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10/05/2017

Il racconto di Michele - Maratona di Zurigo 2017

RUNNERS&WRITERS
Anno 6 - numero 161
Mercoledì 10 maggio 2017

Maratona di Zurigo 2017

Dopo un’intensa giornata di lavoro, parto per Zurigo. Fino all’ultimo momento, ho il timore di perdere il treno, a causa di una probabile chiusura ritardata del negozio. Cosa che, fortunatamente, non succede, dunque posso viaggiare tranquillo.
Già sul treno inizio a pianificare tutte le mie mosse successive: prima, devo portare i bagagli in albergo, poi, con il tram, vado alla Saalsporthalle (luogo abbastanza distante) a ritirare il pacco gara e pettorale. Non ho tanto tempo a disposizione: alle 19:00 chiude tutto, quindi mi devo sbrigare (arrivo a Zurigo alle 17:30). Fatto il check-in, prolungo il mio soggiorno a Zurigo fino a lunedì 10 aprile, poi, via, forza, a ritirare il numero. Tutto semplice. La consegna avviene proprio nell’ultimo angolo del palazzetto e mi sembra di non arrivarci mai. Presolo, inizio il mio solito giro (che non deve mancare mai), fra gli stand degli sponsor. Passo disinteressato davanti ad alcuni, ne osservo altri con più attenzione, mi prendo qualche depliant reclamizzante competizioni in giro per il mondo, mi compro degli occhiali nuovi da corsa in vista della Jungfrau Marathon (dopo circa 20 minuti di consulenza) e…chi incontro? Tadesse Abraham, grande maratoneta svizzero, nonché buon amico. Lo vado subito a salutare, gli chiedo come sta, vedo che lui è felice, ci facciamo gli auguri a vicenda per i nostri rispettivi progetti futuri.
Comincio ad avere fame, dunque vado a sfruttare il buono allegato al pettorale, per un’abbondante porzione di pasta. Vorrei prendere qualcos’altro da mangiare, ma non c’è tempo: sono oramai le 18:55 e noto che i volontari stanno già iniziando a pulire e a sistemare tutto per il giorno dopo. Che fare, dunque? Idea: si vada a vedere dov’è lo start, nonché il deposito delle sacche. Imposto velocemente il tragitto sull’I-Phone, vedo che il primo e il secondo collegamento sono oramai persi, quindi, aspetto con pazienza il terzo tram.
Arrivo a Mythenquai, una zona di balneazione sul lago, nonché campus sportivo. Seguo un tragitto un po’ a “giro dell’oca” per arrivare sulla strada della partenza. Noto che alcuni cartelli sono già stati sistemati: i verdi. Io devo cercare quelli rossi, che stanno avanti, proprio dietro la partenza delle élites. Ora vado a cercare i depositi; essi sono distanti circa 400 m dall’inizio: non sapendo esattamente dove stanno, mi sembra di camminare più del dovuto. Ed eccoli qui: perfetto! Qui, domani, lascerò la mia sacca, che preparerò con cura questa sera!
Sono le 20:00, ora di cena. La porzione di pasta mangiata prima non mi ha sfamato per niente, dunque è meglio che vada a fare altra scorta di cibo: il mio fisico deve essere ben pieno di carburante, a base di carboidrati, per il giorno dopo. Di fronte all’albergo c’è una pizzeria che m’ispira. E’ piena, ma spero che per me ci sia posto. Sono fortunato, è proprio così. La fame mi sta divorando. Allora: come primo prendo un risotto con i funghi porcini; come secondo, una sostanziosa pizza. Il tutto condito da un buon boccale di birra fresca, alla spina. Mando le foto della cena ai miei amici del club. Davvero una cena alquanto abbondante. Il comico è che, due ore dopo, ho ancora fame. È meglio però andare a letto: devo dormire il giusto per essere in forma smagliante!
Ore 05:00. Suona la sveglia. E’ già tutto pronto, la sera prima ero stato previdente. Adesso devo solo infilarmi la divisa, scendere a fare colazione (mi raccomando: niente latte, né latticini, né frutta; si mangi pane con marmellata, si beva il tè, si mangi una banana….insomma cibi ricchi di carboidrati e di potassio!).
Alla partenza adesso. Non posso fare a meno di notare quanto sporco sia il bel centro storico di Zurigo: evidentemente, diversi avevano fatto baldoria il sabato sera, e non si erano preoccupati di curare la loro città. Ed ecco i risultati. Non vi dico: potete immaginare voi!
L’alba diventa mattina e la mattina diventa giorno. Vado negli spogliatoi a cambiarmi, poi subito a consegnare la sacca. Inizio col fare alcuni esercizi di riscaldamento, sul grande prato, in riva al lago. Uno dopo l’altro, arrivano tutti gli iscritti. Un ragazzo mi chiede dove sta la partenza: gli descrivo per bene tutto. Faccio saltelli a ritmo di metronomo, cammino all’indietro per curare la falcata (grazie Daniele!). Incontro Arcadie: lo conduco a mettere giù la sacca, poi mi congedo da lui, perché il tempo stringe. Alla partenza, forza! Mi trovo proprio dietro gli atleti d’élites: sono 7-8, quasi tutti keniani.
