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16/01/2014

Il racconto di Lilliana - La corsa nel buio

RUNNERS&WRITERS
Anno 3 - numero 95
Giovedì 16 gennaio 2014

La corsa nel buio

Corro da anni di mattina presto. Molto presto: esco dal portone di casa alle 5.00-5.10. Quando iniziai a correre con regolarità (dal 2000 in poi), i tentativi di incastrare il tempo degli allenamenti nella mia impegnativa giornata lavorativa furono svariati e disperati... Abitando vicino alla villa comunale della mia città, Catania (la splendida Villa Bellini, dal nome del famoso musicista catanese), inizialmente trovai logico allenarmi nel tardo pomeriggio, o, addirittura, nelle ore serali... La villa è dotata di ampie strade interne, chiuse al traffico; possiede sentieri, che si inerpicano, portando alle zone più alte, il che consente allenamenti diversificati. Numerosi alberi secolari, maestosi e rigogliosi, fanno infine da cornice a tutte le vie e sentieri della villa. Ricordo che rientravo dal lavoro trafelata, cambiandomi velocemente, e poi correvo alla villa, per correre. Presto tutto ciò divenne un autentico incubo, una sorta di spasmodica lotta contro il tempo. Spesso finivo di lavorare dopo le 20.00. Arrivavo alla villa stanca, già svuotata di energie, moscia.
Correvo male, correvo poco. A volte tornavo a casa odiando la corsa, con la solita domanda in testa "...ma chi me lo fa fare..?" Ma il processo di innamoramento era stato da subito irreversibile: la corsa era entrata nelle mie vene, nella mia testa e nel mio cuore. Già allora impossibile vivere senza.. Il mio secondo tentativo fu allora di allenarmi durante la pausa pranzo. Tentativo fallito quasi subito, perché mi risultava ancor più difficile e stressante della corsa serale. Aggiungo poi che il mio tipo di lavoro, coi turni di guardia, almeno per tre giorni alla settimana copre un orario 8.00-20.00. Una mia amica, runner da sempre, mi suggerì di fare come faceva lei: si allenava al mattino presto. La cosa mi parve, inizialmente, una proposta folle.. Principalmente per il fatto che la mattina presto la villa è ancora chiusa. "Ma quale villa...!!" -sbottò allora la mia amica- "...alla villa corrono i tapascia, od i grassoni che vogliono solo perdere peso..! Qui, i veri runners corrono al lungomare, arrivando almeno fino ad Acicastello.."
Certo, facile, per lei, dire ciò...Abita proprio vicinissimo al lungomare! La mia casa e' invece nel centro storico della città, ossia a 4 km dall'inizio del lungomare. E poi – pensavo - col buio..!! Si, il buio c'era anche la sera, ma assieme alla gente, ai chioschi aperti, al via vai incessante di macchine, ecc... Ma quel consiglio (donna benedetta! Non la ringrazierò mai abbastanza..) mi si insinuò nel cervello, e durante un week end arrivai al lungomare, partendo direttamente da casa, e poi alla piazza con l'antico castello normanno di Acicastello, paesino sito nell'immediata periferia di Catania. Andata e ritorno: esattamente 21 km. Una mezza. La prima volta tornai mezza morta. Date le restrizioni del tempo di allenamento disponibile, i miei allenamenti alla villa non superavano i 12-14 km massimo, spesso solo 10... Il salto di qualità, sotto ogni aspetto, era enorme. Un percorso pianeggiante fino al porticciolo di Ognina, e poi vallonato, con diversi saliscendi fino ad Acicastello. Il mare costantemente presente: sulla destra all'andata, sulla sinistra al ritorno. I runners che si allenavano su tale percorso erano velocissimi: falcate ampie e leggere, degli speedy-men o speedy-women che mi superavano come tante gazzelle...Tornai pazza di felicità: quella era la strada dei miei allenamenti!! Ma... Ok per i week end ( allorché potevo allenarmi con calma, uscendo da casa intorno alle 7.00-8-00). Ma come la mettevo per gli allenamenti infrasettimanali, dovendo recarmi al lavoro entro le 7.30, ogni giorno..??
