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10/11/2012

Il racconto di Sonia - Venezia 28 ottobre 2012

RUNNERS&WRITERS
Anno 1 - numero 43
Sabato 10 novembre 2012

Venezia 28 ottobre 2012

Tutto inizia a fine gennaio quando comincio la preparazione per la StraVicenza. Visto il risultato ottenuto penso “E se facessi la mezza di Padova?” Mio fratello comincia a prepararmi le tabelle di allenamento e io con la caparbietà che mi caratterizza comincio a seguirle alla lettera. Nonostante qualche piccolo problema con il diabete, riesco a migliorare il mio tempo di 38’! Questo mi fa venir voglia, dopo un ricovero sempre a causa del diabete, di partecipare alla mezza in notturna di Jesolo. Ma lì il caldo si fa sentire, forse troppo, e mi devo fermare per 20’ poco lontano dal traguardo, prima di concludere: nessun personale e una grande delusione. Neanche questo, però, mi ferma, il 2012 è il mio anno, per lo meno questo avevo deciso. Ai primi di giugno, in occasione della Cortina-Dobbiaco, partecipo a Dobbiaco ad una podistica di 8 km in favore delle associazioni Debra SüdTirol e Mamazone.
Riprendo gli allenamenti con in testa la voglia, finalmente, di partecipare alla maratona di Venezia, sempre sognata e mai realizzata per la difficoltà che incontro ad allenarmi con il caldo estivo, ma quest’anno avevo deciso, Venezia sarebbe stata mia!
Partecipo al “Giro del Lago di Resia” e comincio gli allenamenti serrati, ma come fare con il caldo soffocante di quest’estate? Decido di non cedere e mi alleno al mattino presto, sveglia alle 5.00, in strada alle 5.30 con la compagnia del canto dei galli, poi doccia e alle 8.00 puntuale al lavoro! Un bel sacrificio, ma mi fermano solo le vacanze ai primi di settembre. Salto due allenamenti con i “rimproveri” del mio allenatore Siro Pillan, il quale mi propone di partecipare insieme a lui ad uno Stage di Orlando Pizzolato. Accetto con gioia ed entusiasmo! Incontro due belle persone, Ilaria e Orlando, che partecipano con gioia e consigli alle mie gioie. Arriva la fine di settembre e quindi l’allenamento lungo in vista di Venezia: decidiamo di farlo partecipando alla prima edizione della Trenta Trentina, bellissima gara, paesaggio meraviglioso, amici entusiasti ad attendermi all’arrivo. Il tempo? Incredibile! Da sola, senza l’aiuto della presenza costante del papà Ampelio, non credevo di riuscire a finirla così bene.
Gli allenamenti continuano serrati, i polpacci cominciano a risentirne, la voglia di correre no! Ogni volta controllo con papà e Siro i risultati e ogni volta la risposta è la stessa e univoca “Brava!” Ad un certo punto non riesco più a seguire le tabelle: “Siro, non riesco più a fare la corsa lenta, non riesco ad andare così piano devo aumentare” e lui, con il suo sorriso dolce e familiare, “E corri un po’ più forte, magari vai in progressione”. Il papà tutte le sere massaggia con dedizione i miei polpacci dolorosi…. Conto i giorni… i miei amici, credo ormai non ne potessero più dei miei -10 -9 -8…. Un origamista spagnolo, Javier Caboblanco, che personalmente non conosco, mi dedica un origami come augurio per la gara, “corazones entrelazados”. Decido di piegare questi “cuori intrecciati” e di aggiungerli al pettorale: una persona che non ti conosce e che ti incita in questo modo non l’avevo mai conosciuta e mi ha dato una carica inimmaginabile.
