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Io apro le strade che gli altri percorrono

aprile 2012

03/04/2012

Partecipazione variegata

Inizio la settimana, il lunedì mattina, scaricando le classifiche delle varie gare del week end. Le tengo in archivio per accedervi durante la stagione, ma nell’immediato mi servono per controllare i dati degli atleti che alleno. E’ anche un buon allenamento mnemonico per ricordare nomi e tempi di altri corridori ed essere aggiornato riguardo l’attività podistica nazionale.
Lo scorso lunedì sono rimasto sorpreso quando passavo di riga in riga la classifica della mezza di Agropoli. Non sono stati i tempi conseguiti ad impressionarmi visto che il primo, il keniano Hillary Kiprono, ha vinto in 1h03’21 – anche se correre a 3’ al chilometro è sempre una bella prestazione - ma la densità di nomi di podisti stranieri. Ne ho contati sette nei primi dieci.
Non voglio che si pensi che io sia contrario alla presenza di podisti stranieri nelle gare italiane, ma mi ha fatto un certo effetto scorrere e leggere nominativi non facili da identificare e memorizzare. Così sono andato avanti fino al 20° posto e di stranieri ne ho contati undici, fino ad arrivare a 19 non italiani nei primi trenta. Se fino al 10° posto avrei potuto pensare che si trattassero di runner “professionisti”, non ho potuto fare lo stesso in seguito, quando ho preso in considerazione i primi trenta classificati.
Viene quindi da pensare che una bella fetta di corridori amatori sono stranieri che vivono in Italia (in gara c’erano anche alcuni atleti nazionali greci), presenti in Italia forse non solo per gareggiare, ma anche per lavorare. Ad esclusione dei pochi greci, tutti gli altri sono infatti tesserati per società italiane. Ai miei tempi, negli anni ’80, non era così, e quei pochi atleti di colore che c’erano davano un certo tono di internazionalità alla manifestazione. Anzi, era anche stimolante competere con loro. Non so però se adesso così tanti corridori possano deprimere un po’ il movimento amatoriale indigeno visto che la gran parte di loro arriva a premio, o se invece siano già da tempo ormai parte delle corse domenicali. Dopotutto sono anche compagni di società.


Orlando



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Commenti

partecipazione variegata

E' così, Orlando, ed è anche ormai deprimente. Tanto non avviene solo nelle gare più lunghe (mezze mataone e maratone), ma anche nei diecimila. Se vai a vedere le gare domenicali che si svolgono in Campania, potri vedere che i primi sono sempre gli stessi, si alternano, ma sono sempre loro. Per carità, nessuna polemica, ma certo non è piacevole per chi (non certo io) gareggia per poter vincere. Qui in Campania ci sono corridori amatoriali bravi, ma puntualmente ormai non possono più ritirare alcun premio, nè salire sul palco, perchè a vincere sono sempre i soliti nomi stranieri. Ha un senso tutto questo? Ogni domenica girano la Campania (ma succederà anche in altre regioni Italiane) a ritirarsi il montepremi (in genere intorno alle 500 euro per i primi), che di fatto è diventato per loro (ma anche per le Associazioni cui sono iscritti) un reddito.

Public04/04/2012 18:31:36

Partecipazione variegata

Non comprendo quale sia il problema, più gente corre e meglio è. Del resto in questo nostro splendido sport arriva davanti chi è più veloce indipendentemente dalla nazionalità. Eppoi mica possiamo limitare le gare agli italiani, sai che tristezza! Inoltre noi italiani, in gran parte sportivi pantofolai e da poltrona, possiamo solo imparare il bello di partecipare dagli stranieri. Le maratone più belle sono quelle con un'ampia partecipazione di atleti provenienti da ogni parte del mondo. Su dai non facciamo i provinciali! :-)) Pierstefano (Roma)

Public04/04/2012 19:07:36

Buon segno

Se una manifestazione attira talenti "esteri" questo è un buon segno, significa che è ben fatta (premio e sponsor inclusi evidentemente). Inoltre si alza il livello della manifestazione.
Se puoi questi atleti e podisti non nativi italiani sono anche neo-italiani, meglio, vuol dire che ancora rappresentiamo un luogo ed una società cui ci si unisce per scelta e non per nascita.

