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17/01/2015

Il racconto di Carlo - L’ A(c)quatic Runner

RUNNERS&WRITERS
Anno 4 - numero 110
Sabato 17 gennaio 2015

L'A(c)quatic runner

( 3 Agosto 2014 – una gara unica)

Quella del 3 agosto 2014 è una competizione che ha qualcosa di unico e particolare, perché si disputa per la prima volta in Italia, anzi in Europa, un evento inedito e dal nome nuovo: “AQUATIC RUNNER- e cioè mezza maratona tra mare e terra, da percorrere in soluzione di continuità da Lignano a Grado: 19 km di corsa e 4 km di nuoto, “ per uomini di ferro”, così , con enfasi, recita la locandina.
Quando per caso il mio amico e collega Ettore mi ferma nel salone del Tribunale di Milano, credo mi voglia ricordare l’iscrizione alla camera penale per l’anno in corso: siamo a Gennaio , Lui è stato appena eletto nel consiglio , e io di sicuro non ho ancora rinnovato il pedaggio annuale!!!!!
E invece no, quel giorno Ettore ( che è un avvocato Ironman) mi parla di una gara strana, che forse si terra’ in estate, a Lignano, di cui ha avuto notizia dalla sua squadra di Triathlon……, una gara per gente tosta: Aquatic Runner, ancora avvolta nel mistero.Mi informo subito, e verifico che si tratta di percorrere 23 Km circa, la distanza che separa Lignano Sabbiadoro da Grado, parte di corsa e parte a nuoto, senza interruzioni: si nuota con le scarpe e con il pull boy, si corre, si nuota ancora, appunto, per 23 km: è la prima volta che si tenta di fare una gara di questo tipo in Italia, trasferendo il concetto svedese dell’Ø TIL Ø e come per l’Ø TIL Ø ( gara endurance tra le isole svedesi) ci vuole un curriculum sportivo di tutto rispetto per poter partecipare: è gradito e suggerito un previo Ironman, ben accetta anche una maratona, una gara di endurance!!!!!

Vabbe’, ho capito, penso subito “ non è roba per me”, che certo non ho i requisiti: me la faro’ raccontare da Ettore, che credo parteciperà!!! penso, mentre già sto per chiudere la pagina di presentazione della gara proposta dal suo organizzatore: Matteo Benedetti di Udine.
E invece no, proprio sul punto di cancellare questo capitolo, mi accorgo che ho il minimo sindacale per partecipare al primo Aquatic Runner di Italia : ho fatto la Traverlonga, gara di nuoto di 14 km e anche la Stramilano, una mezza maratona, forse posso farcela, mando la mia iscrizione, e vengo ammesso!!!
E’ maggio, e bisogna pensare all’allenamento specifico: la gara si terra’ il 3 agosto 2014 e si spargono sulla rete le info sul modo migliore per allenarsi: essendo la prima volta, ognuno dice la sua, e io, infatti, faccio da me!!!,correndo e nuotando nel tratto tra Lido Azzurro di Chieuti ed il Torrente Saccione che divide la Puglia dal Molise, per giorni e giorni, verso l’alba, ed è già Luglio.
La sera del 2 agosto a Lignano siamo tutti abbastanza agitati, anzi eccitati, dall’evento del giorno dopo, ma anche e soprattutto galvanizzati dalla assoluta novità della gara: sarà per tutti la prima volta penso, e questo ci rende specialmente uniti , come i partecipi ad un rito iniziatico del quale poco si sa , da vivere collettivamente.
L’appuntamento è per la mattina del 3 agosto alle ore 6,30 davanti al Bar Neverland di Lignano: siamo una settantina di persone, con body da Triathlon, scarpe da Running, galleggiante in mezzo alle gambe ( obbligatorio per la sicurezza) e siamo pronti per la gara, per correre e nuotare, e correre ancora !!
Alle ore 7, puntuali , si parte!!
Davanti a noi corre, praticamente all’indietro , armato di telecamera, l’inossidabile Matteo Benedetti, l’organizzatore:lo farà per parecchie centinaia di metri, felice che la sua creatura sta finalmente prendendo corpo!!
I curiosi che si affollano lungo il marciapiedi che separa la piazza dalla battigia guardano noi matti che corriamo , increduli, per la verità, prima del tuffo in acqua, nel mare di Lignano, rigorosamente con le scarpe!!
Lo spettacolo che mi si staglia davanti agli occhi dopo il primo tratto di nuoto è indescrivibile: è una spiaggia immensa, deserta, di un posto lontano mille, anzi dieci mila chilometri, non sono le Maldive, ma molto, molto di piu’!!
Sembra un sogno, i gabbiani, il bianco, della sabbia: la bella Italia, che a volte ignoriamo!

