Sito aggiornato al 17/05/2012
VAL D’ORCIA PASQUA 2004
Se fossi scaramantico (ma per fortuna non
ho mai prestato attenzione a questo aspetto), molte situazioni mi
avrebbero probabilmente condizionato. Per esempio, la vittoria alla
maratona di New York del 1984 è coincisa con la mia 17a
maratona. Così, quando quest’anno mi sono trovato con
17 podisti iscritti allo stage della
Val d’Orcia, non mi sono per nulla preoccupato. Ho sbagliato? Forse sì,
perché all’appuntamento in hotel a Chianciano si sono presentati solo 16
atleti: l’amico Paolo da Matera
è stato, sfortunatamente, vittima di un tamponamento. Ma non è finita
qui: il primo giorno dello stage era in programma il test, ma si è
verificata un’altra defezione. Il test in questione era quello di
Conconi, mentre un’allieva si è presenta al raduno con il responso di un
altro test: quello di gravidanza. Naturalmente positivo.
AnnaGrazia ha quindi rinunciato
allo stage, ma la notizia della paternità ha messo le ali ai piedi a suo
marito Giuseppe il quale,
nonostante qualche etto (?!?) di troppo, ha corso veloce come non mai.
Quello del lungo week end pasquale era il mio primo stage della
stagione 2004, il 68° in ordine progressivo, ed anche il primo che
organizzavo in Val d’Orcia. Purtroppo le previsioni atmosferiche
facevano presagire un periodo caratterizzato da un clima variabile, ed
in effetti il test Conconi l’abbiamo corso sotto la pioggia, e così è
avvenuto anche per le riprese tecniche della meccanica di corsa. Ma si
sa che il clima non è un fattore limitante per i podisti, e quelli di
questo gruppo erano alquanto temerari: i dati del test e l’azione
biomeccanica di corsa non ne sono stati influenzati. Ad eccezione di un
caso (quello di Linda), che
presentava un appoggio in iperpronazione per entrambi i piedi, nessun
altro aveva problemi d’appoggio, così come nessuno evidenziava deficit
muscolari se non il “vecchio” Paolo,
vittima delle bizze del nervo sciatico. La maggioranza del gruppo, come
succede al 90% dei podisti amatori, evidenziava un’azione di corsa
“tirata” e non in spinta, segno che non viene sfruttata adeguatamente la
spinta dei piedi, ma tutti avevano un’impostazione corretta. La
“migliore” del gruppo, quella con la corsa più bella, era
Patrizia la quale, pur non avendo
mai partecipato ad una competizione, esprimeva un’azione di corsa degna
di una mezzofondista di elevato livello.
La spinta dei suoi piedi, molto elastica, ha perso però smalto con
il passare dei giorni di allenamento, anche a causa dei saliscendi e
delle dolci pendenze dei percorsi della
Rimbecca e della Grande Quercia.
I giorni successivi il test Conconi, infatti, ci siamo immersi nel verde
e nella grande pace delle colline della Val d’Orcia. Se fossi ancora in
piena attività podistica, farei della Val d’Orcia il mio punto preferito
per dei raduni collegiali: in poche altre occasioni ho visto posti così
suggestivi per correre.
Il secondo giorno di stage abbiamo corso in un
circuito di 4km, quello della Rimbecca appunto, caratterizzato da un
paio di salite, non molto impegnative, e da dolci discese e lunghi
tratti di falsopiano. Quasi nessuno, durante la corsa, chiacchierava: il
fascino ed il silenzio del luogo catturavano la nostra attenzione, e
così è stato anche quando un capriolo si è messo improvvisamente a
correre davanti a noi. La giornata non era completamente serena, ma le
rade nuvole in cielo creavano varie tonalità di colore sui verdi pendii
delle colline. Abbiamo corso per un’ora abbandonante, ma la coppia degli
amici bolognesi, presi dalla “chilometrite”,
ha invece corso più a lungo, percorrendo ben 24km, forse perché
incantati dallo scenario. Per fortuna che la seduta di lungo lento era
programmata per l’indomani!
Il terzo giorno prevedeva appunto la seduta di
lunghissimo. Fissato il punto di partenza presso la bicentenaria
quercia, ci siamo avviati lungo la strada che porta a
Pienza (c’era chi voleva vedere la
casa dove ha alloggiato Richard Gere),
poi abbiamo proseguito su di una strada di terra battuta delimitata dai
tipici cipressi toscani. Un paesaggio che ha contribuito a far sì che
gli 11km del primo giro passassero senza quasi rendersene conto, e la
maggioranza non ha resistito alla tentazione di percorrere un altro
giro. Ci fosse stato più tempo, si sarebbe potuto percorrere anche il
“giro degli Oscar”, così detto perché si transita nei luoghi dove sono
state girate alcune scene de “Il paziente inglese” e “Il gladiatore”.
L’allenamento del quarto (ed ultimo) giorno,
non l’abbiamo corso in bellezza: la pioggia ci ha accompagnati per tutta
la seduta di fartlek programmata nel parco urbano di Chianciano.
Nonostante la fitta pioggia nessuno si è però tirato indietro. Anzi, mi
sono meravigliato della determinazione del gruppo e così, nel circuito
di un chilometro circa, tutti i “miei allievi” si sono impegnati nel
sostenere le brevi (100-300 metri) variazioni di ritmo che avevo
programmato. Come faccio sempre in occasione di questo tipo di
allenamento, avevo proposto un numero minimo di giri da percorrere, ma
nessuno ha rispettato le indicazioni: tutti ne hanno fatti di più,
incuranti della pioggia e dei chilometri percorsi nei giorni precedenti.
Da Paolo a Fabio, da Jean a Cristina, da
Fiorenzo a Riccardo, da Alessandro a Silvana,
da Antonio a
Valentina, tutti si sono impegnati
con determinazione, cercando di mettere in pratica le indicazioni
suggerite nel corso dello stage, soprattutto sotto l’aspetto
biomeccanico, visto che avevo scelto quel circuito proprio perché adatto
a variare spesso l’azione di corsa.
Il clima uggioso della giornata della Pasqua dell’Angelo ha
“facilitato” i saluti, ma come ha detto Linda “fare le valige per
tornarsene a casa è sempre un po’ triste”. Ma l’estate è vicina, ed
altri stages mi attendono…
Orlando
Ho
preferito aspettare il giorno dopo il rientro, pensando che a freddo le
mie considerazioni fossero piu' obbiettive, ma non e' servito a nulla.
Entusiasmo allo stato puro! Per lunghi anni ho praticato altri sport
pensando che la corsa fosse per me un qualcosa di veramente noioso. Mi
limitavo a praticarla ogni tanto con la classica mezz'oretta fatta per
variare ogni tanto la pratica sportiva. Ricordo che anche quando la
praticavo a bordo della nave su cui ero imbarcato non vedevo l'ora che i
minuti scorressero. Puoi immaginare, un ponte di volo di 14 metri per 14
corsi in circolo per 30-40 minuti?
Ho ripreso da tre mesi a correre per
esigenze lavorative e qualcosa stava cambiando. Amante come sono del
fare tutto quello in cui mi cimento nel migliore dei modi eccomi qui,
reduce da uno stage. Ho trovato tutto quello che si puo' desiderare: un
preparatore attento, spiritoso e ironico ( non tocchero' mai piu' una
mille foglie!) con ognuno di noi. Sempre disponibile con tanta umilta',
non hai mai dato l'impressione di sentirti un diverso, migliore di noi.
Tu e la tua splendida famiglia mi avete fatto sentire a casa. Detto da
un marinaio dovrebbe farti capire l'intensita' con cui lo dico.
Splendide le persone che ho conosciuto, spero veramente di cuore di
poter rimanere in contatto con loro e magari incontrarli presto nella
mia prima maratona. Con voi ho condiviso i miei primi 15 kilometri di
fila, i primi 22...fatti in uno splendido scorcio di questa splendido
paese che e' l'Italia. Ho girato il mondo come te...e ti posso
assicurare che poche volte sono rimasto a bocca aperta come nella Val D'orcia.
Sono tornato a casa profondamente motivato a fare meglio.
Potrei scrivere all'infinito...ma forse
e' meglio chiudere senza dilungarsi troppo. Arrivederci a presto
Orlando, i miei risultati al corso di Rescue Swimmer saranno anche
merito tuo e della tua famiglia. Con affetto
Fabio - Val d'Orcia aprile 2004
grazie
Orlando e grazie a Ilaria per l'ottima organizzazione... era la prima
volta che partecipavo a uno stage e sono tornata a casa carica carica di
impressioni positive...... all'inizio mi sono sentita come una marziana
che non conosce la lingua... sentire parlare di test, capacità
respiratorie, mitocondri , soglia anaerobica, san , vo2max , test
ecc..... mi girava un po' la testa. Ma ciò che ho apprezzato di più è
stato condividere con gli altri la corsa, e vedere il loro impegno.
Siamo stati inoltre fortunati a trovare un po' di sole!!!
Ho capito ora che la corsa posso
affrontarla con metodo, secondo le mie possibilità e spero per settembre
di essere all'Elba E CORRERE UN POCHINO PIU' VELOCE .......UN
ABBRACCIO
Silvana - Val d'Orcia aprile 2004
Ciao, il
rientro a casa è stato positivo, quello al lavoro no comment. Agapia e
io ci siamo trovati molto bene, l'atmosfera che si è creata è stata
molto piacevole, la Vostra professionalità è stata notevole, perchè non
avete trascurato ne l'aspetto tecnico, ne quello umano (molto
importante), anche gli accompagnatori si sono sentiti parte del gruppo,
pur non avendo fatto nessuna attività sportiva.
Per apprendere le nozioni da Voi
somministrate la durata dello stage forse richiede più giorni,o forse
siamo noi principianti che avendo a disposizione delle persone come Voi
vorremmo prolungare il corso per saperne sempre di più.
L'affiatamento che si è creato
all'interno del nostro gruppo è stato particolare, infatti ci siamo già
scambiati della corrispondenza. un grosso abbraccio
Agapia e Fiorenzo - Val d'Orcia aprile 2004
Ciao, lo
stage è stata una bella esperienza che spero di poter ripetere a luglio
o ad agosto ad Asiago. Vorrei ringraziarvi per questa bella esperienza
non solo dal punto di vista sportivo, ma anche perché mi ha permesso di
conoscere voi ed altre belle persone.
Cristina - Val d'Orcia aprile 2004
Caro
Orlando, cara Ilaria, Stage di Val d'Orcia - Aprile 2004...
Si è trattato davvero di "unire l'utile
al dilettevole"! Avevo bisogno, assieme a mia moglie, di ricaricare le
"batterie". E' stata una bella occasione per conoscervi e avere,
grazie all'esperienza di Orlando, i consigli utili per migliorare la
propria prestazione podistica. Ho trovato utile il test per valutare la
condizione fisica, come pure le riprese effettuate durante la corsa per
avere le giuste raccomandazioni per migliorare la propria andatura.
Peraltro abbiamo conosciuto altri
podisti con i quali abbiamo passato un soggiorno piacevole.
La Val d'Orcia, oltre ad essere splendida, ci ha pure permesso di
combinare il nostro interesse enologico (Brunello di Montalcino e Nobile
di Montepulciano) e soddisfare la nostra curiosità turistica.
Grazie di tutto a tutto lo staff.
Jean-Christophe - Val d'Orcia
aprile 2004
Cari Ilaria ed Orlando, Lo stage a
Chianciano è stato molto bello, una Pasqua diversa e molto piacevole sia
per me che per la mia famiglia. Bei posti dove correre, un clima di
amicizia e simpatia, una ottima cucina, anche due giornate di sole.
Abbiamo appreso cose utili per la nostra
passione (anche se non vinceremo mai una maratona ma non è questo che
importa ) ed abbiamo fatto anche del buon turismo.
Una esperienza da ripetere sicuramente, che ogni podista dovrebbe
fare prima o poi. Vi saluto con affetto.
Antonio Clemente - Val d'Orcia aprile 2004
Caro
Orlando, grazie per le splendide foto!...Mi vedo quasi magro...! Le
metterò sul mio screen saver. Anche se in tutta Italia sapranno che ho
qualche etto in più... Al prossimo stage faremo i conti! Comunque un
abbraccio a te e a tua moglie: siete stati molto accoglienti!
Giuseppe - Val d'Orcia aprile 2004
Grazie
Orlando e Ilaria per la disponibilità e organizzazione. La compagnia è
stata bella. Sono state per me giornate serene. Arrivederci alla
prossima...
Riccardo - Val d'Orcia aprile 2004
Grazie
Orlando e Ilaria per la bellissima esperienza vissuta il Val d'Orcia
insieme a voi e a tutto il gruppo.Già dalla prima volta che vi ho
contattato per l'iscrizione ho subito avuto la sensazione di aver a che
fare con delle splendide persone. In quanto a me, non sono mai stato
così deciso riguardo a una mia iniziativa. Questo Stage mi ha permesso
di apprendere utili consigli per migliorare la mia corsa e le mie
prestazioni, ed inoltre è stata un occasione per fare delle nuove
amicizie. All'interno del gruppo si è da subito creata una bella
atmosfera, mi ha colpito la semplicità e la simpatia di tutti quanti, da
voi ai componenti del gruppo, agli amici di Chianciano. Ottima anche
l'organizzazione, complimenti! Che dire adesso? Arrivederci ad un altro
Stage che mi auguro sia presto, grazie ancora a tutti per le belle
giornate trascorse insieme! Un abbraccio, con affetto
Alessandro - Val d'Orcia aprile 2004
…che nostalgia
provo rivedendo le foto di quei magici giorni in Val D’Orcia!!!
Sono già passati 6 giorni dal triste
“Arrivederci”, ma ancora porto dentro un entusiasmo enorme…è stata
un’avventura positiva sotto qualsiasi punto di vista! Io ero alla mia
prima esperienza di stage e, ad essere sincera, temevo di avventurarmi
in qualcosa di “troppo professionale” per le me!
Come avevo scritto ad Orlando ed Ilaria
poco prima di aggregarmi, non volevo essere la “Palla al piede del
gruppo”…io ho scoperto il meraviglioso mondo della corsa da poco + di 2
anni; faccio parte del gruppo podistico del mio paesino, ma non ho mai
partecipato seriamente a gare, o maratone… sapevo di certo di avere
abbastanza resistenza, ma sicuramente peccavo nella velocità!!!
Queste insicurezze si sono letteralmente
rivelate vane…il gruppo era formato da persone con diversi livelli di
allenamento…ma tutti accomunati da una grande voglia di condividere
questa passione!!!
