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04/11/2015

Il racconto di Giancarlo - La mia 13a maratona

RUNNERS&WRITERS
Anno 4 - numero 135
Mercoledì 4 novembre 2015

La mia 13a maratona

”Basta…..sara’ l’ultima”
11 ottobre 2015- Saremo una ventina della mia Società a correre a Monaco di Baviera. Qualcuno la Maratona, in molti la Mezza, e altri la 10km.
Parto da casa in pullman il giovedì sera, con tanti dubbi e poche certezze, dopo le due ultime settimane di terapie per un dolore non ben identificato a un polpaccio. A volte più acuto, a volte più lieve. Forse infiammazione? Mi rimane l’incognita se fare la gara o il semplice turista.
Tra il venerdì sera e il sabato mattina dopo aver ritirato il pettorale, e visto l’ambiente favoloso , mi carico e decido di partire.
Non so se riuscirò a finirla, però un pensiero mi attanaglia la mente…..”IN QUELLO STADIO CI DEVO ARRIVARE A TUTTI I COSTI”
Domenica mattina ore 10,00.
Si parte in un parco favoloso vicino all’Olympiastadion. Fa freddo ma è sopportabile. Lo sparo per la partenza e poi ci vuole quasi un km per cominciare a correre con regolarità’.
Mi posiziono sull’andatura prefissata e i primi km passano velocemente, anche se con l’estrema attenzione ad ascoltare il mio polpaccio.
Dopo quello dal quale si e’ partiti, si raggiungono altri parchi, tutti belli con tanto pubblico che incita e grida il tuo nome inciso sul pettorale. Orchestrine e complessi qui e la sparsi lungo il percorso.
Improvvisamente sulla finestra aperta di una casa, vedo posizionate due casse che sprigionano una melodia dei Queen. Con Freddie Mercury nelle orecchie come si fa a mollare?
E vaiiii, anche se i due amici di avventura Mario e Elisa se ne sono andati via più forte di me.
Però sta per arrivare la sorpresa negativa. Siamo tra il 16° e il 17° km. Ci sono 500 metri di leggera salita, le gambe cominciano ad appesantirsi. Come mai così presto?
Saranno le birre dei giorni precedenti? Non credo.
Sarà la mancanza di pasta e di carboidrati il sabato? O sarà il freddo?
Credo sia anche la giornata storta.
…..”IN QUELLO STADIO CI DEVO ARRIVARE A TUTTI I COSTI”
Beh, passerà mi dico e poi, ne avrò ancora 3000 dietro di me! Va bene comunque.
Mi superano quelli delle staffette a una velocità superiore alla mia.
Arrivo poco prima della Mezza Maratona e intravedo a 100 metri una divisa uguale alla mia. “Non sono l’unico un po’ in crisi”. La raggiungo e proseguo insieme a Elisa, ma sento che le mie gambe non ci sono.
…..”IN QUELLO STADIO CI DEVO ARRIVARE A TUTTI I COSTI”
Mario se ne e’ ormai andato via..
Si comincia a soffrire di più. Ora gli staffettisti ci superano a velocità doppia. La nostra diminuisce ancora
Le provo tutte, mi superano 20enni teutoniche in body o con gonnellini da paura, che hanno più pelle scoperta che coperta..”, alla faccia del freddo!
Neanche quello stimolo serve a farmi riprendere, anzi ogni tanto sono costretto anche a camminare per qualche metro.
Dal 20° in avanti mi supereranno in 1000, beh, ne ho ancora 2000 dietro!!!
I km passano sempre più lentamente ma per fortuna scorrono comunque…
25-28-30…Gli staffettisti ora hanno la velocità quasi tripla.
…..”IN QUELLO STADIO CI DEVO ARRIVARE A TUTTI I COSTI”
Le orchestrine che di solito aiutano, passano senza darci impulsi particolari.
Ci superano altri 1000, beh, ne abbiamo ancora 1000 dietro di noi!!
Comincio a capire, come non mi era mai successo nelle precedenti 12, cos’è la sofferenza in Maratona
E poi, il gesto di superare a velocità tripla centinaia di atleti in crisi, quasi fermi, che con estrema soddisfazione riuscivo a fare io sul ponte della Libertà a Venezia alcuni anni orsono, ora per la legge del contrappasso devo subirlo.
Però:
…..”IN QUELLO STADIO CI DEVO ARRIVARE A TUTTI I COSTI”
Ora siamo in centro città, ma anche il folto pubblico e i nostri accompagnatori, non ci servono da stimolo.
35-38… Elisa mangia un gel e aumentando la corsa mi ci lascia. Ora sono solo con me stesso.
Provo a ingurgitare un gel anche io, ma nulla..
…..”IN QUELLO STADIO CI DEVO ARRIVARE A TUTTI I COSTI”
Però mi dico, “ora 4 km piuttosto li faccio in ginocchio.”
Comincio a vedere le strutture dello stadio in lontananza. La velocità però diminuisce ancora.
39-40.. Sento un’autovettura con un altoparlante alle spalle che si avvicina E’ il primo atleta della Mezza Maratona, partita 3 ore dopo di noi, che sta’ arrivando. La macchina con il cronometro quando mi affianca segna 1 ora e 02’. Il ragazzo mi supera come fosse un bolide..
…..”IN QUELLO STADIO CI DEVO ARRIVARE A TUTTI I COSTI”
Mi supera anche il secondo atleta della Mezza, a quel punto ho uno scatto di orgoglio, venuto fuori non so bene da dove, e provo ad allungare. Sento le gambe che rispondono leggermente di più.
41….Riesco ad allungare e prima dell’entrata stadio ne supero un centinaio, sarà forse la testa che manda impulsi positivi… Ora dietro comunque ne saranno rimasti 1100
Direi che mi riprendo un po’, anche se troppo tardi, e mi viene fuori una velocità accettabile per un finale di Maratona.
Ecco il tunnel di entrata stadio. Buio con in fondo la luce. Ci sono, ce l’ho fatta forse a finire quella che sarà la mia ultima maratona.
Mario e Elisa sono arrivati da tempo, però anche io ora ci sono. Finalmente dentro!
Ancora 300 metri di pista, aumento, faccio la seconda curva e ecco l’arrivo “ZIEL”
Anche questa volta ce l’ho fatta, con un tempo pessimo, però l’importante era entrare in quello stadio da favola che mi ricorda ancora l’attentato nel lontano 1972 agli atleti Israeliani e la morte di 17 persone.
Ho portato a termine i miei 42 km e sono riuscito a finire “ LA MIA ULTIMA (FORSE) MARATONA”

“Se vuoi correre un chilometro, corri un chilometro. Se vuoi vivere un’altra vita, corri una Maratona”
(Emil Zatopek)



racconto pubblicato anche sul Blog di Fausto Deandrea

Giancarlo



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