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29/05/2015

Il racconto di Michele - Gara dell'Ascensione 2015, San Gallo (Svizzera)

RUNNERS&WRITERS
Anno 4 - numero 122
Venerdì 29 maggio 2015

Gara dell'Ascensione a San Gallo

Tranquilla città, San Gallo. In effetti, è piccola, non troppo trafficata e molto verde.

Il viaggio in treno era andato bene. Giusto l'ostello era un po' distante dal centro: ho dovuto percorrere il tragitto un paio di volte. La prima per vedere dove stava e la seconda per correre a fare il check-in. E' stato anche quello un allenamento.

Bien! Eravamo nello stadio Arena di San Gallo: stadio che fa anche da Centro Commerciale. Essendo arrivato fra i primi, mi sono risparmiato la calca di gente dell'ultimo minuto. Ma ho dovuto fare i conti con gli orari: i pettorali venivano distribuiti dalle 12:00, il deposito oggetti di valore apriva alle 15:00, gli spogliatoi alle 16:00 e il check-in all'ostello era dalle 17:00 in poi. E la partenza della gara era alle 18:30. Ero abbastanza agitato, durante il pranzo cercavo di respirare il più lentamente e profondamente possibile, dare ossigeno al cervello, farlo lavorare come si doveva. E ha funzionato. Prima si ritira il pettorale (rimangono increduli nel vedermi uomo: in Svizzera, il mio nome, scritto com'è è da donna!!), poi si pranza, poi metti gli oggetti di valore in deposito, poi lascia le tue cose negli spogliatoi (anche prima delle 16:00 ho potuto usufruirne) e poi all'ostello. Poiché non c'era nessuno ho aspettato 45 minuti buoni prima che riaprisse la reception. Calcoli giusti: altra gente si mise in fila dopo di me. Se fossi arrivato più tardi avrei dovuto mettermi io in coda. Invece, riuscii a fare tutto per bene: 5 minuti e il check-in era fatto. Ora di corsa alla fermata dell'autobus e torna all'Arena. Corsa di riscaldamento, con il pettorale già punzonato e con tanta voglia di iniziare. Adesso sì che s'iniziava a respirate l'atmosfera della gara. Gli autobus erano affollati fino all'inverosimile, l'arena era tutta un fiume di atleti (4600 circa, in totale), tantissimi bambini con i genitori….Buona parte della Svizzera podista si era radunata a San Gallo.