La cosa + bella di questo stage, in
effetti, è stata proprio l’armonia che si è creata tra tutti i
partecipanti!! Era bellissimo ritrovarsi a pranzo o a cena tutti
riuniti… …normalmente, iper affamati dal post corsa, eravamo i primi ad
intavolarci e gli ultimi ad andarcene, dopo avere chiacchierato
intensamente, come amici di vecchia data (forse un po’ di merito è da
attribuire anche ai frequentissimi brindisi!!!)
Orlando ed Ilaria in particolare sono
riusciti, con la loro disponibilità e solarità, a favorire proprio un
clima familiare in cui hanno saputo dare consigli mirati ad ognuno di
noi (…mi ricorderò a lungo di “Muovere le braccia”). Hanno organizzato
corse in luoghi mozzafiato… ricordo ancora il senso di tranquillità che
provavo circondata dalle verdissime vallate toscane… Come dicevo ad un
mio caro compagno di corsa, “è impossibile essere cattivi in questi
luoghi…mi si potrebbe fare qualsiasi affronto e comunque manterrei il
sorriso sulle labbra!!” Grazie a tutti per questa vera e propria
VACANZA…spero vivamente di potervi incontrare ancora…Un bacione!!!
Linda - Val d'Orcia aprile 2004
Ciao carissimi,
ho visto le foto dello stage e mi è calata una nostalgia grande. Che bei
giorni mi avete fatto trascorrere e di questo vi ringrazio di cuore.
Inoltre ne approfitto per fare i complimenti per la vostra
organizzazione e bravura e per il semplice - ma sorprendente – fatto, di
come con tanta naturalezza mettete a proprio agio le persone che vi
stanno attorno e che, se pur per brevi periodi, dipendono da voi.
Abbiamo instaurato un bellissimo feeling tra tutti noi del gruppo e
questo è stato di aiuto nelle salite sotto l’acqua e negli sprint
finali. Grazie ancora per tutto quello che mi avete dato sia dal punto
di vista sportivo che morale e un arrivederci a presto
P.S. Orlando, che fatica correre radente al
suolo.. lo so che sono un po’ “sprecona”, ma mi trovo meglio a “fare la
palla”!
Patti – Val d’Orcia aprile 2004
ISOLA D’ELBA GIUGNO 2004
In occasione dello stage
in Val d’Orcia del periodo pasquale, avevo riferito di non essere
scaramantico, e di attribuire ai numeri nessuna importanza particolare.
Allora erano 17 gli iscritti,ma
per problemi vari ci ritrovammo in quindici. In questo primo stage
stagionale all’isola d’Elba gli iscritti erano
13, ma a quattro giorni dal ritrovo a
Marina di Campo una partecipante ha dovuto cancellare la sua presenza
per l’anticipo degli esami scolastici del figlio, e di conseguenza anche
le due amiche hanno preferito desistere. Ecco quindi che anche un altro
numero al quale sono attribuite “proprietà” scaramantiche, ha influito
sulla presenza dei partecipanti. L’unico “problema” causato dall’assenza
delle tre ragazze milanesi è stato che Valentina è rimasta
l’unica donna del gruppo.
Ad ogni modo lo stage è iniziato bene dal punto di vista climatico
ed il suo svolgimento è proseguito nel migliore dei modi perché baciato
da un sole a volte fin troppo generoso, e da un cielo sempre terso,
aspetti che hanno contribuito ad esaltare l’atmosfera, i colori e i
profumi dell’isola.
Il gruppo era composto prevalentemente da podisti del nord, quasi
tutti alla prima visita all’Elba, e soprattutto dai valori atletici
omogenei. Altre caratteristiche comuni tra i partecipanti era la
giovane età (per la prima volta, su settanta stage organizzati, sono
stato io, con i miei quarantasei anni, il “meno giovane” del gruppo), e
i numerosi figli presenti.
Il primo giorno di stage, la domenica, era di libera
uscita affinché ci si potesse ambientare al meglio, ma da lunedì mattina
si è iniziato con la parte pratica: seduta di corsa tranquilla,
stretching e ginnastica neuromuscolare. Il pomeriggio invece il primo
incontro tecnico, l’alimentazione, preceduto però dalla plicometria.
Questo gruppo, oltre ad essere il più giovane in assoluto (età media 33)
è stato anche quello che ha evidenziato i valori più bassi. La
percentuale media della massa grassa è stata del 10,5% e, se si
considera che 12% è considerato un buon valore, si può tranquillamente
affermare che i partecipanti allo stage avevano un “fisico d’atleta”. Su
tutti spiccava Davide il quale, nel giro di pochi mesi, aveva
“sciolto” ben trentadue chilogrammi di “grassi”. Nessuno dei
partecipanti è riuscito ad immaginare come potesse essere il suo aspetto
fisico quando era condizionato da una tale zavorra. A tavola è stato
quello che si è “trattenuto” di più, mentre quello meno diligente era il
“veterano” Carlo, che non si alzava da tavolo senza aver
abbondantemente scalfito e scavato ogni dolce del buffet, ma in compenso
l’abbondanza di calorie accumulata non era particolarmente evidente.
Martedì è stato il giorno della valutazione da campo, ed in
pista a Portoferraio si è svolto
il test per l’individuazione della soglia anaerobica, della resistenza
aerobica, del massimo consumo di ossigeno e della potenza anaerobica. Al
gruppo si è aggiunto anche Manuel, podista in vacanza all’Elba
per alcuni giorni, e la prova del test Conconi modificato si è svolta
praticamente alla perfezione, con ottima tenuta sia da parte di Davide,
sia del ferrarese Luca ma praticamente tutti hanno svolto
un’ottima prova evidenziando livelli di rendimento praticamente
analoghi. Ottimo il test della potenza anaerobica da parte di Lorenzo,
ex ciclista di buon livello ora dedito al podismo, tanto da essere
giunto a Marina di Campo in bicicletta… Nella riunione tecnica del tardo
pomeriggio era in programma l’analisi personale dell’azione meccanica di
corsa. Il meno “bello” da vedere era Stefano, pizzaiolo della
Brianza, che tendeva a correre con un’azione un po’ troppo seduta, ed
inoltre aveva un movimento poco corretto della gamba sinistra nella fase
di avanzamento del ginocchio dopo la spinta del piede. Tutto ciò era
determinato dal varismo delle ginocchia ma anche da una postura in
iperlordosi. Buona l’azione di corsa di tutti gli altri, anche se
qualche aspetto era da curare con attenzione: Bruno che corre con
il busto un po’ troppo inclinato in avanti, Carlo che muove le braccia
in maniera asimmetrica, Luca che non spinge al meglio con i piedi e
Simone che ha le braccia completamente bloccate. E per fortuna che
era convinto di muoverle normalmente. E’ stato molto interessante notare
l’azione di appoggio in ipersupinazione di Egidio: raramente si
vede un’azione così pronunciata, e l’analisi delle sue scarpe lo hanno
evidenziato particolarmente bene.
Mercoledì mattina ci siamo trasferiti in auto a
Capoliveri per sostenere la seduta di
lunghissimo sul percorso de “la Costa dei
Gabbiani”. Il cielo era limpido e terso ed il panorama
suggestivo, tanto che lo sguardo spaziava dall’isola del
Giglio a quella di
Montecristo, da
Pianosa alle montagne della Corsica.
Il mare era calmo ed il sole splendente: condizioni ottimali, ma per
andare in spiaggia ad abbronzarsi! Invece c’erano da percorrere oltre 18
chilometri. L‘aspetto da curare con particolare attenzione era senza
dubbio quello dell’approvvigionamento d’acqua, perché si sarebbe sudato
parecchio. La strada è tutta pianeggiante, ma senza vegetazione, e
quindi il disagio poteva essere elevato, soprattutto al ritorno. Quasi
tutti hanno percorso con disinvoltura l’allenamento programmato, ad
eccezione di Stefano C che, abituato ad allenarsi alle 7 del
mattino, si è trovato a combattere i disagi di una temperatura eccessiva
per le sue abitudini. Ha fatto festa invece Valentina, la “principiante”
del gruppo, che non essendo abituata a correre tutti i giorni, era un
po’ stanca. Stefano T invece, pur correndo da poco e solo 2-3
volte la settimana, non ha avuto nessuna remora: la sua settimana di
allenamento è stata da “professionista”, visto che non ha saltato
nemmeno una seduta.
Gli impegni dello stage sono ripresi giovedì mattina
perché il pomeriggio di mercoledì era di libera uscita. Era in programma
una seduta di recupero e rigenerazione, e quindi ci siamo limitati a
percorrere solamente qualche chilometro in scioltezza attorno alle
colline di Marina di Campo, ma con
l’impegno però di sostenere alcuni allunghi tecnici. Al termine della
seduta tutti si sono cimentati in questi brevi cambi di ritmo mettendo
in pratica le indicazione scaturite dell’analisi di corsa e con
l’intento di curare appunto l’azione biomeccanica.
Venerdì era in programma la seduta di fartlek in un circuito
di 1km. Su questo tracciato si dovevano sostenere tre cambi di ritmo:
due prove lunghe circa 200m da correre in pianura, ed una di 50 metri in
salita, piuttosto ripida. Praticamente mai è stata rispettata la
consegna: tutti percorrevano qualche decina di metri in più, evidente
segno di voglia di correre. Stimolati dall’impegno, quasi tutti hanno
corso in gruppo e con buon rendimento. Solo Carlo, Stefano e Valentina
hanno corso singolarmente; gli ultimi due erano alla prima esperienza in
un allenamento intervallato.
Sabato mattina era prevista una seduta di recupero: pochi
chilometri da percorrere in scioltezza attorno all’aeroporto di Marina
di Campo, con l’opzione della salita della
Pila, che ad eccezione di Valentina comprensivamente stanca
dalla seduta di fartlek, tutti hanno affrontato senza timori.
In definitiva, nonostante gli influssi cabalistici negativi, la
settimana è passata nel migliore dei modi. Adesso mi aspettano gli stage
in montagna di Asiago e Livigno: per fortuna gli iscritti sono
nettamente superiori a 17, e quindi non dovrebbero verificarsi influssi
negativi particolari.
Orlando
Vorrei ringraziare sia te Orlando che tua moglie per la vostra grande
disponibilità e per la vostra notevole competenza tecnica, nonché per la
vostra umanità. Mi avete fatto sentire a mio agio e questo mi ha
permesso di godermi fino in fondo l'esperienza dello stage, la quale
darà sicuramente notevoli frutti in futuro. Quello che ho imparato è
utile e io lo sto già mettendo in pratica con molto entusiasmo e
fiducia. Il mio augurio è di potervi incontrare di nuovo, magari in un
altro dei vostri stage. Spero anche di rivedere gli altri partecipanti
allo stage, con i quali ho avuto un bellissimo rapporto. Grazie e a
presto
Luca - Isola d'Elba giugno 2004
Cari Ilaria e
Orlando, sono ormai passati 5 giorni dalla fine dello stage,
sono le 23.30 e sono davanti alla pagina del sito "Elba 2004" con in
bella evidenza la scritta "PAGINA IN ALLESTIMENTO". Peccato, un po’ ci
speravo di vedere qualche foto, ma pazienza... il ricordo è ancora vivo
e per ora basta e avanza.
Il ricordo, sì, dicevo... e molta
nostalgia per la fantastica avventura che abbiamo trascorso insieme. Può
darsi che per voi, che se ricordo bene siete arrivati a 69 stage, sia
abitudine ormai conoscere e salutare sempre gente nuova. Per chi come me
era alla prima esperienza (e spero proprio non l'ultima!!!) è stato
difficile il sabato dell'addio salutare tutti, voltare pagina e
rigettarmi nella routine quotidiana e nei miei allenamenti solitari.
Ho imparato, o scoperto, tante cose;
che non muovo le braccia mentre corro (e ora che mi sforzo a farlo mi
sento tanto un robottino...), che non spingo bene con le gambe e
soprattutto,come dice Orlando, che non mi allenavo, o quantomeno non mi
allenavo con la giusta intensità.
Ci sto provando ed è tutta un'altra
musica! Spero che la volontà mi assista e mi permetta di coronare il
sogno di correre i benedetti 42 Km!
Volevo ringraziarvi, tutti e 2, per
l'impegno e la passione che ci avete dimostrato, la simpatia e la
disponibilità, ma sono tutte parole scontate che in centinaia vi avranno
ripetuto.
E allora permettetemi di
ringraziare i miei compagni di avventura, in perfetto ordine sparso,
senza i quali tutto non avrebbe potuto essere. Inizio da Davide,
con il quale sono riuscito a correre insieme solo l'ultimo giorno
(perchè andava troppo veloce!), ma mi è stato di esempio per la
determinazione con cui si applica. Luca e
Lorenzo, miei cordiali compagni "solo" nelle trasferte in
macchina, perchè anche loro scheggiavano troppo per me! Egidio,
una invidiabile carriera da podista che probabilmente resterà solo nei
miei sogni. Stefano, il biondo, agile e leggero come
una cavalletta! l'altro Stefano, che si starà ancora
godendo il sole e il mare dell'Elba. Bruno, grazie
Bruno che mi hai accompagnato per due terzi del terribile lunghissimo
alla "Costa degli Scheletri", dove se Stefano ha visto i cammelli, io ci
sono andato vicino... Valentina, che noi maschietti
abbiamo spesso abbandonato pensando solo ai nostri ritmi di corsa, ma
che come e forse più di noi ha sudato e faticato. E infine, ma non per
ultimo, Carlo, pluristagista e maratoneta di
esperienza, che ci ha anche raccontato qualche breve e simpatico
aneddoto sulla famiglia Pizzolato.
Grazie a tutti voi e alle vostre
famiglie, eravamo in pochi ma spero validi!
Potrei scrivere per ore, mi aiuterebbe a non dimenticare qualche
particolare... ma va bene così.
Ancora un abbraccio a Chiara,
Anna, Ilaria e Orlando: arrivederci e alla prossima!!!
Simone – Isola d’Elba giugno 2004
Lo stage a cui ho partecipato ero l'ottavo
e devo dire che non mi sono ancora annoiato. Mi rendo conto che c'è
sempre qualcosa di nuovo da imparare o qualcosa di noto da rivedere
negli incontri tecnici del pomeriggio. Il gruppo è stato molto attento e
collaborativo essendo tutti alla loro prima esperienza. La maggior parte
di loro era molto giovane per cui, per un vecchietto di 44 anni suonati
come me, è stato sicuramente un incentivo per cercare di dare un po' di
più nei vari allenamenti fatti al mattino. Il posto, che già conoscevo,
ha appagato tutte le aspettative mie e della mia famiglia e aver notato
che in questo stage parecchi partecipanti sono stati accompagnati dalle
loro rispettive famiglie, è una conferma che questi stage non sono solo
di "allenamento", ma anche di "vacanza".
