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marzo 2016

01/03/2016

E' lui il più potente

Se si chiede ad uno sportivo a quale animale terreste si vorrebbe accostare per le capacità atletiche, praticamente tutti farebbero riferimento al ghepardo, all'antilope e/o alla gazzella. La loro velocità, elasticità e dinamismo sono, infatti, invidiabili.
Ma come podisti è un altro animale che dovremmo ammirare per la sua potenza: si tratta dell'antilocapra americana.
In effetti non è un animale che attira l'attenzione generale per il suo aspetto, ma per un fisiologo appassionato di corse di resistenza l'antilocapra è un soggetto di impressionante efficienza.
L'antilocapra ha picchi di velocità elevate, simili ad altri “velocisti della savana” che la battono solo sullo scatto, ma è in grado di mantenere un'andatura di oltre 60km/h per decine di chilometri. La si può quindi paragonare ad un corridore che esprime un ottimo potenziale dai diecimila metri alla mezza maratona.
L'antilocapra può arrivare ad un VO2max di 300ml/kg/min, un valore superiore di 3 volte rispetto ad un cane delle sue dimensioni.
Il suo segreto sta tutto nelle dimensioni del cuore, molto più voluminoso rispetto ai suoi simili della savana (l'antilocapra vive nelle pianure del nord America), in grado di pompare un'enorme quantità di sangue verso i muscoli.



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