Semplice, pensai: esco entro le 6.00. Io naturalmente, e sin da piccola, mi sveglio molto presto. Ovviamente, "crollo" anche molto presto , la sera. Ecco anche il perché della fatica degli allenamenti serali. Alzarmi presto fu quindi per me naturale, e per nulla traumatico. Anziché rigirami nel letto semisveglia ed alzarmi verso le 6.00, iniziai ad alzarmi alle 5.30, e poi alle 5.00. Fino ad arrivare all'orario attuale: 4.45. Il tempo di un caffè, di sciacquarmi il viso, indossare gli indumenti (rigorosamente preparati la sera prima..), mettere le scarpe da running, e via, sulla strada , alle 5.00...
E' dal 2002 che corro in quest'orario. L'unica sosta ( non voluta, amarissima..) è stata dal marzo 2010 all'aprile 2013, a causa di un intervento al menisco del ginocchio destro, con pesanti reliquati. Ricordo che, durante tutto il 2010 ed il 2011, continuavo ad alzarmi prestissimo e, camminando veloce, scendevo al lungomare. Ma la corsa era tutta un'altra cosa. Passai quindi al ciclismo su strada, che ho praticato e che pratico tuttora. Nel maggio di quest'anno (durante un periodo particolarmente per me orrendo: gli ultimi mesi di vita di mia mamma, andata poi via a luglio..), volli, tanto per caso, riprovare a correre... Ma senza farmi tante illusioni... Aspettando di risentire il solito, odioso, sordo dolore al ginocchio destro. Riprovare a correre: per liberare la mente, per lenire il dolore, per placare la sofferenza... Per restare con me stessa, nel bene e nel male. Sapevo che la corsa sapeva , e poteva, darmi tutto questo...
E ricominciai a correre nel buio, al mattino presto. Fu come ritrovare me stessa, una me stessa che non si era mai, per nulla, mai, rassegnata a togliere la corsa dalla sua vita. Fiondandomi nella strada al mattino presto, avvolgendomi in quel buio discreto ed elegante, ritrovavo potenti gli antichi rumori, sapori, odori... Una sospensione temporale che, di fatto, nelle insenature della mia mente, non c'era mai stata... E da maggio ad ora, almeno tre giorni durante la settimana, più un lungo sabato o domenica, io ri-corro... Scendo rapida verso il "mio" lungomare. Mi superano i tipici carretti con i cavalli da corsa in allenamento ed i loro pittoreschi padroni. Saluto i soliti operatori ecologici, già all'opera a spazzare le strade. Ricambio, con allegria, lo sguardo stralunato ed allibito dei pochi automobilisti assonnati di passaggio. Omaggio i runners che si allenano al mio stesso orario, dei quali so tutto, senza averli mai veramente conosciuti...Ed arrivo al mare, che mi costeggerà per tutta la durata dell'allenamento: un velluto increspato, prima scurissimo, poi via via sempre più colorato: un blu-viola unico, mai identico a quello del giorno prima.
Quanto durerà? Spero ancora per molti anni. Ogni seduta di allenamento ho il terrore di sentire quel sordo dolore, ma nulla, sinora, è accaduto. E prendo questo "miracolo" come un vero dono che il destino, in un momento di vita molto duro, mi ha fatto...