Tu ed Ilaria siete stati attenti alle
nostre richieste le più svariate per cui anche qui una riconferma della
vostra grande professionalità.
Se proprio devo trovare un neo, varrebbe
la pena durante il primo incontro di presentazione dello stage,
permettere ai partecipanti di dare una piccola presentazione di se
stessi per far conoscere il proprio trascorso podistico agli altri.
....... E per non farmi mancare niente,
dopo lo stage al mare tra 15 giorni sarò ad Asiago per partecipare al
mio nono stage.
Un saluto a tutto il gruppo Elba Estate
2004. Un abbraccio a tutta la tua famiglia. A presto. Ciao
Carlo - Isola d’Elba giugno 2004
Ciao Orlando ed Ilaria, penso che sia stata
una bella esperienza sia per lo stage, per il posto e per le persone che
vi hanno partecipato. Sono contento di averlo fatto anche se sono
tornato a casa più stanco di quando ero partito. Comunque è un
esperienza utile per chi corre. I miei auguri e complimenti, siete
persone alla mano, e grazie a questo mi sono trovato a mio agio. Grazie
tanto, spero di bissare presto
Stefano – Isola d’Elba giugno 2004
Anche se con parecchio ritardo, voglio ugualmente lasciare un commento
a ricordo dello stage all'Elba.
Ogni volta che torno con il pensiero a
quella settimana di vacanza, non posso fare a meno di sentire una grande
nostalgia. Non solo per la selvaggia bellezza dell'isola, per l'incanto
dei suoi fiori e lo splendore incontaminato di certi suoi paesaggi, ma
anche e soprattutto per l'atmosfera che si è venuta a creare con il
gruppo di stagisti e con voi, Orlando e Ilaria, che avete reso quei
giorni davvero indimenticabili.
Certo, è stato importante il fatto di
avere appreso molto sulla metodologia di allenamento, sullo stile che
adotto nella corsa e sul regime alimentare da seguire. Ma è stato ancora
più rilevante il rapporto umano che siamo riusciti ad avere con tutti i
ragazzi: rapporto che andava oltre l'impegno agonistico. Spero che si
siano instaurate amicizie che, nonostante la distanza, potranno durare
nel tempo.
Voi vi siete posti nei confronti di
tutti con professionalità, ma anche con semplicità e simpatia. La corsa
è fatta non solo di traguardi da raggiungere, ma anche, e soprattutto,
di legami umani che, ci auguriamo sempre, ci possano accompagnare nei
nostri percorsi futuri.
Da parte mia, ho iniziato a mettere in
pratica ciò che ho imparato, prefiggendomi nuovi obiettivi da
conseguire.
So per certo che questa esperienza non
resterà isolata: la ripeterò senz'altro, forse non più all'Elba, ma la
ripeterò. Uno stage nella frescura dei boschi di Livigno o nella quiete
di Asiago sarebbe un'ottima scelta.
Anche se l'Elba.......
Bruno – Isola d’Elba giugno 2004
Scusatemi del ritardo ma solo ora ho un
computer degno di navigare in Internet!!! Colgo l'occasione per salutare
tutti coloro che hanno partecipato a questo stage e per ringraziarli di
avermi fatto passare una settimana indimenticabile, talmente
indimenticabile che quest'anno a settembre ho deciso di ripetere insieme
alla mia ragazza!! Purtroppo sono stato fermo a causa di tendiniti, che
ora ho curato e sono 2 mesi che ho ripreso: se penso ai tempi che facevo
a maggio 2004 prendo paura da solo!!! Ora Simone sei tu che vai molto
più forte di me!!!
Un particolare ringraziamento per la
loro gentilezza e disponibilità va a Orlando e alla moglie Ilaria, che
non vedo l'ora di rivedere!!
Lorenzo e Chiara – Isola d’Elba giugno 2004
ASIAGO DAL 27 GIUGNO AL 3 LUGLIO 2004
Ogni volta che ritorno ad Asiago
per gli stages, rivivo piacevoli sensazioni perché sull’Altopiano dei
Sette Comuni mi sono allenato per numerosi anni visto che qui, proprio
all’Hotel Linta che ci ospita nelle settimane di stage, ho preparato le
gare più importanti della mia carriera.
Dell’Hotel Linta ho anche un piacevole ricordo per quanto riguarda
la cucina, ed in particolar modo i dolci, visto che la scelta che il
buffet presenta è sempre molto varia ed ovviamente ghiotta.
Con queste piacevoli aspettative mi dirigevo verso Asiago per
organizzare lo stage n.70, e anche quello n.71, inframmezzati però da
una settimana in seguito alla decisione di lasciar spazio agli atleti
che, dal 3 al 10 luglio, parteciperanno, proprio sull’Altipiano dei
Sette Comuni, ai Campionati Mondiali Master di corsa di orientamento.
Come consuetudine, la prima seduta di corsa è da
svolgere ad impegno tranquillo per favorire l’adattamento agli eventuali
disagi respiratori, seppur contenuti, dei 1000 metri sul livello del
mare. Il giro della ferrovia,
lungo poco più di 10km, si presta a questa situazione, e a seguire
abbiamo svolto lavori di sensibilità ed elasticità muscolare,
concludendo con esercizi di allungamento muscolare. Nel pomeriggio,
prima della riunione tecnica sull’alimentazione, la tanto temuta
plicometria (rilevazione del tessuto adiposo) è filata via senza
rilevazioni allarmanti. Ciò ha messo il cuore in pace a molti
partecipanti, che avevano temuto di non potersi concedere la porzione di
dolce dopo ogni pasto. Non avrebbe avuto invece problemi Massimo,
l’atleta con il valore 5,4% più basso di tessuto adiposo, e neppure
Paolo, i due Daniele, Bruno, Ubaldo, Ruggero,
Giorgio.
Martedì è per me il giorno più impegnativo perché è quello
nel quale sono programmati i test da campo e le riprese dell’azione di
corsa. Essendo il gruppo numeroso, ho dovuto dividerlo in due: il primo
era composto dai podisti meno allenati, mentre il secondo da quelli più
evoluti. Molti di essi erano alla prima esperienza con questa prova, che
si corre in progressione di ritmo (partendo da un’andatura di 8,5km/h),
e tutto si è ad ogni modo svolto regolarmente.
Nonostante nel secondo gruppo ci fossero podisti di buon livello di
rendimento, il “record” di durata del test non è stato migliorato. In
tre, Bruno, Daniele e Ubaldo, sono arrivati a
correre per oltre 17’, con quest’ultimo che ci ha rivelato un curioso
retroscena. La sera prima del test aveva nascosto sotto la soletta di
una scarpa da corsa la chiave della cassetta di sicurezza, e l’indomani
si è dimenticato di toglierla. Solo una volta rientrato in albergo,
quando cercava la chiave, si è ricordato doveva l’aveva nascosta, ed in
quel momento ha capito da cosa dipendeva quel fastidio al piede che
avvertiva in fase di spinta durante il test.
Nel test di potenza anaerobica il più veloce è stato Daniele 2,
che ha percorso la distanza in 29”2, ma un’ottima prova l’hanno
conseguita anche Roberto (29”3), e Luca (29”6). Tutti gli
altri hanno percorso la distanza in un tempo superiore ai 30”, con
“nonno” Ermanno che è stato il meno veloce: 47”4. Suo però è il
record di presenze ai miei stages: da quando ho iniziato ad
organizzarli, ben 13 anni fa, Ermanno ha sommato 13 presenze.
Nel pomeriggio, prima della riunione tecnica che verteva
sull’analisi della meccanica di corsa, ed in modo particolare
sull’appoggio del piede, ho speso tante energie per decodificare in
fretta i dati dei test in maniera da predisporre il piano di partenze
per il Giro del Gallio. Nel corso dell’analisi dell’azione di corsa non
ho, per fortuna, evidenziato nulla di particolare se non che Cristina
tende a pronare con entrambi i piedi, e che Massimo appoggia in
supinazione il piede sinistro che gli causa un rapidissimo, oltre che
costoso, consumo delle scarpe.
Già in occasione della colazione di mercoledì si
respirava un’atmosfera un po’ più elettrizzata rispetto alle altre
mattine: era in programma l’ormai usuale Giro
del Gallio.
La formula del giro prevede che le partenze avvengano a handicap, in
relazione alla “cilindrata aerobica” di ogni podista, dedotta dalla
soglia anaerobica. Caddia, con la sua soglia di 10,8km/h, è stata
la prima a partire, e ultimo, ben 42’ dopo, è stato Bruno. Come
sempre, ben pochi si risparmiamo perché lo stimolo è di non farsi
raggiungere da quelli che partono dietro, e per gli ultimi vale la
regola opposta: tirare il più possibile per raggiungere quelli partiti
prima. Il primo a tagliare il traguardo è stato Marco, favorito
da una mia sottovalutazione della sua efficienza, seguito da Ruggero
e, a pari merito al terzo posto, Luca e Daniele 1. Il
tempo migliore l’ha fatto registrare, come da pronostico, Bruno,
seguito da Daniele 2 e da Ubaldo. Il pomeriggio non era
programmata nessuna riunione tecnica e, mentre io pensavo che questa era
l’occasione per fare una gita turistica, ho scoperto che molti hanno
preferito riposare, conciliati dalla tranquilla atmosfera della
montagna.
Giovedì mattina era in programma una seduta di corsa lenta
rigeneratrice. Dopo alcuni anni siamo ritornati a correre sulla piana di
Marcesina, a 1350 metri di quota,
un posto caratterizzato da ampi pascoli ed estesi boschi dentro i quali
ci si addentra seguendo la strada asfaltata che porta al
rifugio Valmaron. Metà del gruppo ha
deciso di scendere dall’auto appena arrivati in quota, in maniera da
percorrere qualche chilometro in più, mentre con i podisti più
tranquilli ci siamo recati in auto fino al rifugio Marchesina, da dove
abbiamo iniziato la seduta. Nonostante molti dei partecipanti non siano
abituati a correre tutti i giorni, nessuno di loro ha deciso di saltare
un allenamento, neppure il gruppo di sei corridori di Pietrasanta,
che consideravo meno “tosti”, ha accettato la mia proposta di riposare.
L’allenamento programmato per venerdì era il fartlek
sul circuito di 1050 metri di Campomulo,
a 1540 metri di quota. Ottima resa da parte di tutti, con Massimo
e Nicola lanciati a percorrere ben 10 giri, e quindi 33 prove;
nonostante i disagi della quota, quasi tutti hanno percorso più di
quanto avevo proposto.
Ed è arrivato anche il sabato, ultimo giorno di stage,
e prima di rientrare nella calura delle Pianure, ci siamo immersi nella
quiete e nel fresco della strada della valle
del Barental.
Anche questo stage n. 70 è andato in archivio, con la foto che mi
ricorderà la piacevole atmosfera vissuta con tutti gli amici di questo
gruppo. Grazie.
Orlando
Orlando, Ilaria,
scrivo prima di vedere che trattamento
avrò nei vostri racconti dello stage di Asiago. So già che sarò citato
come vincitore..........del campionato di plicometria o altre
performances similari ma non fa niente. Volevo ringraziarvi per aver
avuto la possibilità di partecipare ad un'esperienza interessante,
gestita in modo molto professionale e soprattutto divertente. Il fatto
che si riescano ad amalgamare veterani e matricole, "svelti" e
"tranquilli" ( grazie Orlando per l' uso sagace degli eufemismi) in
modo da ottenere giuramenti del tipo, " tornerò più in forma e
guadagnerò 10 minuti nel giro del Gallio" vuol dire che le cose hanno
funzionato davvero.
Un saluto e un augurio di buona estate
a voi e ai compagni d'avventura asiaghesi, con la speranza di rivedersi
presto, sempre più "svelti", "asciutti" e ..allegri - senza virgolette
Guido – Asiago giugno 2004
Cari Orlando e Ilaria,
credo di essere un po' monotono nel
ringraziarvi per questa bellissima esperienza che ci avete fatto vivere
che, se dal punto di vista atletico mi ha dato importanti punti di
riferimento per cominciare a "fare sul serio", dal punto di vista umano
mi ha regalato qualcosa di unico. Per questo devo ringraziare anche
tutti i compagni di avventura di questa bellissima settimana, dai
veterani che hanno fatto da collante a questo gruppo con la loro
esperienza, ai novellini come me che ci hanno messo tanto entusiasmo.
Sicuro di essere dei Vostri per una nuova avventura, con la speranza di
ritrovare anche i nuovi amici di Asiago, vi auguro buon lavoro per i
prossimi stages.
Ringrazio ancora Orlando, l'uomo e
l'atleta, per la sua grande disponibilità a dare consigli anche a chi
come me ha ben poco dell'atleta evoluto.....
Un abbraccio a tutti !
Luca – Asiago giugno 2004
Volevo ringraziare tutti, proprio tutti, i
componenti di questo stage dove, per una volta , mi sono dimenticato
l'orologio, ma mi sono veramente divertito. Un saluto particolare ad
Ubaldo, ma un grazie a tutti per la settimana trascorsa assieme, grazie
di cuore e al prossimo anno la stessa settimana. Io ci torno domenica ,
vi penserò, e mi siete mancati tutti , dunque quando tornerò avrò sempre
il vostro ricordo, ancora piu' vicino.
Un gruppo straordinario, ciao.
Massimo – Asiago giugno 2004
Orlando ed Ilaria
Già lunedì mattina, quando ho acceso il
cellulare ed ho trovato il messaggio di Cinzia, la nostalgia della
settimana appena trascorsa in Vs compagnia mi ha assalito.
Non avevo mai partecipato ad uno stage
ma sicuramente devo ringraziarVi della professionalità che ci avete
messo a disposizione , anche a quelli che come me si sono avvicinati
alla corsa da poco tempo e che quindi hanno bisogno di consigli,
informazioni ed incoraggiamenti; grazie anche ai miei compagni, a quelli
che mi hanno accompagnato fino ad Asiago e a quelli che lì ho
incontrato.
Spero di rivedervi al più presto.
Giulia - Asiago Giugno 2004
Ciao a tutti!
mi unisco al coro di ringraziamenti e
di ricordi nostalgico-sentimentali che ho letto. Per non ripetermi dico
solo che condivido tutte le parole scritte precedentemente dai miei
compagni.
Ricordo tutti, ma tutti con grande
affetto e per questo saluto in ordine sparso con l'ausilio della
fotografia: Roberto, Giulia, Guido1, Oriana, Cinzia, Caddia, Ermanno,
Ruggero,Guido2 , Luca, Paolo, Daniele1 e Daniele 2, Massimo, Marco,
Ubaldo, Alessandra, Roberto, Giorgio, Bruno, Nicola e signora.
Con il desiderio di rivedervi baci a
tutti.
