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novembre 2011

05/11/2011

Diario da New York: meno 1 alla gara

La crisi economica mondiale tocca un po’ anche la maratona di New York. La Continental, la compagnia aerea che sponsorizzava la Friendship Run, si è ritirata e quindi la tanto partecipata corsa del sabato mattina riservata agli atleti stranieri, quest’anno non si è fatta. A compensare questa mancanza è stata organizzata venerdì sera la Parata delle Nazioni in Central Park, una sfilata di 1500 podisti a rappresentare il proprio Paese.
Ad ogni nazione era stato suggerito di sfilare con un costume folcloristico, e noi stiamo stati rappresentati dai podisti di Sassari con suggestivi abiti sardi. E’ facile immaginare quale fosse il tenore di festa di un tale evento, ma a dirla con sincerità, non ha avuto la portata della ormai consolidata e festosa Friendship Run. Peccato quindi per questo annullamento. Tuttavia, non è mancata la corsa che dal Palazzo dell’Onu portasse i podisti al traguardo in Central Park (5km), ma invece di una corsa popolare si è trattato di una gara vera e propria: la “Dash to the finish”. Il primo, l’americano Chris Thompson, ha impiegato 13’53”!
Ad ogni modo, che si tratti di correre “for fun” o di gareggiare, l’atmosfera che scaturisce in occasione di tali eventi è sempre coinvolgente, come entusiasmante è percorrere le strade della metropoli. E non è nulla in confronto a domani, quando sarà una scia multicolore rappresentata da 47 mila podisti a tappezzare il consunto asfalto. Le previsioni atmosferiche riferiscono di un clima ottimale, con la temperatura massima prossima a 16°, ma la minima poco sopra 0°. Sarà una sfida tra africani, con in testa i due keniani Mutai, Emmanuel vincitore in aprile a Londra (2h04’40) e Geoffrey, primo a Boston con 2h03’02”, primato del mondo non omologato sia per l’eccessivo dislivello tra la partenza e l’arrivo, sia per la presenza di un vento un po’ troppo favorevole. A difendere l’onore della vittoria della passata edizione ci sarà anche l’etiope Gebremariam. Preannunciata una grande gara sul piano agonistico. Improbabile invece una prestazione cronometrica di grande portata mondiale perché, si sa, questo percorso penalizza troppo a causa dei quasi 250 metri di dislivello verticale.
Chi viene a correre la maratona di New York sa che difficilmente farà un “bel tempo”, ma per chi percorre le strade della Grande Mela c’è invece garanzia di emozioni, e sarà così fintanto che ci saranno passi da compiere.


Orlando



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