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02/07/2012

Il racconto di Vittorio - Una favola moderna ovvero...

RUNNERS&WRITERS
Anno 1 - numero 29
Lunedì 02 luglio 2012

Una favola moderna ovvero: il meraviglioso mondo del podismo... venghino signori... venghino, di tutto di più.

C'era una volta un paese sull'orlo di un baratro dove governanti confusionari ormai arroccati nel loro palazzo d'avorio spremevano le ultime energie e le ultime risorse ad un popolo imbottito di panzane mediatiche, intorpidito ed incapace di reagire perchè pressato da tanti balzelli e tanti guai.
In ogni angolo di questa nazione ormai stantia e irrimediabilmente destinata ad una lenta agonia, alcune persone sentendosi come sardine in scatola tentarono di rifugiarsi in un mondo tutto loro fatto di libertà e salute, creandosi momenti di pura euforia e benessere con un semplice esercizio fisico, naturale e spontaneo, la corsa. Ma ad alcuni di loro non bastava indossare scarpette, pantaloncini e maglietta, alcuni di loro cercavano qualcosa di più: l'emozione di un confronto, l'adrenalina della sfida e quindi decidevano dopo duri allenamenti di partecipare a gare e competizioni con altri appassionati podisti. E qui scoprivano che la cosa non era così semplice, per poter correre in competizioni dovevano entrare in un altro universo, un circo multicolore, attraente e fantastico: IL MIRABOLANTE E MERAVIGLIOSO MONDO DELLE GARE AGONISTICHE.
Scoprivano così di entrare in un altro sistema, in cui bisognava effettuare visite mediche per verificare lo stato di salute, trovare una società sportiva per avere una tessera agonistica, versare una tassa d’iscrizione e una documentazione ad ogni gara a cui partecipavano, indossare l'abbigliamento della propria società e soprattutto obbedire e sottomettersi all'autorità che gestiva tutto questo mondo la Federazione o l'Ente Sportivo di appartenenza.
Il bello era che qui tutto era ad immagine e somiglianza del sistema al quale avevano tentato di sfuggire: presidenti vecchi e consiglieri decrepiti arroccati dentro i loro uffici e i loro privilegi sempre pronti a chiedere nuove tasse e nuovi balzelli, centinaia di ditte ed aziende che propinavano innumerevoli prodotti ed accessori per favorire la corsa, migliaia di manifestazioni e gare di tutte le misure e di tutte le dimensioni in ogni dove: sulla riva del mare, lungo le strade trafficate e sulle cime delle montagne, dall'equatore al polo nord.
Avvenne così che alcuni di loro impauriti e terrorizzati da tutto questo, tornarono alle loro vecchie abitudini, coltivarsi un piccolo orticello, passare i pomeriggi alla bocciofila, portare a spasso il cane o i nipoti. Altri si rifugiarono tra le braccia di mogli vendicative e iperattive pronte a trascinarli nei centri commerciali, nelle palestre e nei locali da ballo.
Pian piano il MIRABOLANTE E MERAVIGLIOSO MONDO DELLE GARE AGONISTICHE sparì e si dissolse come nebbia mattutina, le gare si ridimensionarono e tornarono ad occupare gli spazi all'interno delle sagre e delle feste di primavera in cui una cinquantina di irriducibili podisti acciaccati e caracollanti, vestiti con canottiere e pantaloncini rattoppati si sfidavano sotto gli occhi di spettatori annoiati intenti ad addentare un panino con la porchetta. Restarono solo i ricordi, le riviste del settore, le foto, i video che qualcuno tentò di conservare gelosamente di quello che fu un mondo fatuo ed evanescente.

Dedicato ad Ulderico Lambertucci ed ai suoi sogni, a Francesco Capecci che il 5 maggio 2012 a corso la "6 ore di Banzi" a dormito solo 2 ore ed il giorno dopo era al via della Collemar-athon a Barchi ed a tutti quelli che il 1 maggio 2012 hanno corso la maratonina del "Serpente Aureo" ad Offida (AP) ed il pomeriggio erano al via a Teramo nella "Maratonia Pretuziana".

altri racconti di Vittorio: Il racconto di Vittorio - Il nuovo Eldorado
Il racconto di Vittorio - Lu tirramute

Vittorio Camacci

Vittorio Camacci nasce a Spelonga nel 1964.
E' una delle guide naturalistiche autorizzate dalla provincia di Ascoli Piceno, attività che gli si confà, poichè di corsa in natura è un vero appassionato.
Collabora da un decennio, come corrispondente di corsa, con una delle riviste più importanti del panorama nazionale, il mensile "Correre".
Durante allenamenti giornalieri intorno alle montagne del suo paese, attraverso un contatto particolre e spirituale con la natura affascinante dei monti della Laga, trae ispirazione per i propri versi, che parlano, principalmente, degli antichi usi e consuetudini lavorative del passato dell'uomo della Laga.
Si è classificato ottavo al I Concorso Nazionale di poesia "Festival dei 2 Parchi", con la poesia "Il maratoneta" .



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