20/05/2005

[Domande & Risposte] Le scarpe per correre: Nike Free

Sento tanto parlare delle Nike Free. Che caratteristiche hanno?

Le scarpe Nike Free sono calzature molto flessibili e che quindi consentono di aumentare notevolmente la mobilità del piede, sollecitando maggiormente i muscoli che muovono questa parte anatomica, vale a dire i muscoli del polpaccio. Correre con queste scarpe consente quindi di recuperare un'efficienza muscolare che la corsa con scarpe dalla suola alta (come sono la maggioranza di quelle attualmente in commercio) fa perdere.
Considera che quando mi allenavo per la maratona, e quindi utilizzavo praticamente sempre scarpe piuttosto protettive per ridurre il rischio di traumatismi da impatto, facevo delle sedute su distanze brevi (dai 200 ai 400m), utilizzando le scarpe chiodate, che hanno una suola molto sottile (1 cm) e consentono di far lavorare molto i muscoli estrinseci del piede. Il giorno successivo ad un allenamento con scarpe chiodate avevo i polpacci sempre molto indolenziti ad evidenziare la forte sollecitazione.
Le Nike Free sono in pratica scarpe utili per migliorare, come riportato prima, l’attività dei muscoli dei polpacci ma senza sollecitarli eccessivamente perché la suola nella zona del tallone è abbastanza rialzata.
Tuttavia, le Nike Free sono scarpe che vanno utilizzate con moderazione, perché le strutture articolari del piede (tendini e legamenti), non più abituati a lavorare in maniera naturale (come quando ci si muove scalzi) possono risentirne in maniera elevata e cedere per un eccesso di carico.
Ti suggerisco quindi di correre nelle prime sedute solo un paio di chilometri, che progressivamente puoi aumentare ma senza mai superare i 5 chilometri. E’ preferibile non usarle quando corri ad andatura lenta, perché la durata dell’appoggio è piuttosto lunga e quindi maggiore la sollecitazione di muscoli, tendini e legamenti. Per combinare le caratteristiche di flessibilità di questa scarpa e sollecitare la reattività dei piedi, usa le Nike Free solo quando corri ad andature veloci, come per esempio in allenamenti su distanze brevi, vale a dire gli allunghi (100m) di fine seduta, le sedute d’interval training (200-400m), le ripetute medie (1000-2000m) e anche gli sprint in salita.
In maniera artigianale, puoi allenare i muscoli estrinseci del piede, ma anche quelli intrinseci (quelli della pianta plantare), correndo a piedi scalzi; ovviamente si deve correre su fondo morbido e regolare (per es. in campo da calcio, oppure l’interno di una pista di atletica, o anche sul manto elastico della pista stessa). Per la poca abitudine a correre con il piede non protetto, dovrai limitarti dapprima a percorrere solo poche centinaia di metri e successivamente puoi arrivare anche ad un paio di chilometri.
In estate facevo sempre il defaticamento correndo scalzo. Oltre ad allenare i muscoli intrinseci dei piedi, la corsa sull’erba a piedi scalzi determina un piacevole massaggio ai piedi stessi.

Orlando Pizzolato