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Tutta l'esperienza e la passione di una vita di corsa.
Io apro le strade che gli altri percorrono

febbraio 2012

27/02/2012

Güle Güle, Istanbul!

All’inizio non avevo programmato il viaggio in Turchia, ma in Spagna. Quando ad ottobre si era deciso di fare la gita di Carnevale a Siviglia, non avevamo neppure pensato ad una concomitanza: la maratona internazionale. In altri momenti, com’è stato lo scorso anno con la mia ultima esperienza sui 42km a Barcellona, ci saremmo anche andati volentieri, ma più passa il tempo sempre meno è probabile che siano le manifestazioni sportive a farmi decidere per un viaggio. Adesso condivido un po’ con le figlie il fatto di evitare l’atmosfera sportiva, specialmente quando si tratta di un viaggio di piacere.
La mia proposta alternativa è stata quindi accettata dalla famiglia abbastanza di buon grado: si va a Istanbul. Oddio, le figlie avrebbero preferito un viaggio in una città più attraente sul piano del commercio effimero, diciamo lo shopping. Parigi, Londra, Madrid, Berlino sarebbero andate certamente meglio, anche per la facilità della lingua e i minori disagi alimentari. Istanbul però era da tempo un mio piccolo sogno. Bé, prima ho dovuto metabolizzare le scene cruente del film “Fuga di mezzanotte”, che per anni mi avevano condizionato, immaginando la Turchia come un mezzo inferno. La lettura de “Il museo dell’innocenza” di Oram Pamuk mi aveva portato invece ad immaginare Istanbul come una metropoli abbastanza occidentalizzata. E poi c’era il fascino di vedere lì, a meno di un chilometro, le porte dell’Asia, un punto di vista differente dall’arrivarci dall’alto con un jet.
La terra sotto i piedi, che si sposta al ritmo della camminata, lascia il tempo di assorbire sensazioni primitive dell’uomo. Suoni, rumori, odori, movimenti mi hanno, come sempre avviene al primo contatto con un posto nuovo, scosso un po’. Nell’attesa di un appuntamento, con l’aria pungente come non mi sarei aspettato, lasciavo che il mio corpo assorbisse tutto ciò che mi attorniava. Non so dire quale senso sia stato il più impressionato. Vedevo tante cose di forte impatto emotivo, dagli alti minareti alle maestose moschee, dal ponte di Galata (sui cui bordi erano assiepati centinaia di pescatori) che attraversava il Corno d’Oro, alle piccole e grandi navi che solcavano il Bosforo in viaggio verso il Mar Nero, o in direzione opposta verso il Mar di Marmara.
Annusavo l’odore dell’acqua di mare portato dal vento gelido che sui Balcani aveva riversato tanta neve. Sentivo lo strano parlare della gente, affatto concitata perché era domenica mattina presto.
Sono stati tre giorni di particolari esperienze, durante i quali abbiamo cercato di evitare – per quanto possibile – le zone maggiormente influenzate dalle tendenze occidentali. In tutta la città storia e cultura ti attraversano la strada in continuazione, come i migliaia di gatti che incontri ad ogni angolo, persino dentro le chiese, accuditi con affetto da ogni cittadino, anche da chi fatica ad avere il pane per sé.
Non ero mai entrato prima in una moschea; avevo sbirciato solo in una, a Medenine in Tunisia in occasione della trasferta per la 100km del Sahara. Ad Istanbul ne ho visitate tante, grandi, imponenti, affascinanti, dentro le quali avverti sempre la potenza di qualcosa di maestoso. E come spesso accade, l’emozione più particolare l’ho vissuta dove l’accesso del turista è ridotto, in questo caso perché non era facile e scontato accedervi sebbene la costruzione sia in pieno centro e sia attorniata da viuzze zeppe di bancarelle del mercato e così dense di gente da non aver spazio per camminare.
La moschea di Rusten Pasa non è facile da scorgere perché, diversamente dalle altre, è rialzata rispetto al piano stradale. Le strette scale di accesso le devi scovare dietro i banchi fitti di merce dei commercianti. Fuori il classico marasma di un mercato, con il vociare della gente, dentro tanta calma, tale da sentire il bisbigliare di un anziano che legge il Corano. La moschea si dovrebbe visitare per le antiche ceramiche che rivestono colonne, gallerie, pareti e muri, ed invece stai lì dentro ad ascoltare la calma. Difficile non restarne contagiati.
Piacevole è stato anche vivere in mezzo alla gente, specialmente nei mercati classici, non nei bazar per turisti. Il turco me l’ero da sempre immaginato scontroso e burbero, forse per la barba sempre incolta, i baffi esagerati, e per le folte ciglia ad incorniciare occhi profondi e scuri, quasi da orco. Bè, quasi così è il turco dei mercati e delle vie della vecchia Istanbul, ma non è affatto burbero e scontroso. Anzi, sono rimasto impressionato per la sua disponibilità in genere, specialmente quando fermi ad un angolo delle strette ed affollate vie aspettavamo passasse un viso caratteristico e particolare, per fotografarlo. Mai nessuno si è tirato indietro o ha rifiutato. C’era addirittura chi si metteva in posa.
In quei tre - quattro giorni sono anche andato a correre, più per “dovere” ma specialmente per approfittare delle gambe per fare turismo rapido e veloce. Correre sulle ciclabili che costeggiavano il mar di Marmara, il Corno d’Oro e il Bosforo non è stato piacevole. Le gambe erano di piombo per il tanto camminare del giorno precedente, ma ne è valsa comunque la pena. Ho incontrato pochissimi podisti, forse perché era molto presto, forse per il freddo, forse perché là corrono davvero in pochi. Attraversando il ponte di Galata notavo che la gente mi fissava, come fosse davvero insolito vedere una persona correre. In quei momenti pensavo che se questo succedeva a me, chissà cosa pensava la gente vedendo Ilaria passare qualche minuto dopo.
Tre giorni pieni sono stati sufficienti per vivere bene l’atmosfera di questa città, sia come turista, sia quando ho cercato di sentirla come chi la vive ogni giorno. E quando si parte si avverte sempre un senso di nostalgia.
Ho anche verificato che c’è chi si alza prima di me. La preghiera del muezzin mi faceva aprire gli occhi molto prima del mio solito. Ma essendo in vacanza, mi giravo dall’altra parte e riprendevo a dormire.