Cristina – Asiago giugno 2004
Cari I&O, scrivo dopo dieci giorni per non
cadere preda di entusiasmi ma non serve a niente. E' stata una sorpresa
passare una settimana del genere; cercherò di essere originale dicendo
che quando ne parlo ad amici e colleghi sembro pagato per fare
pubblicità. In più era tanto che non si affibbiavano nomignoli tipo lo
Zio, l'Ammiraglio, il Socio, Hermann, forse dai tempi delle scuole
medie. Insomma c'è da avere solo paura a rifarlo perché magari non viene
più così bene.
Buone corse.
Ruggero – Asiago giugno
2004
Ciao Ilaria e Orlando, questo stage è stato
veramente bello e interessante, siete riusciti a trasformare la
settimana come una vacanza anche se dovevamo rispettare degli
impegni. Vi ringrazio molto per la vostra professionalità perché aiutate
tutti gli amatori, con la vostra esperienza, a correre meglio possibile.
Un grande saluto a tutti compagni dello stage. Mi sono divertito molto
specialmente quando ho dovuto fare la miss e l'attore assieme ad Andrea
e Guido.Un saluto a Daniele perché, oltre ad essere stato compagno di
stanza, sono riuscito, grazie a lui, ad ambientarmi subito ed avere un
dialogo d'amicizia fin dall'inizio dello stage. Per finire, devo dire
che correre con il paesaggio che ho trovato ad Asiago è veramente
fantastico. Orlando, dimenticavo, sto cercando di mettere a frutto i
tuoi insegnamenti, mi sto allenando più di una volta alla settimana.
Spero di continuare a tenere questo ritmo nell'arco dell'anno. Di nuovo
saluti a tutti.
Paolo – Asiago giugno
2004
Ciao Orlando ciao Ilaria,
è difficile trovare parole dopo quello che
già gli altri amici hanno scritto, ma non crediamo di cadere nella
retorica se anche noi facciamo un mare di complimenti sia per il bel
posto, l'accoglienza ricevuta e la professionalità trovata. Quando
abbiamo deciso di partecipare allo "STAGE DI ORLANDO PIZZOLATO" ad
Asiago, non avevamo la minima idea di quello che ci aspettava, oggi
siamo già convinti che il prossimo anno faremo di nuovo parte del
GRUPPO, un gruppo che ha dimostrato in ogni momento spirito di
adattamento e di spontaneità (VEDI CAMPOMULO, RECUPERO SUL PONTE! LE
FOTO LO PROVANO). Adesso salutiamo con un abbraccio forte e la grande
voglia di rivedere tutti, voglia che ci assale ogni volta che ci
troviamo a correre oppure quando quella cartellina rossa si trova
davanti a noi.
Ciao a tutti
Caddia e Andrea da Pietrasanta – Asiago giugno
2004
Un saluto ed un caloroso abbraccio ad
Orlando, Ilaria, Anna e Chiara anche da parte di Alice.
L'estate volge al termine (finalmente!)
e, come ogni anno, il mese di settembre segna il passaggio dal caos
della riviera Versiliese ad una vita più tranquilla e serena.
Il ritorno al lavoro non ha suscitato
pensieri nostalgici per il mare, ma per quelle stupende e silenziose
montagne di Asiago. La vacanza di Asiago, in compagnia di meravigliosi
amici, ha lasciato il segno ed il solo pensiero di ritornare il prossimo
anno ci riempie il cuore di gioia. Ci auguriamo di rivedere tutti la
prossima estate, intanto ci impegniamo a dovere, seguendo
scrupolosamente le tabelle, per stracciare tutti sul giro del
Gallio......
Un saluto ed un caloroso abbraccio
Guido detto Giulio, Oriana e Alice – Asiago
giugno 2004
ASIAGO DAL 11 al 17 LUGLIO 2004
Riprende la sequenza di
stage ad Asiago dopo la pausa di una settimana durante la quale, proprio
sull’Altipiano dei Sette Comuni, si sono tenuti i campionati mondiali di
corsa di orientamento.
Quello dal 11 al 17 luglio era lo stage n.71, con la presenza di 21
partecipanti, dei quali 5 donne e 16 uomini. Fra questi 9 avevano già
partecipato ad uno stage. La regione più rappresentata era la Puglia,
con 4 partecipanti (3 di Taranto).
In prima giornata, dopo la seduta di corsa della
mattina conclusasi con esercizi di ginnastica di potenziamento e di
stretching, era in programma la sempre “temuta” rilevazione plicometrica.
Massimo, rifrequentante degli stages da lunga data, è stato
quello con il valore più basso (4,8%), mentre tra le donne è stata
Maddalena che aveva il dato inferiore (11,0%). Buoni i valori medi
sia tra i maschi (15,6%) sia tra le femmine (21,5%).
In seconda giornata l’impegno maggiore (da parte mia
per quanto riguarda la gestione degli eventi, da parte dei partecipanti
per la tensione) era quello dei test, al
campo di atletica di Asiago. Divisi i partecipanti in due
gruppi, si è iniziato con quello composto dai podisti più efficienti
(anche perché erano numerosi quelli che l’avevano già fatto), ed è stato
Massimo l’atleta a durare di più (18’15”), facendo meglio di 45”
rispetto allo stage precedente (70) nonostante una maratona corsa in
Germania solo tre giorni prima. Nel test della capacità anaerobica
Daniele, nonostante sia specialista delle lunghe distanze (100km),
ha conseguito un ottimo tempo (29”0), ma è stato Roberto il più
veloce di tutti (28”2). Dopotutto, con il cognome
Ferrari non poteva arrivare
secondo. Nel secondo gruppo del test del VO2max il livello di rendimento
è stato piuttosto omogeneo, e la velocità media della soglia anaerobica
è stata di 12,8km/h.
In terza giornata siamo andati sul circuito di
Campomulo, a 1530 metri di quota, per
svolgere la seduta di fartlek. Se per Martina il timore
maggiore era rappresentato dalle numerose mucche che pascolavano sul
prato del nostro circuito, Massimo e Maddalena hanno percorso svariati
giri senza nessuna preoccupazione, ma lo stesso hanno fatto tutti gli
altri. Prima dell’allenamento erano in programma le rilevazioni
articolari e questo gruppo non si è proprio distinto per ottimi
riferimenti di flessibilità e mobilità. Anzi, Giovanni,
che ha comunque un buon rendimento atletico, ha fatto registrare il
record di atleta meno flessibile (+ 20) tanto da scalzare Ubaldo
e Paolo “arrugginiti” ad un + 17. A Giovanni non vanno solo
“demeriti”, perché ad ogni modo ha comunque stabilito un record, e non
di poca entità visto che ha perso 50 chilogrammi giusti in 9 mesi.
Le foto dei suoi documenti lo possono testimoniare, anche se è quasi
irriconoscibile.
Giovedì ci siamo recati in auto sulla piana di
Marcesina, a 1330 metri di quota, per
svolgere una seduta di corsa rigenerante. Pascoli, boschi, cielo azzurro
e tranquillità hanno caratterizzato questo tranquillo allenamento che ci
ha portati sul bordo nord orientale dell’Altipiano, sopra la
Valsugana, perché poco lontano si
potevano ammirare le Pale di S. Martino di
Castrozza. L’impegno di tutti è stato rilassante, sia per
favorire il recupero della seduta di fartlek, sia in vista dell’ormai
consueto Giro del Gallio.
Venerdì era in programma la seduta di fartlek, anticipata al
mercoledì per rispettare la tradizione, che vuole ormai che
l‘appuntamento con il Giro del Gallio
sia fisso praticamente ad ogni stage di Asiago. Ciro è stato il
primo a partire, con un anticipo di 39’ rispetto a Massimo. Questa
edizione della “gara” ad handicap è stata appannaggio delle donne, visto
che a tagliare il traguardo per prima è stata Martina, seguita da
Emanuela, e da Paola. Ma la prestazione tecnica più
significativa l’ha conseguita Maddalena, che con
58’25” ha migliorato il
record femminile assoluto del percorso,
detenuto da Donatella (59’52”, stage 55).
Mirella è stata felice di mettere in palio molti dei premi che
durante l’anno ha conquistato nelle varie corse podistiche piemontesi e
così, oltre ad una meritoria classifica per tutti, c’è stato anche un
riconoscimento.
In serata, sfilata e premiazione di
Miss Linta: anche stavolta il nostro
gruppo ha fatto furori, con il meglio delle “bellezze” in concorso:
Vincenzina, Domenica, Roberta, Daniela,
Massimina, Wilfried?!?, Felicita.
In ultima giornata era in programma la seduta di corsa
lenta in Barenthal, una fresca e
tranquilla valle che molti rimpiangeranno in questi giorni di calura che
opprime la pianura Padana.
Scrivo il mio commento, ancor prima di leggere
il vostro. Io mi sono divertito e come sempre ho imparato qualcosa, ho
trovato ragazzi straordinari come Daniele l'assoluto, Vincenzo e tanti
altri, devo dire che per la seconda settimana di fila mi sono
dimenticato l'orologio e ho cercato di divertirmi e correre come viene.
Voglio ringraziare tutti per la settimana trascorsa, l'unico neo e'
stato il momento di panico per il presunto morso di vipera, e davanti
anche a queste cose fortunatamente non veritiere, si continua a far
discussioni inutili, ma non certo hanno rovinato la festa, visto che
tutto e' andato per il verso giusto. Un grazie a tutti.
Massimo – Asiago luglio 2004
Carissimi Ilaria e Orlando,
sono felicissima di avervi conosciuto...
e di aver condiviso un’esperienza davvero unica. Le giornate trascorse
ad Asiago, gli allenamenti, la teoria, i rapporti con i partecipanti e
per ultimo IL GIRO DEL GALLIO .. Sono dei ricordi che difficilmente mi
abbandoneranno.. Il rientro, quindi, per quanto sopra.. è stato MOLTO
difficile .. un po’ perché le temperature qui a Taranto sono
pazzesche... Non riesco a riprendere i miei soliti allenamenti e poi mi
mancano i miei compagni … di TARANTO che di Taranto non sono perché
Maurizio è a Roma e Roberto è a Bergamo...è molto triste ... ma la
voglia di ritrovarvi e di vedere/ correre per ambienti nuovi mi
entusiasma tantissimo. Correrò.pensando a Voi a quei giorni fantastici
trascorsi insieme..
Aspettando il prossimo Stage...Vi
Abbraccio
Maddalena - – Asiago
luglio 2004
Non mi aspettavo di trascorrere una
settimana così intensa! Sotto tutti i punti di vista ho vissuto
sensazioni,fatiche,interesse e divertimento a livelli davvero elevati.
Nonostante il gruppo presentasse un range abbastanza ampio sia in
termini di performance che di personalità, non ho avuto la minima
difficoltà ad adattarmi ad ogni momento vissuto capitalizzandone i
benefici (compresa la sfilata di moda!).
Sicuramente una esperienza da ripetere
rivalutando le eventuali variazioni che gli insegnamenti dello stage
hanno apportato.
Un saluto anche da Antonella e dalla
piccola Carlotta.
Roberto – Asiago luglio 2004
I ringraziamenti saranno il filo conduttore
del mio commento alla settimana di divertimento e fatica vissuta in quel
posto straordinario che è l'altopiano. Grazie:
a Orlando per la professionalità, la
capacità e la disponibilità dimostrata nel corso della settimana, tanti
sono stati i consigli ricevuti, generali e specifici con l'esperienza
dei test da campo, per la scelta dei luoghi dove farci correre:
Campomulo, Marcesina e il Barenthal su tutti e a Ilaria per
l'impeccabile organizzazione logistica e il supporto quotidiano. Come
non spendere poi una parola per gli artefici come me di questa
esperienza, i miei compagni di corsa e di ballo: Massimo "un fenomeno",
Daniele un "assoluto di tutto rispetto", Gianfranco prodigo di consigli
per le mie tibie acciaccate, Marta, Domenico, Alida, Giuseppe e
consorte, Roberto "la ferrari" con moglie e Carlotta, Wilfred, Martina e
figli, Giovanni e il simpaticissimo torinese, di cui purtroppo non
ricordo il nome, che hanno condiviso con me le serate goliardiche dopo
le fatiche quotidiane. Un saluto e un arrivederci a tutti da me e da
Cristina che dopo questa "vacanza" ha deciso di condividere un po' di
più la passione per la corsa che, oltre alla fatica, ti fa' vivere
momenti divertenti come questi.
Vincenzo – Asiago luglio 2004
Grazie per la settimana ricca di emozioni
che mi avete fatto vivere, una settimana intensa dove non solo ho
conosciuto 2 persone mitike come voi, ma un gruppo di persone con cui mi
sono subito trovato benissimo; da Massimo a cui cercherò di recuperare
tutte quelle maratone che ha fatto più di me, a Vincenzo a cui ancora
oggi stò cercando di rubargli lo stile di corsa e la "morosa" , a
Roberto che prima o poi lo batterò nei 200mt e a tutti gli altri
fantastici compagni di corsa e complici nel tempo libero.
Daniele - 100km del passatore – Asiago
luglio 2004
Carissimi Ilaria ed Orlando,
colgo l'occasione per estendere i
ringraziamenti per la bellissima settimana trascorsa. E’ stata
un’esperienza coinvolgente per la vostra competenza ed estrema
disponibilità e spero di potere ripeterla il prossimo anno.
Un caro saluto
Giovanni – Asiago
luglio 2004
LIVIGNO DAL 24 AL 31 LUGLIO 2004
L’afa imperversava negli ultimi
giorni prima della partenza per lo stage di Livigno, il
n.72, ed ero quindi contento di
andare a trascorrere una settimana in montagna. L’appuntamento doveva
essere con 14 podisti, ma malauguratamente non sono potuti venire né
Gilberto, vittima due giorni prima di un incidente sul lavoro per il
quale è stato operato d’urgenza, né lo svizzero Paul, bloccato a
letto con problemi alle ginocchia. 12 quindi? No, all’ultimo momento si
è aggiunto Domenico, rientrato da poco dall’Iraq dove era stato
in missione di pace con i Lagunari. Ci ha raggiunto con moglie e figlia,
per trascorrere finalmente una bella vacanza insieme alla famiglia,
dalla quale era rimasto lontano per 4 mesi. Ci siamo ritrovati quindi in
13,
e questo numero doveva essere garanzia di fortuna per la settimana di
stage, che terminava con la Stralivigno.
Livigno ci accoglie con un clima tipicamente autunnale: pioggia
battente e temperatura di soli 10° che in qualche modo fanno rimpiangere
il caldo estivo. La fortuna vuole però che l’indomani la mattinata si
presenta con cielo terso e sole battente, e così la prima giornata di
stage, prevista libera, è trascorsa nel massimo relax.
