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28/11/2013

Il racconto di Maurizio - Due minuti in meno, dieci anni di più

RUNNERS&WRITERS
Anno 2 - numero 91
Giovedì 28 novembre 2013

Due minuti in meno, dieci anni di più

Ci pensavo da un po’ e quando, molti mesi fa, mi sono iscritto alla Maratonina di Cremona con un anticipo tale da garantirmi un pettorale da top runner (n. 120 su 3.600 iscritti) sono tornato con la mente alla mia prima gara con un numero attaccato al petto, e ho pensato che mi sarebbe piaciuto rivivere le stesse emozioni.

Nel 2003 avevo appena incominciato a correre “seriamente” (mi sarei iscritto alla Michetta l’anno successivo), e quasi contemporaneamente avevo imparato il significato della parola “tapascione”.

Così, come accade a tutti noi neofiti, il desiderio di cimentarmi in una gara “vera” con tanto di pettorale e classifica FIDAL, si era concretizzato nell’iscrizione alla mezza di Cremona. A essere sincero non ricordo più perché la scelta cadde proprio su Cremona. Forse la vicinanza a Milano, o la fama di una gara ben organizzata anche se alle prime edizioni. O forse un invitante volantino visto su Correre.

Come sempre in questi casi, il ricordo che si sedimenta negli anni carica l’evento di significati più o meno “mitici” e così per me quella mezza resta una delle gare più emozionanti cui abbia partecipato. Devo avere ancora da qualche parte la maglietta di cotone (all’epoca non si parlava di magliette tecniche) bianca e rossa, ambito premio del mio primo pacco gara.

Così è nata l’idea del “dieci anni dopo” e cioè ripetere, quando possibile, le gare fatte dieci anni prima. Partendo proprio dalla prima in assoluto, Cremona. E così, esattamente come nel 2003, eccomi in macchina con Federica diretto verso Cremona, nel buio delle 6.30 per arrivare con l’anticipo di chi si emoziona come se fosse la prima volta e non vuole rischiare di arrivare troppo tardi al ritiro del pettorale (e magari non trovare la maglietta della taglia giusta).

E poi il riscaldamento, con gli amici conosciuti allo stage di Orlando Pizzolato, con cui ci siamo dati appuntamento per verificare l’efficacia della scheda del nostro “guru”. La pipì che “scappa” in misura direttamente proporzionale alla tensione pre-gara (anche se nel mio caso probabilmente anche l’età ha la sua importanza in tema di “minzione frequente”).

Finalmente lo sparo, dopo un’interminabile attesa e l’inno di Mameli diffuso dagli altoparlanti (ci sarà stato nel 2003? Non riesco a ricordare nemmeno questo particolare) e via lungo la strada della memoria, scandita dai passi di migliaia di podisti, ciascuno con la sua storia da scrivere e da ricordare. La mezza maratona ti permette di pensare. Pensieri accelerati, non come quelli cadenzati della maratona o quasi mistici delle ultra maratone. Ricordi e progetti, che uniscono passato e futuro lungo una linea immaginaria lunga 21.097 metri. Con la respirazione che corre al limite della soglia aerobica, dove un solo secondo di differenza può aprire la strada a fiumi di acido lattico pronti a paralizzarti i muscoli.

Eppure pensieri. Quelli che consentono agli esperti di dire che la corsa di lunga distanza è un fatto di testa prima che di gambe e di fiato, quelli che ti aiutano ad andare avanti. Nella corsa come nella vita. Ma che ti possono anche paralizzare, quando si trasformano in paura di non farcela. Nella corsa come nella vita.

E cosi’, chilometro dopo chilometro mi accorgo che forse stavolta mi sono preparato bene. Che aver dosato gli allenamenti per non “svegliare il tendine di Achille che dorme” sta dando i suoi frutti. Che se riesco a tenere i 4’25 ancora per un po’ riesco a stare sotto l’ora e 35, che rappresenta il mio obiettivo dichiarato. Ma questi pensieri sono reali, datati 20 ottobre 2013 o si tratta di ricordi sbiaditi dell’ottobre 2003 che la mia mente sta trasformando in un sogno più o meno realistico?

Sono passati dieci anni. Potrei dire “già” o “solo” e il risultato non cambierebbe. I pensieri non invecchiano, quasi mai, con l’età (come i desideri, direbbe Franco Battiato). Anzi, a volte diventano più veloci. Di quasi due minuti su una mezza maratona. Mica male.

Maurizio di Girolamo

nato a Milano il 4 aprile 1962. Dirigente all'Università degli Studi di Milano Bicocca. Iscritto alla ASD La Michetta di Milano. Tre grandi passioni: corsa, fotografia e...
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