Mi piacerebbe osservare lo stesso fenomeno anche nelle università italiane, vedere professori di tutto il mondo accapigliarsi per una cattedra in una delle nostre università, o studenti per accedere ad uno dei nostri dottorati. Mettiamola così, al contrario che per il podismo, nelle università abbiano ancora ampi margini di miglioramento ;)

Di Nisio Nicola04/04/2012 21:24:19

partecipazione variegata

sono d'accordo con Durantini: arriva davanti chi è + veloce, indipendentemente dalla nazionalità, religione, lingua. Per arrivare tra i primi, bisogna allenarsi duramente.

Public05/04/2012 08:18:29

Partecipazione variegata

Che gli atleti stranieri siano più forti lo si vede dalle classifiche internazionali , non è questione solo di duri allenamenti ma di doti naturali unite ad uno stile di vita sicuramente diverso, escluderli non è giusto ma creare una sorta di doppia classifica permetterebbe di non demotivare quelli che corrono con uno spirito prettamente agonistico, magari per i giovani questo potrebbe essere motivo di rinuncia a migliorare.
Ma è anche possibile che fra 10/15 anni avremo tanti nomi stranieri ma con nazionalità italiana perché nati in Italia e cresciuti qui quindi a tutti gli effetti italiani .

Public05/04/2012 09:31:38

Stimolo

Gli stranieri residenti in Italia dovrebbero rappresentare uno stimolo più che una minaccia, non vi pare? Anche perché ci ricordano di un modo di vita che abbiamo dimenticato e che, forse, varrebbe la pena di riprendere.
A meno che non abbia ragione Luciano Gigliotti, secondo il quale basterebbe portare il fast food in Kenya per vedere nuovamente gli atleti italiani che vincono! Ma io spero che non succeda ...
Oscar

Public05/04/2012 09:35:48

partecipazione variegata

A inizio anno 2012 era stata inserita una regolamentazione FIDAL secondo la quale nelle gare regionali potevano entrare in classifica e quindi essere premiati solo i cittadini esteri con cittadinanza italiana e in quelle nazionali potevano esserci un max di 3 stranieri nei primi 10 (mi sembra). Ma è caduta subito. IN effetti ci meravigliamo se poi i nostri italiani non corrono o mollano, ma credo sia anche per questo motivo, non c'è gara contro loro sono+forti. Un minimo di tutela ci vorrebbe.

Public05/04/2012 13:40:56

partecipazione variegata

Vorrei solo chiarire il mio pensiero. E' chiaro che nelle gare vince chi è più forte, d'altronde è uno sport. Il problema evidenziato da Orlando era, tutti questi stranieri non rischiano di demotivare gli atleti italiani?
Secondo me questo rischio c'è, perchè è ovvio, non c'è competizione, per quanto ci si voglia allenare, arriveranno sempre prima loro. E' una dote della natura. Questo è un fatto oggettivo. Forse bisognerebbe mettere dei limiti, o fare doppia classifica, o trovare un modo per incentivare i podisti italiani. Questo non c'entra nulla con il provincialismo, o con altri concetti espressi nei post. C'entra con il piacere di correre, ma anche gareggiare.
Buona Pasqua a tutti

Public05/04/2012 13:48:04

partecipazione variegata

Di tutti gli stranieri arrivati il secondo arrivato è praticamente italiano, ma non per la burocrazia, e neanche (a mio parere) per i vertici Fidal. Una vera promessa Obrubanskyy Maksym che però in tanti non conoscono. Però tempi abbondantemente sotto i 14 minuti, o sotto gli otto minuti nei 3000 a 23 anni, nonchè questo 3 a km sulla mezza a 24 anni dovrebbe far svegliare "la Fidal"

Public05/04/2012 14:58:42

Re: partecipazione variegata

@giorgiocoppola

Questa storia della presunta superiorità genetica è stata molto dibattuta e criticata.
Senza voler riportare qui riferiementi a discussioni sul tema, il succo di quanto ho letto io è che gli atleti forti provenienti da paesi o culture emergenti sono tali in virtu di

- Uno stile di vita più sobrio (sin dall'infanzia)
- Una grande base aerobica sviluppata a partire dalla più tenera età

Quando su queste basi innesti un programma di sviluppo ed allenamento idonei ottieni risultati d'eccellenza.

