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settembre 2010

09/09/2010

Medaglia d'oro

Di medaglie non ne vinco più da un po’. Le ultime me le hanno messe al collo perché ho tagliato il traguardo; ma questo non è vincere. Non erano in palio. Si trattava semplicemente del simbolo di partecipazione. Domenica scorsa a Cavalese non mi sono neppure fatto vivo per ritirarla.
Come Paperon de Paperoni affezionato al primo cent della propria collezione di monete, io sono affezionato solo alla prima medaglia, vinta arrivando terzo alla fase comunale dei Giochi della Gioventù, a Schio nel 1972 (2000 metri in 7’19”). Che effetto: allora si correva in pista raramente. L’accesso non era sempre garantito. E che fascino aveva lo scricchiolio dei granelli di terra rossa sotto le scarpe quando si inanellavano giri su giri. A quei tempi correvo con le Tepasport, prima di passare al modello Formia della Valsport. Le suole e la tomaia si coloravano di arancio, come succede ora solo ai tennisti, e la sera, prima di rimettere le scarpe nella scatola, le pulivo con la spugna. Già. Allora, a 14 anni, non correvo tutti i giorni, ovviamente, e le ambite scarpe da corsa non le lasciavo in giro per casa.
Oltre alla medaglia dei Giochi della Gioventù, non saprei indicare dove sono le altre. Gran parte dei trofei, coppe, targhe, medaglie che ho … vinto, sono rimaste a casa da mia madre. Quelle rimaste appunto; molti premi non ci sono più perché sono stati regalati. Da mia madre, ovviamente.
Ciò non mi dispiace perché io non apprezzo affatto i soprammobili (ambisco ad avere la casa praticamente vuota), e i premi altro non sono che oggetti da collocare appunto da qualche parte. I mobili ben si prestano a fare da base di appoggio a tanti oggetti, oltre che ad impallidirsi di polvere.
Ma quest’estate una medaglia d’oro l’ho conquistata, si potrebbe dire con … gli affari. Ma non mi riferisco all’attività degli stages, sebbene le adesioni siano state ancora elevate. L’oro che ho vinto l’ho conquistato a Piazza Affari, proprio con l’oro stesso. Prima dell’estate e di impegnarmi con gli stages, ho puntato su un titolo aurifero, attratto dal fatto che il “metallo nobile” aveva perso un bel po’ di valore rispetto alle quotazioni massime, ed ora è ritornato molto vicino ai livelli massimali. E’ quasi il momento di realizzare.
Ed anche queste sono soddisfazioni, anche se non ho nulla da mettermi al collo.


Orlando



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