Running Service - Allenamento, tabelle e corsa - Winning Program S.a.S.

Per tutti quelli che amano correre

Tutta l'esperienza e la passione di una vita di corsa.
Io apro le strade che gli altri percorrono

Archivio racconti

14/05/2012

Il racconto di Massimo - With... and without you

RUNNERS&WRITERS
Anno 1 - numero 17
Lunedì 14 maggio 2012

With... and without you

La mia mano è aperta. Al centro il plettro argentato che tra pochi minuti diverrà il prolungamento delle mie dita. E’ incredibile... io, Norman Wilson... consulente fiscale di spocchiosi benestanti di Dublino, sono qui accanto ad una chitarra che, fino a tre mesi fa, era un oggetto assai misterioso per me. Un tempo, fuori dall’ufficio, passavo ore tra squash e vini francesi con quei clienti che mantengono alto il nome dello studio e del mio tenore di vita.
Ora molte cose sono mutate... osservo ancora quel triangolino e quella ”J” serigrafata. Quella lettera svela il cuore del motivo per cui sono lì, a due passi dal palco del “Guinness and the others”, il Pub ove ogni anno si svolge il concorso “Volevamo essere gli U2”. “J” come Jhonny: il mio migliore amico. Cento giorni fa investito in piena notte. La verità non si saprà mai. E’ bastato un attimo e il chitarrista dei “Vertigo” aveva smesso di suonare per sempre. Sembrava che se lo sentisse. Infatti una settimana prima, durante una discussione, mi disse “Te e tuoi numeri di merda! Ma fai qualcosa di creativo nella tua vita ogni tanto, cazzo! Facciamo così, se muoio prima io di te ti prendi la mia Fender Stratocastel.”. Ho seguito il consiglio, travestito da eredità indesiderata. Lei adesso è qui a fianco a me. Quello stesso modello che Edge usò per tessere “Where the streets have no name”.
Quelli della band erano disperati: avevano perso insieme un grande amico e il loro leader carismatico. Roy, il cantante, fu schietto “Apprezzo il tentativo, ma sappi sin d’ora, che come lui non ci sarà più nessuno”. Sapevo che sarebbe stata dura: capire le note, il tempo e quello strano modo di schiacciare le corde con le dita. Mi buttai con un entusiasmo insolito, mai provato prima. La gara tra le band era vicina e loro, come detentori, non potevano mancare. In poche settimane i miei progressi facevano ben sperare e la malgama con gli altri non fu un problema... diciamo pure che sono stati molto pazienti.
Manca un minuto e Roy, immerso nel traffico, ancora non si vede. Leggo la tensione negli occhi degli altri due componenti. Li fisso e, col tono che avrebbe usato Jhonny, sentenzio “Ragazzi, non c’è problema... facciamo Numb, quella in cui canta proprio Edge. La sappiamo bene e vinceremo grazie all’effetto sorpresa!”. In quei passi verso il mio esordio, mi chiedo se ho ereditato solo una chitarra o anche i poteri di chi l’ha posseduta. La luce sullo stage illumina noi e soprattutto quella “J”.... pronta a vegliare sui Vertigo.

altri racconti di Massimo Pozzi: "Specchi impressionisti"

Massimo Pozzi

Nome e cognome: Massimo Pozzi
Pseudonimo occasionalmente utilizzato: Jack Wells
Nato a Padova il 23/12/1976 e residente a Montegrotto Terme (PD)
Dal Febbraio 2012 è online il mio sito www.maxpozzi.net costituito da alcune rubriche dinamiche e, in particolare,un blog dedicato a metaforici racconti podistici e non solo. Sarà un canale con cui intendo anche promuovere le mie attività letterarie: racconti,audioletturee pubblicazioni di libri.
La mia raccolta di racconti denominata “Affreschi sulla strada” verrà pubblicata nelle prossime settimane.
Sono arrivato tra i 5 finalisti del concorso nazionale “I colori della vita” dell’Associazione “I giardini dell’anima” di Roma.
Sono stato inoltre pubblicato sulla rivista di podismo “Runners world” e all’interno di una raccolta di lettere denominata “Scritti di corsa”.
In occasione del mio esordio nella 100km del Passatore, correrò anche per scopi benefici. Il tutto è ben descritto sulla pagina "Raccolta fondi" del mio sito.



Allegati

Commenti