Mi vado a preparare, mi spalmo sulle gambe un unguento all'Aloe Vera per coccolarle e tranquillizzarle… Si raggiunga la partenza, ora. Forza, il tempo stringe. Senza un attimo di esitazione, vado ad infilarmi nel blocco A, quello degli atleti dati per terminare i 21,1 km sotto l'ora e mezza. Suona musica che dà la carica. C'è il sole. Tutti pronti. 5….4….3…..2…..1….viaaaaa. Hop hop hop hop ale ale ale….. partiamo a tutta grinta. Quasi subito sterrato…. si corre…. via da San Gallo. Una ragazza mi corre accanto. Più volte mi urta, ma non infastidisce. Solo in un pezzo, fa una curva un po' troppo stretta e per un pelo non mi taglia la strada. Corro veloce, forse anche un po' troppo. La grinta mi fa superare alcuni atleti. Mi guardo intorno: valli verdi e boschi, monti…questo è il Cantone San Gallo. Primo punto ristoro. Acqua bevuta avidamente. Niente Isostar. Si ritorna sull'asfalto. Siamo a circa 5 km percorsi, il mio ritmo è rapido. Km 6, il panico: un forte dolore allo stomaco m'infastidisce. Aiuto! Dopo soli 6 km mi sento un po' male. Mi sfiora la paura del ritiro. Che faccio?? Devo camminare? Devo smettere? Ho esagerato?? Le gambe continuano a correre, agili, non fanno male. Ricordandomi della frase di Grignani "Se non ce la fai più, guarda in su" alzo lo sguardo al cielo, tengo gli occhi puntanti leggermente in alto, guardo sopra di me, sento nelle orecchie gli incitamenti del public, tutti tifosi di tutti…. Arriva il secondo punto di ristoro: oltre all'acqua prendo anche l'Isostar. Rallento il passo vistosamente (almeno così mi sembra: ma il cronometro mi smentirà completamente). Continuo a guardare in alto. Intanto la ragazza di prima, approfittando delle mie difficoltà, mi riacciuffa. Nemmeno in un km la riacchiappo, me la lascio dietro e non ci vedremo più. Al primo rilevamento del tempo sento la voce del mio amico Antonello dirmi "Grande Michele! Va avanti così". Continuo a tenere lo sguardo verso l'alto. Arriviamo alla Piazza Rossa: è proprio tutta rossa. Il terreno è di un rosso corallo brillante. Mamma mia, San Gallo, ma cosa nascondi? Il male allo stomaco sta sparendo, riprendo a correre tenacemente. Attraversiamo lo spiazzo accanto alla grande e famosa abbazia (c'ero già stato qualche tempo fa: il ricordo mi rasserena il cuore). Subito dopo un altro punto di ristoro: bevo l'acqua e senza criterio come sono mi innaffio il viso con l'Isostar!!!!! Ahhhh mi bruciano gli occhi……non vedo più niente…… Butto fuori alcune lacrime….. Passa tutto. Km 12: lungo rettilineo con gente che grida di gioia al nostro transito. Quegli incitamenti mi danno carica. Adesso il fiume di atleti si fa più piccolo. Inizio coll'essere da solo. In cima ad una montagnetta, un trio di suonatori del Corno Delle Alpi suona i dolci brani svizzeri. Li applaudo e uno di loro alza il cappello in cenno di saluto. Raggiungo un gruppetto di atleti e, prima di superarli, corro un po' al loro fianco. Ritorniamo sullo sterrato e poi inizia un bosco. Siamo al km 13. Raggiungo un atleta (che non sa gestire bene le salite: evidentemente non sa che vanno affrontate cercando di correre leggeri sull'avampiede) e poi inizia un gran discesone. Raggiungo un altro atleta: parliamo un po'. "Bella corsa" gli dico. "Grazie" risponde lui. "Il percorso è fantastico, mi sto divertendo un sacco. E attenzione su questa discesa sul trail" "Hai proprio ragione" mi dice. "Tu sei ancora giovane, io ho 43 anni" "Io 32" gli dico. Continuiamo a correre. L'atleta superato prima ci raggiunge: corre in discesa, insieme ad un altro, correndo pesantemente (neanche le discese sa gestire!). Ci superano, ma poi, causa la troppa foga pressata sulle gambe, rallentano e io ed il mio compagno li superiamo. km 15 fino al 18: solo leggere salite e discese. Superiamo anche un ponte traballante. Ma al 18 inizia l'ultimo colle. Le gambe iniziano a farsi pesanti. Il cervello ordina di rimanere leggeri e correre sugli avampiedi anche al costo di rallentare un po'. Il corpo obbedisce e il colle passa. Oramai manca poco al termine. Arriva il momento in cui non vedi l'ora di finire. Invece….. al km 20, l'ultimo, un atleta sta camminando. Gli tocco leggermente la spalla e gli dico "Ehi, forza ché siamo arrivati! Vieni, vieni con me, seguimi! Respira con la pancia, come faccio io… così" L'altro annuisce, riprende a correre e mi segue. Poi lo distacco. Oramai siamo vicini all'Arena. Dobbiamo salire delle scale per entrare nell'anello finale. Di nuovo: si corra sugli avampiedi!!! E così faccio. In tal modo, proprio negli ultimi 200 metri supero un altro corridore, che invece aveva affrontato le rampe con passo pesante. Corro nell'anello, proprio sotto al pubblico. Sento gridare il mio nome. Il mio sguardo si posa sull'arrivo. Ora ci sono….allargo le braccia…… sorrido!! Traguardo tagliato.

Che gioia forte. Si iniziano i festeggiamenti. Strette di mano e "bravo" a tutti gli atleti che sono lì. Tutti siamo felici e fieri. Tutti ci sentiamo vincitori. Arriva l'atleta incitato da me: ci abbracciamo come se fossimo amici di lunga data. Gli dico "ricorda sempre che un corridore non molla mai!"

Un ragazza rimane impressionata dal mio tempo. Gioie indescrivibili. Solo noi corridori le possiamo comprendere al 100%.

Di nuovo a Basilea da vincitore. Grazie per tutto, città di San Gallo!

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Michele Brugnatti

Italiano, da aprile 2011 sono residente in Svizzera (e perfettamente integrato), appassionato maratoneta da settembre 2012, da settembre 2013 allenato da Orlando e da gennaio 2015 scrittore e traduttore multilingue.
www.michelebrugnatti.com



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