Running Service - Allenamento, tabelle e corsa - Winning Program S.a.S.

Per tutti quelli che amano correre

Tutta l'esperienza e la passione di una vita di corsa.
Io apro le strade che gli altri percorrono

novembre 2010

17/11/2010

In gara a New York

Dal 13° km inizio ad usare il fruttosio. Ho le mani così fredde che non riesco ad aprire le bustine. Devo usare i denti ed ancora sposto appena un lembo di plastica, inadeguato per ingerire bene lo zucchero. Con insistenza ci riesco. Mi sono prefissato di usare gli integratori non a necessità ma per l’andamento del percorso: approfitto delle discese in modo da rilassarmi e spendere meno energie.
Alla mezza ho consumato già 4 bustine. Non avverto nulla di rilevante, ma neppure disagi e così decido che dopo la salita del Queensborough Bridge ne prenderò due. Alla mezza il cronometro segna 1h25’19”. Molto meglio del previsto; più piano non riesco ad andare. La prima verifica che aspetto è la salita del ponte Queensborough. Nei miei occhi questa volta non c’è Linus, ma il mio fantasma. Vedo la mia figura dello scorso anno, ma per fortuna non le stesse sensazioni. Salgo davvero bene tanto che potrei aumentare ma la “morbidezza” è sempre la sensazione che ricerco e mentre salgo con una marcia in meno noto che supero parecchi podisti. Al culmine della salita ingurgito due bustine di fruttosio e recupero nella discesa che porta alla 1st Avenue.
Linus dice che lì c’è il Maracanà del podista ed in effetti l’incitamento è da finale olimpica da stadio. Molto difficile restare passivi, ma mi controllo. Ho paura del lungo toboga che mi aspetta. Se al posto dei piloni della luce ci fossero dei cactus, molti avvoltoi sarebbero in speranzosa attesa; questo è un posto dove s’inizia a piegare la testa a cospetto della signora “42 chilometri”. Ed in effetti supero parecchi maratoneti. Le salite le vedo ma non le sento, ma quando mi giro verifico che sto correndo in discesa: che bella sensazione.
Il 30° km si avvicina: il passo è buono e noto che l’ultima frazione di 5km è 19’45”. Penso che sia il momento di lasciare andare le gambe. Mancano “solo” 50’; va tutto bene ma dovrei pensare a … Linus e alla sua dedica. Entro nel Bronx in buona spinta. Raggiungo una ragazza che ha delle calze fucsia, che mi irritano. E’ un pezzo che soffro questo disagio ed ora sento che mi vendicherò. La vendetta è un sentimento che non si dovrebbe coltivare perché si alimenta di energie ed invece ora dovrei essere estremamente egoista.. Le calze fucsia mi stanno sempre lì, a qualche metro, anzi, tendono a sopravanzarmi. Se le seguo però rischio di andare fuori giri. A quel pensiero 50’ di corsa sono tanti. Ripeto per l’ennesima volta di stare morbido anche se le calze fucsia si allontano.
A questo punto non sono più i colori, i rumori, i suoni ad infastidirmi, ma i muscoli che iniziano a dirmi che il morbido è una caratteristica non più conciliabile con la situazione. Percorro delle strade che non ricordo e sono un po’ disorientato. Mi aggrappo ai cartelli delle miglia, ma la percezione di tempi e distanze è alterata. Sento che qualche avvoltoio volteggia sopra la mia testa. Mi tranquillizzo quando rivedo un angolo di Harlem; so che girato l’angolo si vedrà il Central Park e lì conosco ogni metro di asfalto. Ogni passo sarà famigliare, ma il lungo rettilineo che percorro sembra infinito; non aggancio riferimenti che mi diano conforto ed il volteggiare degli avvoltoi si fa sempre più minaccioso.
Nei circuiti dei neuroni faccio passare messaggi imperativi: “resisti” è l’unico termine che mi concedo, sebbene le gambe non reggano più. Percepisco un certo rallentamento. Ho la tranquillità di controllare il cronometro. Seppure ho rallentato, il passaggio non è malissimo: 21’23”. Però è durissima resistere, e l’occhio butta l’animo nell’asfalto del parco mentre le gambe lavorano ma non sono in grado di fornirmi garanzie. La testa deve resistere e, come un profugo che si è perso nel deserto, quando entro nel parco mi sento come ai margini di un’oasi. La familiarità dei posti mi tranquillizza. Posso contare su un paio di discese e ne approfitto per mollare le tensioni.
Sento però che non sto correndo proprio con efficienza, ma il corpo scorre sulla strada per la forza che attira ogni corpo verso il basso. In ogni modo i metri passano e quando supero il cartello del 25° miglio avverto la sensazione che è quasi fatta, seppure ho il timore di percorrere il rettilineo (lungo) di Central Park South. Mi affaccio su questa strada e la prospettiva non è inquietante a livello mentale come temevo. Prendo il riferimento visivo dell’incrocio della 7a strada; lì è dove dal mio hotel entro nel parco e quindi sono quasi “a casa”. Anche la colonna dove si appoggia il marmo della statua di Cristoforo Colombo, a Columbus Circle, è un buon punto di riferimento. Con tali riferimenti arrivare in vista dell’arrivo è quasi un gioco, incentivato dal superare continuamente podisti molto più in crisi più di me. In prossimità del traguardo emergono le emozioni che la fatica e la stanchezza hanno represso. Sono più soddisfatto rispetto a Berlino anche se il cronometro evidenzia un tempo superiore, ma è risaputo che tra i due tracciati la differenza altimetrica è considerevole.
Non posso avvertire le emozioni di quando sono stato il primo a tagliare il traguardo tanti anni fa, ma percepisco la soddisfazione di essermi liberato di un peso. Superato il traguardo le gambe sono doloranti ma procedo a passo sostenuto. Tra gli alberi del parco scorgo la bianca sagoma della tenda dov’è depositato il mio bagaglio. Là dentro c’è ancora il fantasma dello scorso anno: un anno prima vi ero entrato con il cuore gonfio di rammarico e tristezza. La medaglia che tengo in mano potrebbe essere il talismano che lo scaccia, ma non è quel pezzo di metallo che mi gratifica. La soddisfazione è molto più intima e non si appende ovviamente al collo. Solo io la posso sentire, ed ho avuto il piacere di condividerla con tanti amici, ma specialmente con la persona che è nell’intimo nella mia vita.