Poi magari ci potranno essere dei piccoli vantaggi "genetici", ma non giustificano assolutamente il gap che vediamo oggi.

Cerchiamo di evitare che i nostri figli (a partire dall'infanzia) smangiucchino porcherie in continuazione, poltriscano di fronte a TV, computer e videogiochi, facciamoli giocare e correre all'aperto, facciamogli vedere che c'è vita oltre il calcio e magari tra la moltitudine di questi qualche nuovo campione verrà fuori.

Di Nisio Nicola05/04/2012 22:28:33

partecipazione variegata.

Non credo ad una virgola di questa superiorità genetica.
Sa di razzismo al contrario.
Qui a nella mia zona vincono quasi sempre atleti marocchini.
Hanno fisici asciutti e magri e si sparano in allenamento km e km.
Magari si fanno 8 o 10 ore in cantiere a impastare cemento poi tornano a casa e vanno ad allenarsi.
È capitato però qualche volta che siano stati anche battuti da qualche italiano più forte di loro.
Io ritengo che sia una ricchezza ed uno stimolo il fatto che queste persone partecipino perchè in fin dei conti se dovessi correre in una categoria a parte (gli italiani)neanche mi iscriverei.
La reazione che provo è quella dello stimolo e mi incentiva ad allenarmi più duramente.
Quante volte suona la sveglia per andare ad allenarci e la zittiamo?
Quante volte rinunciamo ad un allenamento impegnativo perchè "oggi non mi sento magari domani"?
Quante volte mangiamo più del dovuto tanto domani vado a correre?
Quante volte oggi c'è troppo caldo, troppo freddo,piove, c'è la nebbia, la neve ecc....

La determinazione conta tantissimo. Se poi diamo il massimo ma veniamo ugualmente spolverati, non fa nulla, ma gareggiare in una categoria a parte....
Faccio prima ad iscrivermi alle paraolimpiadi forse vincerei, forse neanche lì perché i campioni paraolimpici si allenano duramente e ci possono insegnare cosa vuol dire sacrificio e dedizione in condizioni certo più svantaggiate delle nostre.
Qualcuno sopra ha parlato di fast food i kenia ed ha ragione.
E comunque è una questione di tradizione sportiva. Fino a 20 anni fa avevamo anche noi i velocisti, Cova, Tolli ecc. Avevamo i Maratoneti Baldini Bordin ecc.
Cosa è successo? gli altri sono andati avanti e noi no. Hanno preferito incentivare questo sport.
Qui seguiamo altri sport. Avete mai visto un keniano ciclista? od un Etiope forte nella scherma?
Od un maratoneta Jamaicano? Gli stati uniti anno grandi calciatori? Forse qualcuno bravino ma nulla a che vedere con la massa di campioni spagnoli.
È solo cultura sportiva. e spirito di sacrificio.
Bandire o limitare la partecipazione degli atleti stranieri alle nostre gare vuol dire solo isolarci nella nostra mediocrità sportiva bendandoci gli occhi sulle nostre mancanze in questo sport e su certe abitudini di vita che ormai ci vengono impartite da bambini come "non correre che sudi e ti ammali, mangia tutto il panino, non uscire fuori che c'e caldo ' c'è freddo ecc...".

Venturino Claudio13/07/2012 01:55:27

Aggiunta.

Chiedo perdono.
Fra i grandi maratoneti italiani ho dimenticato Pizzolato. Il più grande.

Venturino Claudio13/07/2012 01:58:27