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Io apro le strade che gli altri percorrono

marzo 2010

25/03/2010

A Roma (continua)

Solo per i migliori. Queste parole avrei potuto usare per il titolo di questo pezzo.
Così come ho riferito che il percorso di Treviso è un ottimo tracciato per correre forte, mi sento di fare un’analisi tecnica del tracciato di Roma per evidenziare che nella città eterna si può correre forte, ma solo se ben (adeguatamente) allenati. “Ovvia deduzione” vi verrà da pensare: “tutti sono capaci di correre forte quando la preparazione è ottimale”. Osservazione corretta, solo che tra gli oltre diecimila arrivati, i podisti ben allenati sono davvero pochi.
Essere ben preparati per correre forte a Roma è diverso rispetto per esempio a Treviso. Sono i numeri ad affermarlo: i top runner riescono a correre forte a Roma, ma non gli amatori. I primi incontrano regolarmente delle difficoltà nella seconda parte di gara, specialmente dal 33° chilometro quando ci sono numerosi cambi di direzione, con curve strette. Ma la parte critica è quando si lascia Piazza del Popolo e si transita per Trinità dei Monti, 800 metri di strada in falsopiano con i sampietrini davvero messi male. Un tratto analogo è quando si passa di fianco alla Fontana di Trevi e si sbuca a Piazza Venezia. In questi due tratti i “forti” perdono almeno una ventina di secondi, ma anche qualche cosa di più, per la combinazione dell’andamento altimetrico e per i disagi a causa del fondo particolarmente dissestato. Tali elementi predispongono le gambe ad accusare maggiormente l’affaticamento conseguente ad un paio di salite: la prima si trova davanti al Campidoglio (poco prima del 40°km), la seconda è quella che porta a transitare a fianco al Circo Massimo. In questi pochi chilometri tutti s’imballano in maniera considerevole. Ovviamente la stanchezza incide parecchio, ma la fatica viene enfatizzata dal cedimento muscolare per le caratteristiche appena evidenziate. E poi, se il fisico ha momenti di esaurimento, la testa enfatizza le difficoltà.
La tenuta muscolare è importante per far fronte alle difficoltà del tracciato. I top runner su questi aspetti tecnici sono quasi sempre adeguatamente pronti, molto più degli amatori perché percorrono molti chilometri, sia complessivamente sia per le sedute specifiche (LL e RMAR). Inoltre, curano con dedizione anche la parte muscolare, non necessariamente “facendo i pesi” ma allenandosi su tracciati con dislivelli importanti. Nel dopo corsa ho chiesto ad alcuni maratoneti “forti” le loro considerazioni sui disagi indotti dal percorso. Le risposte accomunano che a spanne si perde da 60 a 90 secondi rispetto ad una corsa “scorrevole”. Gli amatori concordano, con alta incidenza, che il percorso è veramente molto più impegnativo, specialmente per i sampietrini.
In telecronaca si è detto che i cubetti di porfido non sono così perfidi per i piedi e i muscoli dei corridori. Io non concordo, non solo da ex maratoneta che nella città eterna ha pestato le strade per cinque volte (campionati mondiali 1987 compresi), ma anche come telecronista.
Al termine della telecronaca sono rimasto con il manubrio della bicicletta praticamente in mano. Le tante sollecitazioni hanno progressivamente allentato le viti, tanto che negli ultimi dieci chilometri oltre che spingere sui pedali, dovevo tenere schiacciato il manubrio sul telaio.
La prossima maratona di Roma è lontana nel tempo, ma nella borsa ho già messo una chiave a brugola.


