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Io apro le strade che gli altri percorrono

novembre 2014

28/11/2014

Il percorso della Firenze Marathon

Correre a Firenze è una bella esperienza perché, come altre maratone nostrane che si svolgono in città, non solo si può godere nell'attraversare posti e luoghi suggestivi sul piano architettonico, ma si ha anche il vantaggio di essere spesso al centro dell'attenzione dei tifosi. Sia quando l'ho corsa, commentata in bici ed anche quando l'ho vista da spettatore, ho avuto la sensazione di sentire la gente vicina. Nel nostro Paese la corsa, si sa, non è ben gradita dai cittadini che vogliono sempre spostarsi in auto senza limitazioni per le strade, e quindi non solo il pubblico tende a scarseggiare, ma capita che chi assiste al transito dei corridori può essere ostile. Di certo anche a Firenze non tutti saranno contenti di trovare le strade bloccate dal transito dei maratoneti, ma in questa città ho sempre riscontrato tanta gente al passaggio dei corridori, anche perché ci sono tratti ravvicinati nei quali i corridori transitano più volte.
E' un percorso particolare quello che si snoda per Firenze, e per farci stare tutti i 42195 metri in una città non vastissima, è necessario sfruttare ogni angolo disponibile. Ciò comporta un aspetto sfavorevole per il corridore: le numerose curve, che non incidono perché rallentano il ritmo, bensì perché determinano particolari sollecitazioni strutturali quando si deve caricare sulle gambe nei cambi di direzione. Non è certo nella fase iniziale che questa situazione si fa sentire, ma i disagi si avvertono maggiormente dopo che si sono percorsi un po' di chilometri e i muscoli, così come le articolazioni, sono maggiormente sensibili e vulnerabili ai minimi movimenti.
Non ci sono invece condizionamenti sul rendimento per quel riguarda l'altimetria: per tutta la corsa il dislivello è davvero minimo e marginale, seppur io abbia trovato disagio, ed anche difficoltà, a superare l'inclinazione che ha la strada all'altezza dei ponti della Carraia e di Santa Trinità. Sono brevi ma insidiose “salite”, messe li per alzare il livello della strada fino a superare il fiume Arno. Intendiamoci: se le vedete il giorno prima mentre siete a spasso nella zona del Ponte Vecchio, fareste fatica a catalogarle come salite (anche se abitate a Cremona e la salita più ripida è quella che sale dal garage interrato), ma sono state inserite tra il 33° ed il 34° chilometro, e a questo punto è fisiologico che nei muscoli ci siano poche energie da impiegare e nel caso fossero già quasi esaurite, un rallentamento può incidere sensibilmente sulla tabella di marcia.
Infine, un altro aspetto sfavorevole deriva dall'alterato appoggio che i piedi potrebbero avere sui lastroni del centro storico. Si tratta di qualche breve tratto, appena qualche centinaio di metri, ma ogni podista è facilmente condizionabile dagli elementi esterni quando è stanco. Basti pensare a come il cervello percepisce una piccola vescica al piede, o un granellino sulla scarpa: il disagio è così forte che percepiamo questi due piccoli elementi in maniera più elevata rispetto alle dimensioni reali. I lastroni di Firenze sono fastidiosi perché nel loro centro sono stati usurati dal traffico e dalle intemperie. Per minimizzarne gli effetti basta guardare dove si mettono i piedi. Peccato che in quei momenti si vorrebbe anche guardarsi attorno: le “bellezze” del centro meritano, e non sono solo quelle architettoniche.



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Commenti

GARA

VERO ORLANDO E SPERIAMO CHE LE SECONDE BELLEZZE CI DISTRAGGONO UN PO'!!!!!QST E LA MIA 4 VOLTA A FIRENZE!!!

Public28/11/2014 13:13:01

Firenze bagnata?

L'elemento che maggiormente condizionerà il rendimento di domani alla maratona di Firenze sarà l'alto tasso di umidità, previsto tra l'85 ed il 95%. L'aspetto più rilevante di questa situazione non è determinato dall'aumento della respirazione necessaria per assumere un'adeguata quantità di ossigeno necessario al lavoro dei muscoli, ma dalla sfavorevole azione termica sui muscoli stessi.

E' molto probabile che ci sarà anche un po' di pioggia, aspetto che contribuirà ad aumentare la vulnerabilità dei muscoli al lavoro meccanico. In pratica, sin da subito i muscoli non saranno nella situazione di lavorare al meglio perché esposti ad un ambiente che contribuirà a mantenerli freddi. Per contrastare questa sfavorevole situazione non è conveniente coprirsi maggiormente, anche perché non è previsto freddo, ma va bene passare sulle gambe una pomata per massaggi sportivi che contribuisce sia a richiamare sangue sugli strati superficiali della pelle e dei muscoli, sia a mantenere uno strato di impermeabilità agli effetti dell'acqua.

In ogni caso, la situazione ambientale non sarà favorevole al massimo rendimento (potrebbe incidere anche per un paio di minuti sul risultato finale), ed è probabile che le sensazioni muscolari non favorevoli (pesantezza di gambe) si presentino anticipatamente, anche già a metà gara.

Pizzolato Orlando29/11/2014 11:14:07

FIRENZE MARATHON

Dal bassissimo della mia esperienza visto che la maratona di Firenze del 30 novembre è stata la mia prima posso dire di ritrovarmi al 100% con le osservazioni di orlando del 28/11.
In particolare le "salitine" per i ponti dopo tanti km si sentono tutte e mi sento di sottolineare (per quello che è stata la mia esperienza) soprattutto la sconnessione dei lastroni nel centro storico: come poggi male i piedi partono delle fitte per tutti i muscoli delle gambe (sono gli ultimi km di gara) e purtroppo spesso trovandoti in gruppo devi percorre traiettorie obbligate e fai fatica a evitarle.
Se mi permettete però la cosa che mi ha stupito e che mi porterò dentro sempre è l'incredibile affetto della gente che ti incita anche se, come nel mio caso, arrivi 1.500esimo....

Public06/12/2014 16:14:33