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29/08/2012

Il racconto di Giuseppe - Trilogia delle prime volte

RUNNERS&WRITERS
Anno 1 - numero 35
Mercoledì 29 agosto 2012

Trilogia delle prime volte

L’inizio

E’ la fine del mese di maggio dello scorso anno e mi ritrovo a correre a fianco di un'altra persona alle sue prime armi con la corsa di resistenza. Questa volta è Valentina, mia figlia.
Valentina è alla sua prima gara e ha cominciato a correre in maniera discontinua da un paio di mesi. Valentina ha 26 anni e fuma. L'ho spinta a correre per la sua salute ( o almeno credo ).
L’affianco facendole da pace maker.
Il percorso, 5km e mezzo, è su sentieri in saliscendi all’interno di un parco cittadino.
Valentina quasi si ferma nelle salite, devo incitarla per non farla fermare.
Poi riprende e accelera, ma due donne la superano e non riesce a riprenderle; ovviamente donne tra i cinquanta e i sessantanni... le dico "guarda quelle due donne, la prima l'abbiamo persa, ma la seconda possiamo raggiungerla".
Cerco di stimolarla a reagire alla stanchezza. E' stanca , lo vedo che resiste a malapena.
Quasi al 5° km vedo che non dovrebbero esserci più salite, lei è paonazza ma forse tiene; le dico "va bene così, non accelerare, tieni questo ritmo e arrivi tranquilla, stai rilassata". Le due donne intanto ci hanno distanziato.
Al 5° km l'uomo della protezione civile ci grida " forza siete quasi arrivati". Non so cosa le scatta in mente (neanche lei poi saprà dirmelo), ma la vedo accelerare, faccio fatica a starle attaccato.
Andavamo al ritmo di quasi 7'/km; guardo il garmin 4:30 ! Supera la prima donna, ma prosegue.
E' un allungo di quasi 500 metri. Non molla , si avvicina alla prima delle due donne e la supera, l'affianco e la guardo , adesso sta cedendo ma ormai mancano pochi metri, le grido "va bene, va bene" ( sta scoppiando, penso), passa il traguardo e si butta a terra. Le manca l'aria ed è seria. Io penso che sono un incosciente. Le do' l'acqua, si rialza, camminiamo, riprende fiato, facciamo stretching. Le chiedo cosa le è successo. Ride. Mi tranquillizzo e finalmente sento che mi fa male una gamba. E chi se ne frega !
Mi scopro contento a essere incastrato per una prossima corsa.

Forse di più

Alcuni lo chiamano Pace Maker, altri solo Pacer, oppure Lepre. E’ un runner che in una gara tiene un ritmo costante a favore di altri runner che vogliono conseguire un determinato risultato.
L’ho fatto un paio di volte e adesso lo ripeto per Valentina alla sua prima 10 km.
Valentina s’è iscritta quest’anno alla squadra di atletica, ma non ha mai gareggiato su questa distanza. L’obiettivo è superare il cosiddetto “test del moribondo”: correre 10 km in un’ora al massimo.
Partiamo con calma, le raccomando di non stare contratta , spalle rilassate , braccia mobili e andiamo bene , molto regolari.
Al 5° km passiamo in 30 minuti e pochi secondi, mantenendo un ritmo costante: siamo partiti a un ritmo di 5’55”/km , e lo manteniamo con pochissimo scarto.
Io parlo; Valentina sta in silenzio: al massimo sorride.
Alla fine mi dirà che al 5°km s’è un po’ spaventata: non li aveva mai corsi 5 km in 30 minuti ; nel migliore dei casi li aveva corsi in allenamento in 35.
Poi mi dirà anche che al 6°km non si sentiva affaticata e avrebbe voluto accelerare, ma io mantenevo la stessa andatura.
Al 7° invece la vedo in affanno, il respiro s’è appesantito; il ritmo è calato.
Avevamo un vantaggio di 15 secondi in proiezione sull’ora e adesso il vantaggio è sceso inesorabilmente a zero.
Da 5’55”/km siamo passati a 6’05”/km, poi a 6’10”/km, poi a 6’12”/km.
La sprono, cerco di distrarla, continuo a parlarle, le racconto una barzelletta, dico stupidaggini.
Siamo all’8°km e la vedo sempre in difficoltà; assecondo il calo di ritmo, perché penso che se provo ad accelerare adesso, cederebbe.
In prossimità del 9° km transitiamo con un ritardo di 8 secondi sulla proiezione dell’ora.
E’ un peccato se cede: manca una manciata di secondi all’ora.
Valentina reagisce, lo vedo ; si rianima.
Guardo il garmin: adesso siamo tornati a 5’55”/km.
“Dai, sei bravissima stai andando una favola, mancano 600 metri. Guarda si vede lo stadio ! e’ lì. ”5’40”/km.
Guardo il garmin: 5’30”/km.
Entriamo nello stadio. Il ritardo è azzerato.
“Vai Vale sei grande ! sono gli ultimi 200 metri, ci sei ! ci sei ! Ecco dopo la curva c’è il traguardo: guardalo ! “
Vale tiene il ritmo: è veramente grande. In viso è rossa, imperlata di sudore.
Lancio uno sguardo al garmin: abbiamo recuperato e adesso siamo in vantaggio di una manciata di secondi . Il traguardo è a 50 metri.
Le grido: “ vai Vale ! alza le ali adesso e vola , ci sei ! “
E Valentina alza le braccia ( e io finalmente mi rilasso ) e tagliamo il traguardo facendo l’aeroplanino. Ci abbracciamo.
Lei mi dice che è contentissima: io anche. Forse di più.

