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13/04/2013

Il racconto di Gianluca - Se la corsa ti salva la vita...

RUNNERS&WRITERS
Anno 2 - numero 62
Sabato 13 aprile 2013

Se la corsa ti salva la vita...

Che lo sport faccia bene è cosa nota fin dagli antichi romani, il buon Giovenale ci ha lasciato una delle massime latine più conosciute al mondo “mens sana in corpore sano”, tanto che qualcuno ne ha fatto addirittura una marca di scarpe.
Che lo sport però possa salvare anche la vita nel senso letterale della cosa, credo sia ai più sconosciuto, o comunque lo era per me fino al giorno in cui ho potuto mio malgrado sperimentarlo di persona.
Ebbene sì, se oggi sono ancora qui a poter scrivere queste poche e confuse righe lo devo alla corsa, e se voi cari lettori me ne date la possibilità vi racconterò come è andata, sperando che la mia esperienza possa dare speranza a chi in questo momento ne ha bisogno.
Tutto è iniziato un bel venerdì di fine giugno, una giornata di caldo non eccessivo con un cielo terso e limpido che permetteva di vedere le Alpi stando dal versante opposto appenninico, e con una leggera brezza che accarezzava la pelle con la stessa dolcezza che solo la mano di una madre può dare, insomma uno di quei giorni che ti riconciliano con il mondo.
Nulla faceva presagire quello che da lì a poco avrei scoperto, intanto che me ne stavo sdraiato su un lettino all’interno di un ambulatorio per eseguire una ecografia.
La dottoressa che stava eseguendo l’esame, dopo aver scandagliato in lungo e in largo la mia pancia, ad un certo punto mi disse con un tono né grave né preoccupato, ma con assoluta tranquillità, che nel mio addome c’era un versamento, cioè c’era del liquido, e che gli organi che si trovavano al suo interno galleggiavano letteralmente, in pratica avevo quella che i medici chiamano “ascite”.
Fintanto che lei pronunciava queste parole, che io faticavo a razionalizzare e a comprendere fino in fondo, sotto i miei piedi, senza che me ne rendessi conto, pian piano si apriva una voragine che da lì a poco mi avrebbe inesorabilmente inghiottito.
Seguirono una serie di esami, un intervento, 18 giorni di ricovero ed infine la diagnosi, una di quelle che ti tolgono il fiato, che ti fanno venire un mancamento solo a sentirle pronunciare, tanto che anche il cuore sembra fermarsi quasi a voler cercare conferme su quello che ha sentito.
Ma non succedono sempre agli altri certe cose? Come è possibile sia successo a me, iper salutista, attento all’alimentazione, tossico dello sport praticato ecc... ecc... queste ed altre mille domande di colpo ti scoppiano in testa, un ingorgo di pensieri inestricabili si insinuano negli angoli più remoti e nascosti del nostro cervello, esplode il caos fino a raggiungere il valore massimo di entropia.
Passato il momento di smarrimento totale, il nostro spirito di conservazione insieme al nostro istinto di sopravvivenza fanno sì che torni la calma e allora ti affidi ai medici, e come un buon scolaretto esegui tutti i compiti che loro ti danno da fare.
Ricoveri, sedute di chemio, mega intervento di quasi 12 ore, lunghi mesi di riabilitazione, nuovo intervento e nuove sedute di chemioterapia.
Finalmente inizi a vedere una piccola e fioca luce in fondo al tunnel, fino a che un dottore in maniera molto asettica ti classifica come ‘paziente libero da malattia e sotto stretto controllo medico’, che non significa essere guariti ma, credetemi, è già un gran risultato.

A questo punto vi starete chiedendo: “Ma che c’entra in tutto questo la corsa?”
Devo tornare un attimo indietro a quel venerdì di giugno per spiegarvi come ci ero arrivato su quel lettino.
Podista sfegatato, con qualche decente risultato (sulla maratona 3 ore e 11 minuti e sulla mezza 1 ora e 22 minuti), da un po’ di mesi accusavo una eccessiva fatica durante le sedute di allenamento.
All’inizio erano solo degli episodi occasionali, dopo man mano che passavano i mesi da occasionali erano diventati la normalità, fiato corto gambe pesanti e piedi di piombo, tanto che era diventato un problema riuscire a portare a termine un semplice lento di 10 km.
Fino a che, qualche giorno prima di quel fatidico venerdì, dopo aver inforcato le scarpette ed aver fatto circa mezzo chilometro, ero dovuto tornare indietro perché assolutamente impossibilitato a proseguire.
Fu allora che mi decisi ad andare dal medico, e raccontargli senza qualche imbarazzo i miei problemi.
L’imbarazzo derivava dal fatto che, nella vita di tutti i giorni, non avevo alcun problema, lavoravo e facevo le mie cose senza accusare alcun sintomo tranne un leggerissimo mal di stomaco dopo aver mangiato e nulla più, che attribuivo genericamente a problemi tipo gastrite o cose del genere.
Avevo quindi paura di sentirmi dire le solite cose, l’età che avanza, lo stress, il troppo allenamento, l’alimentazione sbagliata, invece per fortuna prese la cosa molto seriamente prescrivendomi l’eco.
Ho sempre amato la corsa dedicandole molto del mio tempo e delle mie risorse e lei mi ha ripagato segnalandomi in maniera sempre più insistente che in me c’era qualcosa che non andava.
Diversamente l’avrei scoperto molto tempo dopo quando, in stato troppo avanzato, non ci sarebbe stato più tempo e modo di intervenire.

