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Io apro le strade che gli altri percorrono

maggio 2010

13/05/2010

Pioggia

In poche occasioni ho corso volentieri sotto la pioggia: un temporale in piena calura estiva era l’occasione per un po’ di refrigerio sebbene poco dopo l’aria diventasse appiccicosa come carta moschicida. Molte volte invece ho guardato il cielo minaccioso di pioggia con la speranza di riuscire a terminare l’allenamento senza bagnarmi (troppo). Se però già pioveva, osservavo i cerchi che le gocce disegnavano nelle larghe pozzanghere con perplessità, chiedendomi se valeva la pena diventare anch’io bersaglio della raffica di gocce.
Quando correre era un lavoro e le alternative erano nulle, pensavo che tanto valeva mettersi subito per strada per rientrare di conseguenza prima. Il tambureggiare della pioggia sul berretto mi faceva capire che nel giro di qualche decina di minuti la maglietta si sarebbe probabilmente inzuppata più di acqua che di sudore.
Ricordo una seduta di interval training che avevo iniziato a correre poco prima che si mettesse a diluviare. La pioggia è iniziata a cadere fitta dopo che avevo corso cinque prove da quattrocento metri e ne dovevo fare altre dieci. Sotto sforzo si avverte meno il disagio delle precipitazioni; così mi sono organizzato per fare i recuperi sotto una tettoia lunga un centinaio di metri per poi fiondarmi in pista solo per l’essenziale sforzo della prova.

Il rapporto con il clima è cambiato da quando la mia attività podistica è passata dall’impegno professionale ad amatoriale. Adesso posso decidere se rinunciare a correre quando il clima non è favorevole. Ammetto che sono diventato più delicato, più sensibile ai disagi, anche se in definitiva mi dispiace dover saltare un allenamento, anche adesso che potrei trattenermi in casa per risparmiare uno stress al tendine, che gradatamente sta migliorando.
Non ho quindi una tabella da seguire, ma un programma atletico in linea di massima lo definisco a priori, almeno per organizzare le uscite podistiche e ciclistiche. Pedalo per due giorni di seguito e poi faccio l’uscita di corsa. In questo modo le fibre del tendine smaltiscono completamente la sollecitazione dei chilometri, che per ora sono solo una decina.
In questa primavera molto umida non c’è giorno che non piova ed in certe giornate non c’è ora che non scenda qualche intenso rovescio. Rispettare la “tabella” di allenamento è quindi difficile, ma faccio del mio meglio. Mi dispiace non fare attività fisica quotidiana. Di solito non esco il lunedì perché è il giorno di lavoro più impegnativo.
La programmazione delle uscite è tutto sommato elastica, spesso strutturata con alla mano il bollettino meteorologico, specialmente in inverno. Correre con la pioggia è un problema/disagio relativo; pedalare sotto la pioggia invece è fastidioso ed anche rischioso. Temo molto le scivolate, tanto che pedalo solo in pianura se le strade sono umide e bagnate.
Con il bollettino dell’Arpav alla mano cerco di programmare gli allenamenti della settimana, ma quando le vignette riportano sempre nuvoloni cupi, gocce e lampi c’è poco da sperare. Si vive quindi sul momento, con l’orecchio teso ad ascoltare l’eventuale fruscio della pioggia sui cespugli del giardino quando mi sveglio al mattino. E se il cielo non è proprio in procinto di rovesciare secchiate d’acqua, si parte di corsa, con la speranza di restare asciutti fino alla fine. E se poi si mette a piovere nel corso dell’allenamento poco importa. Ormai non si torna più indietro.


Orlando




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Commenti

test dei 7 minuti sotto la pioggia

Caro Orlando, proprio ieri nella pausa pranzo ho programmato il test dei 7 minuti in pista. Hai perfettamente ragione, sotto sforzo si accusa meno il disagio....ma ben dopo....
Un saluto
Fabio

Public14/05/2010 16:15:24

Pioggia a macchia di leopardo

Ciao Orlando, nella seduta di allenamento di ieri, in pausa pranzo, sono uscito dall'ufficio sotto una pioggia battente, con grande sforzo mentale per sciogliere amletici dubbi "correre o non correre, questo è...".
Sono arrivato al parco, ed è sbucato un sole estivo per la gioia dello spirito, um premio alla volontà, mi son detto, ma ripresa la via di casa... di nuovo acqua a catinelle.
Poco importa ormai... raggiunti i lunghi portici di Bologna sino a casa;-)

Public18/05/2010 14:04:15