Running Service - Allenamento, tabelle e corsa - Winning Program S.a.S.

Per tutti quelli che amano correre

Tutta l'esperienza e la passione di una vita di corsa.
Io apro le strade che gli altri percorrono

Archivio racconti

16/04/2012

Il racconto di Pierpaolo - +10

RUNNERS&WRITERS
Anno 1 - numero 10
Lunedì 16 aprile 2012

+ 10

A contare fino a 10 son capaci tutti. Per fare bella figura con la Mamma quando avevi 4 anni ti bastava contare le dita delle mani e snocciolare dieci numeri in rapida sucessione per strapparLe un sorriso che ti faceva sentire un Campione.

1 Il pollice della mano destra. Può servire ad un'infinità di cose. A chiedere un passaggio, a dire che è tutto ok se lo tiri su, a dire che fa tutto schifo se lo metti giù.
Uno. Oggi al via della Mezza di Palmanova sono Uno, sono Nessuno in mezzo a Tremila. Uno Sparo. Oggi per la prima volta in vita mia parto con un'idea inchiodata in testa : "Oggi sarò il Numero Uno di Me Stesso".

2 Due scarpe ai piedi per volare sull'asfalto dell'amato Friuli.
Due polmoni come caldaie di un vecchio treno a vapore con il freno a mano leggermente tirato, che sbuffano mentre mi lascio alle spalle la splendida Palmanova.
Due bambine a casa che a quest'ora staranno facendo i compiti con la mamma. Vorrei averle qui al mio fianco in bici per far loro vedere quanta gente è matta come il papà.

3 Tre amici al Bar. Li aspetto fuori da quello che è appena stato nominato "Miglior Bar d'Italia". Unire una faccia ad un nickname è sempre piacevole. Nessuno dei tre beve caffè, tutti e tre hanno solo voglia di correre.
Pazienza, il caffè me lo bevo da solo. Triplo. Al bar ci torno nel post gara e li ritrovo lì. Solo che loro non mi riconoscono. In versione "Borghese" non mi riconosce mai nessuno. Divertente come sempre. Alla prossima ragazzi!

4 Quattro bustine di zucchero.
Le "rubo" al bar prima di uscire. Da ormai un paio d'anni il caffè lo bevo senza, ma oggi penso "Zucchero = Energia Immediata. Mi servirà". Mentre stivo nel mini-marsupio da gara quelle quattro bustine rido di me stesso pensando "Eccolo qui il mio doping".
Quattro mesi da quando mi hanno tolto un melanoma maligno. Quattro mesi di corsa sospesa a mezz'aria tra esami ,dottori, una diagnosi di Cancro da cercare ovunque e un'unica idea in testa : "Prova a battermi, Bastardo. Io corro più veloce e più a lungo di te".

5 Cinque per Tre fa Quindici. Al 15° km tiro fuori un carbogel e non trovo più le chiavi della macchina. Sto facendo il tempo della Vita. 5 passi, 5 falcate di corsa rabbiosa per realizzare che all'arrivo farò saltare il finestrino posteriore per prendere le chiavi di scorta. Non so se sia l'incazzatura o il carbogel, sta di fatto che le caldaie che si stavano spegnendo si riattivano nell'arco di 500 metri. A tutto Vapore verso l'arrivo.

6 Per contare fino a sei inizi ad usare l'altra mano.
Mani che per correre non serviranno a granchè. Ma che sono le prime a dare un senso al tuo Correre. Puoi stringerle a pugno quando si tratta di tener duro, quando ti aiutano a dirti "Oggi non mollo di un metro".
Puoi aprirle a ventaglio per ascoltarne il vento (i capelli non ce li ho più e qualcosa dovevo pur inventarmi ) mentre ci scorre attraverso.
"Se oggi va come penso, le alzerò al Cielo passando sotto al gonfiabile del traguardo".

7 Quando conti fino a sette la tua mano sinistra diventa una Pistola.
Per correre a 41 anni un po' "pistola" lo devi essere. Potevi farlo quando ne avevi 20, che avevi energie da vendere e poco grasso da smaltire.Ma avevi altro per la testa. Trovarti un lavoro, essere indipendente, creare una famiglia con la ragazza che ami.
A quarant'anni queste cose le hai, te le sei sudate, sono tue. E adesso?
"Adesso corri, Pistola. Adesso corri Papà".

