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20/12/2012

Il racconto di Alessia - Gioie e dolori della moglie...

RUNNERS&WRITERS
Anno 1 - numero 49
Giovedì 20 dicembre 2012

Gioie e dolori della moglie del podista

Si parla tanto di corsa e di runner. Ma poco di una figura molto importante in questo ambito: la donna del podista amatore! Già, proprio noi, quelle che quando suona la sveglia alle 5 meno un quarto del mattino e lo vediamo che esce tutto bardato tipo uomo ragno (però fosforescente) per andare a fare la sua "sgambata" del mattino, ci insacchiamo ancora di più sotto il piumone bofonchiando un «bah!».

Noi, donne del podista medio, che per non fargli prendere un etto gli cuciniamo il riso a pranzo e la minestra di legumi a cena… ma rigorosamente senza soffritto, amore! Noi, che dopo la dieta Zona e la dieta Ducan ci becchiamo anche la luna nera dell’amico nutrizionista: e allora via con latte di soia, bocconcini di soia, carboidrati (ma solo fino alle 17), verdure crude a pranzo e cotte a cena, legumi legumi legumi, niente dolci la sera (non sia mai te se presenta er picco glicemico di notte!). Ma non erano le donne quelle fissate per la linea??

Noi, donne del podista puzzapiedi, che fino a ieri se gli dicevi che volevi i manicotti di Liu Jo lui ti guardava stralunato. E oggi se li è comprati lui per la maratona di Torino, perchè fanno fico… Peccato che se li è infilati a mo’ di pigiama di Superpippo. Ma non è colpa sua... so' le braccine che sono corte corte.

Noi, sante donne del podista incerottato, che Candy Candy può pure cambiare mestiere. Noi, che viviamo tra bandellette infiammate, ginocchia che fanno male (ma non si sa il perché, e il tutto è stranamente collegato a un dolore al braccio), talloni che vivono di vita propria, tendini che si rivoltano contro, caviglie che si ammutinano e decidono di gonfiarsi come zampogne, stomaci che si sono stufati di sballonzolare per 42 km e decidono di farti vomitare agli ultimi 192 metri, mentre quella poveraccia della moglie vi aspetta soltanto da 3 ore e 59 minuti per acclamarvi e scattarvi la foto del secolo.

Noi, donne del podista che ci crede, che ci spelliamo le mani per applaudirvi all’arrivo, ci roviniamo la vista a cercarvi tra la folla all'arrivo delle gare, che perdiamo la voce per urlarvi «vai amoreeeee!!!». E all’arrivo: «Bravo bravo bravo … mo’ basta però, è?».

Noi, che ogni gara corsa la domenica mattina ve la facciamo scontare con tre feste di bambini inferociti, una giornata a Magicland, un pomeriggio a Zoomarine, e per concludere serata al centro commerciale. Noi, donne del podista amatore, che per starvi vicino abbiamo cominciato a correre pure noi. E, guarda un po, ci è piaciuto! E allora c'è chi è diventata la "nonna volante", chi la "signora Keniana" chi si è data alla macchia e zompetta come un capriolo per le montagne. C'è quella che lascia il marito incredulo davanti a una bottiglia di Ronco e scende ad allenarsi tutti i giorni e quella che - sull'onda dei Papa boys e dei Madonna boys - ha dato vita ai Roby boys: un gruppo che fa 50 minuti sui 10.000.

Noi, donne del podista della domenica, che pur di non farvi sfigurare davanti ai compagni e mandare all’aria i vostri "giochi di squadra" perché vi siete fatti per l’ennesima volta male, ci sacrifichiamo. E dopo esserci allenate solo un mese, corriamo al vostro posto una Monza Resegone da Guinness dei primati ….ma per amore, solo per amore.

Noi, donne del podista sentimentale, che finalmente incredule perché ci avete regalato una cenetta intima in un ristorantino romantico, ci ritroviamo intimamente a cena con altri tre podisti e rispettive mogli a parlare amabilmente di corse. Noi, donne del podista, che una sera - finalmente libere da bambini, mamme, zie, cani, gatti, ecc. - sfoggiamo in camera da letto un completino intimo da sturbo. E lui ci guarda con espressione ebete e ci dice: «E no, scusa, me te presenti tutte le sere a letto col pigiamone, mo' er completino sexy proprio er giorno prima della maratona... ma che, stai a scherzà?! Ma vatte a vesti', va', che devo dormi' io!».

Ma alla fine della fiera - anzi della gara - noi, donne dei runner, preferiamo una vita così. Tutto quello di cui sopra (e molto altro) è meglio, piuttosto che vivere con ciccioni spaparanzati tutto il giorno sul divano a fissare 11 deficienti che inseguono una palla. E che magari, dopo aver visto tutti i goal del campionato, ti dicono: «Amò, vestite che te porto all’Ikea».

Alessia Panci

Alessia Panci (Atleta della A.S.D. Cral Poligrafico dello Stato di Roma), autrice di questo articolo, è moglie (in realtà felice) di un runner. Un ruolo che ricopre con grande ironia. Come racconta in prima persona, con concessioni alla sua "lingua madre".
Il pezzo è stato pubblicato anche su Action Magazine a questo link



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Commenti

La donna del podista

Brava Alessia! Hai saputo cogliere benissimo certe situazioni che tutti noi conosciamo in maniera profonda. La mia compagna dice le stesse cose e anche lei spesso mi accompagna, anzi la devo ringraziare per l'incoraggiamento e la pazienza. Sono certo che quando leggerà il tuo pezzo si farà tante risate. Ho apprezzato l'uso del dialetto e la descrizione di luoghi che conosco, del resto sono romano ( e romanista). Complimenti ancora, buona corsa e ....daje sempre!
Pierstefano (da 'a capitale)

Public21/12/2012 19:02:18

Gioie e dolori della moglie del podista

Effettivamente, è destruente per il podista medio scoprire che la propria donna, che fino ad allora aveva sopportato con rassegnazione gli allenamenti e le gare del compagno (senza però mai farsi coinvolgere, regalandogli un senso di "alterità" molto gratificante), nel momento in cui decide di mettersi a correre pure lei, in poco tempo ottiene risultati migliori dei suoi. La sensazione è sconvolgente :)

Public22/12/2012 10:54:21

La compagna del podista

Alessia..è tutto verissimo!! ..alle 5 mi insacco ma non dormo perchè penso al suo allenamento..faccio le levatacce per accompagnarlo.. ma sono profondamente orgogliosa di lui!! ..sono in questa vita da poco ma mi rende felice!!

Public07/01/2013 21:45:37