continua da pagina La dedica di Linus


Orlando



Allegati

Commenti

GRANDE ORLANDO

...BELLISSIME EMOZIONI...MI SEMBRAVA DI CORRERE INSIEME A TE (...MAGARI...). GRANDISSIMO!!!!!!
CHECCO

Public17/11/2010 11:06:09

WOW

Racconto bellissimo, ... come al solito!!!

Public17/11/2010 11:43:27

Consiglio.

"Da amatore … esperto" ti consiglio la prossima volta di arrotondare i bordi delle bustine degli integratori con un paio di forbicine e di facilitare l'apertura delle stesse prima della partenza!!!

;-)

Public17/11/2010 11:45:49

emozioni

Bellissimo racconto, ci trovo tutte le emozioni che ho provato nelle mie migliori maratone.

Public17/11/2010 11:51:50

racconto

ciao Orlando dal tuo racconto ho percepito un grande rispetto per una corsa, mai certa e mai sicura, è ovvio che hai tanta di quella esperienza che correrla dovrebbe essere come bere, ma poi penso che ognuno di noi corre sia con le gambe che con la mente ed è ovvio che l'allenamento alla gara oltre a quello fisico deve essere soprattutto mentale, e per te, per quello che rappresenti per ognuno di noi, il mettersi in gioco come un "comune mortale" dopo essere stato al top del mondo, la caratteristica mentale ha certamente un lato prevalente; pertanto oltre che il racconto è molto ben scritto e trasmette tutte le paure le ansie e le gioie della regina delle corse, ti fa un grande onore, e ti pone come sempre al TOP degli amatori.....inesperti. un saluto da un amico molto piu' inesperto. Antonio

zubba antonio17/11/2010 12:32:05

Un'altra splendida vittoria

Caro Orlando,
trovare lucidità e parole per descrivere bene come hai fatto, l'emozione che corona il raggiungimento di un obiettivo, rende la Tua corsa una grande vittoria.
Fantasma dell'anno scorso scacciato (cosa che accresce il compiacimento odierno);
esperienza condivisa coi Tuoi amici del web (cosa che moltiplica il valore del risultato);
amore per la corsa accresciuto e rilanciato (è evidente).
Insomma, non manca nulla per inserire la New York Marathon 2010 nel novero delle Tue vittorie più belle.

