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aprile 2012

14/04/2012

Faticare di più per faticare di meno

Da qualche settimana mi sento un altro podista. Un mese fa avevo deciso di darmi una mossa, di cambiare qualcosa nella preparazione, non per ambizioni agonistiche ma per uscire dal pantano del solito tran tran podistico. Correre un’oretta, così come viene, può andare certamente bene per quando non si richiede nulla al proprio corpo e alla mente. Quando però attendere che la lancetta faccia quella sessantina di giri produce un senso di noia, la corsa perde d’interesse. Nulla di male; dopotutto altre cose che sono costretto a fare nella quotidianità mi lasciano le stesse sensazioni.
La situazione peggiore dell’oretta fatta a zonzo per le strade non è di per sé la noia, ma quella sensazione di pesantezza e pigrizia che si diffonde nei muscoli. Settimana dopo settimana lo strato di ruggine muscolare s’ispessisce e ti rendi anche conto che correre per un’oretta è sempre più noioso e che invece di migliorare (come vorrebbe la regola dell’allenamento) correndo sempre allo stesso passo, si fa sempre più fatica.
Sono testimone che il correre piano fa andare ancora più piano.
Be’, questa situazione non l’ho accettata e mi sono detto che dovevo darmi una mossa, non tanto per ambire a prestazioni agonistiche, ma proprio perché mi dà fastidio fare sempre più fatica e finire sempre più stanco facendo sempre la stessa corsetta.
Ho quindi rispolverato una semplice tabella ed ho programmato una serie di uscite: un lunghissimo nel week end (di solito la domenica), un medio il martedì, un allenamento intervallato il venerdì. La condizione di forma di inizio marzo non era certo buona; come riferito, gli allenamenti invernali di corsa lenta mi hanno fatto peggiorare. Meglio quindi non fare riferimento a ritmi e tempi, ma correre a sensazione. Nel medio, inizialmente di mezz’ora, tenevo un impegno da gara di mezza maratona ma per la poca efficienza dopo metà seduta sentivo che non sarei durato più di una dozzina di chilometri. Nelle “ripetute” del venerdì correvo varie distanze all’impegno che pensavo di poter tenere per una gara di dieci chilometri. Anche in questo caso, dopo poche prove mi rendevo conto di non avere quell’efficienza necessaria per correre a lungo.
Seguire una tabella contribuisce a darmi degli stimoli e così riesco a concentrarmi. A fine marzo mi sono reso conto di aver migliorato la mia efficienza, tanto che la corsa media l’avevo allungata a tre quarti d’ora e la seduta delle variazioni del venerdì consisteva in cinque prove di cinque minuti con tre di recupero. Dopo altre due settimane di allenamento rilevo che sugli stessi percorsi arrivo prima. In pratica vado più velocemente.
Questa è una bella soddisfazione, ma ciò che maggiormente mi gratifica è che nelle sedute di corsa tranquilla faccio meno fatica di qualche tempo fa. E queste uscite rilassate e tranquille le vivo come una gratificazione che mi concedo in seguito allo sforzo del giorno precedente. Si tratta sempre di un’oretta di corsa in scioltezza, come qualche tempo fa, ma ora corro più rilassato nonostante il maggior mal di gambe.


Orlando



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Commenti

Faticare di più per faticare di meno!!

Sono d'accordo.............stimoli.........stimoli per migliorare nella corsa e nella vita!!!! Giuseppe D'Atino

Public14/04/2012 12:18:57

è davvero così...faticare di più per faticare di meno...

complimenti Orlando, questo post è davvero importante perchè le sensazioni descritte credo siano comuni a molti di Noi; personalmente ho trovato in questi frangenti una buona soluzione proprio nel correre a sensazione cambiando percorsi e itenerari per non avere neppure punti di riferimento durante la corsa!
Grazie Orlando come sempre per trasmetterci le tue riflessioni!
Marciano

Public14/04/2012 12:21:59

sì sì è prorpio vero

condivido pienamente; correre senza un obbiettivo è davvero difficile. Grazie Orlando, per l' ennesimo interessantissimo post. Nicola

Public14/04/2012 12:45:57

Faticare di più...

Condivido in pieno il post(spiegato benissimo), sia i commenti precedenti.

Public15/04/2012 07:23:38

E' esattamente quello che sta capitando a me.

E' proprio vero. Dopo un intero inverno passato ad allenarmi per la mia prima maratona, dopo averla conclusa ho avuto una sensazione di "vuoto". Credo di avere capito che impegno agonistico o no, gli allenamenti devono essere sempre mirati e stimolanti. Grazie Orlando
Emilio

Public16/04/2012 13:33:10

Verissimo

Condivido in pieno, anche se ogni tanto un bello "stacco" ci vuole proprio, anche per rilassare la mente.

Angelelli Claudia21/05/2012 14:30:03