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14/11/2015

Il racconto di Michele - Maratona di Losanna: il più grande successo podistico del 2015

RUNNERS&WRITERS
Anno 4 - numero 136
Sabato 14 novembre 2015

Maratona di Losanna: il più grande successo podistico del 2015

Dooonnnn.....Clack! sssssssss.............Allarme, porte chiuse, treno in corsa! A Losanna, direzione Maratona City, via Delémont - Neuchatel. Non pensavo ad altro che alla maratona del giorno dopo, 25 ottobre 2015. Le sensazione erano tutte positive: ripercorrendo il diario di allenamento eseguito dopo la maratona di Muttenz del 18 aprile passato, tutto sembrava essere andato bene. Soprattutto per quanto riguarda l’alimentazione: ero riuscito a fare mie diverse argomentazioni (che più di una persona, direttamente o indirettamente, mi aveva ripetuto in tutte le salse). Su Facebook, i miei amici e sostenitori scrivevano commenti incitanti sul mio profilo: volevano farmi sentire la loro vicinanza, e ci riuscivano perfettamente. Sembrava averli tutti con me, seduti sul treno, in silenzio, lungo la campagna svizzera, attraverso le colline... Il treno era abbastanza vuoto, l’IC era insonorizzato...Avevo dimenticato a casa le cuffiette, dunque, dovevo fare a meno della musica. Ma si leggeva, leggeva, leggeva....
Fiiii! Prossima fermata “Losanna”. Eccomi qua. Subito giù dal treno, in direzione Ostello (dove avevo prenotato la stanza). Check-in effettuato senza problemi. Lasciata la borsa in deposito (la stanza sarebbe stata pronta dalle 15:00, ero arrivato un po’ troppo presto), mi incammino verso Ouchy, lungo il Lago, dove avrei dovuto ritirare tutto l’armamentario. E avevo appuntamento con due persone: con A, da qualche tempo non più incontrata e residente a Losanna, ed E, un atleta che di professione fa il pizzaiolo e che da tempo era mio amico si Facebook. Sotto i tendoni della manifestazione, c’era già un mucchio di gente. Sentivo l’emozione crescermi dentro, il ritiro del pettorale e della maglietta erano proprio momenti da “brivido (di nuovo, Stefano Baldini ha avuto ragione)”. Giro fra gli stand e raccolta del materiale che interessa. ce n’è per tutti , infilo ogni cosa nelle due sacche. Subito dopo pranzo incontro A, a casa sua, con la quale prendo un caffè e di nuovo pranzo. Alle 14:15 usciamo di casa e andiamo (per me, di nuovo) agli stand. L’Amico E è già lì che ci aspetta: bello stringergli finalmente la mano, e conoscerlo personalmente. Sembriamo amici di vecchia data, proprio magico il mondo delle corse. Altro giro fra gli stand, questa volta in tre. Ci fermiamo quasi ad ognuno, guardiamo cosa offrono, spiego ad A e E qualcosa circa le calze, quasi ordino ad E di effettuare il test delle scarpe e di acquistarsi delle calze compresse, cosicché i suoi polpacci restino al caldo, sempre. Ci facciamo scattare alcune foto: davanti allo stand della maratona di Milano e di quella del Médoc (la maratona più divertente di tutte). Il tempo passa veloce. Usciamo dagli stand, andiamo in un bar a prendere un caffè, cappuccino....E continuiamo a chiacchierare. Finché E deve congedarsi. A ed io facciamo un altro giro, andiamo a vedere il luogo della partenza (un enorme prato verde al centro della città) poi ci congediamo e ci diamo appuntamento per la mattina dopo. Corro subito a prendere la mia porzione di pasta, in ostello cena a base di pizza e verdure, poi, ninna nanna oh!