Lunedì è il primo giorno di attività e si è iniziato con una
seduta di corsa lenta di 10km in pianura, verso il
lago di Livigno, da sostenere ad
impegno molto tranquillo per favorire l’adattamento in quota. I disagi
del correre in altura sono stati particolarmente evidenti per tutti i
partecipanti visto che, se le gambe girano bene, la respirazione è
piuttosto affannosa per la carenza di ossigeno dei 1800 metri di quota.
Anche la sollecitazione cardiaca è più elevata, proprio perché il cuore
deve lavorare maggiormente per far giungere adeguatamente ossigeno ai
muscoli. Nel pomeriggio l’esame plicometrico ha evidenziato valori nella
norma per tutti i componenti del gruppo, composto da 9 maschi e 4 donne,
e quindi si può ammettere che gli stagisti avevano il fisico da atleti.
La conferma della serietà di come il gruppo viveva questa esperienza
tecnica comune è venuta dal fatto che quasi tutti i partecipanti erano
spontaneamente attenti all’alimentazione. Beh, i
4 panini che Luca consumava
regolarmente a colazione rappresentavano un buon apporto calorico di
inizio giornata, ma la sua linea non ne ha mai risentito. Daniela
invece era invidiosa di quanto cibo sia Luca sia Roberto
ingerissero a colazione, senza che il loro apparato digerente ne
risentisse durante la seduta di allenamento.
Per martedì era in programma ancora una seduta di
corsa lenta, questa volta più lunga ed anche dal percorso più
impegnativo. Un chilometro dopo la partenza ci siamo inoltrati nel
bosco, seguendo un sentiero invitante
per le leggere ondulazioni altimetriche e per la buona condizione del
fondo. La temperatura dell’aria era fresca e quindi stimolava ad
affrontare di slancio le leggere salite incontrate, che però anche in
seconda giornata provocavano leggero affanno respiratorio. Percorso il
versante est della valle,
praticamente tutto in ombra, ci siamo poi portati nel
versante ovest, baciato dal caldo
sole, per affrontare la seconda parte della seduta. Una buona metà del
gruppo ha imboccato il sentiero che portava a quota 2050 metri per
percorrere lo stesso tracciato della Stralivigno, mentre con Laura,
Ornella, Enzo siamo scesi lungo la ciclabile del fondo
valle visto che il loro livello di rendimento non era ancora tale da
sostenere un’elevata sollecitazione. Ci hanno seguito anche Antonio,
un po’ provato per aver tirato troppo in prima giornata, e Luca e
Roberto per problemi alla caviglia e ad un tendine.
Mercoledì, in terza giornata, era in programma una seduta di
rigenerazione, soprattutto utile a quelli che avevano affrontato il giro
della Stralivigno e che, come Franca, Claudio, ed Enzo,
avevano corso per quasi due ore, ed Alberto, Marco e
Fabrizio che i quasi 21km li avevano invece percorsi ad andatura più
sostenuta. Per far girare le gambe, e per curare l’azione biomeccanica,
al termine della seduta ho proposto di correre alcuni allunghi tecnici
proprio nell’intento di migliorare la spinta dei piedi. Visto che il
pomeriggio era libero da impegni didattici, alcuni hanno approfittato
per fare una gita nei dintorni: Bormio,
S. Moritz,
Davos, ma anche per fare, come hanno
fatto appunto Ornella, Daniela ed Enzo, trekking
lungo la valle … fino ai laghetti di
Alpisella.
Anche giovedì ci siamo alzati con il sole splendente,
ma la temperatura era alquanto fresca con la minima scesa nella notte a
soli 3°. Alle 10 il sole faceva già sentire la propria potenza calorica
riscaldando l’aria, tanto che Alberto e Marco hanno
affrontato la seduta di fartlek a
torso nudo. In riva al torrente Spöl,sulla
pista ciclabile posta a 200 metri dal nostro hotel, avevo allestito il
percorso per la seduta di fartlek, che comprendeva (su di un circuito di
700 metri) una prova di 300 metri in piano da percorrere a ritmo gara di
3km, ed una di 50 metri in salita da correre ad impegno elevato, curando
soprattutto la spinta dei piedi. Praticamente tutti hanno rispettato i
tempi previsti dalle mie indicazioni e corso quindi con un buon
rendimento: anche Ornella, alla sua prima esperienza in un
allenamento intervallato, visto che corre solo da due mesi e Daniela,
disturbata da un’allergia alimentare. La maggior difficoltà affrontata
da tutti è stata determinata sempre dalla poca disponibilità di ossigeno
nell’aria, ed era comune la sensazione di non poter sostenere più a
lungo l’impegno proposto. Antonio, però, il più accanito del
gruppo, non si è limitato ai giri programmati, ma ne ha voluto
percorrere due in più.
Il pomeriggio, nel corso della seduta di analisi dell’azione di
corsa, non sono emerse situazioni particolari se non per Claudio,
la cui azione biomeccanica era condizionata da un intervento alle
ginocchia; per Antonio, che spinge in maniera non omogenea per
una lesione ai metatarsi subiti da ragazzino; e per Daniela,
anche lei condizionata nella fase di spinta per una lesione dell’arco
plantare del piede sinistro.
La seduta del venerdì prevedeva un allenamento di
recupero e rigenerazione e ci siamo spostati in auto per 5km, poca cosa,
ma ciò ci ha permesso di correre nella parte alta della valle di Livigno,
verso il passo della Forcola, zona
frequentata da Baldini, Caimmi e la Console negli allenamenti in vista
dell’imminente Olimpiade. L’invitante calda giornata ha fatto sì che
tutto il gruppo abbia affrontato piacevolmente questa seduta che, seppur
leggera, è stata svolta con le gambe un po’ indolenzite dagli
allenamenti svolti nel corso della settimana.
Oggi è stato anche il giorno del mio
compleanno (46 anni), e con sorpresa mi sono trovato in
tavola un pacco contenente circa 25000
calorie: qualcuno del gruppo mi conosce particolarmente bene
visto che il pacco conteneva confezioni assortite di cioccolato. Dovrò
percorrere molti più chilometri rispetto al mio standard per bruciare
tutte le calorie, ma ciò non mi preoccupa.
La serata è stata altrettanto piacevole e spassosa
perché, fino ad oltre mezzanotte, Antonio ci ha intrattenuti
illustrandoci la sua particolare filosofia:
il progresso rappresenta una sorta di inquinamento, ma non disdegna le
innovazioni tecnologiche (vedi il computer ma non la posta elettronica,
il cardiofrequenzimetro ma non il cronometro). Antonio si definisce “la
punta avanzata dell’arretratezza”.
Per sabato, ultimo giorno di stage, il gruppo si è
suddiviso in due parti: quelli che avevano in programma di correre la
Stralivigno si sono limitati ad una tranquilla seduta di corsa lenta
conclusa con qualche leggero allungo, utile per far girare le gambe. Il
resto del gruppo ha invece svolto, sul “circuito
dei due ponti”, un allenamento di
interval training, facendo particolare attenzione alle
proprie sensazioni, visto che è sempre la ridotta disponibilità di
ossigeno a limitare l’esecuzione ottimale dell’allenamento.
Il pranzo è stato il momento della conclusione dello
stage, caratterizzato da un’atmosfera molto piacevole grazie alla
simpatia dei singoli partecipanti, che hanno creato aggregazione ed
affiatamento. Una settimana caratterizzata anche da un
clima stupendo, con cielo terso e
limpido, che ha permesso di abbronzarci quasi come fossimo al mare, ma
senza soffrire per il caldo.
Con Livigno l’appuntamento è per il 14 agosto, per lo stage n.73.
Partecipanti iscritti 23: ci sarà quindi da faticare, ma questo è il mio
lavoro che affronto con particolare piacere.
Carissimi Ilaria ed Orlando,
lo stage è terminato, tutti a casa (sigh!!!).
Quando ho deciso di prendevi parte, non so bene quali fossero le mie
aspettative; sapevo che avrei incontrato un atleta famoso che mi avrebbe
dato preziosi consigli, ma per il resto era un enorme punto
interrogativo. Ora che tutto è finito, vorrei ringraziarvi di cuore,
perché con la vostra cordialità, simpatia e professionalità, avete
trasformato quel punto interrogativo in una fantastica esperienza, una
vacanza che difficilmente dimenticherò e che sicuramente vorrò ripetere.
Permettetemi di inviare un affettuoso saluto a coloro i quali, con la
loro presenza, hanno contribuito a rendere la settimana appena
trascorsa, indimenticabile: Alberto, Antonio, Claudio, Daniela,
Domenico, Elena, Enzo, Franca, Laura, Luca, Marco, Ornella e Roberto.
Un enorme bacio alle due vostre
splendide bimbe. Ciao da Fabrizio.
Fabrizio – Livigno luglio 2004
Ciao Orlando e Ilaria,
sono passati alcuni giorni dalla fine
dello stage di Livigno e volevo comunicarvi alcuni miei pensieri su
questa esperienza; a differenza dello scorso anno all'Elba, i
partecipanti quest'anno erano persone tristi e non ridevano mai,
individualisti e non gradivano stare insieme agli altri; insomma è stata
una settimana di noia mortale.
SCHERZO !!! NATURALMENTE è esattamente
tutto l'opposto delle righe precedenti.
Per me questo stage è stato veramente
indimenticabile per le persone splendide che ho conosciuto; anche il
buon Antonio che si è rivelato l'ultimo giorno con il suo battesimo sul
torrente e poi l'ultima sera (che sia stato il vinello??).
Eravamo un gruppo molto unito ed
affiatato e mi mancate tutti un sacco.
Un ringraziamento particolare a voi,
Orlando e Ilaria, che siete veramente speciali.
Spero di rivedervi tutti prima
possibile
Luca – Livigno luglio 2004
Amici,
sto glissando forzatamente la messaggeria
per evitare di lacrimare, poi però mi tornano alla memoria le vostre
facce, le montagne, Antonio... e mi sale un sorriso, direi quasi
"idiota". I colleghi di lavoro dicono infatti che ho gli occhi diversi
ed io so che è tutto merito vostro...ecco ora mi si sta inumidendo
l'occhio sinistro (è quello che si commuove più facilmente! (Vogliatelo
perdonare) Che dire ancora, un bacio enorme ed un abbraccio stretto
stretto
Vi voglio bene
Ornella – Livigno luglio 2004
Ciao a tutti, oggi la legittima proprietaria della macchinetta color limone maturo ( alias Ornella) mi ha ( finalmente) passato i vostri indirizzi mail ( il mio non ve lo avevo lasciato, perché nella lista sarei finita nella riga sotto a Votantonio e, sinceramente, nonostante la simpatia che mi ispira, la vicinanza a pranzo, cena e colazione per 4 giorni mi è bastata). Come state? Anche a me e a Orni è dispiaciuto moltissimo andarcene da Livigno, siamo state benissimo e, infatti, sopportare le lamentazioni della mia autista durante il viaggio di ritorno ( 6,5 ore!!!!!!!) che non voleva tornare a lavorare ma passare il resto della sua vita a correre è stata dura, ma ce l'ho fatta (Orny scherzooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!).
Ok, per adesso basta, anche il boss è tornato e non credo sarebbe felice sapendo che, invece di fare le ricerche che mi ha chiesto, son qui a rispondere ai compagni di vacanza.
Tanti baci a tutti, vi adoro, anche se siete un branco di pazzi
Elena ( l'accompagnatrice sedentaria) – Livigno luglio 2004
E' stato uno stage splendido! Ci siamo
divertiti molto e abbiamo conosciuto persone estremamente simpatiche e
disponibili, un gruppo eccezionale.
Grazie Ilaria e Orlando, siete stati
grandi e, come sempre, professionali e disponibili e grazie a tutti gli
altri per la bella settimana.
Un abbraccio.
Laura e Alberto – Livigno luglio 2004
Ho letto i vostri messaggi, e non posso che
condividere il rimpianto per una vacanza divertentissima ma purtroppo
troppo breve . Vorrei però soffermarmi un attimo sulla famiglia
Pizzolato, disponibile, affabile, cordiale, con due figlie bellissime
che hanno fatto crescere il rimpianto per essermi fermato a una.
Salutissimi ed un caloroso abbraccio a tutti.
Claudio Gota – Livigno luglio 2004
LIVIGNO DAL 14 AL 21 AGOSTO 2004
Alla vigilia della
partenza per Livigno, per lo stage n.73, si celebra l’inaugurazione
della 28a Olimpiade, ed è in questa occasione che rimpiango la mia
mancata presenza come commentatore tecnico per la Rai. L’atmosfera che
si respira in queste occasioni è molto forte ed è quella che sicuramente
mi mancherà maggiormente quando assisterò alle gare olimpiche ma, mentre
preparo le valigie per la trasferta di Livigno, metto da parte ogni
nostalgia. Mi appresto a gestire uno stage piuttosto impegnativo per la
presenza di 25 partecipanti dai valori eterogenei, e non sarà quindi
facile dare il massimo per ogni partecipante. Come sempre sono i maschi
i più numerosi: 20 a 5. E come spesso accade ai miei stage, numerosa è
la presenza di rifrequentanti, che in questo caso sono 10. Antonio
e Giuseppina, per essere presenti anche quest’anno, hanno
percorso più chilometri di tutti: ben 1100. E Nicola, anche lui
con oltre mille chilometri di percorrenza per essere a Livigno, è il
podista che quest’anno ha partecipato a ben 3 stage!
Arrivo a Livigno con una temperatura piuttosto rigida (10°) ma so
che in montagna d’alta quota il clima è molto variabile, e in effetti
domenica ci svegliamo con un sole splendente. Oggi è prevista una
giornata di riposo per favorire l’adattamento in quota, ma sono numerosi
i partecipanti che vogliono fare una sgambata sul percorso del lago di
Livigno.
Lunedì è il primo giorno “lavorativo” dello stage ed è
prevista una seduta tranquilla per favorire l’adattamento. Si inizia con
i classici esercizi di mobilità articolare, che precedono le riprese
tecniche di corsa, che analizzerò l’indomani. Sciolte le articolazioni,
ci dirigiamo sulla ciclabile che s’immette poi sull’ottimo sterrato che
porta ai piedi della valle
Apisella e che costeggia il
lago di Livigno. La giornata è soleggiata ma la temperatura
fresca, e correre è un piacere per tutti, anche se più di qualcuno è
incurante del consiglio di procedere ad impegno controllato proprio per
favorire l’adattamento fisico al lavoro in quota. La parte pratica
prosegue con gli esercizi di sollecitazione neuromuscolare e termina con
la ginnastica di allungamento. Per il fatto di lavorare sui prati che
costeggiano la pista ciclabile, inevitabilmente siamo soggetti agli
sguardi incuriositi di molti villeggianti.
