alla maratona di Roma non ho segnalato però il disagio di stare tra le gente, ma la confusione che si genera, e non ho riportato che sia negativa. A mia figlia più grande voglio bene come alla piccola, ma quando lei si mette a parlare come suo soluto, travolgendo noi tutti come un’onda che non c’è verso di arginare, la sua esuberanza è fastidiosa.
Nessuno mi chiede di stare per forza all’Expo delle maratone, e siccome non guadagno alcun soldo per la mia presenza, potrei non esserci. Non ricevo alcun compenso per gli autografi che faccio e le decine e decine di foto a cui mi presto. Dopo dieci ore passate in piedi all’Expo, anche se non si tratta di lavoro (nel senso di remunerazione) avverto la stanchezza. Nonostante questo, dico ancora di sì quando qualcuno mi dice “ancora una foto. L’ultima”. Ma l’ultima è per lui; per me no (per fortuna ne seguono tante altre).
Mentre, con la testa appoggiata al finestrino del treno e con gli occhi chiusi, mi godo lo sferragliare della metropolitana sulle rotaie, sento dire “Ma quello non è Pizzolato? Chiedigli se può fare una foto assieme a noi”. Si faccia avanti se c’è qualcuno a cui ho mai detto no.
E mentre sono in diretta durante la telecronaca, spesso saluto con un gesto della mano amici “tapascioni” che riconosco mentre sono al margine della strada che assistono al passaggio dei loro colleghi.
No, non sono snob. Bourifa, Meucci, per me valgono come Antonio, Francesco, Maria e Luisa, che siano impegnati nella maratona di New York, o di Roma, o nella corsa di Zagarolo, Pisciotta o Zeloforamagno.

Pizzolato Orlando23/03/2010 11:49:19

santo protettore del corridore

caro Orlando,ti chiedi se c'e' un santo protettore dei corridori.Ma certo che c'e'!E' la Madonna del Buoncammino il cui santuario si trova ad Altamura in provincia di Bari.E'venerata dagli altamurani e da tutti i podisti di Altamura,i quali prima di cominciare a correre o dopo aver corso si recano in santuario per rivolgerle una preghiera. Infatti il santuario si trova ubicato su una strada che e' quella utilizzata per allenarsi dal 99 per cento dei podisti altamurani,strada che si inerpica su attraversando il parco dell'alta murgia,paesaggisticamente molto interessante anche se molto dura per i podisti.

Public23/03/2010 14:25:22

Snobbismo

Ciao Renato, ho letto il tuo post e ti volevo inviare alcune mie considerazioni.
Io sono un tapascione come te, pure mezzo infortunato in questo momento, ma in via di ripresa. Anch'io mi sto interrogando sull'opportunità o meno di partecipare alla prossima maratona, alla quale sono già iscritto. Lo scorso anno, sempre per guai fisici analoghi, ho corso solo 27 Km della maratona di Roma. Questo per farti capire che sono un amatore come te. Orlando mi ha seguito e mi segue come allenatore facendomi ottenere dei risultati impensabili, l'ho frequentato a qualche suo stage e nonostante lo conosca solo da qualche anno, in qualsiasi occasione abbia avuto a che fare con lui, ho trovato una persona estremamente colta e preparata, ma altresì alla mano.
Ti posso garantire completamente avulsa da ogni forma di snobbismo! Tra l'altro lo snob poco si addice a questo sport che per sua natura è uno sport umile, fatto di sacrifici, dove nessuno può aver vissuto di rendite pregresse o di conoscenze. Qui conta solo la capacità di sacrificio, per cui a differenza di altri sport milionari tipo il calcio, è difficile trovare delle persone snob. Orlando poi, è una delle persone più disponibili che si possa incontrare (non dimentichiamoci che è uno dei personaggi più importanti dell'ambiente) e si pone con le persone sullo stesso livello, a volte fin troppo. Io al suo posto me la tirerei molto più!!! Scherzi a parte, dal tuo intervento si comprende che non lo conosci bene. La prossima volta che ti capita l'occasione passalo a trovare e se hai pazienza di attendere il tuo turno (c'è sempre tanta gente che si ferma a parlare con lui ...), pur non conoscendoti farà volentieri due chiacchiere con te e ti renderai conto che è una persona come ce ne sono poche. Verrebbe quasi da dire un uomo d'altri tempi e non mi riferisco di certo all'anagrafe.

Public24/03/2010 11:16:48

non fraintendermi!

ciao Paolo,
evidentemente mi sono espresso male e la mia considerazione iniziale: "stimo ed ammiro Orlando" non è servita. Ho detto che il suo commento mi è parso un po' snob. Non lui, del quale posso testimoniare, ricevetti una decina di anni fa una email alle 4,30 di mattina e certamente gratis e per puro spirito di solidarietà per un tapascione alle prese con un programma di allenamento...per questo alcune sue considerazioni, da New York ad ora, stridono con l'uomo che è.
a presto per una corsetta
ps. Se Orlando verrà ancora a Colonna chiederò di partecipare al suo stage... tanto per dirti che verso l'uomo nutro la massima stima.

Public24/03/2010 14:08:36

Santo protettore.

Certo che c'è!!!
San Raffaele Arcangelo, protettore dei pellegrini e dei viandanti.

Public25/03/2010 11:43:28