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febbraio 2011

16/02/2011

Il troppo storpia

Il troppo è sempre una quantità eccessiva, e quindi può portare spesso a conseguenze negative, in ogni ambito.
Basta pensare per esempio al cibo: un buon pasto può saziare, ma a volte non ci si accontenta, come in certe particolari occasioni, e si può arrivare all’indigestione.
In vari ambiti delle mie attività, pur consapevole dei rischi, spesso mi inoltro per ottenere di più, consapevole delle trappole che mi aspettano. Passare il confine è per me fonte di gratificazioni, ma anche di delusioni che spesso sono enfatizzate.
Per esempio, nel trading quotidiano che faccio con particolare entusiasmo sugli indici di Borsa, uso sempre l’effetto leva in modo da ampliare i guadagni, ma anche le perdite (ovviamente modulo i rischi per far sì che sia sempre di più ciò che metto in tasca rispetto a quello che si lascia al mercato). Vincere e perdere sono aspetti che mi smuovono particolari emozioni, e queste sensazioni mi entusiasmano ancora perché contribuiscono a darmi motivazioni per le cose che faccio, tenendomi sempre un po’ sotto pressione e stimolato ad ampliare l’esperienza.
Sul piano podistico sono spesso nella zona “iper”, sia perché spinto dalle ambizioni di migliorare (con riferimento al mio attuale livello di efficienza, quello di un veterano ultra cinquantenne con quarant’anni di carriera), sia perché la fatica insita in ogni allenamento è un aspetto che mi attira perché coinvolge elementi della mia personalità.
Per eccesso di carico da quattro giorni però non corro. Si tratta di un riposo precauzionale per un fastidio che avverto al bicipite femorale. L’ecografia fatta ieri sera esclude sia la lesione sia l’infiammazione tendinea. La visita che ho fatto dal mio ortopedico di fiducia ha però rilevato una reazione dei tessuti nella fascia miotendinea, un piccolo nodulo largo un centimetro.
Si tratta di un eccesso di sollecitazione, quindi di “un troppo”, che si è sviluppato alla fine della seduta di fartlek di mercoledì scorso. La sfortuna ha voluto che il fastidio apparisse nella parte finale (quindici secondi conclusivi) dell’ultima delle venti prove. Per precauzione non le avevo tirate molto perché tre giorni prima avevo sostenuto un lunghissimo di 2h45’, che avevo recuperato con ottima reazione. Se non avessi corso il giorno successivo della seduta di fartlek probabilmente il problema non ci sarebbe neanche stato perché il fastidio è riapparso solo a metà della seduta del giorno dopo. Ma poco conta: mi sono allenato e mi sono “infortunato”.
Per due giorni non mi sono allenato perché impegnato con lo stage ad Abano. Ho provato a correre domenica pomeriggio, ma dopo mezz’ora il fastidio è aumentato, e quindi ho interrotto. Ieri mattina sono uscito in bici: 10km di salita ad impegno elevato, superiore al livello di una corsa media podistica. Sono arrivato a sfiorare il primato della prova che risale a cinque anni fa, quando mi dedicavo molto alla bici perché annoiato dal podismo. Allora ero molto bravo in salita, ed anche in discesa, tanto da rischiare ... un po’ troppo.
Ieri sera il medico che mi segue ha ritenuto opportuno farmi un’infiltrazione, e questa mattina il fastidio è scomparso completamente, sebbene ieri sera zoppicassi per l’effetto del farmaco. Da oggi farò alcune sedute di laser e forse dopodomani riprenderò a correre. Stavolta con un po’ di moderazione.


Orlando



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Commenti

Il troppo storpia 16-2-2011

hai ragione, il troppo storpia, però bisogna anche non superare i propri limiti, il corpo spesso ci dà segnali che non si vogliono leggere...e dopo però arriva il messaggio chiaro ed inequivocabile...il dolore...

Public16/02/2011 09:39:08

Il troppo storpia

"Il troppo storpia": SANTA VERITA'!!!

Public16/02/2011 10:18:48

il troppo storpia

ne so qualcosa; proprio per il bicipite femorale non ho potuto correre per 2 mesi......avevo piccole calcificazioni chee ho risolto con onde d urto e infiltrazioni

cadeddu achille16/02/2011 11:52:34

eh già, eh già

curioso, sia lio piccolo, che vivian, che pizzolato trattano lo stesso argomento nel post!
Se è una coincidenza, è proprio bella e sana, riposare è fondamentale, sopratutto dopo un giorno che si sa di aver lavorato duro.
mentre noi runners siamo come il fuoco nella savana, lo fai partire e non lo fermi più, e allora accade l'irreparabile
quindi fermarsi ogni tanto e decidere razionalmente, oggi r i p o s o!!!! chiuso, al massimo cammino o gireeeetto in bici, ma NIENTE corsa
va bene runners? chiaro a tutti?
http://grintadicorsa.blogspot.com

Public16/02/2011 22:20:39

rischio simile, esito simile

@ Grinta: questo è il titolo della mail che ho inviato a Orlando il giorno precedente alla pubblicazione del suo post nella quale mi permettevo di analizzare l'escalation degli allenamenti e mi dispiacevo dell'intoppo causato da un sovraccarico seminato nelle settimane precedenti

effettivamente in tempi diversi e modi diversi Orlando, Filippo e io abbiamo incagliato la catena cinetica posteriore; io non sono così esplicito come i miei compagni di avventura, ma trovi tracce delle mie attuali difficoltà nei resoconti della Montefortiana e della campestre di Pescantina

i post "calcaterrite" nascono dall'incontro con il grande Giorgio che mi ha ispirato un nuovo approccio alle gare e le considerazioni che ho espresso (è in fase di rifinitura la 4a e ultima puntata)

Public17/02/2011 19:30:05

scarpe newton

qualcuno conosce o ha provato questo modello di scarpe? impressioni a riguardo??

Public20/02/2011 17:48:40