L’esame plicometrico non evidenzia situazioni “preoccupanti”, anche
se non si può affermare che il fisico da maratoneta è prerogativa di
tutti i partecipanti. Alcuni, in primis Cinzia e Loris,
sono particolarmente attenti al conteggio delle calorie.
Martedì partiamo in auto per
Bormio, località a 1250 metri s.l.m., dove ho programmato i
test di valutazione tecnica. Non avrebbe avuto senso svolgerli a Livigno
perché la quota avrebbe notevolmente condizionato l’efficienza aerobica
generale. Allo stadio di Bormio si lavora con due gruppi, e tutto
procede bene perché ognuno riesce a rispettare regolarmente la
progressione di ritmo. Nel secondo gruppo, al quale si sono aggiunti
anche 4 podisti locali, il più resistente è Luca, che corre per
oltre 21’. Alla fine la sua soglia
anaerobica è di 18.1km/h, la più alta di tutto il gruppo.
Nel pomeriggio lavoriamo sull’azione tecnica di corsa, ed anche se
sono numerosi gli spunti di osservazione da considerare, non ci sono
casi particolari da analizzare se non per alcune situazioni di appoggio
in iper pronazione, come per Corrado e Piero, mentre per
Antonio e per Cinzia il cedimento dell’appoggio ha
sviluppato rispettivamente un’irritazione al nervo sciatico ed una
tendinite achillea. Le immagini evidenziano difetti posturali per
Alessandro S. ed Alessandro A., al quale un infortunio alla
spalla ha determinato una modifica posturale, tanto che con il piede
destro non spinge adeguatamente. L’analisi dell’azione di corsa di
Massimo evidenzia una differenza nella spinta di una gamba rispetto
all’altra, come esito di uno stiramento muscolare subito lo scorso
febbraio agli ischio crurali.
Mercoledì ci svegliamo con il cielo coperto di nuvole e con
qualche goccia di pioggia che cade ancora, ma il tempo di fare colazione
ed il sole si fa strada e così l’entusiasmo aumenta; è in programma una
seduta di corsa lunga lenta da effettuare sul tracciato della
Stralivigno e sarebbe stato un
peccato non aver potuto godere dei panorami che s’incontrano lungo il
percorso. Dall’hotel ci addentriamo quasi subito dentro il
bosco, percorrendo una strada
caratterizzata da modeste ondulazioni, ed il silenzio che ci circonda è
rotto solamente dallo scrosciare dei torrenti e dal tintinnio delle
campane delle mucche al pascolo. A metà tracciato non tutti si
avventurano sul sentiero più impegnativo che porta a quota 2050, e
qualcuno preferisce accontentarsi di solo 13km di corsa facile sulla
strada di fondo valle. Se per la
maggioranza degli stagisti percorrere la distanza di mezza maratona su
un tracciato piuttosto ondulato non rappresenta uno sforzo particolare,
per Barbara, Giuseppina, Cinzia, Mirco,
Elena è invece un impegno rilevante. Dopo questo allenamento, molti
trascorrono il pomeriggio in solarium, senza dubbio per far riposare le
gambe, ma ovviamente per approfittare del caldo sole.
L’appuntamento con la corsa è per il giovedì mattino,
e tutto il gruppo percorre la ciclabile
del fondo valle in direzione nord;
la proposta tecnica è di correre in scioltezza, senza forzare, per
favorire il recupero dell’allenamento del giorno precedente. L’aspetto
tecnico sul quale insisto oggi è quello di curare la meccanica di corsa.
Così, al termine della seduta ci si ritrova in quella che per noi è
ormai la “pista” della Valle di Livigno. In pratica, il rettilineo posto
nella ciclabile, proprio ai piedi della collina dove si trova l’Hotel
Europa (dove risiediamo), è il luogo dove si sostengono le sedute
tecniche. Per curare l’efficienza dell’azione tecnica di corsa
suggerisco a tutti di correre delle prove di 100m circa concentrando la
propria attenzione su alcuni aspetti tecnici: la spinta dei piedi e la
distensione della gamba in appoggio, l’avanzamento delle ginocchia, e
una coordinata azione di corsa. Tutti si impegnano a correre secondo le
mie indicazioni e l’efficacia di questo lavoro tecnico è percepito da
tutti. Mi auguro che, una volta a casa, ci sia la volontà di curare
l’aspetto tecnico della corsa per trarre i massimi benefici.
L’allenamento di venerdì mattina consente di
consolidare quanto accennato con gli allunghi tecnici corsi il giorno
prima, al termine della seduta. Sempre sul circuito di 800 metri su
strada, diventato appunto la nostra pista, è in programma la seduta di
fartlek breve: le prove da correre
sono due: una di 300m in pianura ed una di 50 metri in salita. Ognuno
lavora con indicazione soggettive, anche se propongo di correre in
gruppo a quelli che hanno valori analoghi in maniera da essere
stimolati. Con piacere noto che per tutti l’impegno è buono, e chi non
ha mai svolto allenamenti di questo tipo si sente particolarmente carico
e motivato. Prima di cena c’è l’ultima riunione tecnica, con la consegna
delle schede personali, dei diplomi di partecipazione, delle tabelle di
allenamento… E anche questa volta respiro un po’ di nostalgia nel
lasciare la sala riunioni, che non vedrò più fino all’anno prossimo.
Sabato è giorno di partenza. Salutiamo chi parte prima di
pranzo e non sarà con noi per l’allenamento a causa del lungo viaggio di
ritorno. Con gli altri ci dirigiamo verso il
lago, come il primo giorno, ma stavolta il gruppo resta più
compatto, quasi ad allontanare il momento della separazione. Stamattina
fa veramente fresco, ma la corsa e le chiacchiere riscaldano il gruppo,
che rientra in hotel a preparare le valige, con il solito rammarico che
sia già tutto finito, e tanta nostalgia nel lasciare gli amici della
settimana… Alessandra, Alessandro A., Alessandro S., Andrea L., Andrea
F., Antonio, Barbara, Carlo, Cinzia, Corrado, Elena, Emilio, Fabrizio,
Flavio, Giuseppina, Loris, Luca, Mario, Massimo, Mirco, Moreno, Nicola,
Piero, Romano, Vincenza.
Un forte abbraccio a tutti, e poi via a casa: per me domani inizia
un nuovo stage, un nuovo gruppo, facce nuove e vecchi amici che
ritornano ad Asiago.
Orlando
Un carissimo saluto a tutti i partecipanti
dello stage, sono passati appena due giorni e già ci mancano quei
fantastici giorni. Un grazie infinito a Orlando e Ilaria per la loro
professionalità e semplicità, siete unici. ARRIVEDERCI A PRESTO!
Moreno e Monia – Livigno agosto 2004
ASIAGO DAL 22 AL 28 AGOSTO 2004
Il tempo di arrivare a casa dalla trasferta di Livigno ed eccomi di
nuovo in viaggio con destinazione Asiago per un nuovo stage, il n.74.
Nell’affrontare questa settimana mi sento un po’ teso perché sono 30 i
partecipanti, 24 uomini e 6 donne. Del gruppo ben 18 sono i
rifrequentanti, e ciò mi fa ovviamente molto piacere, ad evidenziare che
l’atmosfera che si crea nel corso degli stages è ben gradita. Ricordo
con amicizia i nomi di Sergio, Elena, Remo,
Maria Teresa, Nunzio, Alfredo, Antonio,
Ferdinando, Fortunato, Gina, Guido,
Giorgio, Franco, Andrea, Carlo, Giacomo,
Gianni, Massimo. Nonostante ciò, sono comunque un po’ teso
e non nascondo che nell’affrontare gruppi così numerosi, che richiedono
ovviamente molta attenzione ed energie fisiche e nervose, devo ricorrere
ad un training mentale per essere nelle condizioni di dare il meglio di
me stesso. Mi ritrovo quindi a fare un po’ come facevo prima delle gare
importanti, e durante questa settimana di stage mi identifico con gli
atleti impegnati nelle competizioni dei Giochi Olimpici di Atene, in
pieno svolgimento.
Di gran supporto nella gestione del gruppo è senza dubbio mia
moglie, che oltre a gestire la parte logistica ed organizzativa in
generale, mi affianca nei momenti di maggior necessità. Tra questi,
senza dubbio il momento di maggior impegno della settimana è quello del
martedì, giorno nel quale sono previsti i test di valutazione tecnica:
seguire la prova del test Conconi richiede esperienza, colpo d’occhio e
conoscenza del livello di efficienza di ogni atleta. Per noi una
settimana di stage inizia già molto tempo prima, quando approntiamo le
schede tecniche di ogni partecipante, nelle quali sono riportati tutti i
dati possibili dell’atleta. Così facendo, ancor prima d’incontrare
personalmente l’atleta, siamo in grado di conoscere le sue
caratteristiche, situazione che ci aiuta molto durante la settimana.
Nel giorno dei test, il martedì appunto, raccolgo una
mole enorme di dati che vengono elaborati in un paio di giorni, e che
vanno quindi ad arricchire e completare la scheda tecnica personale.
Quando il martedì mattina ci alziamo (e solitamente avviene, come tutte
le altre giornate dello stage, verso le 6), già avverto uno stato di
tensione, come appunto quando partecipavo alle gare. L’attenzione è
tutta rivolta a curare i particolari e, come quando gareggiavo, verifico
nuovamente che nella borsa, già preparata il giorno precedente, ci sia
comunque tutto: i cardio, le fasce, i coni di segnalazione, la cassetta
che detta il ritmo (più la copia di riserva), la radio con le batterie,
quelle di ricambio, il fischietto (più uno di riserva), la cordella
metrica, la telecamera con le batterie cariche (più quelle di riserva),
il nastro per le registrazioni (più una copia di emergenza), la
bomboletta spray ed il gesso, il gel, la vaselina, i cerotti, le
bottiglie con l’acqua, ecc. Mi devo sincerare inoltre che ci siano tutti
gli stagisti, e non faccio l’appello perché proprio tra i 30
partecipanti, ben 17 hanno già partecipato e sanno come arrivare allo
stadio. Proprio perché sono tanti, è
necessario suddividerli in due gruppi, sia per quanto riguarda il test
della valutazione dell’efficienza aerobica (soglia anaerobica, VO2max,
capacità aerobica, range della frequenza cardiaca), sia quello della
potenza anaerobica e delle riprese dell’azione di corsa.
Alla fine della mattina, quando è stato svolto tutto il programma,
mi rilasso mentalmente, ed in questo momento io e mia moglie sentiamo la
tensione pesarci a livello fisico. Gran parte delle ansie sono appunto
alle spalle, ma deve ancora iniziare la parte della decodifica dei dati,
che avviene a mano nonostante i cardiofrequenzimetri della Polar siano
dotati di programmi che consentono di scaricare i dati sul PC.
Preferisco elaborare i dati a mano per inserirli in uno schema che mia
moglie ha elaborato in maniera specifica per le mie necessità. In questo
modo riesco ad avere dati che i software in commercio non mi forniscono.
Proprio grazie all’esperienza acquisita nel corso della mia carriera
podistica (durante la quale mi sono sottoposto ad oltre 400 test
Conconi), e di personal trainer (nel corso della quale ho
elaborato oltre 2000 test), sono in grado di estrapolare una serie di
dati e di valori che mi consentono di analizzare al meglio le qualità di
un atleta. Con questi dati posso capire le qualità ed il potenziale di
un podista e fare un’analisi tecnica della condizione attuale e del
potenziale da esprimere.
Il fatto che non utilizzo software specifici mi penalizza però dal
punto di vista del tempo; se con certe applicazioni per PC posso
decodificare un test in meno di 2’, con il mio metodo i tempi si
allungano anche di 10 volte. Il grafico che mi risulta e i dati che
emergono però mi gratificano e soddisfano pienamente, e rendono il mio
lavoro più stimolante, anche se per completare l’operazione di
decodifica sono necessari appunto un paio di giorni.
Negli stages di Asiago il lavoro operativo è anche maggiore, perché
è ormai tradizione che si svolga il Giro del
Gallio. Per calcolare i tempi di handicap, e quindi
approntare l’ordine di partenza, devo lavorare per un altro pomeriggio
partendo proprio dai dati che ricavo dai test. I primi tempi, nei quali
il Giro del Gallio era relegato ad una sorta di sfida tra i
partecipanti, era tutto più semplice, ma da un anno a questa parte lo
sforzo sostenuto da chi lo corre mi consente di estrapolare ulteriori
dati atletici che completano il quadro tecnico del podista. Il Giro del
Gallio si corre ormai il venerdì, sia per avere il tempo di elaborare i
dati dei test, sia per svolgere le sedute tecniche programmate per lo
stage. Il mercoledì è il giorno del fartlek, ed il
circuito di Campomulo (a 1530
metri sul livello del mare) è diventato oramai la nostra pista. Sul
circuito, che misura 1050 metri, è previsto l’inserimento di tre
variazioni di ritmo: la prima di 120 metri, da correre ad impegno
elevato ma controllato, la seconda di 50 metri in salita, nella quale si
spinge in maniera energica curando l’azione di corsa, e la terza, la più
dura, lunga 300 metri. Anche questo gruppo dimostra tanta esuberanza e
passione, e quasi nessuno si accontenta di rispettare il lavoro
assegnato, facendo molto di più. I turisti che transitano nei pressi del
circuito sono incuriositi dalla vitalità dei podisti, e mi chiedono
sempre quale corsa stiano preparando. “Si allenano per vincere la
maratona di New York”, ovviamente, rispondo io.
Dopo la seduta di fartlek e prima del “Giro del Gallio”, si va a
correre sulla piana di Marcesina
(1350 metri), una zona caratterizzata da ampi pascoli al limite nord
dell’Altopiano di Asiago, da dove si possono scorgere alcune tra le più
belle cime delle Dolomiti, tra le quali le creste delle
Marmolada. Il percorso, tutto su
asfalto, si snoda dapprima tra boschi di faggio, attraversa quindi la
grande piana caratterizzata da estesi pascoli, e prosegue addentrandosi
ancora in un bosco, ma questa volta di pini. Il tracciato è di andata e
ritorno e prevede il giro di boa al Rifugio
Valmaron, ma affrontando una
salita di 500 metri si può giungere in un punto dal quale osservare,
oltre la piana di Feltre e del basso bellunese, le cime delle
Pale di S. Martino, ed il Rolle. In
occasione di questo allenamento, praticamente tutti corrono ad impegno
molto tranquillo, per risparmiare energie per il “Giro del Gallio, ma
pochi sono quelli che non sanno resistere alla tentazione di correre a
lungo perché l’ambiente è molto invitante.