Public17/11/2010 12:50:08

Grazie

Grazie x la bella descrizione! Salvatore

Public17/11/2010 13:17:50

EMOZIONI A NY

GRANDE ORLANDO, DEVO DIRE CHE NELLE TUE PAROLE RIVIVO IN PARTE ANCHE LA MIA MARATONA DI NY, CON LE DOVUTE PROPORZIONI DI TEMPI.COMUNQUE E' STATO UTILISSIMO PER ME POTER STARTI VICINO I 2 GG PRECEDENTI LA GARA PER IMPARARE UN Pò LA GESTIONE DELLA STESSA ANCHE SE AL 27KM LA FRATTURA ALL'ASTRAGALICO SI è FATTA SENTIRE ED I MIEI TEMPI SI SONO AMPLIATI, MA HO CAPITO CHE SE SI CORRRE CON IL CUORE OGNI RISULTATO è POSITIVO.GARZIE PER QUELLO CHE CI HAI REGALATO.

Public17/11/2010 14:01:03

Maratona N.Y

Sei un grande atleta un vero campione,ma io che ho la fortuna di conoscerti personalmente e che mi alleno seguendo i tuoi consigli, posso affermare con assoluta sincerità che sei una persona eccezionale.
Gianfranco

Public17/11/2010 15:01:59

Grazie

Come sempre grandissimo Orlando....Grazie.
carlo

Public17/11/2010 15:11:35

dettagli

anch'io mi unisco al coro dei complimenti sia per la prestazione che per il racconto. Ma mi ha colpito un particolare perché in assoluto contrasto con le mie abitudini: io dopo una gara difficilmente ricordo tanti dettagli (visivi e non)perché la mia attenzione è totalmente rivolta al percorso e a chi mi corre intorno; tu invece descrivi la tua maratona come se la descrivessi in tempo reale, tanto che a qualcuno è sembrato di correrla nuovamente. Non azzardo nessuna spiegazione, volevo solo sottolineare questo aspetto

Public17/11/2010 15:29:18

racconto

caro orly ,
grazie per me che ho appena corso la maratona di ny da 18 enne sei stato un aiuto ....anche se non ti conosco personalmente ho attinto ai tuoi consigli in questo luuuungo anno di preparazione solitaria ma a ny non mi sono sentito solo ....un racconto emozionante che mi ha fatto rivivere la mia prima maratona e il mio primo traguardo. un abbraccio da jacopo

Public17/11/2010 16:17:36

racconto

Ho letto con molto piacere il tuo racconto, la tua avventura, e man mano che andavo avanti con la lettura pensavo..quanta passione ha dentro questa persona. Complimenti
Enzo

Public17/11/2010 16:19:27

NEW YORK MARATHON

CONGRATULAZIONI ORLANDO!!!SEI SEMPRE GRANDE

UN CARO SALUTO A TE E A ILARIA

LUCIA

Public17/11/2010 16:58:52

La Maratona

Complimenti del racconto della maratona di New York, più andavo avanti nel leggerlo più mi affascinava e mi immedesimavo nel viverlo, più di una volta è capitato anche a mè, stesse emozioni, stesse senzazioni, bravo sei grande, il più grande.

Public17/11/2010 17:15:17

New York

E' bello sentirti soddisfatto. Poi descrivi le tue emozioni in un modo che sembra di essere al tuo posto.
Bravo Orlando, complimenti e benvenuto negli "amatori", ma sempre d'élite.
Giovanni VC

Public17/11/2010 17:44:29

Sempre grande

E' sempre emozionante leggerti. Grazie Paola

Public17/11/2010 18:03:18

IN GARA A NEW YORK

Grande orlando, rivedo la sequenza della mia gara del 07.11.2010 e l'arrivo in un impensabile 3.49 per essere la mia prima maratona !!!!
Grazie di esserci sempre. Gennaro

Public17/11/2010 20:51:12

POESIA...