Orlando




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Commenti

mente e corsa

mi piacerebbe conoscere meglio il rapporto che lega mente e corpo;
se questo rapporto non è trascurabile allora bisogna non trascurarlo!
tutto ciò che non rende agevole per la mente un qualcosa (i sanpietrini e le salite per il corridore per es.) rende meno agevole il lavoro (la corsa);
ben venga il percorso pianeggiante e su fondo uniforme...
altre positività, per me "tapascione", sono:
-molto verde e variabile (alberi, colline o anche monumenti, chiese...)
-pubblico che incita sul percorso
-il giusto gruppo di altri corridori che tirano ma non troppo affollamento lungo il percorso (vedi firenze marathon)
enrimil

Public25/03/2010 11:30:37

Roma....correre al mattino presto

Caro Orlando, spero tu possa ricordarti di me!Abbiamo scambiato una chiacchierata a Roma al ritiro del pettorale e mi hai fatto una dedica sul pettorale personalizzato.Ti ho detto che corro la mattina presto come te!Sono Antonietta e l'averti conosciuto di persona mi ha resa veramente felice. La maratona è andata bene se pensi che io non faccio nessuna preparazione specifica ma corre per il gusto di farlo tutti i giorni alle 4,00 e mi faccio i miei 10 Km al giorno. Eppure quest'anno ho impiegato 12 minuti in meno dell'anno scorso (quattro ore e trenta) se penso che alcuni della mia squadra preparatissimi ne hanno impiegato anche cinque mi sento una super campionessa. Volevo qualche consiglio da te sul migliorarmi e riuscire al mattino presto a fare qualche Km in più!!!!Ciao a presto (in Abruzzo...come mi hai promesso!!!!)

Public26/03/2010 11:51:54

compimenti antonietta...

brava antonietta!...pensavo di essere l'unico...
invece ho trovato qualcun altro che corre al mattino prestissimo!
io non corro tutti i giorni ma faccio almeno 50/60 km alla settimana;
corro tra le 4 e le 4,30 tre quattro volte la settimana e faccio dai 15 ai 20/25 km...
volevo solo complimentarmi con te perchè come donna fare queste levataccie non è da poco... però roma è un'altra cosa rispetto a cuneo (soprattutto per il clima più mite)

complimenti anche per il miglioramento di un quarto d'ora in maratona!
enrimil

Public26/03/2010 20:31:24

A Roma (continua) 25-03-2010

concordo in pieno sulla necessità di riposo pregara, questa volta ho capito come il riposo sia soprattutto per la mente, che in gara serve quanto l'allenamento fisico, specie su un percorso come quello di roma, dove il finale richiede concentrazione e lucidità mentale per non soccombere alla perdita di ritmo. La mia seconda maratona, dopo new york mi ero ripromesso di farne una "facile", pensavo che Roma lo fosse, e invece anche leggendo quanto scrivi mi accorgo di essere partito dalle prove più dure, poco male. Mi troverò meglio quando finalmente affronterò una maratona difficile. Sicuramente riposandomi il giorno prima, senza passare tutto il pomeriggio in giro per negozi con moglie e figli! ;-)

Public27/03/2010 15:40:34

sampietrini

Il commento sui sampietrini me lo ricordo e credo che quei signori non abbiano mai corso una maratona a Roma.

Public29/03/2010 09:39:54

Roma 2010

caro Orlando,
ciao sono Francesca.Ti ho visto di persona per la prima volta al ritiro dei pettorali della maratona di Roma. Volevo parlarti, ma non ne ho avuto il coraggio...fondamentalmente ero tropo agitata per la prova del giorno dopo. E' stata la mia prima maratona!WOW è stata magnifica. Un pò ho sofferto (35°-38° km), ma sono riuscita a tenere duro e l'ho conclusa in 3h48'02. Sono molto orgogliosa di questo primo rislultato, considerando che corro da 16 mesi e che ho affrontato 6 mezze maratone con un personale di 1h36'36. Mi è piaciuto tutto di Roma: decoro, tifo e anche i sanpietrini, benchè mi abbiano dato un certo fastidio, lo ammetto. La rifarei comunque.Francesca

Crippa Francesca09/04/2010 21:46:02