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aprile 2016

26/04/2016

I maratoneti del futuro sono appena nati

Non ho potuto seguire in diretta la maratona di Londra perché impegnato con i ragazzi della Novatletica Schio in una gara provinciale su pista. Non per questo non ho seguito la gara di Londra, seppur limitandomi a guardare in differita gli ultimi 3 chilometri della prova maschile e femminile.
Mi aspettavo ovviamente la grande prestazione cronometrica, e mi è dispiaciuto non essere riuscito a pubblicare sul mio blog delle previsioni usando l'analisi del protocollo VIP, ma il lavoro è tanto e devo ottimizzare i tempi, anche perché sono impegnato in varie ricerche fisiologiche e metodologiche.
Alla vigilia della gara avrei voluto anche approfondire lo studio che sto portando avanti da qualche tempo, che non è finalizzato alle sole previsioni dei top runner, ma anche ad un'analisi dei perdenti. Con riferimento alla parabola degli incrementi decrescenti, sto studiando il momento in cui un corridore non è più in grado di migliorare, ma soprattutto quando inizia irrimediabilmente a peggiorare. Sto rilevando dati interessanti, ma essendo lo studio in fase evolutiva, non mi sbilancio sulle prime conclusioni. L'obiettivo è comparare, se possibile, la parabola dei top runner con quella degli amatori, e verificare se e come ci possano essere delle affinità.

La maratona di Londra non mi ha fornito ovviamente solo questi spunti: interessante è un'altra analisi che sto facendo da quando il fenomeno Kipchoge maratoneta è iniziato. Perché questo keniano è così particolare? Kipchoge è stato un fortissimo mezzofondista (3'33" sui 1500m; 7'27" sui 3000m; 12'46" sui 5000m), tale da vincere il titolo mondiale nei 5000m di Parigi 2003 battendo in volata El Gerrouj e Bekele, ed è diventato anche un fortissimo maratoneta. Tale circostanza è anomala sul piano fisiologico perché per correre forte nel mezzofondo, oltre ad essere un ottimo "finisseur", è necessario disporre di un bel po' di fibre bianche, mentre si presume che il maratoneta abbia tante fibre rosse.
Il fatto che Kipchoge sia diventato un fortissimo maratoneta (secondo me potenzialmente primatista del mondo perché domenica avrebbe potuto fare 2h02'40") significa che ha perso le fibre bianche? No di certo, perché queste fibre non spariscono; sicuramente ha aumentato il patrimonio di fibre rosse, trasformando le "pallide" in fibre specializzate nell'utilizzo dell'ossigeno. Ma tra le ricerche che mi tengono spesso sveglio la sera a studiare, ho scoperto che i maratoneti del nuovo millennio sanno sfruttare anche l'apporto energetico delle fibre bianche. Si tratta di un coinvolgimento minimo (ad alti livelli l'1% può fare una grande differenza), ma sembra che agendo non solo sul metabolismo delle fibre rosse e pallide qualche cosa di molto buono possa essere ottenuto.
I maratoneti del futuro, quelli delle due ore, sono appena nati.



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Commenti

Kipchoge

Quindi è la conferma che un velocista può diventare non solo fondista ma OTTIMO fondista

datinog26/04/2016 16:13:57

Noakes in Lore of Running ritiene che i maratoneti del futuro, potenzialmente in grado di scendere sotto le 2h, dovranno addirittura avere una percentuale del 50% di fibre bianche, come dei mezzofondisti veloci. Che ne pensi, Orlando?

Lorenzo26/04/2016 19:46:01

Risultato ricercato e voluto ? o constatto per caso ?

Ciao Orlando, è sempre un piaciere leggere le tue riflessioni anche per chi, come me, ha poche conoscenze in questo sport. Questo apporto proveniente dalle fibbre bianche è un risultato di un allenamento/alimentazione precisa o è un risultato riscontrato quasi "per caso" ?.Se ci pensi bene Fleming provoco', non intenzionalmente, la muffa su un suo campione.... con i risultati che tutti noi conosciamo.

