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febbraio 2016

09/02/2016

VO2max e Messner - Prima Parte

Chi ha avuto modo di correre in altura ha percepito la maggior fatica a mantenere le andature che si è soliti tenere a casa. Si dice che correndo in quota c'è meno ossigeno, mentre in realtà l'ossigeno è presente nell'aria sempre nella stessa percentuale (21%); a cambiare, perché inferiore, è la pressione dell'atmosfera, situazione che causa una minore distribuzione dell'ossigeno nei tessuti.
I disagi della cosiddetta "mancanza di ossigeno" si avvertono già a 1000/1200m sul livello del mare, e più si sale più la pressione cala e così meno ossigeno si diffonde nel corpo, determinando per l'atleta uno sforzo maggiore per mantenere un normale regime di lavoro.
La perdita di efficienza a 1600-1800m è di circa il 10% rispetto al livello del mare. Nella mia carriera non solo mi sono allenato regolarmente ai 1800 metri di St Moritz, ma ho svolto sedute specifiche anche a 2600m di Corviglia (Lei Alv). Inoltre, in occasione di un raduno Fidal svolto in Messico, ho corso un paio di volte anche a Passo de Cortez, a 3600m.
A questa quota correvo a 5' al chilometro con lo sforzo che a livello del mare facevo per tenere 3'30/km.
Immaginate come possa essere in cima all'Everest? Bisognerebbe chiederlo a Messner che è arrivato alla vetta senza ricorrere all'ossigeno, cosa impossibile per altri alpinisti.
Sapreste indicare come mai Messner (insieme a pochi altri) è riuscito in questa impresa?



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Commenti

Adattamento

Si chiama adattamento alla quota e avviene molto lentamente...in cima all'Everest l'iperventilazione compensa la riduzione della pressione barometrica, perciò si respira più frequentemente e nonostante ciò l'ossigeno è' appena sufficiente per camminare...un caro amico che in montagna ci è' rimasto per sempre alla domanda com'è sull'Everest mi ha risposto...un passo un respiro, questo rende meglio l'idea

Simone09/02/2016 14:46:23

"Si dice che correndo in quota c'è meno ossigeno, mentre in realtà l'ossigeno è presente nell'aria sempre nella stessa percentuale (21%); a cambiare, perché inferiore, è la pressione dell'atmosfera, situazione che causa una minore distribuzione dell'ossigeno nei tessuti."

La percentuale dell'ossigeno rispetto al totale degli altri gas della miscela rimane sempre uguale al 21 %, la concentrazione, espressa in moli ossigeno(o massa o n.molecole che si voglia) su volume aria ( in decimetri cubi, litri o metri cubi)dell'ossigeno diminuisce. Quindi è corretto dire che in quota c'è meno ossigeno perchè ci si riferisce alla concentrazione dell'ossigeno.

Probabilmentesolo Messner e Habeler fra gli alpinisti che hanno tentato l'impresa di scalare senza ossigeno in bombola sono nati e vissuti in altura già da piccoli sviluppando gli adattamenti, primis l'emoglobina elevatissima,per captare al meglio l'ossigeno presente in minore concentrazione.

tommybond09/02/2016 15:44:24

Adattamento

La minore pressione barometrica unica forza che fa legare l'ossigeno all'emoglobina è' inferiore in quota, maggiore la quota minore la pressione. Di conseguenza l'emoglobina cattura meno ossigeno. C'è un adattamento con l'aumento del l'emoglobina ma come tutti gli adattamenti ha un limite, diversamente il sangue sarebbe troppo denso con seri rischi per la vita (succede con l'eritropietina). In quota c'è la stessa percentuale di ossigeno ma minor pressione... Il che equivale a meno molecole di Ossigeno a parità di volume

Simone10/02/2016 12:03:00