Giovedì pomeriggio vado a prendere il mio pacco gara, alla sera tutto l’equipaggiamento è steso sul letto del papà. “Sonia ma quando parti?”, “Domenica! Ma non voglio dimenticare niente!”
Venerdì mi accorgo che non ho le spille per il numero… ecco, pronte anche quelle. “Sonia ma quando corri?”, “Domenica! Ma non voglio dimenticarmi niente!”
Sabato mi sveglio con la voglia di rimanere a letto fino al giorno dopo, tanta è la tensione. Continuo a sperare che piova l’impossibile in modo che Giove pluvio si sfoghi e che mi regali una giornata accettabile domenica.
Domenica mattina, invece, il tempo è terribile, freddo, acqua, vento. Alle 8.30 devo consegnare la sacca con il cambio che ritroverò all’arrivo, la partenza è alle 9.20, il papà si dedica ai miei polpacci sperando che non si induriscano come sempre al primo km. E’ arrivata l’ora di entrare nelle gabbie. La mia è l’ultima, saluto Ampelio e Siro con la solita stretta di mano, che ci diamo ad ogni partenza, ed entro.
Il freddo è proprio freddo, la pioggia è pioggia gelata, il vento è vento, ma lungo la riviera del Brenta qualche spiraglio di miglioramento c’è, io riesco a tenere il mio ritmo, costante. Al 20° km controllo la glicemia, troppo alta, faccio 2 unità e non ci penso più. Arrivo a Mestre dove il freddo aumenta; al parco S. Giuliano l’acqua si trasforma in gocce di ghiaccio; siamo al 30° km, al ristoro prendo un pezzo di banana e un po’ di sali. Inizia il ponte della Libertà: il vento contrario riesce perfino a spostarmi. Salto il ristoro del 35° km, non ho bisogno di niente. E la crisi? Boh…. Vado avanti corro, continuo a superare e arrivo al ponte delle barche. Papà mi dà il 5 e mi dice: “Adesso vola Sgorbio, vola!”, io sorrido e inizio il ponte di barche: che emozione, prima di me l’hanno superato in edizioni passate, mio papà e mio fratello, loro sanno cosa sto provando e questo mi spinge. Aumento un po’ il passo, sorrido, continuo a superare concorrenti.
Mi avevano detto “i ponticelli finali sono duri ma sono gli ultimi”... Duri? Veramente? Li ho fatti tutti correndo, in salita e in discesa, superando e superando…
Piazza San Marco… manca poco Sgorbietto, manca poco.
Da uno degli ultimi ponti vedo l’arrivo e, sotto, il tempo “Cavoli se vado così faccio il personale!”
E mi dicevo “Dai Sonia tieni duro, accelera un po’ se ci riesci, dai che ce la fai” e, al ponte seguente, “Dai Sgorbietto che alzerai le braccia con la soddisfazione di averla fatta come ti ha detto Orlando”.
All’arrivo, il cronometro segna 4h47’, che già sarebbe record personale, ma il real-time è 4h40’, migliore di 10 minuti rispetto al tempo di Firenze ottenuto nel 2004. Alzo le braccia al cielo quando mancano ancora due metri alla linea d’arrivo e quando ci passo sotto urlo come se fossi Tarzan! Ricevo i complimenti di un compagno di squadra, addetto alle foto, Martino Rizzi (“Mi hai emozionato Sonia” mi dice), e poi cerco mio fratello Siro emozionato come me o forse di più. Mi abbraccia e che abbraccio, che sguardo! Sono proprio contenta di me stessa, ho dato tutto quello che potevo per riuscire a fare il meglio in questa maratona ma sono anche cosciente del fatto che senza l’appoggio, l’aiuto e la spinta delle 3 persone più importanti della mia vita non ci sarei mai riuscita. Quindi grazie Siro e grazie Papà (il terzo grazie è volato in cielo quando ho alzato le braccia sotto lo striscione): mi avete aiutato a fare una cosa incredibile e a realizzare un sogno nel migliore dei modi.