Correre il Giro del Gallio è ormai tradizione per chi partecipa ai
miei stage, ed anche quelli che in un primo tempo sono titubanti,
vengono in seguito contagiati dall’entusiasmo di chi l’ha già fatto. E’
divertente assistere alla sequenza di partenze, con il primo che
solitamente parte all’incirca 40’ di vantaggio sull’ultimo, che è dotato
di una potenza aerobica maggiore. E fa effetto pensare che, con tale
vantaggio, il podista partito per prima faccia fatica a “tagliare il
traguardo” davanti a tutti. Per la cronaca, il primo a tagliare il
traguardo del gruppo 74 è stato Paolo. Da parte mia la
gratificazione deriva dall’aver individuato correttamente i tempi di
percorrenza di ogni corridore, e quindi gli handicap di partenza. Dopo
questa prova, trascorro il pomeriggio a fare l’analisi dei dati perché,
se per gli stagisti ciò che maggiormente conta sono le classifiche,
quella d’arrivo e quella a tempo, l’aspetto per me più interessante è
quello del rendimento. Sono centinaia i calcoli che devo fare:
per ogni podista devo verificare il rendimento sia rispetto alla soglia
anaerobica, sia rispetto al massimo consumo di ossigeno.
Sabato è l’ultimo giorno di stage, e per rilassare le gambe
dallo sforzo del “Gallio”, si va a correre nella valle del
Barental, dove si percorre una strada
sterrata immersa nel bosco e nel silenzio. Sto pensando se cambiare
percorso per l’ultimo giorno… correre in questa valle mi lascia sempre
tanta nostalgia, soprattutto se siamo alla fine di agosto, e so che gli
stages sull’Altopiano di Asiago sono terminati, ma credo che qualsiasi
percorso mi faccia provare questa emozione… il motivo è semplice:
lasciare l’Altopiano mi rende sempre un po’ triste.
Un affettuoso saluto a tutto il gruppo, che parte dopo pranzo. Ai
nomi già citati aggiungo quelli che mancano, e che ricordo con tanto
piacere: Gianluca, Giuseppe, Roberta, Claudio,
Antonio, Daniele, Anna, Alessandro,
Gaetano, Marco, Tiziano.
Orlando
Ilaria, Orlando,
Vi ringrazio ancora per la splendida
settimana passata insieme. Ci siamo veramente divertiti.
A presto,
Marco - Asiago agosto 2004
Grazie per la professionalità, la serietà, la
simpatia e l'impegno con cui è stata condotta la settimana di Stage ad
Asiago.
Per me era la prima esperienza e
nonostante Orlando mi allenasse già da tempo, nonostante ci fossero
persone che conoscevo e da cui ne avevo sentito parlare mille volte
...ero ansiosa! In fondo avrei dovuto soltanto correre come faccio
sempre, come faccio ogni giorno ma essere osservata e, soprattutto,
"valutata" mi faceva pensare comunque ad una prova da superare. In
realtà tutto è stato molto più semplice! Sarà che si socializza
facilmente con persone che hanno i nostri stessi interessi. Sarà che i
percorsi dell'Altopiano di Asiago mi sono piaciuti tantissimo perché
permettono di correre immersi nel verde su strade "corribili". Sarà che
Orlando, nonostante gli allori, sa proporsi principalmente come podista
attento alle esigenze e alle problematiche di noi podisti, di ognuno
...senza distinzioni cronometriche. Sarà che vicino ad un grande uomo
c'è sempre una grande donna ... E' stata un settimana istruttiva,
allenante e divertente.
Il Giro del Gallio lo definirei
coinvolgente ...bello soprattutto per il sano spirito competitivo che
scatena ...ancora più bello perché lascia nelle gambe e nella testa la
voglia di far meglio ...la sfida con l'ultima salita datata Agosto 2005.
Arrivederci a tutti.
Roberta – Asiago agosto 2004
Sono arrivato ad Asiago con il timore di
trovare una “banda” di professionisti della corsa ed invece ho trovato
tanti amatori che come me amano correre.
Gli unici veri professionisti erano e
sono Ilaria ed Orlando.
E’ stata un’esperienza veramente
coinvolgente; bellissimo correre il fartlek a Campomulo, altrettanto
entusiasmante fare il mitico Giro del Gallio, non da meno percorrere le
tranquille strade di Marcesina in compagnia di molti nuovi amici.
Ma al di la degli aspetti puramente
ludici, ho scoperto un nuovo modo di correre o meglio di allenarmi
grazie ai continui suggerimenti di Orlando.
Al mio ritorno ho subito iniziato ad
applicare le sue tabelle ed a mettere in pratica gli insegnamenti
appresi durante le lezioni teoriche e mi sono ritrovato esattamente come
Orlando mi aveva dipinto.
Oggi sto preparando con grande impegno
la mia prima Maratona (Milano 28/11/04), spero di incontrare qualcuno
degli amici di Asiago e magari di correrla insieme a lui.
Un cordiale saluto
Claudio - Asiago Agosto 2004
ISOLA D’ELBA SETTEMBRE 2004
E’ l’ultimo stage della stagione della
durata di una settimana. I partecipanti sono 14, con una sola donna
iscritta. Purtroppo sono state ben tre le partecipanti femminili che
hanno dovuto rinunciare all’iscrizione per vari impegni subentrati a
pochi giorni dall’inizio della settimana di allenamento. Una di loro,
Fabiola, è invece presente con il marito Giovanni, ma ha
deciso di non correre dopo aver scoperto, proprio alla vigilia
dell’inizio dello stage, di essere in dolce attesa.
Tra i 14 ci sono anche quattro rifrequentanti, tre dei quali
ritornano dopo alcuni anni dalla prima partecipazione, mentre
Gilberto recupera lo stage mancato di Livigno a causa di un serio
infortunio sul lavoro. Il record di lontananza tocca a Salvatore
e Giovanni, che vengono dalla provincia di Trapani. Anche
Antonella viene dalla Sicilia, ma mentre lei hai fatto il viaggio in
aereo, i suoi corregionali hanno raggiungo l’Isola d’Elba in treno e a
loro vanno i miei ringraziamenti per aver affrontato un viaggio così
lungo ed impegnativo pur di prendere parte a questa settimana di “lavoro
atletico”. Anche Giuseppe merita una menzione per essere arrivato
da Bellinzona, cittadina ticinese nella quale ho parecchi amici podisti
già da lunga data.
Sbarco all’Elba con un clima quasi africano, visto che il termometro
segna ben 34°, ma per fortuna il tasso di umidità è sempre piuttosto
basso, come evidenziato dall’igrometro di Nicola, che viaggia
sempre portandosi appresso un rilevatore climatico tascabile.
Come sempre avviene per gli stages all’Elba, la parte pratica inizia
il lunedì, ma la
maggioranza dei partecipanti non ha voluto perdere neppure una giornata
di allenamento, e così domenica mattina si sono accordati per sostenere
una tranquilla uscita prima di prendere la vie delle spiagge, ancora
affollate di turisti, molti dei quali hanno però lasciato l’isola
proprio nel week end. Proprio per la grande dipartita di molti
vacanzieri, l’isola diventa più vivibile sia per sostenere gli
allenamenti con meno caos, sia perché le spiagge non sono più
sovraffollate, e si respira un’atmosfera più rilassata. Nel tardo
pomeriggio ci ritroviamo per la rilevazione dell’appoggio del piede e la
plicometria, esame nel quale rilevo la più bassa percentuale mai
evidenziata da un partecipante: 2,7%
di Salvatore.
Nella seduta di lunedì percorriamo a ritmo tranquillo una decina di
chilometri in pianura, tra le frazioni di
Filetto e Bonalaccia,
fino a costeggiare l’aeroporto. Al termine della seduta di corsa
esercizi di elasticità e reattività muscolare, seguiti dallo stretching,
concludono la parte pratica della giornata.
Martedì ci trasferiamo al
campo di atletica di Portoferraio
per sostenere i test di valutazione funzionale, specialmente per
l’identificazione della soglia anaerobica e del massimo consumo di
ossigeno. Al gruppo si aggrega anche il direttore del nostro hotel,
Michele, triatleta di buona levatura, che evidenzia una soglia
proprio non male, superiore di poco a 16,0km/h. E’ però Andrea a
durare più di tutti e, anche se il suo stile è un po’ disordinato (come
evidenziato dall’analisi dell’azione di corsa), il rendimento è buono
visto che nel test dura ben 20’45” (1’ in meno del “record”), e fa
registrare una soglia di 17,0km/h. Anche Angelo, Salvatore e
Marco hanno buoni valori di potenza aerobica e superano tutti e tre
i 16km/h di soglia. La mattinata si conclude con il test della potenza
anaerobica. Sulla distanza dei 200 metri il migliore è Gilberto, che con
28”0 fa meglio di Giovanni (28”7), ma è invece quest’ultimo quello che
evidenzia il maggior differenziale anaerobico: ben 11,7km/h
d’incremento.
Nella riunione tecnica del pomeriggio, analizzando l’azione
meccanica di corsa, emerge che sono ben quattro quelli che hanno un
appoggio con eccesso di pronazione. Angelo, per una dismetria degli
arti, corre con un leggero cedimento della schiena nella fase di carico
della gamba destra. Antonella invece corre spingendo in maniera
asimmetrica, determinando un diverso livello di carico, rilevato con
l’analisi statica dell’appoggio e dalla differente spinta tra le due
gambe. Giovanni corre con un’azione “dondolante” in senso laterale, ed
avverte un dolore al ginocchio, nella parte esterna. Salvatore, ragazzo
dotato di buone qualità atletiche, tende invece a scomporsi nel
movimento delle braccia e delle spalle quando l’andatura di corsa è
piuttosto sostenuta, e quindi lo sforzo più elevato. Inoltre, quando è
stanco tende ad andare in iper estensione, favorendo un’azione di
frenata. E’ un ragazzo giovane, sorretto da forte motivazione, e può
quindi ottenere buoni risultati.
Mercoledì mattina, giorno in cui è in programma la seduta di
lungo lento, fa ancora un po’ troppo caldo, anche se la notte la
temperatura è calata di 4-5°. Decido quindi di anticipare la seduta di
fartlek, programmata per venerdì in maniera da correre al meglio
l’allenamento lunghissimo, visto che le previsioni atmosferiche danno un
sensibile calo della temperatura massima. Dal residence andiamo quindi
di corsa al circuito di via delle Ginestre,
per svolgere il fartlek. Il gruppo lavora con ottima determinazione e
tutti rispettano le indicazioni proposte: per ogni giro di 1200 metri si
deve correre una prova di 60-80 metri in salita (pendenza del 15%), una
di 120 metri in pianura, ed un’altra di 180 metri sempre in piano. Solo
Nicola lavora in maniera autonoma: visto che a fine mese si cimenterà
nella maratona a Berlino, ho suggerito di svolgere una seduta di corsa
media, allenamento più consono per un maratoneta.
Terminiamo la seduta con lo stretching, ma noto che molti hanno
“fretta”: con un sole splendente ed un cielo terso, la voglia di andare
in piscina e in spiaggia è tanta. Rimango con pochi a discutere di
scarpe, appoggi, allenamento e quant’altro.
Per il pomeriggio non è programmato alcun incontro e, vista la
giornata, tutti ne approfittano: c’è anche chi ha noleggiato un gommone
per una gita collettiva. Angelo, esperto pilota di motoscafi, scorrazza
con gli altri tra la penisola di Fetovaia fino a Porto Azzurro e quando
rientrano poco prima di cena, li vedo affaticati ma entusiasti.
Per l’allenamento di giovedì, una seduta di corsa
lenta rigenerativa per favorire il recupero del fartlek del giorno
prima, ci spostiamo in auto a Capoliveri
per correre sullo sterrato pianeggiante della
Costa dei Gabbiani. La giornata è
tersa e soleggiata, e spira un po’ di vento utile ad attenuare la
temperatura, ancora abbastanza alta per settembre. Il limite tassativo
della durata l’ho fissato a 60’ e molti “faticano” a resistere alla
tentazione di proseguire quando sono scaduti i 30’ dell’andata; in
effetti la giornata è piacevole, dall’alto della costa si gode un bel
panorama, e la curiosità di vedere che paesaggio appare dopo ogni curva,
è forte. Il fatto che per l’indomani è programmata la seduta di lungo
lento consiglia prudenza a tutti e, rispettosi delle indicazioni, tutti
rientrano un’ora dopo l’inizio della seduta.
Per il quinto giorno dello stage è prevista la seduta
di lungo lento, ed ho individuato il giro che da
Marina di Campo ci fa salire in
“quota” ai 208 metri di S.Piero e
che prosegue per la frazione di S.Ilario.
Partiamo alle 8,30 in maniera da evitare il solleone, ed il senso
antiorario del giro ci consente di affrontare all’ombra i 5km di salita,
con pendenza media del 4%, che ci portano a S. Piero. I più allenati,
Angelo, Salvatore, Marco ed Andrea affrontano l’ascesa con passo deciso,
mentre Gilberto (che ha ripreso da pochi giorni gli allenamenti) con
Fiorenzo (anch’egli alla ripresa dopo un periodo di basso carico) e
Arcangelo, salgono di buon passo, ma con più prudenza. Anche
Stefano, in compagnia di Giuseppe, tengono un passo prudenziale,
come del resto Giovanni e Antonio che, abitando in
pianura, non hanno mai l’occasione di correre su ascese così lunghe. Il
gruppo è completato da Antonella e Nicola, con quest’ultimo impegnato a
stare sulle gambe in vista della maratona di Berlino. Il chilometraggio
minimo della seduta di oggi era di 14,5, ma solo Andrea si è
accontentato di “così poco”; tutti gli altri hanno percorso molti più
chilometri, arrivando a correre per un’ora e trenta e più. Nicola ha
anche approfittato della compagnia della figlia per arrivare addirittura
a 2h45’. Nel finale di seduta, Angelo, diventato il punto di riferimento
del giovane Salvatore, ha aumentato l’andatura percorrendo i tre km
finali sul passo di 3’40”, con gli ultimi 1000 metri in 3’30”. Jimmy
è stato l’unico del gruppo che oggi non ha corso ma, per essere solidale
con i compagni, li ha seguiti in bici.
Sabato mattina ci ritroviamo un po’ prima del solito per
sostenere in anticipo la seduta di allenamento. Nonostante questa
precauzione, quando si inizia a correre fa già più caldo del solito,
anche perché il cielo velato, la prima volta in tutta la settimana,
evidenzia che il tempo sta cambiando e non spira più quella leggera
brezza che aiutava a rinfrescare… Oggi è anche giorno di partenza e di
saluti, e pare che il tempo se ne sia proprio accorto: il cielo si
carica di nuvole, a concludere una settimana stupenda sotto tutti i
punti di vista. Che dire? Anche stavolta tanti amici che ricorderò con
piacere, e un amore a prima vista sbocciato ancora una volta nel gruppo…
Orlando
Un ringraziamento sincero a entrambi, Ilaria e
Orlando, per la bella esperienza che mi (ci) avete consentito di vivere.
