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maggio 2010

26/05/2010

Male scaccia male

Per il podista la testa è spesso il punto più debole. Se alle gambe si comanda, la testa invece agisce con dinamiche indipendenti, irrazionali e spesso incontrollabili. Muscoli e pensieri in queste mie prime uscite non trovano buona sintonia. La testa dovrebbe favorire le difficoltà del mio corpo impegnato a produrre un certo lavoro con uno sforzo piuttosto rilevante, anche quando procedo ad una modesta andatura. Il mio respiro cerca spasmodicamente aria da inviare ai muscoli, e per quanta ne arrivi, parecchie fibre non sanno cosa farsene perché hanno perso la capacità di usarla in seguito a cinque mesi di inattività.
Capita quindi che dopo pochi minuti di corsa le sensazioni peggiorino gradatamente, ma lo accetto. Spero solo che fra una settimana sia meglio di oggi, e fra due ancora di più, ma non è la fatica la ragione delle mie preoccupazioni: se il corpo funziona, gli impegnativi allenamenti sono solo una conseguenza della voglia di correre. A crearmi disagio è la testa: con tutte le distrazioni che potrei avere mentre sono sotto sforzo il mio pensiero finisce lì, dove vorrei non andasse. Ogni tentativo di percorrere qualche chilometro di corsa è finora finito con l’angosciante sensazione di fibre tendinee aggrovigliate. Ora che sembra andare meglio, il mio cervello si aggrappa ancora ai fantasmi di vecchi fastidi. Finora sono tornato a casa senza rilevanti disagi.
Ad Ilaria, che puntualmente m’interroga quando rientra dopo di me, rispondo che avverto un’ombra di fastidio. Lei riferisce che questa ombra è proprio un fantasma, qualcosa che avverto nella mia testa. E probabilmente è così. Lo spettro dell’infortunio mi condiziona, anche nel dopo allenamento, quando le mie dita toccano la zona del tendine alla ricerca di sensazioni che evidenzino normalità. Correre con muscoli che si spompano in fretta e con una testa impegnata alla ricerca di tracce di disagio è una rottura. Se la testa vuole il male, il male avrà. Potrei usare un modo di dire molto di voga, che però a me non piace perché evidenzia fatalismo, ed io che sono pragmatico non mi va di lasciare le cose al caso: o la va o la spacca.
Lo so che non mi romperò (!) ma devo ingannare la mia testa, e siccome non sa distinguere i tipi di disagio, ho corso tre giorni consecutivamente. La stanchezza del primo giorno, acuita da una progressione finale, si è sommata all’affaticamento di una salita percorsa in seconda seduta. Al terzo giorno di logica sarebbe stato meglio inforcare la bici e pedalare agile, ma volevo disorientare i neuroni sensitivi del mio cervello, e così ho portato le mie scarpe in giro per i campi di Santorso. Il disagio muscolare è rilevante, tanto che durante la giornata salgo e scendo le scale con atteggiamento post maratona, e a letto i muscoli infiammati cercano lenzuola fresche per lenire l’infiammazione.
Per ora lo stratagemma sembra funzionare: la testa si sta preoccupando di aspetti più diretti delle mie sedute. Fatica e mal di gambe mi danno già molto da pensare, e penso che ne avrò ancora per un bel po’.


Orlando



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Commenti

Male scaccia male

é vero se pensi al male sentirai male, è la stessa cosa che mi capita dal mio infortunio al tendine surale che sta regredendo pian piano e che mi tormenta da quasi 9 mesi. Questa settimana dopo tantissimo tempo ho azzardato 4 uscite e "guarda caso" non sento più nulla. Speriamo bene............l'unica cosa che non faccio molti km mi accontento e sto bene, e faccio dell'interval training.

Public26/05/2010 10:31:05

Tortura

E' una tortura perenne, che non ti molla mai.
E' sempre in agguato, sta attento per 1000000000.
Non azzardare con i tendini. I muscoli li tormenti, la fatica la superi, con i tendini non scherzi.
Non ti perdonano mai, azzardare è pericolosissimo, e io l'ho sempre pagata cara.
Quindi orlando, parla con il tuo IO, e cerca UNA SOLUZIONE MENTALE, che sia interval training, come stavi già facendo, o qualcosa altro che ti consenta di correre e recuperare, senza così avere traumi.

Se cerchi di ritornare come eri prima, prepararti per la maratona, con i ritmi di prima e via discorrendo, ricadrai nello stesso tipo di problema.
VAI CON I PIEDI DI PIOMBO, non è una questione di coraggio, noi podisti ne abbiamo da vendere, e purtroppo a volte questo è un problema.

http://agodudicorsa.blogspot.com/

Public27/05/2010 10:55:28

Mente

Non so in che percentuale la mente condizioni le prestazioni atletiche, dalla mia esperienza un bel po', sarebbe un bell'argomento da trattare nei venturi stage ;-)
Steve.

Public29/05/2010 23:18:40

male scaccia male

il mio motto è FORZA e ONORE.
Qnando sento dei dolorini alle gambe, il ginocchio che parla da solo..., un crampo che stà per arrivare, oppure un super affanno dove l'aria ti sembra non entri nei polmoni, mi dico sempre: " le orecchie non vi sentono perchè sono lontane da voi e quindi non possono sentirvi... e così vado avanti.

Public31/05/2010 20:15:31

E' cosi

Ciao Orlando, è propio cosi, anche io dopo l'infiammazione alla caviglia per il troppo allenamento avevo paura, una paura che mi portava a correre con il solo pensiero se il male si fosse ripresentato, senza godermi le sensazioni che la corsa mi stava regalando in quel momento. Correvo sempre in difesa e facevo riscaldare bene le caviglie con gli esrecizi come si fa con il motore della macchina prima di partire. Ma alla fine c'e l'ho fatta. Quei fantasmi immaginari che sentivo durante e dopo gli allenamenti se ne sono andati via con la corsa.

Public01/06/2010 13:09:35