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01/07/2015

Il racconto di Rosanna - La mia maratona di Londra

RUNNERS&WRITERS
Anno 4 - numero 125
Mercoledì 1 luglio 2015

La mia maratona di Londra

A distanza di 2 settimane dall'evento di Londra, sono ancora emozionata e felice di quanto ho vissuto.
Un anno fa, quando abbiamo prenotato tutto ero in una fase di sperimentazione e desideravo fare una esperienza come la maratona per mettere alla prova la mia forza di volontà più che quella fisica che è esigua.
Strada facendo abbiamo prenotato la vacanza a Nosy Be con annessa maratona.
Una gara anomala ma estremamente bella. Il paesaggio, il luogo, la difficoltà e per la prima volta la corsa con una compagna, hanno fatto si che io la finissi con mia grande meraviglia.
Nei miei allenamenti avevo persorso fino a 28 km e non oltre. Ma lì, questa compagna dal mio stesso passo, è riuscita a portarmi al traguardo alternando corsa a cammino e stimolandomi a piccoli e continui obiettivi.
Da lì la consapevolezza che se fossi riuscita ad allenarmi nei 4 mesi dopo in maniera costante, avrei affrontato meglio Londra.
Invece il baratro.... 2 mesi di profonda depressione durante i quali faticavo ad alzarmi la mattina e a respirare fino a sera......
Non è la prima volta che capita, si tratta di conseguenze anche delle terapie che seguo.
Poi il presagio; il mio pettorale non c'è più... la ricerca, l'assicurazione che a Londra lo avrò... e allora si parte.
Visita all'expo, grande gioia, emozione, guardo i video della passata edizione e mi rendo conto che parteciperò ad un evento grandioso, che non sarò nelle retrovie solitarie di una gara di provincia ma sarò nel mondo, tra gente molto diversa ma simile nell'obiettivo.
Cresce l'adrenalina ma sabato, la notizia che non avrò il mio pettorale.
Il mio nome non sarà presente in questo evento Che faccio? Ma come? Che organizzazione è mai questa?
Voglio correre comunque! E così domenica sveglia presto, colazione giusta, abbigliamento ok, ci portano in zona partenza e li ne vedo tante di stranezze e mi rendo conto che si corre per i più disparati motivi...Ne ho anche io.
Dalla partenza comincia un tifo assordante, coinvolgente, accogliente e si comincia a correre al massimo delle proprie possibilità.
Ti chiamano, ti incitano, ti offrono il loro sostegno, attraverso le caramelle, la frutta, il tocco di una mano.
E i volontari, ti chiamano per accettare la bottiglietta d'acqua dalle loro mani, e gioiscono quando prendi proprio quella.
Anche loro in quel momento stanno correndo con te, stanno facendo la loro maratona.
La musica, l'animazione del percorso, la PRESENZA costante sono una grande carica emotiva e quindi la stanchezza si supera e la concentrazione aumenta per portare il tuo corpo, quel corpo che ti ha tradito in passato sino alla fine
La cronaca è che ho corso fino al 20km circa, poi ho alternato e dal 32km ho camminato con passo molto ritmato e concentrato fino al traguardo, dove negli ultimi 200 mt ho corso come un'indemoniata.
Sono strafelice perchè ho controllato perfettamente ogni muscolo del mio corpo, concentrandomi su ogni singolo passo sempre ritmico e mai pesante.
Non mi sono fermata mai ed ho sempre avuto pensieri positivi focalizzando l'obiettivo.
Tutto questo può dire molto o niente ma per me che ho subito il trauma del non avere il controllo del mio corpo e degli avvenimenti che si sono susseguiti, ha una valenza incredibile e difficile da spiegare.
Al 23° miglio circa sono passata sotto un ponte, erano assiepati su tre file e il boato era amplificato dal soffitto e lì mi sono commossa, mi sono chiesta cosa avevo di speciale per far desiderare a quelle persone di essere lì anche per me.....
E poi la consapevolezza di aver compiuto un'impresa non per tutti: di ESSERE SPECIALE e di essere AMATA.
Si porto via da questa esperienza tanto amore e tanta forza e una giusta dose di fiducia in me stessa che troppo spesso non assaporo.
Lo sport è anche questo.
Il prossimo obiettivo è Tokio. Mi godrò tutto attimo per attimo questo progetto a partire dalla preparazione e se migliorerò il mio tempo sarà una grande vittoria.
Ho voluto raccontarti la mia maratona fatta di sogni , emozioni e lucidità.

Rosanna D'Addato

Quando è stato il momento di scrivere una biografia, mi sono reso conto di quanto sia difficile condensare in poche righe quello che sono: io mi occupo di alcune cose (nel senso che tengo occupata la mente): lavoro (un lavoro che non mi piace affatto), ho un cagnolino, 6 tartarughe e 5 pesci rossi. Frequento un corso di balli di gruppo e recito in una compagnia teatrale amatoriale. Faccio escursioni in bicicletta lungo percorsi sterrati e di campagna e curo il giardino di casa.
Ho sempre pensato che la corsa non fosse uno sport possibile per me.
Da bambina diagnosticato un soffio al cuore, ho praticato solo ginnastica a corpo libero. Poi nel 2010 mi hanno diagnosticato un cancro al seno, e nel giro di 6 mesi ho affrontato delle prove difficili , 3 interventi e una terapia che continua ancora oggi e che porta con se numerosi effetti collaterali.
Proprio per spronarmi a reagire e credere ancora nelle potenzialità del mio corpo che mi aveva tradito, mio marito (podista amatoriale da circa 2 anni prima) mi ha portato la locandina della "race for the cure" (la corsa contro i tumori del seno della Komen Italia) e mi ha detto: questa devi proprio farla.

Ma come? non ho mai corso e il momento non è dei migliori...!! Invece a maggio del 2011, la prima gara su una distanza di 5 km. Ne sono seguite molte altre da 10/12 km per tutto l'anno. Nel 2012 ho cominciato ad allungare le distanze correndo delle 21km, fino ad arrivare al 2014 con la prima maratona a Nosy Be, seguita da quella di Londra ad aprile 2015.
Si tratta di performance di livello principiante, raggiunte con grande volontà e cuore ascoltando le sensazioni del mio corpo e il ritmo del mio respiro.
Miglior tempo: 5km in 28 minuti - 10km in 57 minuti - 21km in 2ore e 19min - 42km in 5ore e 27min

Ma sono qui e sono viva ed ho tutto il tempo per migliorarmi..!!!!



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Commenti

stesso passo

Mi ha molto emozionato leggere la tua maratona di Londra ho scoperto cose di te che ancora non sapevo. La maratona di Nosy Be ci ha dato modo di affrontare insieme questa bellissima faticosissima esperienza che è affrontare una maratona.. l'abbiamo corsa..camminata..corsa fianco a fianco un percorso spettacolare ma molto ostico.. e l'abbiamo fatta allo stesso passo.. sono contenta di averti conosciuta in quella splendida vacanza.. contenta di avere rivisto te e David da poco anche se per poco.. felice di avere già in programma tante altre occasioni di vedersi.. per correre.. per parlare.. per divertirsi insieme.. a presto Alessandra

alessandra17/07/2015 16:27:36