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04/05/2013

Il racconto di Tite - Boston 2013

RUNNERS&WRITERS
Anno 2 - numero 71
Sabato 4 maggio 2013

Boston 2013

BOSTON: Per qualsiasi maratoneta Boston è un rito di passaggio: la più antica maratona moderna (1897) e una delle 6 Major (insieme a Berlino, Londra, Chicago e New York e ora Tokio). Ma come tutte le mete mitiche, l'avvicinamento può essere complicato e già per sé stesso una prova di resistenza. Boston per me non fu eccezione: già 2 anni fa mi qualificai, mi iscrissi,comprai il viaggio, la maratona sarebbe stata il giorno del mio compleanno e...non riuscii nemmeno a partire dall'Italia a causa del blocco totale aeroporti per le ceneri del vulcano islandese. L'anno scorso, nonostante l'organizzazione avesse introdotto restrizioni significative ai tempi qualificanti, riuscii a iscrivermi di nuovo, con un tempo assai migliorato e quindi ebbi la certezza già il primo giorno delle iscrizioni. Destino volle che pure mio figlio minore quest'anno fosse a Boston per un anno di scuola. Sembrava quindi un insieme di coincidenze ideali...

BOSTON: alla maratona ci si iscrive a settembre e la si corre ad aprile: tutto può succedere e la curva energetica di un runner è inesorabile: dopo un periodo di alti, arrivano i bassi. Dopo l' anno scorso per me stellare nei risultati (vincendo una 100km montana e abbassando il tempo sia in maratona che nella mezza), quest'anno sento la stanchezza e quindi l'obiettivo alla partenza era molto ridimensionato, come aveva pronosticato ed augurato il saggio Orlando Pizzolato: "mira a divertirti". Il giorno prima della maratona ho corso la 5 chilometri per saggiare con gambe fresche l'ultimo tratto e l'arrivo e scorrendo proprio quegli ultimi metri ho avuto dei brividi... ma allora pensavo alla maestosità di quell'arrivo.

BOSTON 15 aprile: sveglia alle 5, colazione in camera, yoga guardando fuori dalla finestra per controllare il meteo, coda ai bus ufficiali che portano alla partenza, arrivo ad Hopkinton, ritrovo con amica americana, sorrisi tesi, si beve, ci si rilassa, meditazione sull'intenzione (risultata fondamentale per la riuscita della gara) e poi decisione sulla strategia: potevo partire col mio scaglione delle 10:20 (il 2°), oppure provare ad intrufolarmi nel primo scaglione delle 10, a cui era designato Augusto, il mio compagno. Sarà lo yoga che l'antico Patanjali dice conferire poteri di premonizione, il fatto è che ho seguito un istinto preciso, sia pur senza ragione, che mi ha indotto a provare a partire alle 10. Ho passato i controlli ai cancelli come se qualcosa di superiore mi stesse proteggendo e conducendo e in un batter d'occhio ero lì alla partenza, in mezzo alla classica folla di runners composti e concentrati che si trova sempre a gare di migliaia di concorrenti. 2' di silenzio per la recente strage di bambini avvenuta in una scuola vicina e... BUM, lo sparo, partiti. Forse presto anche negli USA faranno come in India, dove il via non è dato da uno sparo, suono sinistro, di morte e basta.

BOSTON: 3:46:06 Tagliamo il traguardo proprio sulla sinistra, accanto alle transenne con le bandiere...felicità di aver portato a termine dignitosamente (nonostante la debolezza e 3 pit stop), foto, si cammina per ritirare acqua, cibo e la bella medaglia, e il sacco di indumenti poi si esce dal recinto e vengo urtata da una sagoma scura con zaino che mi colpisce per la fretta con cui si dirige verso strade laterali. Più tardi scopro coincidere con quella di uno degli attentatori, Tamerlan, il più grande, la "mente". In quel momento mi era solo sembrato strano, sia per l'incedere frettoloso che per l'abbigliamento pesante, rispetto a noi runners claudicanti e mezzi nudi. Col senno di poi i conti tornano:il ragazzo era a pochissimi minuti dallo scoppio...

BOSTON:...Quegli stessi minuti coi quali noi riuscimmo a prendere al volo un taxi per andare all'abergo. Premonizione anche questa? Di solito cammino ...ma tremavo, faceva freddo e ho deciso di fare un'eccezione. Così non abbiamo sentito nulla...lo abbiamo appreso al telefono, da amici che ci hanno chiamato. La CNN con le Breaking News ci ha informati subito del resto. Le sirene spiegate delle ambulanze hanno completato l'ambientazione da film. Ho immediatamente pensato al ragazzo che mi ha urtato. Ho atteso la sera quando la polizia ha diramato le immagini dei sospettati e ho provato a chiamare la hotline, ma era occupato o le linee erano bloccate. Nel frattempo la città si era trasformata in una Bagdad o in una Tripoli o in una Damasco: strade bloccate da militari in assetto da guerra, al posto delle macchine i blindati... il tempo di una doccia e dal chiasso della folla si passò ad un silenzio tombale, doppiamente anomalo in una città americana, regno dell'"around the clock".