L'entusiasmo e la disponibilità che
mettete in questi incontri fungono da collante per i gruppi e da stimolo
per i singoli a dare il meglio.
Avevo sentito pareri positivi sui vs.
stage e finalmente l'ho toccato con mano... Con simpatia e arrivederci
a presto.
Fiorenzo – Isola d’Elba settembre 2004
Carissimi Ilaria e Orlando,
voglio ringraziarVi per la spontaneità,
l'umiltà e la professionalità incontrate durante questa esperienza. Le
doti di preparazione tecnica e professionale dimostrate non hanno
bisogno ne' di lodi ne' di commenti, d'altra parte, trattandosi di
professionisti, potrebbe sembrare superfluo. Complimenti, invece, per
essere stati due come noi e per la capacità di rendere semplici anche
argomenti complessi.
Normalmente questo tipo di eventi
presentano due ordini di incognite:
1) il livello di formazione offerto;
2) la preparazione dei partecipanti.
Ho piacevolmente constatato che il
tutto è stato organizzato con un grado di completezza e competenza
veramente notevole. Ogni partecipante si è visto ritagliare intorno uno
stage su misura nel quale ha potuto esprimere la propria voglia di
migliorarsi accettando la sfida in termini di fatica e di sacrificio.
Conoscendo meglio i propri limiti e le proprie potenzialità, ognuno è
tornato a casa con gli strumenti necessari per pianificare, con criteri
più 'scientifici', i propri obiettivi futuri. Quindi, grazie ai
docenti, per le nozioni fornite e grazie ai partecipanti per la
esperienze condivise.
Buona corsa, un saluto a tutti i
compagni d'avventura e ....alla prossima volta.
Arcangelo – Isola d’Elba Settembre 2004
Ora, a
mente e corpo riposati e rilassati, volevo comunicarvi la mia più grande
soddisfazione nell’aver svolto lo stage con voi, nell’aver conosciuto
due persone, Ilaria e Orlando, splendide, che riescono a mettere la loro
professionalità a disposizione di tutti, tutti coloro che amano questo
sport. Abbiamo sudato nel momento del bisogno, ma abbiamo anche riso e
scherzato, abbiamo trattato argomenti come l’alimentazione che possono
esserci utili sempre, non solo nella corsa. E, cosa a mio avviso
fondamentale, abbiamo allargato il nostro cerchio di amicizie, il che
non è poco. Un saluto a tutti e, con grande entusiasmo, vi dico
arrivederci ad Asiago 2005… Lo sport è vita, la vita è fatta di
grandi emozioni, voi me ne avete regalata una enorme. Grazie di
tutto.
Andrea – Isola d’Elba Settembre 2005
Eccomi
Arrivo!!... in ritardo (come sempre)! Ma dove siete gli altri? Ora che
sono sul sito non vorrei più abbandonarlo, poi vedendo le foto mi sento
quasi una brava podista, quale non sono (GRAZIE Antonio per avere tenuto
il mio passo lento e ogni tanto Jimmy). Ci tenevo ad aggiungere un mio
commento (ora lo posso fare, ho un Mio computer) e a salutare i miei
cari compagni d'avventura augurando loro un ottimo prosieguo della loro
attività podistica. La mia impressione? Fantastico! sin dall'ottima
accoglienza di Ilaria e Orlando a cui giunga un affettuoso abbraccio
(anche alle loro bellissime bimbe), alla loro professionalità, simpatia,
comunicativa. La corsa é già un ottimo amalgama per coloro che
condividono questo hobby, e che amano lo sport, in più praticata in
posti stupendi. Poi voi Ilaria e Orlando riuscite a miscelare insieme
diversi ingredienti e ad ottimi livelli: l'allenamento
(individualizzando per ciascun atleta il suo percorso formativo), le
nozioni teoriche utilissime, con elementi relazionali come la
disponibilità, la simpatia; così l'ambiente diventa familiare, genuino,
divertente. Vi ricordo con tanta simpatia e nel mio piccolo mondo di
piccola podista questa esperienza mi ha arricchito, è indimenticabile. E
pensandola già le mie gambe si muovono più veloci anche se vorrei
apprezzarne una maggiore spinta (si fa quel che si può) e vorrei
faticare di meno,ma -si sa - la corsa aiuta a saper stringere i DENTI
(non fatelo troppo). Arrivederci a presto e a nuovi stage.
Antonella - Isola d'Elba 2004
VAL D’ORCIA SETTEMBRE 2004
Anche questa stagione di stages sta finendo, ma non prima di essermi
recato in Val d’Orcia per uno stage di tre giorni. E’ passato un anno da
quando ho scoperto questo angolo suggestivo, particolarmente indicato
per la corsa perché i colori, i panorami, il silenzio di questi luoghi
conciliano alla riflessione, ed il podista, che nel corso degli
allenamenti è spesso accompagnato dai propri pensieri, vive con maggior
intensità i momenti della corsa. Ritornare quindi in Val d’Orcia, dopo
lo stage del periodo pasquale, è per me occasione di rivivere sensazioni
particolarmente piacevoli.
Arrivo nella conca ai piedi del monte Amiata in un pomeriggio
ventoso, e le nuvole in cielo riflettono la propria ombra sulle colline
arate ormai spoglie, sulle quali rimangono solo i covoni di paglia dei
recenti raccolti. I giochi di colore, caratterizzati dalle varie
tonalità di giallo e marrone, sono particolarmente suggestivi e
l’atmosfera che si vive mette voglia di correre. Durante la ricognizione
dei percorsi da proporre in questo breve stage, incontro anche tre
caprioli che tranquillamente brucano ai margini dei campi arati.
In serata c’è il primo incontro di questo stage
n.76, con i
16 partecipanti, 9 dei quali sono
rifrequentanti (5 addirittura quest’anno). Il Veneto è la regione più
rappresentata, ma ci sono anche tre podisti della Campania ed altri di
varie regioni. Al gruppo si aggiungono anche
Benny, ed Enzo, che per
impegni vari non sono riusciti a raggiungerci il giovedì, e per il test
si aggrega anche Ignazio, che ha già partecipato ad altri stage
di Asiago e, abitando a Chianciano, ne approfitta per fare un test di
verifica.
Il programma di questo breve stage è per forza di cose concentrato,
ed il mattino di venerdì ci rechiamo a
Montepulciano, per sostenere in pista
i test di valutazione. Alessandro M. stabilisce con 22 minuti il
record di durata, e pur essendo un gruppo eterogeneo nei valori,
numerosi sono quelli che avvicinano i 20 minuti. Alcuni rifrequentanti
si migliorano rispetto ai test precedenti, come
Lucia, che non vedo da due anni e
che ha fatto un bel salto di qualità. Franca invece, al suo primo
test, non fa che confermare quanto avevo intuito durante lo stage di
Livigno: molta determinazione e voglia di migliorare. Nel test della
potenza anaerobica a evidenziare il maggior rendimento è Marco,
che percorre i 200 metri in 27”7.
Nel pomeriggio è prevista la plicometria per la determinazione del
peso forma, e con piacere verifico che praticamente tutto il gruppo
rientra nei canoni ideali; ovviamente ciò fa felici un po’ tutti perché
nessuno si sente in colpa ad assaporare senza particolari freni le
gustose portate della cucina toscana, particolarmente saporite. La parte
teorica verte sull’analisi dell’azione meccanica di corsa e nulla di
particolare emerge se non i tipici atteggiamenti di poco controllo del
movimento delle braccia. Sorprendentemente in questo stage ci sono
numerosi casi di corridori (Roberto, Annalisa, Benny,
Gabriele ed e Ivor) che tendono ad avere un atteggiamento di
iperestensione della gamba che avanza, e che determina un’azione
frenata. Nell’appoggio dei piedi quasi tutto nella norma, se non per
Ivano che appoggia i piedi in posizione abdotta, con una parziale
perdita delle forze in fase di spinta. Per Edda da segnalare
solamente la tendenza a correre saltellando un po’ troppo. A tutti ho
suggerito di curare l’azione di corsa svolgendo allunghi tecnici utili
proprio a migliorare l’azione di spinta e di efficacia della falcata.
In serata piove ed il timore è quello di dover rimandare la seduta
di corsa dell’indomani, ma le previsioni inducono ad un certo ottimismo.
Sabato mattina ci svegliamo con il cielo carico di nuvole
dense, ma non piove ed il vento tende a liberare il cielo dai minacciosi
nuvoloni tanto che squarci si sereno si fanno spazio. Ci rechiamo nel
cuore della Val d’Orcia, non prima
di aver fatto pausa per ammirare il suggestivo panorama della strada
della Foce, caratteristica per i
tornanti contornati dai cipressi, e parcheggiamo le auto all’ombra della
plurisecolare quercia. Da qui inizia il giro degli 11 km proposti, lungo
una strada sterrata che si addentra fra le colline alla sommità delle
quali capeggiano paesini caratteristici come
Pienza,
San Quirico d’Orcia,
Radicofani. Fa un po’ più freddo di ieri, anche a causa del
vento, e proprio sulla spinta delle folate, le nuvole corrono veloci in
cielo proiettando le ombre che attraversano rapidamente la campagna. Lo
scenario è molto suggestivo, anche se la campagna è brulla e non si
incrociano altre persone.
Concordo con Benny sul fatto che la Val d’Orcia è affascinante
proprio perché “non c’è nulla”, se non l’essenza della natura. E correre
in silenzio, guardando il paesaggio e non il cronometro, è ciò che
ognuno di noi fa. Gli 11km in programma stanno stretti a molti, e così
alcuni allungano il percorso lungo il greto dell’Orcia, mentre altri
fanno due giri, come Luca,
Roberto, ed Alessandro P.. Edda, Ornella e Vincenzo
arrivano a sfiorare le due ore. Come non approfittare di questi posti e
correre per il semplice piacere di correre?
Nel tardo pomeriggio consegno i risultati del test, e la discussione
verte sulla preparazione in generale.
Domenica mattina per
fortuna il tempo è più clemente. Il sole riscalda ancora, e molti
corrono in pantaloncini corti, canottiera o maglietta nel
Parco di Chianciano. La seduta di
fartlek è portata a termine con determinazione da tutti. Poi a pranzo e
tutti a casa… Questo è stato l’ultimo stage del 2004… Arrivederci
all’anno prossimo, con inizio nel periodo pasquale, proprio qui in Val
d’Orcia.
Orlando
Disponibili
Preparati
Organizzati
Simpatici
Cordiali
Non mi vengono in mente altri aggettivi su
Ilaria ed Orlando.
Unico rammarico : non avere partecipato a
stage precedenti, ma ho tempo per rifarmi.
Un caro saluto a tutti i
partecipanti…purtroppo il tempo limitato a tre giorni ha impedito di
approfondire la conoscenza…mi auguro di incontrarvi a qualche prossimo
stage o in occasione di qualche gara.
Un cordiale arrivederci a tutti.
Roberto – Val d’Orcia settembre 2004
Carissimi Ilaria e Orlando,
di nuovo grazie per questa seconda
esperienza di corsa e amicizia. Nuovi amici, nuovi luoghi da conoscere
e, nonostante gli ancora pochi km percorsi, una sempre crescente
consapevolezza delle potenzialità fisiche e mentali che la corsa ti da
modo di apprezzare. Che dire, alla prossima, anche se spero di rivedervi
prima di un prossimo possibile stage. Un abbraccio grande
Ornella – Val d’Orcia settembre 2004
Carissimi Ilaria e Orlando… Tra un po’
finisco il mio turno di lavoro ma ne inizio uno a casa... Volevo
ringraziarvi dei bei giorni trascorsi in quella meravigliosa terra che è
la Toscana… Sono tornata carica di energia e piena di buoni propositi
per correre sempre più forte e divertirmi tanto... Faccio i salti
mortali per riuscire ad allenarmi ma quando infilo le scarpe... Siete
dei veri professionisti... Il tempo è stato poco per formare il gruppo
ma spero di rifare questa esperienza. GRAZIE... Un saluto alle vostre
bimbe… Spero di vedervi presto. Ciao
Annalisa – Val d’Orcia settembre 2004
Salve carissimi,
ho letto i commenti di Orlando circa
l'ultimo stage che ha organizzato in Val d'Orcia e ovviamente anche
quelli di alcuni dei partecipanti.
Giocando, se così si può dire, in casa
vorrei anch'io dire la mia sugli stages. Ho gia partecipato in passato a
cinque settimane di allenamento-vacanza ad Asiago con Orlando ed Ilaria
e devo dire che mi sono trovato benissimo sia con loro che con gli altri
partecipanti,instaurando amicizie che tuttora a distanza di anni sono
vive.
Ad Orlando avevo parlato dei nostri
posti ideali per correre ma lui non li conosceva. Adesso devo dire che
la mia soddisfazione è stata grande nel ritrovare amici nuovi e non, che
hanno fatto rivivere le belle sensazioni dei passati stage però questa
volta veramente a due passi da casa infatti la Val d'Orcia è uno dei
miei percorsi di allenamento preferiti.
Spero che il prossimo anno i
partecipanti siano ancora più numerosi così da far conoscere al "popolo"
dei podisti questo angolo di terra lontano dalla vita frenetica di tutti
i giorni ideale per coltivare il nostro meraviglioso hobby: correre.
Un saluto a tutti
Ignazio – Val d’Orcia settembre 2004
Ho letto con piacere i commenti degli altri
partecipanti allo stage a Chianciano. E' stata per me una piacevolissima
occasione per scoprire la Val d'Orcia e per correre in posti molto
suggestivi e rilassanti. Ringrazio anche Orlando e Ilaria, molto
professionali e disponibili come sempre e spero di vedervi quanto prima
in qualche altro stage.
Saluto tutti i partecipanti con cui
data la brevità dello stage non ho avuto modo di approfondire
l'amicizia, sperando in future occasioni di incontro.
Che dire? sono tornata come mi era
successo due anni fa all'Elba carica di energia e di voglia di faticare
con le mie scarpette...eh eh!
A presto.
Lucia – Val d’Orcia settembre 2004
Caro Orlando, volevo ringraziarti. Ho corso a
Firenze la mia prima maratona seguendo la tua tabella dello stage di
settembre 2004 in 3.37,22. Sono molto soddisfatto e conto di migliorare
sensibilmente, seppur gradualmente,i tempi.Grazie per lo stage, le
tabelle ed i consigli. Al prossimo stage.
Alessandro – Val d’Orcia settembre 2004
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