16/03/2010

Maratona di Roma: analisi tecnica del percorso

(articolo scritto da Orlando Pizzolato in marzo 2007 e modificato marzo 2010)

Lo scenario della partenza dai Fori Imperiali è molto suggestivo e ciò mette le ali ai piedi all’emozione dei corridori tanto che al primo chilometro, posto subito dopo la breve salita del Campidoglio, si transita sempre un po’ troppo velocemente. Così avviene anche per tutto il primo tratto, fino all’altezza della Basilica di San Paolo (6°km circa), perché superata la salita del Colle dell’Aventino, si percorre una lunga ed invitante discesa. C’è quindi da attendersi una serie di passaggi ad andatura media più veloce rispetto a quella della tabella, all’incirca di 5” al chilometro. Come sappiamo tutti, ciò che si percorre in discesa lo si deve ripercorrere in salita visto che si torna allo stesso livello altimetrico della partenza; pertanto i chilometri dal 7° al 11° circa saranno in leggera ascesa, e quanto guadagnato in termini di tempo verrà annullato. Da 12° chilometro in poi il percorso è lo stesso delle passate edizioni.

Per tre quarti del tracciato il percorso è scorrevole, anche se si deve considerare il superamento di qualche leggera salita, ma nulla di difficile: mi riferisco ad un cavalcavia posto in zona Acqua Acetosa (24°). In zona Moschea (25°km) si trova anche una rilassante discesa, lunga 400 metri circa, che consente di riprendere leggermente fiato. La corsa prosegue ancora sul lungo Tevere, sul lato sinistro, e l’impressione è che la strada tenda leggermente a scendere (ciò significa quindi che quando si corre sul lato destro, tra il 22° ed il 25°km, la strada sale impercettibilmente), e ciò è sempre evidenziato da tempi di percorrenza piuttosto veloci da parte dei corridori di testa.

Verso il 31° s’incontra un’altra leggera difficoltà del tracciato, in occasione di un sottopasso, sempre sul lungo Tevere. Quando si sono già percorsi un po’ di chilometri, e le gambe avvertono quindi i primi disagi della stanchezza, è facile che un modesto avvallamento come il sottopasso menzionato contribuisca a fare entrare in crisi il maratoneta. Non ci si deve preoccupare di questa situazione, a meno che ciò non sia da imputare ad una partenza troppo veloce, perché a generare un po’ di disagio è il cambio di pendenza. Come lo si affronta per superarlo al meglio? Nel tratto in discesa ci si rilassa, abbandonando le braccia lungo il corpo (per qualche secondo) in maniera da rilassare anche i muscoli delle spalle, della schiena e del collo, e si affronta la salita accorciando leggermente la falcata ed aumentando l’ampiezza del movimento delle braccia. Questa azione va fatta senza forzature, ma sempre in maniera decontratta e rilassata. Le braccia possono essere ancora abbandonate lungo il corpo anche dopo aver percorso la salita.

Verso il 34° chilometro si entra nella parte storica della città (ma anche nella 1a parte della gara si transita per luoghi turisticamente interessanti, come S. Pietro), correndo attraverso Piazza Navona, il Pantheon, Piazza del Popolo, Piazza di Spagna, Fontana di Trevi e tanti altri incomparabili scorci della Città Eterna. Ti verrà naturale guardare i monumenti attorno a te, ma fai attenzione a dove metti i piedi: il centro storico avrà certamente tanti bei monumenti, ma ci sono anche lunghi tratti di strada pavimentati dai sampietrini. Se l’appoggio irregolare puoi crearti qualche problema ai piedi, pensa che la sella della mia bicicletta rileva ogni avvallamento del terreno e lo trasferisce al mio … soprasella! La maratona di Roma, assieme a quella di Venezia, è quella per me più difficile e lo avverto particolarmente il giorno seguente.

Cosa fare per limitare il disagio dei sampietrini? Considera che nel 1987, quando a Roma si svolsero i Campionati del Mondo di Atletica, la squadra giapponese di maratona, molto competitiva anche a quel tempo, rinunciò a parteciparvi proprio a causa dei sampietrini. I nipponici decisero di non correre a Roma (nell’allora percorso a “margherita”) dopo un sopralluogo che fecero qualche mese prima dei campionati mondiali, nel corso del quale considerarono il fondo delle strade romane “pericoloso” per i loro piedi. I corridori del “Sol Levante” fecero anche dei test su strada, utilizzando calzature da gara, ma che avevano una suola dall’ampiezza maggiore rispetto alle scarpe da gara standard, in modo da avere una più ampia base di appoggio. Consapevole dei test fatti dai corridori giapponesi, adottai in quell’occasione scarpe dalla suola più ampia oltre che un po’ più spessa, ed in effetti finii la gara senza nessuna vescica o problema ai piedi.

Per ridurre al minimo il problema di appoggio cerca soprattutto di correre dove le pietre sono più regolari e più levigate, e dove, per quanto ti è possibile scorgere, ci sono spazi più stretti tra un cubetto e l’altro. Il traffico ha contribuito considerevolmente a levigare la superficie dei sampietrini, ma permangono sempre tratti (soprattutto nelle zone pedonali, ed il mio ricordo va alla grande curva della fontana di Trevi) dove la pietra è ancora abbastanza grezza.

In corrispondenza del 39° chilometro si transita a Piazza Venezia, quindi in prossimità dell’arrivo e, dopo la gradita discesa che porta a Teatro Marcello, ci si trova a superare una leggera salita per giungere a costeggiare il Circo Massimo. A questo punto all’arrivo mancano 1500 metri circa con una parte (500 metri circa) da percorrere in uno dei tratti più disastrati del tracciato, quello che costeggia il Circo Massimo e che hai già percorso nella primissima parte della maratona (2°-3° chilometro). Alla fine di questo tratto di strada girerai a sinistra, e sullo sfondo vedrai il Colosseo dietro il quale è posto il traguardo. Per raggiungerlo dovrai però superare l’asperità più impegnativa di tutto il percorso. Quest’ultima salita è lunga 200 metri circa ed ha una pendenza piuttosto sostenuta, e quando l’avrai percorsa all’arrivo mancheranno solo 400 metri. In quest’ultimo tratto avrai modo di vivere un’emozione particolare: ti sentirai piccolo nei confronti delle imponenti mura del Colosseo ma grande per aver completato una delle maratone più affascinati al mondo. Il traguardo è lì ad attenderti qualche centinaio di metri, all’inizio dei Fori Imperiali, luogo nel quale venivano celebrate ... grandi imprese! Naviga sul percorso della Maratona di Roma Cliccando sul seguente link è possibile navigare sul percorso di gara Il Percorso della Maratona di Roma