Oggi sono tornato ad allenarmi con una certa assiduità e riesco, facendo i debiti scongiuri, a pensare in modo positivo alla possibilità di avere ancora un futuro sereno insieme a mio figlio e a mia moglie, a cui devo tantissimo per la pazienza e l’abnegazione con cui mi è stata vicina assistendomi in questo travagliato periodo.
Buona corsa a tutti.
Gianluca.

Gianluca Castellucci

Ho 42 anni sono originario della provincia di Frosinone ma da più di 20 anni vivo in provincia di Piacenza.
Sono un maresciallo dell'Aeronautica Militare sono sposato con Alessandra ed abbiamo un bellissimo bimbo di nome Nicolò che a giugno compirà 3 anni.

La foto è stata fatta all'arrivo della mezza di Piacenza del 2011 tre mesi prima di scoprire di essere malato.



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Commenti

se la corsa ti salva la vita

in bocca al lupo. anche se non ti conosco. sono un maratoneta anchio e ti auguro di sconfiggere la malattia.noi maratoneti siamo duri avanti a tutta ciao. FEDELE GENTINA

Public14/04/2013 18:23:51

Se la corsa ti salva la vita

Ho un caro amico che ha vissuto una cosa simile; dopo anni di corsa e buona salute, cominciava a sentirsi male mentre correva. Secondo il medico, se non fosse stata per la corsa, il mio amico non si sarebbe sentito niente, dopo un certo punto, sarebbe stato molto malato. Oggi sta bene, grazie alla corsa. Sicuramente sarà uguale per te. un saluto, Sara Weiss

Public14/04/2013 18:43:34

Se la corsa ti salva la vita

grazie...è un racconto bellissimo, mi sono commossa leggendolo . Anch'io corro da qualche anno, non ho mai fatto maratone e non sono brava come te, ma la corsa mi ha ridato la voglia di vivere dopo un grande dolore, una dolorosa perdita, mi sentivo sola e sconfitta e la corsa di ha regalato e mi regale splendide emozioni, dal riso al pianto . grazie per la tua testimonianza ! Ti siamo tutti vicini, la corsa ci unisce ! patrizia secondi

Public15/04/2013 08:15:00

se la corsa ti salva la vita

La corsa è vita, per questo ti salva. Grazie di aver dato valore alla bellezza che ci circonda raccontandoci del cielo terso e dei tuoi affetti, grazie di aver valorizzato la capacità di abnegazione e di sacrificio della corsa che ti dà equilibrio quando affronti qualcosa di così impegnativo... grazie di esserci e di avercela fatta. Io corro guardandomi intorno, lenta, come so fare, ma sorrido e sono felice come voi che volate come il vento quando arrivate, anche se io ce la faccio un'ora dopo... Correre è un miracolo sempre. Grazie di avercelo ricordato. Patty

Public15/04/2013 09:14:44

se la corsa ti salva

come dice Patrizia la corsa ci unisce, ci unisce nelle sensazioni, nella valorizzazione di cose semplici, nella forza che riesce a dare ad ognuno di noi ad affrontare prove difficili che la vita ci mette davanti!
in bocca al lupo, Gianluca!
Luisa

Public15/04/2013 11:52:10

se la corsa ti salva la vita

Gianluca, ho letto il tuo post e devo dirti che sono contento di come tu stia affrontando in maniera positiva la cosa. Permettimi: nn ci conosciamo ma posso dirti che sei un grande. Sono certo che il mix composto da Nicolò, tua moglie e la corsa fungerà da "glicogeno" per la maratona che stai affrontando nella vita. ps: un abbraccio sincero collega. Mario (dal lontano Afghanistan).

FILAZZOLA MARIO20/06/2013 21:50:10

se la corsa ti salva la vita

Ciao Gianluca! Sono contenta per te, spero ora per te e la tua famiglia che stia andando tutto per il meglio. Ti chiedo una cortesia potresti contattarmi alla mia mail? Purtroppo mi ritrovo nela tua stessa situazione, mio papà. Vorrei sapere in quali centri sei stato seguito. (Ho letto la tua testimonianza anche sul GIME)
Ti ringrazio.
Antonella

Public30/09/2014 15:11:09