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21/03/2014

Il racconto di Enrica - Se mi rilasso collasso

RUNNERS&WRITERS
Anno 3 - numero 100
Venerdì 21 marzo 2014

Se mi rilasso collasso

Non ho paura della fatica, ho paura di perdere il ritmo. Tutto il mio corpo, i miei gesti, sono programmati in una sequenza che non deve interrompersi, tutto si regge su un equilibrio sottile ma efficace di automatismi. Essere madri è anche questione di esercizio e io i miei esercizi li ripeto con attenzione, una serie per volta.
C’è il risveglio, 10 minuti per scendere dal letto guardandomi bene da mettere a terra il piede sbagliato, non me lo posso permettere, mi lavo-deodoro-vesto-“pettino” e sono le ultime manciate di cose che faccio in solitudine perché poi è il turno di Lorenzo e Marta. Lorenzo che mi guarda come dire “sembrava vitale che mi addormentassi ieri sera e ora sei di nuovo qui a rompere i coglioni”. Marta che conosce solo il tasto off-on senza stand by in mezzo e che vuole giocare e lo vuole fare subito possibilmente in braccio a me. Civetta lui, allodola lei.
Poi c’è la staffetta per la scuola: passo il testimone-Marta al papà che corre al nido, io pedalo con Lorenzo fino alla materna, scarto le vecchie, dribblo le cacche, schivo le cicche lanciate dal marciapiede. Segue il vesti, svesti, togli le scarpe, infila le pantofoline, Vai dalla maestra la mamma torna presto – Mamma ancola una caressa. Lui mi caressa e a ogni caressa mi sconquassa.
Di nuovo in strada, pedalo, aria fredda negli occhi, la carezza calda, una lacrima di condensa sulla guancia. E poi pausa. Nove ore in cui il mio corpo non viene strizzato, pizzicato, accarezzato, frugato, lisciato, tirato, baciato. Al lavoro strizzo solo la spugna di pensieri che mi tengo nella scatola cranica, a volte cavandone davvero poco.
Alle sei e mezza si ricomincia a correre, a colmare distanze e riempire vasche da bagno, poi riempire bocche e stomaci, riempire la casa di risate, riempire letti con quei corpi caldi, riempire i polmoni del loro odore.
L’ultimo metro lo faccio da sola, mi siedo e scrivo qualcosa, una paginetta, un’idea, una risata su carta, è un piccolo esercizio anche questo, ma stavolta solo per me, è il mio esercizio di individualità e me la prendo comoda. Poi una doccia e l’ultimo bacio silenzioso a Marta e Lorenzo, che è la doccia vera.
Alla fine penso che gli atleti scelgono di fare tanta fatica solo per il piacere di quella doccia calda.

Enrica Tesio

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Commenti

Se mi rilasso collasso

Non hai decisamente nulla da invidiare a qualsiasi maratoneta!!!!!
Complimenti, davvero un bel racconto!

Paolo

Public24/03/2014 16:47:48

se mi rilasso collasso

hai descritto con humor e realismo la maratona di una mamma che deve mandare avanti una famiglia , una casa ed il lavoro. Ma il piacere di tagliare il traguardo vittoriosa ogni sera è impagabile, e la medaglia più bella è quella che i tuoi bimbi ti stampano sulla guancia al momento di andare a dormire !!
Avanti così enrica !!

Public25/03/2014 08:24:39

Se mi rilasso collasso

Sei brava... e sai scrivere molto bene (dovresti scrivere e pubblicare)... trasmetti emozioni! grazie, maratoneta :-)
La diagnosi per te, comunque, è semplice: sei affetta dalla "sindrome del cavallo da corsa"... e sei pure di razza! Un abbraccio.
Valerio

Public27/03/2014 09:35:59

Se mi rilasso collasso

Sei di una simpatia travolgente. Mi hai fatto ridere, ma anche commuovere....Davvero, dovresti iniziare a scrivere ed a pubblicare!
Complimenti, non perdere mai queste tua splendida freschezza e spontaneita'.

Public27/03/2014 12:55:32