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novembre 2011

06/11/2011

Diario da New York: 42a ING New York City Marathon

Osservare dalla mia stanza, al 47° piano, i raggi di sole che davano vita al Central Park, mi ha suscitato un po’ di nostalgia pensando che di lì a qualche ora le strade sarebbero state chiassosamente invase da tanta gente, molti ad assistere chiassosi ai tanti che avrebbero mosso passi pesanti su un nastro di strada infinito.
I podisti non potevano desiderare un clima migliore per affrontare la corsa attraverso i Cinque Quartieri della città, e l’evoluzione della maratona è stata ben superiore alle attese. La competizione maschile ha evidenziato come l’evoluzione agonistica della maratona lasci spazio a fantasie tecniche inimmaginabili fino a qualche tempo fa. A tagliare il traguardo per primo è stato il keniano Geoffrey Mutai, ma non ha solo vinto, è sfrecciato per le strade di New York lasciando una scia di meraviglia e stupore. Tagliare il traguardo in Central Park in poco più di due ore e cinque minuti è quasi fantascienza, e saremmo increduli se qualcuno ce lo raccontasse senza che noi fossimo stati testimoni diretti. Chi lascia un’impronta tecnica così marcata sull’asfalto della Grande Mela, può certamente divenire l’autore della prima prestazione a ridosso delle due ore e due minuti. Le salite di New York si sa che tolgono le forze ed appesantiscono i muscoli, e per questo tutti sono consapevoli che attraverso i Cinque Quartieri della Città non si può correre tanto forte. Ed invece oggi è avvenuto, lasciando tanti increduli e meravigliati.
E stupefacente è anche la dilagante invasione multicolore dei podisti. Mai si riesce a fare l’abitudine allo spettacolo di minuscole teste che sussultano sulle rampe dei ponti e lungo le avenue della Grande Mela. Ed incredibile è verificare come la città abbraccia la propria corsa, coccolandosela come amorevole cucciolo. E’ grandioso sentire come la gente, assiepata lungo le strade, sia partecipe a questo gigantesco evento che si fa festa. Questa volta io mi sono mescolato tra loro e sono testimone di quanto sia coinvolgente lasciare che gli occhi si ubriachino di facce, colori, suoni e non si può restare passivi al passaggio dei corridori specialmente perché i volti esprimono tante sensazioni. Ho visto visi sorridenti, estasiati, felici, ma anche tanta fatica, disagi, sforzi ed anche sofferenze, che però sono rapidamente rimpiazzate da sensazioni e ricordi indelebili.
La medaglia è un bel riconoscimento, ma poco più di un sigillo tangibile per lo sforzo fatto. Il vero premio, che gratifica maggiormente ogni podista, è la soddisfazione di avercela fatta anche stavolta e nonostante tutto perché si sa, quarantadue e più chilometri sono sempre tanti da percorrere, anche per gambe e muscoli allenati.


Orlando



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Commenti

NYC MARATHON

Ciao Orlando sono un appassionato e praticante di mezze maratone, ma dopo avere visto la maratona di New York sono rimasto colpito da come i primi arrivati non avevano una goccia di sudore, sembravano usciti da una sala massaggi.
Io quando finisco le "mezze" posso strizzare la canottiera di Terramia e vedere colare il sudore, ho le vertigini, non riconosco le persone per 10 minuti......
è solo questione di allenamento oppure c'è qualcosa che mi sfugge...
PB 1:28:48 HALF LONDON 2011 (age 54)
franco superbo

Public08/11/2011 09:22:15