Sonia Pillan

Pillan Sonia è nata a Vicenza l’11-6-1967 in una famiglia di sportivi e origamisti.
E’ malata di diabete insulino trattata dal 1992.
Da sempre insieme alla madre si dedica all’origami.
Quando nel 2001 la mamma viene operata di tumore al polmone Sonia cerca qualcosa che la possa distrarre almeno un po’ da questo pensiero e inizia a correre con papà Ampelio per preparare la maratona di Roma.
La situazione familiare si aggrava e riuscirà a correrla solo nel 2003. Sarà una delle prime, se non la prima diabetica insulinico-trattata italiana a completare una maratona (tempo finale di 5h47’11”).
Nello stesso anno corre anche quella di Milano, poi via via molte altre, fino a Venezia 2012, dove ha ottenuto il suo primato personale concludendo in 4h40’29.



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Commenti

Brava Sonia!

Ho letto il tuo report su Venezia e, confesso,mi sono emozionato,specie nelle ultime righe...
Grande carattere e determinazione.
Brava e complimenti!
Andrea Pero

Public11/11/2012 14:05:58

Grande Sonia...

Dovevo esserci anch'io a Venezia, un brutto infortunio mi ha fatto rinunciare, ma sul ponte della libertà c'ero. Aspettavo amici che come te puntavano a soddisfazioni personali... sono rimasto più di un ora in mezzo al ponte tra vento e pioggia, tifando per tutti, siete stati tutti piccoli eroi e tu Sonia tra i più grandi!
Mauro

Public11/11/2012 17:37:46

Complimenti!!!

Ero anche io tra le migliaia di atleti che hanno sfidato vento, freddo e fatica: è stata davvero un'impresa!. Bravissima e tanti complimenti per il tuo nuovo personale.

Public11/11/2012 20:56:40

Grande!

sono un ex maratoneta che si è allenato con le Tabelle di Orlando per almeno 8 anni ora sono dedito al Triahlon - complimenti un bel racconto anche io mi sono emozionato

Mario Boschi da Siena

Public12/11/2012 16:46:12

Grande!

Gran bella storia!

Filippo Chesi

Public12/11/2012 17:30:38

Sei Grande Sonia

Anch'io ho corso la maratona di Venezia, è stata una giornata veramente difficile per correre una maratona. Brava continua così.
Bruno Claudio Marcato

Public12/11/2012 20:25:20

complimenti a Sonia

TUTTI EROI NOI FINISHERS!!!, sono un medico, complimenti. L'ho finita anch'io, dopo 22 anni ( allora ho fatto 3 h...il 28.10.12, un'oretta in più) Il tempo e la bora in faccia per 12 km è stata una vera prova. Ripeto BRAVISSIMA!!!Un,abbraccio.
Alfredo

Public14/11/2012 11:29:54

forte!

ehi... non pensavo di riceve tutto questo consenso e "affetto" Un Grazie lungo 42km e 195 mt per i vostri commenti che conserverò. Tantissimi complimenti anche a voi per aver partecipato alla "nostra" maratona di Venezia

Public14/11/2012 17:13:13

Bravissima!

Ciao Sonia,
mi stono riemozionato leggendo il tuo racconto.
Anche io ho fatto la maratona ed era la mia prima gara podistica in assoluto.
A 40 anni dopo 15 di inattività ( prima correvo per passione) mi è scattato un clic e ho ricominciato ... a luglio le prime uscite, lettura del libro di Pizzolato, tabelle di allenamento di Correre di luglio e settembre e poi Venezia.
L'ho corsa con il CUORE!
Non mi sono mai interessato al tempo salvo dopo l'arrivo.
Ad un certo punto ho seguito una coppia (penso sui 50 anni) che sul ponte prima di Venezia correvano mano nella mano per farsi coraggio!!!
Una scena bellissima.
Inutile dire che assieme alla medaglia di arrivo sono arrivate le lacrime di gioia!

Ti riporto il commento di un carissimo amico che ne ha fatte numerose ( compresa Venezia):"... per chi è riuscito a finirla in quelle condizioni è praticamente un Eroe!"

Ormai sono stato risucchiato dalla passione e devo assolutamente farne un'altra.

Un supersaluto e ti rinnovo i complimenti!!!
Massimo Vignuda

Public14/11/2012 23:22:41

Aupa Sonia

Da gusto ver tu sonrisa después del gran esfuerzo.

Public16/11/2012 12:06:10

Complimenti

Un resoconto molto bello.Sai far partecipare alle emozioni che si provano quando si corre e si vuol dar tutto di se stesso.
Da un podista di antica passione e tuttora praticante.
Alessandro

Public11/01/2013 08:32:22

Carissima Sonia

Ho mostrato a selezionati amici ed ex colleghi podisti il tuo elettrizzante racconto.
Io sono orgoglioso di te e sono certo che la mia indimenticabile Mariuccia lo sarebbe altrettanto.
Siamo una famiglia grintosa, ma credo che tu ci batti tutti!
Io avevo corso l'edizione del 1988, a 53 anni. Ricordo l'interminabile Ponte della Libertà, ma non ho sofferto le terribili condizioni atmosferiche che sono toccate a te.
Complimenti per il tuo record personale.
Un abbraccio. Rodolfo

Public21/01/2013 18:28:25

complimenti

Brava veramente brava .
Sei per me una persona veramente speciale.
ti abbraccio con affetto
ester

Public11/01/2015 23:07:47