25 ottobre: sveglia alle 06:45. Una bella dormitona, non c’è che dire. Forza ora: punzonati il pettorale, vai a farti una bella colazione (frutta secca, succo di frutta, caffè, pane e marmellata, niente latticini....). In capo ad un’ora la colazione era fatta, la borsa era preparata e, in marcia verso Ouchy. Oggi gli autobus saranno deviati, per via della manifestazione. Vado in stazione, poi metro fino a casa di A. Lì, gli ultimi preparativi, poi alla partenza. Siamo tantissimi, impossibile contarci tutti. Foto e riscaldamento collettivo iniziale. Arrivano le 9:45. Ai blocchi, forza. Il mio è il rosso, il primo. Respiro profondamente. Pum...via, si parte. Non a manetta: la maratona è una gara di difesa, non di attacco. Bisogna cercare di correre la seconda parte di gara più lentamente della seconda (=negative split). Vado. Ho in mente il Michele che correva, un anno prima, la maratona di Francoforte e si guadagnava il PB di maratona del 2014 (02:57:11). Non so come, dentro di me, sento tanta serenità, al ché inizio a sorridere. Il pubblico ci incita e sento la forza per correre tutta la maratona, e bene. Il grosso gruppo dei primi si è oramai sciolto, sono da solo. Un ragazzo di colore mi grida, in francese “Bravo, Michele, forza!”. Il mio primo sorriso diretto della gara spetta a lui. Mentre corro mi guardo intorno e guardo quanto è brillante il lago, sotto la luce del sole velato. E alla mia sinistra, i vigneti del Canton Vaud, Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Qui mi trovo nella terra dove vengono prodotti i migliori vini svizzeri!! Spettacolo (sebbene io non sia un bevitore di vino!). Piccoli saliscendi si susseguono, tutti sull’asfalto. Attraverso diversi paesini, tutti graziosissimi. Mi facci forza degli incitamenti del pubblico. Quante persone sono lì a vederci passare: sembra che partecipino direttamente alla gara. Sono oramai circa 15 km che corro. Dico dentro di me: “grazie Regina per queste sensazioni. Correrò finché potrò, Signora Maratona, ti amo!”. Si arriva a Vevey. Di lì a poco ci sarà l’inversione, in direzione Ouchy - Losanna. Dimenticavo di dire che, durante il tragitto, avevo superato diversi corridori, non avevo saltato un solo punto di ristoro (in uno ho perso la banana allora ho mangiato un’arancia), nonché gridavo “Grazie mille!” ai volontari che ci porgevano l’acqua, il tè e la frutta. Bello avere la forza di correre e ringraziare. Ecco finalmente l’inversione, si torna indietro. “Forza Michele, bravo!” Altri del pubblico gridano il mio nome. Sensazioni bellissime!!! Alzo le mani in cenno di saluto e il sorriso sulla mia bocca si allarga. Sento una voce interna: “La forza del sorriso è immensa: sorridi e corri. Vai avanti, Forza!” Quelle parole mi accrescono l’energia, proprio ora che inizia il difficile. Il Garmin squilla, prima per dirmi di ralle ntare e poi di accelerare. E’ abbastanza fastidioso, ma non voglio sprecare energie per metterlo silenzioso. Allora lo trasformo in tifoso. Arrivano saliscendi duri, l’asfalto in alcuni punti non è al top e, ciliegina sulla torna...vento a sfavore!!!! Incrocio altri podisti, dal lato opposto della strada. Mi incitano e io ricambio con un cenno della mano e un sorriso. Un podista davanti a me si confonde, ed esce dal percorso (e così perde la sua posizione a mio favore. Fortunatamente la polizia lo vede e gli fa cenno che la strada giusta è alla sua sinistra, così lui può rientrare). Ora respiro a bocca spalancata, per far entrare più ossigeno possibile. Il sangue ne ha bisogno, le gambe iniziano a fare male e il vento rallenta. Corro e sorrido, sempre. Passo davanti a delle persone: sorriso e saluto. Loro applaudono. Addirittura una signora grida “Bravo Michele! E sorridi pure!”