Lilliana Ciotta

Ha 59 anni.
Vive, lavora, corre a Catania. Medico e Docente universitario, è sposata ed ha due figli, Agata e Antonio.
Ha corso 12 maratone e più di 50 maratonine.
Spera di poter tornare a correre una, ma meglio tante, maratone.



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Commenti

Lilliana Ciotta

Una donna unica..

Public16/01/2014 16:03:42

corsa

sembra l'incipit di un libro sulla corsa, sei bravissima a scrivere e raccontare i posti. Ci dovresti provare (a scrivere).

Public16/01/2014 16:15:23

Ispirazione !!!

Un esempio, di grande ispirazione. Magari corriamo insieme qualche sabato. Vivo li è conosco il tratto.

Public16/01/2014 17:37:44

ORLANDO PIZZO LATO

In totale simbiosi con lei.

Public16/01/2014 18:07:31

Bellissimo e coinvolgente

Mi ha fatto pensare. Anch'io per motivi di lavoro mi alleno al mattino presto, ma spesso maledicendolo.

Forse dovrei cominciare a ritenermi fortunato.

Public16/01/2014 20:50:06

La corsa nel buio

Grazie, grazie davvero per i vostri commenti...! C'e' anche chi mi definisce una donna unica...Troppo!! Sono solo fortunata, in quanto alzarmi molto presto non e' per me affatto un problema... Il che mi ha permesso e mi permette di allenarmi al mattino presto, senza sacrificio...

Ciotta Lilliana17/01/2014 10:43:47

Corsa all'alba

È meraviglioso, l'ho fatto da maggio a tutto settembre all'inizio perché per problemi familiari non avevo altro modo, poi perché mi faceva stare molto molto bene. Abitando in campagna ora non ho luce e mi accontentò di correre appena uscita dal lavoro, alle 2 del pomeriggio. Ma non mi da la stessa carica!

Public17/01/2014 13:35:41

Alba

Bravissima. Spero tu non debba mai più smettere.

Biscuso Adriano17/01/2014 23:46:48

La corsa nel buio

Ciao Lilliana ho letto molto attentamente il tuo racconto e oltre a stupirmi per la perfetta descrizione dello stesso ho provato un brivido di piacere come se fossi stato al posto tuo, e ti spiego il perchè.
Anch'io ho una vita molto impegnata, fra famiglia, bambino di 4 anni, lavoro, genitori e impegni vari con molte associazioni, quindi per me l'allenamento pomeridiano o serale mi è un po' difficile da affrontare. Poichè non amo dormire e mi alzo presto al mattino senza difficoltà ho imparato ad andare a fare gli allenamenti al mattino presto... mi piace correre in solitudine, sentire spesso il cinquettio degli uccellini o il profumo dei fiori o semplicemente godermi il paesaggio che sta davanti a me. Anch'io mi preparo la maglia, i pantaloncini, le scarpe la sera prima in modo tale che al mattino ho tutto a portata di mano senza svegliare nessuno. Per fortuna per ora non ho mai avuto infortuni, calcolando che ho iniziato a correre seriamente da Giugno 2013. A novembre ho fatto la mia prima mezza, ora mi sto preparando per un'altra e subito dopo per la Venicemarathon... Speriamo bene.
Un abbraccio.

NEGRETTO MASSIMO13/02/2014 13:30:17

La corsa nel buio

Grazie per il tuo commento..
Si, correre al mattino presto, soli nel mondo, in (grande) compagnia di se stessi, e' un' esperienza unica..
Ho fatto la Venicemarathon due volte...E' una maratona bellissima, ed hai scelto bene, come tua prima maratona..
Vedrai quante e quante volte, dopo, correndo la tua corsa dell' alba, ripenserai ai km corsi a Venezia..
Un grosso in bocca al lupo!

Public13/02/2014 15:00:40

mattin presto

Grazie per le tue belle parole! Domani mattina alle 5.30 quando partirò per la mia oretta di jogging ti penserò.Ero un po' in ansia riguardo alla corsa al buio, ma tu mi hai incoraggiata! Grazie ancora!
Antonella

Public02/03/2014 17:54:07

correre nella notte

ciao
anche io corro dalle cinque alle sette tutti i giorni.
e' un privilegio scoprire le luci dell'alba nell'ora BLU
che diventa poi rosa. da' energie positive ed entusiasmo
C'e' un mondo di persone sveglie mentre
la citta' ancora rimane sotto le coperte.
Ed e' vero che tutti i runners si salutano e si conoscono
magari senza aver mai detto piu' che un Buongiorno
Carlo

Public26/03/2014 11:28:10