Paolo A.26/04/2016 21:47:04

Noakes

Consulto spesso il libro di Noakes, tanto che è fisso sul mio comodino, ed essendo un testo voluminoso, succede che non ho sempre presente le sue annotazioni. Lui è un fisiologo molto bravo, ma non so se sia sempre attendibile: per esempio, in LoR ha enfatizzato la cosiddetta dieta iperglucidica prima delle gare molto lunghe, ma da alcuni anni sta invece raccomandando ai runner di non fare riferimento ad un utilizzo di carboidrati, enfatizzando invece le proteine (!). Quindi, non so quanto sia attendibile anche l'affermazione del 50% di fibre bianche.

orlando27/04/2016 08:17:39

Fibre bianche

Per coinvolgere queste fibre a produrre energia a vantaggio della prestazione aerobica serve essenzialmente l'allenamento, stimolando i muscoli ad un maggior reclutamento di tutto il patrimonio muscolare di un atleta. Se osservi l'azione di corsa di Kipchoge negli ultimi chilometri di corsa, specialmente quando stacca Biwott, puoi osservare che mantiene un'azione meccanica perfetta, ed è probabilmente anche in questo contesto che sono reclutare le fibre bianche: a produrre lavoro muscolare meccanico. Nei miei recenti articoli che scrivo su Correre è proprio questo aspetto che enfatizzo!

orlando27/04/2016 08:21:22

Fibre Rosse per i mezzofondisti ?

Ho appena guardato un video di Kipchoge e effettivamente la sua azione di corsa è un vero moto perpetuo; anche un occhio amatoriale come il mio ne apprezza l'efficacia e l'efficienza e l'eleganza. Quindi quando gareggiava da mezzofondista sapeva sfruttare le fibre rosse ?

Paolo A.28/04/2016 21:27:51

Fibre Rosse per i mezzofondisti

Di base, i mezzofondisti hanno un elevato patrimonio di fibre rosse (70-80%) ed una buona parte di fibre intermedie (20%) che possono essere orientate nel metabolismo dal tipo di allenamento che viene svolto. La piccola parte di fibre bianche (10% circa) rimangono sempre bianche e forniscono energia per far lavorare i muscoli ottimizzando la resa meccanica.

orlando29/04/2016 07:58:57

tutto chiaro... anzi no!

premetto che mi interessa moltissimo questo discorso sia per le caratteristiche fisiche mie sia perchè reputo si tratti di un discorso molto importante e di visione completa degli aspetti che influenzano il gesto della corsa.
Consapevole della vastità dell'argomento e delle mie scarse basi, che vorrei ampliare, rimango interdetto da questo articolo e pensieroso. Capisco o credo di aver capito come si debba allenare anche quella porzione di fibre bianche e il fatto che sia importante farlo, ma non capisco come queste fibre possano riuscire a lavorare in sinergia con quelle rosse per il fatto che ho sempre avuto la convinzione che le due, tralasciando quelle intermedie, lavorino in condizioni e per tempi diverersi. Una in stato anaerobico l'altra no, e la durata per le quale queste riescono a lavorare è diversa. Ma evidentemente le cose non stanno proprio così....
Lei dice che le fibre bianche forniscono energia per far lavorare i muscoli ottimizzando la resa meccanica. Ma questo anche per le due ore e spiccioli in cui atleti di elite concludono una maratona? poi non riesco a capire concettualmente quanto avviene... le fibre bianche lavorano cioè per consentire alle rosse di fare il loro lavoro? Chiedo scusa ma è da un po' che cerco di capire l'argomento e non ne vengo a capo, anche se credo che la cosa fondamentale sia.. che bisogna conoscere le proprie caratteristiche, rispettarle e valorizzarle, per fare al meglio ciò che ci piace di più fare! Un po come x il resto della nostra vita

stefano P30/04/2016 15:10:56

Fibre bianche e maratona

Innumerevoli testi hanno sempre indicato che le fibre bianche sono predeterminate geneticamente e che non possono essere aumentate. Uno studio specifico fatto su Mo Farah ha evidenziato che il suo patrimonio di fibre bianche è aumentato del 11% con specifici allenamenti. C'è quindi una situazione muscolare che non è affatto statica.

Ed innumerevoli testi hanno sempre indicato che la maratona si corre a 2 millimoli di lattato. Recenti studi di Pèrronet, ed anche di Noakes, rilevano invece che ci sono maratoneti che arrivano a 6 millimoli di lattato mentre corrono al ritmo maratona (non quando fanno la volata). Questa situazione rileva quindi che non ci sono solo fibre aerobiche a fornire energie, ma che il meccanismo anaerobico è attivo per fornire energia. Questa situazione metabolica può essere interpretata dal fatto che sempre più mezzofondisti (da Gebrselassie a Bekele) corrono molto forte la maratona, sopravanzando i classici_maratoneti_solo_fibre_rosse.

orlando02/05/2016 09:48:15