In cuor mio, sento che sarà una giornata fantastica: per allenare il mio corpo al relax, durante gli ultimi minuti, mi irrigidisco al massimo per poi rilassarmi completamente. Vedo Rainer e Serena, amici del mio club, correre trafelati ai loro posti di partenza. Non riesco a salutarli, sono troppo lontani. Allora faccio loro gli auguri col pensiero.
Mancano solo pochi secondi al via….. dai ché oggi asfaltiamo Zurigo!!! 10…. 9…. 8… 7… 6… 5…. 4…. 3…. 2… 1…. Viaaaaaaaa. Andiamooooooo……Buon divertimentooooo…….. Gaaaasssss!!!!
Con grande agilità inizia la maratona! Sono perfettamente rilassato e in sintonia col mio corpo, so già che con questo ritmo oggi otterrò un gran risultato. Il clima è fresco, ottimo per correre una gara così….massacrante (sono sempre 42,195 km). Occorrerà molto coraggio per affrontare tutti questi km!
C’è molta gente accanto al percorso, e tutti ci applaudono festosi e ci sostengono. Addirittura sento gridare il nome del nostro club: FORZA BRC!
Arriviamo rapidi al primo punto di ristoro: bottigliette d’acqua già aperte. Bevo avidamente dalla mia, poi la lancio verso il cesto di raccolta. Canestro!
Avanti, avanti. Attraversiamo silenziose vie della città. Non siamo esattamente nel centro storico e proprio grazie alla maratona possiamo scoprire luoghi nascosti di Zurigo. E’ davvero questo il bello di ogni gara. Dopo poco tempo ci troviamo vicino alla stazione, ma non la raggiungiamo. Dobbiamo svoltare a sinistra. Dove una volontaria segna la presenza di un palo al centro della strada, scorgo il cartello dei 40 km. Ok, penso: più tardi dovremo ripassare da qui. Torniamo in mezzo al pubblico: Forza Michele, forza Michel, forza…. Vai BRC, siete fantastici…. Che gioia che sentiamo dentro, tutti! Sul lato opposto dell’enorme strada, scorgiamo i tantissimi altri partecipanti alla gara: un enorme serpentone di maratoneti. Parecchi di loro indossano la maglia del finisher dello scorso anno e formano un enorme fiume rosso, visibile anche dal cielo. Li guardo felice.
Ora si esce dalla città e si corre lungo il lago. Mi ricordo che il punto di ritorno sarà a Meilen, distante 25 km dalla partenza. Quando scorgo il cartello dei 15 km, imposto la gara così: ecco fatta la prima parte; la seconda finirà a 30 km e poi ci sarà la terza, di soli 12,195 km. Avanti, dunque.
Qualche atleta mi supera, ma non me ne preoccupo. Uno mi incita: forza Raffaele!” No, gli rispondo, Michele! “Ah, ok, scusa. Avanti avanti!”. Bellissima sensazione.
Le strade, generalmente piene di auto, oggi sono vuote, tutte per noi. Grazie alla nostra corsa liberiamo l’aria. Attraversiamo i paesi di Tiefenbrunnen, Gstad, Küsnacht, Erlenbach Winkel, Herrliberg, Feldmeilen, poi ci sarà Meilen, paese del ritorno. Gli abitanti sono alla finestra o sulla strada a guardarci, applaudirci e sostenerci.
Siamo al km 20 oramai, e sento un po’ di male sotto il piede sinistro. Accidenti, che le mie scarpe stiano già partendo? Oh no, non possono sfondarsi proprio adesso, devo ancora fare oltre 22 km. Avanti, ché arriviamo in fondo. Corro a sensazione, non so qual è il mio ritmo e non so qual è la mia posizione. Non voglio saperlo, voglio solo correre. Intanto il sole ci scalda sempre più, penso che ci stiamo riempiendo di tanta buona vitamina D e che così non ci ammaleremo più. Non salto alcun punto di ristoro, bevo l’acqua, le bevande energetiche, mangio le banane (in uno non riesco ad afferrarla, la faccio cadere, chiedo scusa e corro avanti) e anche un biscotto. Penso che la seconda parte finirà molto oltre Meilen, fra circa 10 km. Cerco di stare il più rilassato possibile e di respirare col diaframma.
Un atleta mi supera, ma ad una discesa lo riprendo e me lo lascio dietro.
Le gambe sembrano appesantirsi: non adesso, vi prego! Siamo solo a 25 km. Per un attimo questo orribile pensiero mi sfiora il cervello: ma è così cattivo poi il ritiro?
Eccoci a Meilen. Sembra che tutto il paese sia lì ad aspettare noi. Gli applausi fioccano, e anche le grida sono fortissime. Incrociamo già gli atleti più forti. Anche uno del club, Michael è fra loro, e ne approfitto per fargli un cenno di sostegno. Svoltiamo a destra poi a sinistra. Nel centro del villaggio scorgo una persona conosciuta: è Oliver, con accanto la sua fidanzata. Ma non doveva gareggiare? Non importa, mi avvicino a lui e ci battiamo un cinque. Sono felicissimo di averlo incontrato, anche se per pochi secondi.