. Un doppio sorriso per lei e avanti. Losanna è vicina ma anche lontana. “Il sorriso rende invincibili!”. Continuo a correre e a sorridere, a chiunque. In un paesino, colpito dalla grande presenza di pubblico ai due lati della piccola strada centrale, sposto lo sguardo a destra e a sinistra, alzo entrambe le mani in cenno di saluto.... e sembra che il pubblico mi applauda con ancora più calore. Supero il km 35 senza problemi. Ma le gambe si fanno sempre più pesanti... Respiro profondamente, sempre col diaframma. Che gli angoli della mia bocca rimangano incurvati verso l’alto!! Raggiungo una ragazza che cerca di chiedermi quanto donne ci sono (domanda strana): raccolgo l’energia per dirle di andare avanti. Lei continua a chiedere, io la supero e le dico di non fare domande, ma di correre e basta. Me la lascio dietro. Rientriamo in Losanna: ecco il rettilineo finale: lontani lontani i tendoni gonfiabili dell’arrivo. Sembra che non si avvicinano mai. Finalmente passo sotto il primo: non è il traguardo! Il secondo: nemmeno!! Aiuto....le gambe cedono, voglio finiree eee!!!!!!!! Ecco l’ultimo finalmente: l’orologio segna 02:49.xxx Taglio!! Fattaaaaaa!!!!! Anche Losanna andata in porto e già si può dire meglio di Francoforte! Stringo le mani a tutti i corridori che incontro. Ci facciamo i complimenti a vicenda, tutti felici. Cammino lentamente davanti ai banconi. Prendo banane, mele, bevo e ringrazio ogni singolo volontario. Faccio loro i complimenti per l’organizzazione e li ringrazio per il loro lavoro. Qualcuno, vedendo il mio nome, mi risponde in italiano! Sensazioni stupende. Poco dopo incontro A, che mi aspettava al traguardo: non è riuscita a scattarmi la foto, perché col mio tempo l’ho spiazzata! :-DDDDD Camminando lentamente andiamo a vedere le premiazioni. Poi a casa a fare la doccia e a pranzare.
Arrivano online i risultati ufficiali: 02:48.47,6!!! Tempone!!!!!! Metto subito il risultato su Facebook e i sostenitori iniziano a sbizzarrirsi con le congratulazioni (come io faccio con quelli che a Francoforte, Venezia, Lucerna e altrove avevano gareggiato). Inoltre; 13-esimo di categoria, 20-esimo fra tutti gli uomini, primo di Cantone Basilea Città e Campagna, primo italiano e primo della Svizzera tedesca. Un mega gara, al 100%.
Cosa ha insegnato Losanna: sorridi anche quando stai facendo un’enorme fatica, in tal modo diventi invincibile. Chi ti vede e vuole apprezzare lo farà, tu sei solo con te stesso e ciò che raccogli è tutto frutto di ciò che semini.
Adesso ci sono altre gare da preparare. 2016: Wings for Life e Maratona di Berlino; 2017: Zurigo e Jungfrau; 2018: Ginevra e New York.
Alla mia famiglia, ad Antonella ed Erminio, Nicola, Antonello, Marco, Renata, Serge, Ilaria, Orlando, Dario, Sonia ed Ezio, Federico, Eddj e Raffaella, Daniel und Fabienne, Barbara. Le gambe saranno state le mie, ma l’appoggio è stato vostro. Grazie a tutti!

altri racconti di Michele:
Il racconto di Michele - Rheinfelden Laufstag
Il racconto di Michele - Gara dell'Ascensione 2015, San Gallo (Svizzera)
Il racconto di Michele - Maratona di Berlino 2016: la grande vittoria contro tutte le avversità
Il racconto di Michele - Maratona di Zurigo 2017

Michele Brugnatti

Italiano, da aprile 2011 sono residente in Svizzera (e perfettamente integrato), appassionato maratoneta da settembre 2012, da settembre 2013 allenato da Orlando e da gennaio 2015 scrittore e traduttore multilingue.
www.michelebrugnatti.com



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