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maggio 2015

28/05/2015

Analisi V.I.P. di Giorgio Calcaterra

Dodici anni fa, in veste di responsabile tecnico della 100km del Passatore, alla conferenza stampa di presentazione della 100km del Passatore a Faenza, indicai il potenziale che Giorgio Calcaterra avrebbe potuto esprimere in questa specialità nel momento cui avesse deciso di passare dalle maratone a questa specialità.

Due anni dopo Calcaterra decise di provare con la 100km e l'esordio andò bene, anche se vinse con un tempo superiore di 15' rispetto al record di Ardemagni (6h31'44” del 2004), ma era alla sua prima esperienza. Da allora di Giorgio sappiamo praticamente tutto.

Dalla sua prima vittoria sono passati 9 anni, e Giorgio è anche invecchiato. Il suo rendimento in generale è andato a calare, non solo per l'effetto del passare degli anni, ma anche perchè ha orientato il suo allenamento sempre di più sulle lunghe distanze.

Il suo indice prestazionale è passato da 91,7 a 84,79.

Questa perdita di efficienza non gli precluderà la possibilità di conquistare il 10° titolo consecutivo del Passatore, ma credo che Giorgio non riuscirà ad esprimere il potenziale di una volta.

Cosa può quindi valere ora Giorgio in una prova come il Passatore? Difficile esprimere un tempo potenziale per una corsa condizionata da tanti aspetti, su tutti il clima previsto abbastanza caldo nelle ore del pomeriggio. Ed anche l'aspetto tattico è un elemento che determina l'impostazione dello sforzo, considerando che difficilmente ci sarà chi potrà metterlo in difficoltà.

Un rendimento al meglio potrebbe portarlo a finire la gara in 6h45', ma penso che Giorgio si “limiterà” a vincere e, se gli avversari non gli staranno con il fiato sul collo, potrebbe anche “accontentarsi” di stare attorno alle 7 ore.



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