Di nuovo a sinistra e si torna indietro, verso Zurigo. Meilen si allontana. Adesso il sole è di spalle, dunque prenderò la vitamina D da dietro.
Ecco finalmente il km 30: anche la seconda parte della gara è andata.
Ultimi 12,195 km. Sembrano pochi, ma io ne ho già trenta all’attivo. E, infatti, cominciano le sofferenze: il ritmo cala vertiginosamente, cerco di irrigidirmi e poi di rilassarmi ma non ho più l’energia per fare nemmeno questo, aspetto con ansia di arrivare alla postazione di ristoro successiva. Rallento per prendere quanta più acqua e bevande possibili, mi sciacquo la bocca, mastico faticosamente le banane….Tutto sembra più difficile.
Inizia una lotta interna, due voci si combattono: il corpo mi fa male…lo so che fa male ma tu continua……sono stanco….logico che tu lo sia, altrimenti ti squalificherebbero per doping….le gambe sono pesanti….va avanti, Michele, va avanti…è difficile…..se fosse facile non sarebbe un’impresa così straordinaria!.... Non ce la faccio più….avanti, Michele, continua…
Altro pit-stop. Un volontario dice: ecco qui l’acqua migliore. Ok, perfetto, gli rispondo e afferro la bottiglietta che mi porge. Tutti gli altri si mettono a ridere. Anch’io, dentro di me, mi diverto.
Km 35, il muro. Il peggior punto di ogni maratona. Vedo già un’atleta che sta camminando, lo raggiungo, gli tocco una spalla e gli faccio cenno di continuare. Lui mi dà retta e si rimette a correre. E’ più veloce di me e ciò mi fa piacere. Vedi, penso, che hai ancora energie? Lui stesso fa altrettanto con un altro atleta, più avanti. Sorrido.
Ad un altro ristoro vedo che entrambi rallentano e si stanno per fermare: avanti, fino alla fine, tutti insieme! dico loro. Per un po’ corrono, ma poi spariscono. Credo che si siano arresi, non lo so.
Ora non voglio più sapere a quale km sono arrivato, nel pieno della sofferenza non voglio farmi condizionare. Chiudo gli occhi ogni volta che scorgo i cartelli indicati i km.
Eccoci di nuovo a Zurigo, finalmente. Forza che manca poco, dai ché ci siamo. Entriamo in città e siamo ancora accolti dal pubblico festoso e caloroso. Dovremo essere alla fine. No, invece, siamo solo al km 39 (ahimè, l’ho saputo!!), ancora poco più di tre da percorrere. Ultimo pit-stop arriva presto, ti prego!
Abbiamo forse cambiato percorso? Non mi ricordavo questa strada. Ah, no, eccoci nei pressi della stazione, giro a sinistra, la volontaria è sempre lì, dentro la città, fra strade piene e vuote, siamo in pochi quindi la posizione è buona. Ecco il pit-stop, ultimo km. Riprendo vigore e supero un atleta. Gli applausi del pubblico si fanno più forti. Strada principale, dritto davanti a noi, siamo in prossimità della fine. Avanti…avanti….. giro a sinistra…. ecco l’arrivo, distante…… arriviamo arriviamo…… corri forza…… manca poco…. ci sei….. vigore…… credici…. Michele è lì….. corri avanti…. sotto al traguardo 02:54:… yeeaaaahhhhhhhh di nuovo sotto le tre ore!!!!!!!!!!!
Taglio il traguardo esausto. I volontari mi offrono le medaglie e vado a prenderne una da quello che sta di fronte a me. Gli stringo anche la mano. Ora vado a prendere la maglietta premio per chiunque termini la maratona. Ancora, grazie! E’ il momento di rifocillarsi, di bere tanto e mangiare frutta.
Brindisi con tanti altri atleti, siamo tutti felici, abbiamo appena corso 42.195 km senza fermarci. Siamo dei titani, degli eroi, dei matti….siamo speciali! Abbiamo appena percorso oltre 42 km contando solo ed esclusivamente sulle nostre forze!
Ho modo anche di congratularmi con uno degli organizzatori.
Sotto questo sole di aprile, sento solo felicità dentro al cuore. Guarda Michele, sei arrivato alla fine! Hai appena completato la tua maratona numero 9.
Aspetto Rainer, Serena e Arcadie. Ci facciamo una grande festa, ridiamo e scherziamo. Dopodiché pranzo in gruppo con anche Peter.
Grazie ragazzi, grazie Zurigo, grazie Maratona. 09 Aprile 2017: una data storica per circa 10.000 podisti!

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Michele Brugnatti

Italiano, da aprile 2011 sono residente in Svizzera (e perfettamente integrato), appassionato maratoneta da settembre 2012, da settembre 2013 allenato da Orlando e da gennaio 2015 scrittore e traduttore multilingue.
www.michelebrugnatti.com



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