Terzo

La gara è appena terminata. C'è sole e fa caldo.
Consegnamo i chip e ritiriamo il pacco gara. Fra poco ci saranno le premiazioni, ma non siamo interessati e ci avviamo verso il gazebo per cambiarci, quando il presidente della squadra ci incrocia e ci ferma: " tornate indietro , Valentina è seconda di categoria".

Facciamo un passo indietro.

Negli ultimi mesi Valentina non è riuscita ad allenarsi con regolarità un po' a a causa di qualche dolore, un po' per gli impegni di lavoro. Ultimamente ha ripreso e quindi oggi proviamo con una distanza di 6 km. L'intenzione è di migliorare un po' il ritmo di quasi 6'/km dell'ultima 10km che risale a quasi sei mesi prima. Alla partenza ci dicono che la distanza non è 6km ma 7km e mezzo. Valentina un po' si preoccupa, ma io dico che 7 e mezzo è solo poco più di 6 e partiamo.
Il primo km va a 5'30"/km , il secondo quasi, al terzo Valentina "ha dato". Nonostante gli stimoli e le incitazioni, rallenta al ritmo di 6'/km.
Però tiene duro; sarà pure perchè ci sono io. Supera le piccole salite, che per lei sono pesanti.
La parte in cui mi preoccupo di più è quando l'ambulanza che chiude la coda della gara arriva a soli 100m dietro da noi. Tra noi e l'ambulanza ci sono solo 5 atleti.
Arriviamo al 7°km, dove Valentina trova la forza di allungare per gli ultimi 500 metri.
Esausta, anche per il sole e il caldo, beve di fila due bottigliette d'acqua.
Prima di cambiarci ci indicano dove si consegnano i chip e si ritirano i pacchi gara.
Guardo il Garmin che mi dice che abbiamo tenuto una media di 5'53"/km.
Ci aspettavamo meglio, ma ci accontentiamo ( non lo sappiamo, ma il Garmin ha approssimato: il risultato ufficiale sarà 5'46"/km).
Finita l'acqua ci avviamo verso il gazebo per cambiarci e tornare a casa, quando il Presidente della squadra ci incrocia e ci ferma: " tornate indietro , Valentina è seconda di categoria". Non ci crediamo, ma torniamo indietro e aspettiamo.
Cominciano a chiamare per le premiazioni: prima la categoria MF55, poi la MF50, ... e infine : " categoria 18-34 : seconda classificata Valentina ...".
Valentina ritira il premio. E' imbarazzata.
Io rido. Chiedo e ci spiegano che della sua categoria oggi gareggiavano in tre.
" Che importa, dice un atleta accanto a noi: oggi sei comunque realmente la seconda della tua categoria".

E così finisce la storia.
Vi ho raccontato della prima gara di Valentina. Poi della sua prima volta in cui superò il test del moribondo e adesso del suo primo premio.

E' come se avessi completato una sorta di trilogia delle prime volte per corridori dilettanti.
Così succedono le cose; e se ci si accontenta, sono queste il bello della vita.

Giuseppe Pampanini

Giuseppe Pampanini nasce a Palermo nel 1954. Attualmente vive e lavora a Roma. Corre solo da qualche anno e la passione per la corsa gli ha fatto tornare quella per la scrittura.
Può essere rintracciato attraverso i principali social network Pampanini Giuseppe su Facebook



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