8 Se lo giri in orizzontale l'Otto è quasi magico.
Può diventare un paio d'occhiali da corsa, da vista, da sole. Li ho tutti, non potrei vivere senza.
Può diventare Infinito. Correre di notte alzando gli occhi al Cielo per sentirsi parte di qualcosa di Immenso è qualcosa che dà senso al mio vivere quotidiano. "Sarò anche un granello di polvere, ma vado. Eccome se Vado."

9 Nove anni. Elena, la bimba di "uno fino ad un anno fa perfetto sconosciuto" ha nove anni. Da ieri sera è in ospedale con una forte crisi respiratoria che l'ha costretta su un letto circondato da sempre troppi dottori. Il suo papà è al suo fianco, sicuramente con addosso le Brooks, quelle scariche, ormai buone solo per passeggiare. Il suo posto oggi doveva essere il traguardo . Come al solito già docciato, sorridente e pronto ad una nuova gara. Doveva aspettarmi lì per riconsegnarmi le chiavi della macchina. Giustamente oggi il suo posto è al fianco della figlia.
Se non avessi cominciato a correre, se non avessi avuto l'idea di arrivare al lavoro di corsa all'alba, uno come il suo papà non l'avrei mai trovato. Fin dai primi metri corsi assieme c'è stata intesa, complicità, cose in comune.
Mancava solo una cosa: la velocità. Lui ce l'aveva. Ce l'ha. Io no.
Sta di fatto che in 4 mesi che tento di corrergli dietro ho tirato via 15 secondi al km.
La Gara, il Traguardo, il mio Record Personale oggi lo dedico a loro due.

10 Dieci secondi. Sorridenti, bastardi, maledetti, ridicoli secondi.
Spalmati su 21 km e rotti sarebbero introvabili, spezzettati in inutili decimi abbandonati tra i fossi pieni di brina del "mio" amato Friuli sepolto dalla nebbia.
Potrei cercarli nel camminare ai ristori per bere un po' di the caldo senza correre il rischio di affogare, potrei ritrovarli sparsi come bicchierini di plastica usati e gettati in quel ciottolato del borgo più bello ( ma assolutamente deserto ) d'Italia , potrei forse farmeli dare indietro da quella biondina con i Booster rosa che seguiva le mie stesse traiettorie da F1 e non mi ha lasciato passare per un kilometro.

1 Ora, 50 Minuti e 10 Sorridenti, Bastardi, Maledetti, Ridicoli Secondi sono serviti a completare la mia Mezza Maratona di Palmanova.
1 Minuto e 25 secondi davanti a Tolly, alla quale auguro di tutto cuore di infrangere per prima il muro dei 50 minuti.

Perchè sono uno di quella razza d'uomini che ancora possono definirsi Cavalieri.
Perchè oggi sono "Uno". Con la U maiuscola.

P.S.: Le chiavi della macchina erano nel taschino del gilet antivento. Le ho ritrovate facendo stretching dopo il traguardo. C'era qualcosa che mi pungeva sul fianco e non riuscivo a capire cosa fosse.
Se qualcuno qui avesse ancora dei dubbi in materia adesso non ce ne sono più : fare stretching a fine gara serve.

Pierpaolo Gelussi

Elettricista per professione. Runner, Fotografo & "Scrittore" per Passione.

www.pierpaologelussiphotographer.com/
www.facebook.com/profile.php?id=1634111466



Allegati

Commenti

Bello

Complimenti, davvero un bel racconto!

Public16/04/2012 12:32:41

Strada facendo...

hai perso ancora un bel po' di secondi! Complimenti, ormai mi sa che ho perso la battaglia :)
Barbara

Public16/04/2012 12:50:13

molto simpatico

complimenti

Public17/04/2012 14:46:23

Bravo!

Complimenti Pierpaolo, molto originale... l'ho letto in volata :-)

Romano Federica18/04/2012 17:27:29