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Anno 12 - Numero 376
Un diverso punto di vista

lunedì 25 maggio 2015





Quasi al completo lo stage di Chia-Sardegna e quello di fine giugno ad Asiago. Restano più posti sulle Dolomiti di Brenta e via via negli stages di Asiago in agosto.

A fine mese online le tabelle di giugno per Berlino e New York riservate a chi ha acquistato il viaggio con il gruppo Pizzolato. La prossima newsletter sarà inviata lunedì 8 giugno.

Orlando

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Un diverso punto di vista

L'ultimo libro che tratta della tecnica di corsa (intendendo essenzialmente di fisiologia) l'avevo comperato nel 2005 a New York. Ogni anno, in occasione della trasferta per questa maratona, vado in qualche libreria perchè m'incuriosisce verificare se c'è qualche buon testo che arricchisca le mie conoscenze. Ho verificato che anno dopo anno sugli scaffali ci sono sempre più libri sulla corsa in genere, ma non ne ho più trovato uno che soddisfasse le mie esigenze, o quanto meno che attirasse la mia curiosità.
Sono passati ben 10 anni prima che mettessi mano al portafoglio per portarmi a casa un testo ben fatto. E' stato davvero un caso che l'anno scorso scovassi quello che sto leggendo. Non è infatti un libro ma una dispensa, rinvenuta negli scaffali meno in vista della libreria, dove si trovano di solito i libri in svendita, una sorta di “fondi di magazzino”. Prima di sfogliare questa dispensa avevo infatti messo sottobraccio un vecchio testo, sempre di fisiologia ma datato 1995, un'interessante raccolta di vari autori su differenti metodi di allenamento di 20 anni fa. In questo caso l'acquisto era stato motivato dai ricordi e dalla nostalgia di quei tempi, visto che c'era anche un articolo del mio allenatore.
A catturare la mia attenzione verso la nuova dispensa c'era il logo dell'Oregon Track Club e la foto di Alberto Salazar che, a bordo campo, controllava il cronometro mentre una serie di famosi atleti correva sulla pista della Nike, a Eugene.
Non poteva trattarsi di un vecchio testo, vista la foto piuttosto recente; lo sfogliai velocemente, e intravidi i soliti concetti di fisiologia, con gli stessi schemi di sempre. Per i pochi dollari che dovevo sborsare, me la sono portata a casa, anche se con la convinzione di avere acquistato un doppione di altri testi che avevo già nella mia libreria. La mia poca attrazione per il nuovo acquisto mi ha portato a lasciare la dispensa sullo scaffale per vari mesi, ma una sera in cui non avevo nulla da leggere, mi sono messo a sfogliarla. Alla fine della prima pagina avevo la sensazione di avere in mano un testo scritto davvero bene. Alla fine del primo capitolo avevo inteso che quel lavoro era fuori dal comune. Infatti, l'approccio alla fisiologia era del tutto nuovo, specialmente per i numerosi riferimenti alla neurofisiologia, che mi hanno fatto riflettere con punti di vista diversi.
Erano infatti rivisitati il concetto di VO2max, di soglia anaerobica, di capacità aerobica, di come si genera la fatica a livello cerebrale e soprattutto di come si evolve il recupero fisico e la rigenerazione.
Nulla di scontato, anzi: molte cose davvero innovative e tutte con riferimenti agli atleti dell'O.T.C.
Sono ancora impegnato nella lettura di questa dispensa, sia perchè non è facile da leggere - non per la lingua ma per i concetti, tanto che devo rileggerli più volte – sia perchè le conoscenze sono davvero appassionanti. Solo con questo punto di vista posso arrivare a spiegarmi la rilevante evoluzione tecnica dei corridori del O.T.C.
Le innovazioni tecniche che vengono proposte a questo gruppo di atleti devono per forza presupporre un particolare atteggiamento mentale, noché un ambiente a prima vista molto più evoluto rispetto al resto del mondo, ovviamente per quello che posso sapere in questo momento. In realtà, anche in altre parti del pianeta ci possono essere centri sportivi che lavorano con principi tecnici e fisiologici all'avanguardia.
Mi ritrovo quindi in una situazione particolare, solleticato da tanti nuovi stimoli conseguenti al differente punto di osservazione e comprensione dei classici concetti tecnici.
Ho già iniziato a programmare gli allenamenti dei miei atleti con sedute strutturate in modo diverso, ma non ho avuto ancora il tempo di verificare il loro feedback.
Pensare che mi ero proposto di andare in pensione a 60 anni! Ma ora mi sento stimolato a procedere con l'applicazione di quanto sto imparando, consapevole che il meglio deve ancora venire.



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