BOSTON: Il nostro ristorante giapponese preferito dietro l'angolo era chiuso, come tutta la strada e così si entra subito in un nuovo regime, in un nuovo assetto psicologico che mira agli aspetti primari. Post race dinner: un'insalata in scatola senza condimento e un bagel nudo e crudo, le uniche cose che siamo riusciti ad accaparrarci nella hall dell'albergo. L'unico pensiero ora era mangiare, dormire e preparare i bagagli per partire l'indomani all'alba e riuscire a lasciare la città, cosa che per fortuna riuscimmo a fare, solo qualche ora prima che la stessa città , nella stessa direzione da noi presa, venisse bloccata per la ricerca del secondo attentatore, Dzhokhar Tsarnaev...

BOSTON:..il quale ferito, si nascondeva in un paesino in direzione proprio di quello dove stava mio figlio: hanno la stessa età, hanno studiato latino entrambi ; solo che uno è italiano, nato e cresciuto nell'amore, l'altro è ceceno, nato e cresciuto in uno dei paesi più violenti e martoriati da una recente guerra fratricida. Avevo letto "Educazione Siberiana" di Nicolai Lilin e per questo non ero né terrorizzata né scandalizzata ma ho provato da quel momento un'immensa compassione. Quella notte ho pregato che non morisse e si arrendesse. Ancora premonizione yogica?

BOSTON: scopro dalle classifiche che sono di nuovo BQ, qualificata. Ma non amo ripetere le stesse gare. lascio il posto a chi non è riuscito a portarla a termine.
Namasté,
Tite

altri racconti di Tite Togni:
"Cento... sei e lode"
"Ciao Mumbai"
"Manaslu Trail race"



cliccando su questi link trovi altre riflessioni sull'attentato di Boston:
"Tra i maratoneti di Boston: cronache dall'inferno"
"Un pensiero fisso"
"Sono arrivata al traguardo e subito dopo è scoppiato l’inferno"
"Heartbreak at the finishline"
"Le strade di Boston"
"Allora come ora e per sempre"
"Assordante silenzio"

Tite Togni

YOGAXRUNNERS
Insegnante certificata Iyengar dal 2006 e ideatrice del metodo YOGAXRUNNERS, maratoneta e ultra trail runner, corre continuativamente anche 100km intorno al Monte Bianco o alle Tre Cime di Lavaredo “grazie e con lo yoga”, e per questo si prodiga a diffondere lo yoga nel mondo podistico. Nel 1990 la scintilla per lo yoga scoppia, per puro caso, in terra americana,dove la pratica le risolve i frequenti dolori alla schiena.
Nel 2006 ha conseguito il certificato per insegnanti presso la scuola Iyengar di Firenze sotto la guida di Gabriella Giubilaro e spesso si reca in India, a Pune, presso la sede per aggiornamenti con la stessa famiglia Iyengar.
Dal 2006, anno della sua prima maratona, preparata con la guida di Orlando Pizzolato, lo yoga si rivela sempre più il banco di prova e di studio per la corsa, ora anche in distanze ultra, superiori ai 42k della maratona e in natura, su sentieri e in montagna, gli ultra trail. All'indomani di continui abbassamenti di personale in maratona(3:27 a Venezia, 2011)titoli regionali come il titolo regionale veneto di categoria per i 30km FIDAL, podi come la 100ELode (una 100km su e giú dalle montagne vicentine) e primi posti in competizioni internazionali come la Lavaredo Ultra Trail (100km con 6000m dislivello positivo) e l'Ultra Trail Mont Blanc-CCC, Tite “corre grazie allo yoga, con lo yoga e per lo yoga” e ha elaborato un programma di yoga x correre che si prodiga a diffondere tra i podisti, una pratica per imparare a sviluppare la resistenza, l’equilibrio, la concentrazione, la sensibilità e quindi migliorare la performance e salvare da tanti piccoli infortuni. YOGAXRUNNERS “per correre con la testa e non solo con le gambe”.
Il metodo YOGAXRUNNERS si propone di diffondere la pratica Yoga nel mondo podistico, per permettere a tutti di correre ottimizzando gli sforzi e, attraverso il movimento consapevole, prevenire gli infortuni. Correre nella natura liberi nel corpo e nella mente..in Tadasana, solidi e leggeri al tempo stesso, come nella posizione della Montagna.
Tite insegna regolarmente a Brescia, Milano e Vicenza e organizza stage e lezioni agli Yoga Festival e in occasione di gare podistiche come la maratona di Verona. Collabora con Yoga Journal e a testate di podismo come Correre e Runners World.

YOGAXRUNNERS è un sito (www.yogaxrunners.com), una pagina di gruppo aperto su Facebook e su Twitter. Presto, YOGAXRUNNERS sarà un libro, in collaborazione con Tito Tiberti, maratoneta d’elite, suo allenatore, come di tanti yogarunners e yogarunner convinto che "yogaxrunners mi ha salvato la schiena".



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