Orlando




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Commenti

a quando...

Il tuo primo romanzo?!?! E' 1 piacere leggere i tuoi racconti. bobgros

Public27/02/2012 10:16:41

CONDIVIDO

pienamente il commento di cui sopra, per u attimo mi è sembrato di far parte della Tua famiglia ed avere vissuto la vacanzina con Voi, grazie Orlando!

Public27/02/2012 10:24:39

laicità

a proposito dei tuoi ricordi del film Fuga di Mezzanotte e dei nostri pregiudizi ti racconto un episodio su Istambul. Una coppia di miei carissimi amici si è dovuta recare li circa 3 o 4 anni fa, perché, avendo un figlio con una gravissima e rara malattia del sangue dovuta a un malfunzionamento del midollo che lo costringe a continue trasfusioni, in occasione della seconda gravidanza dovevano effettuare una diagnosi pre impianto che qui in Italia è vietata dalla legge sulla fecondazione artificiale, di chiaro stampo confessionale. Ebbene mentre spiegavano alla ginecologa che in Italia questa analisi non era possibile effettuarla, perché vietata dalla legge, lei rispose: "beh noi, qui in Turchia, siamo un paese laico!". E ho detto tutto! :-)

Public27/02/2012 12:01:37

attento

Racconto bellissimo... L'unica raccomandazione è stare attento alle spalle: quel "qualche minuto dopo" relativo al passaggio di Ilaria non lo vedo come un margine di tutta sicurezza...
Un abbraccio da Antonio e Yvette

Public27/02/2012 12:08:50

Bentornato!

Come sempre mi gonfi il cuore di belle sensazioni! Elena

Public27/02/2012 13:36:28

istambul

è sempre un piacere leggere ciò che scrivi........

Public28/02/2012 20:15:25

rieccomi

Ciao Orlando,
dopo un'altra pausa maternità ho ripreso a leggerti molto volentieri...(ero riuscita a lasciare la corsa in un cassetto...o quasi:-)
Con il tuo racconto hai rispolverato vecchi miei ricordi(estate '99), la Turchia è affascinante, un po' oriente e un po' occidente.Ogni volta vedo un'alteta turca/o correre immagino quanta fatica sono costretti a fare per allenarsi vivendo in un paese così...ma forse con gli anni è cambiato qualcosa laggiù?!
Istanbul resta nel cuore...grazie del racconto!
ciao
Sabry

Public01/03/2012 14:00:36

confermo tutto

io sono stato già 5-6 volte in turchia, di cui 3 a Istanbul, e ci tornerò fra 15 giorni.
Confermo che lì non corre nessuno, o meglio, una volta ho incontrato un altro occidentale, forse anglosassone.
Il tuo racconto è, come sempre, molto godibile.
Vedrai che fra qualche anno le tue figlie (per non parlare di Ilaria) ti chiederanno di tornare in Turchia, anche ad Istanbul, che merita certamente al pari di Parigi o Londra di essere visitata.
Hai avuto modo di vedere le mura quadrate? correrci intorno fa un certo effetto, hanno vissuto moltissima storia.
un abbraccio.
Andrea

Public08/03/2012 18:03:42

confermo tutto

Non ho corso sulle Mura Quadrate. Avendo l'hotel molto vicino alla ciclabile sotto Sultanhamet ho corso in riva al Mar di Marmara e poi oltre il ponte di Galata, verso il Bosforo. E' un po' come a Roma: passi davanti a monumenti che hanno testimoniato tanti eventi della storia dell'uomo. A pensarci fa davvero un grande effetto.

Pizzolato Orlando09/03/2012 14:03:15