Credo tu sia l'unico che tramite un testo riesca a far capire cosa significa correre.
GRANDE.

Public18/11/2010 07:53:20

NYC marathon

non ci sono dubbi e' il vero raconto di un amatore anche se d'elite e io passo confermarlo anche se impiego una mezzoretta di piu'! sono sensazioni comuni a tutti i maratoneti e ora posso dire : Orlando benvenuto tra noi!!!!!

Public18/11/2010 08:45:30

Via i fantasmi....

.....la testa prima di tutto ti ha fatto dimenticare la prestazione dell'anno passato.
A Berlino mi sei arrivato parecchio avanti, io ho chiuso in 2h57', ma la soddisfazione personale di scendere nuovamente sotto le 3h sembra la stessa che hai provato tu nel tagliare il traguardo di New York.
Bel racconto Orlando.
Se ti ricordi ti dissi che ci siamo incontrati in quel di Livigno a metà agosto, io stavo iniziando un 35 km ed anche tu dovevi fare un lungo.
Se ricapito dalle tue parti magari ci si fa qualche km in compagnia !
Bravo Orlando !!!!

Public18/11/2010 10:07:25

sei un grande

complimenti per quello che riesci a trasmettere, il tuo mondo diventa anche il nostro. Corri e scrivi veramente bene.
AL PROSSIMO ... RACCONTO DI EMOZIONI

Public18/11/2010 20:32:03

grande emozione

ciao Orlando, è veramente emozionante leggere le tue sensazioni e confrontarle con le mie che ho corso per la prima volta a NY il 7/11/2010.
Grazie Orlando,sei sempre una guida e uno stimolo a fare meglio.
un caro saluto
Donato Donati
PS:mi piacerebbe correre con Te la prossima Londra 2011

Public18/11/2010 22:34:56

Sei un poeta che scrive le sue poesie con i "PIEDI"

Mitico,volo sul cielo asfaltato solo da un paio di anni, e nei momenti di crisi come quello che sto vivendo mi dai un immenso stimolo ad ogni tua news... domenica affrontero' una mezza a palmanova e avevo bisogno di leggere un romanzo del genere per ricaricarmi nel morale,visto che fisicamente ho fatto tutta la preparazione di 2 mesi!!

Continua cosi'!!
Pietro

Public19/11/2010 16:46:09

IN GARA A NEW YORK

DA TE HO IMPARATO CHE COSA SIGNIFICHI CORRERE CON IL CUORE
GRAZIE VERAMENTE
LUCIO

Public19/11/2010 21:06:40

sei un esempio per tutti noi

l'anno prossimo vrrei coronare un sogno:correre al tuo fianco New York

Public19/11/2010 22:48:49

New York ...

Splendide le foto di Ilaria, magnifiche le emozioni nel tuo racconto.
Come sempre siete due persone speciali !
Una abbraccio da Lucio (Castelfranco V.)

tonolo lucio20/11/2010 16:21:05

Big Apple Sensation

Leggendo il tuo toccante racconto mi ha fatto rivivere la mia prima Maratona 2005 nel Big Apple, bellissimo grazie .... e io spero di tornare nel 2012. Norma

Public21/11/2010 11:29:26

Sei Forte

Sei stato grande, simpatico e umile

Giovanni Battista dalla Moletta

Public25/11/2010 16:24:20

new york

bellissimo il racconto, mi sembrava di essere lì.
complimenti per l'impresa.
ti ammiro Orlando.
spero di tornare presto ad uno dei tuoi magnifici stage.
Un caro saluto
Nicola

Public26/11/2010 12:56:50

NY

Complimenti, mi sono emozionato nel leggere il tuo racconto così ricco di particolari. Sei stato e sei un grande.

Public03/12/2010 16:11:41