Il primo tratto di nuoto è andato, e inizio a correre: ho nuotato bene e non ho problemi a correre, su quella sabbia , in quel deserto; siamo in settanta e in un percorso così lungo, ovviamente , presto ci disperdiamo!!!
E corro da solo, ad andatura ragionata, perché non so cosa mi aspetta, e mentre qualcuno mi supera, lo saluto, e lui/lei ricambia: noi ci siamo, stiamo entrambi pensando.
Ho perso subito di vista Giuseppe Ferrari, il mio amico del nuoto di ogni giorno, che ho coinvolto nella gara col mio entusiasmo, credo sia dietro di me!!
Di certo avanti , e tra le prime posizioni , ci sono invece Diego Novella e Paolo Canzi, due grandi atleti amici, ottimi nuotatori, che venderanno cara la pelle: ma loro sono campioni, un altro livello!! Ho detto che Aquatic Runner è un succedersi di tratti di nuoto e corsa, ma non ho detto il giusto , perché ci sono lunghi tratti di mare di bassa profondità dove non nuoti e non corri, saltelli, invece, oppure cammini, insomma guadi: questa è la prima novità!!
Hai corso , sei stanco, e finalmente ti tuffi!!!! Questa è la sensazione dominante!!
Ed è proprio mentre sto “guadando”, che riconosco davanti a me , 100 metri, forse 200 metri innanzi , il body rosso grigio di Giuseppe Ferrari : cz mi sta precedendo , e lo chiamo, e si gira , e mi aspetta!!!!
Faremo la gara insieme, e ci fermeremo insieme anche ai ristori!!!
Siamo li ‘ che corriamo , io e Giuseppe, e abbiamo modo anche di parlare, due ore forse sono passate, qualcuno dietro di noi ce lo abbiamo , e siamo soddisfatti, perché sappiamo che l’ultimo tratto è a nuoto, e siamo nuotatori!, pensiamo!
Ci accorgiamo di essere superati da chi avevamo distaccato a nuoto, ma che di corsa è un razzo, e superiamo a nuoto chi ci aveva appunto dato la paga nel tratto di corsa: è il bello di questa gara, nuova, l’Aquatic Runner!!
Ma lo spettacolo è la natura che ci circonda, dove prevale il bianco, perche bianco è il colore della vastità , e quasi bianca sembra la distesa di sabbia, e pure bianco ci sembra l’azzurro chiarissimo del mare che si incontra con un cielo trasparente, quale è quello della mattina presto!!!

Usciamo dal mare e c’è un tappetino rosso: serve per non scivolare nel tratto di una piccola scogliera, e precedo di poco Giuseppe, ma la gara la stiamo facendo insieme, ed è bello anche per questo: non c’è tensione, ma spettacoli da ammirare, di cui sappiamo, in quel momento, di far parte anche noi!!
Dalla partenza sono passate oltre 3 ore, per la precisione 3 ore e 37 minuti e finalmente ecco l’ultimo tratto di mare, quello di 1km e 600 metri, dove abbiamo recuperato posizioni fino a meta’ classifica, siamo al traguardo e corriamo gli ultimi cento metri con il sorriso stampato sulla faccia, e non è di circostanza, ma di felicità, e prevale sulla fatica.
Lo troveremo in ogni foto, anche in quelle dei nostri amici Diego e Paolo, che ci hanno preceduto di mezzora, e sono contenti quanto noi, tutti indistintamente pronti per la prossima edizione, che si percorrerà in senso inverso, e sarà ancora diversa e nuova, di certo, lo sappiamo, una grande festa: noi ci saremo.
Finiamo la gara con la felicità , che maschera la fatica, perché nessuno ci obbliga a gareggiare e mentre corriamo, nuotiamo, ci arrampichiamo, siamo già contenti per il fatto di esserci, lì, in mezzo agli altri, nell’ immaginaria corrida, in quella fantastica olimpiade personale, dove è di scena la sfida con noi stessi, quella che possiamo vincere.

altri racconti di Carlo:

Carlo Buono

Foggiano trapiantato a Milano!

Avvocato cinquantenne prestato allo Sport del Nuoto e del Podismo da pochi anni, e percio’ assai entusiasta.

Alquanto autodidatta, sia nell’allenamento che nell’alimentazione, con il vezzo di condire ogni pietanza con Olio Extravergine d’Oliva, estratto da olive dell’Uliveto di famiglia sito in Chieuti ( FG), di cui si fa assoluto vanto.

www.oliocarlobuono.it



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