Sito aggiornato al 17/12/2008
In anteprima la mia introduzione al libro "Correre secondo Orlando Pizzolato"
Allenare mi è sempre
piaciuto quanto correre. La prima volta che ho vinto un premio in
denaro, in occasione di una corsa in salita, ne ho approfittato per
comperare un libro che trattava di metodologia di allenamento, e con i
soldi di un altro premio mi sono abbonato alla rivista Atleticastudi
della Fidal. Ho poi avuto la fortuna di allenarmi e vivere a fianco di
uno dei tecnici fautori della scuola italiana di maratona, il professore
Giampaolo Lenzi. Dopo le mie vittorie alla maratona di New York ho
accompagnato spesso il professore Lenzi nelle riunioni tecniche alle quali
eravamo invitati, ed ho avuto modo di approfondire le mie conoscenze in
materia di metodologia di allenamento. Lenzi ha sempre affermato che il
compito dell’allenatore è di rendere indipendente l’atleta nella scelta
degli allenamenti e nella gestione della preparazione, e quindi non ha
mai lesinato nel trasmettermi informazioni tecniche per ogni allenamento
che svolgevo.
Per me correre non era quindi solo un gesto sportivo, ma anche e
soprattutto l’opportunità di conoscermi meglio, di comprendere come il
mio corpo reagiva a determinate sollecitazioni, e di come la mia mente
affrontava e gestiva gli allenamenti più impegnativi.
In seguito ai miei successi alla maratona di New York sono stato
oggetto della curiosità di tanti podisti amatori, che mi avvicinavano
per avere i più disparati consigli in materia di allenamento,
alimentazione, preparazione mentale ecc. Trasmettere ad altri la mia
esperienza mi entusiasmava, e la passione per la corsa mi ha portato ad
organizzare la mia vita professionale in maniera più coinvolgente,
diventando così punto di riferimento tecnico di molti podisti.
Preparare piani di allenamento personalizzati e gestire gli stage di
allenamento mi ha permesso di entrare in contatto con la filosofia del
podista amatore, che sposa l’ambizione dei miglioramenti cronometrici
con il piacere di correre per divertirsi. Mi sono quindi trovato molto
spesso nella situazione di stilare delle tabelle che non rispettavano la
logica che la metodologia di allenamento avrebbe suggerito, perché
l’atleta, per vari motivi, non poteva allenarsi come io avrei voluto.
Adattare i metodi di allenamento canonici alle esigenze degli atleti
amatori mi ha stimolato a ricercare varie soluzioni tecniche. Il
contatto quotidiano con decine di podisti mi ha portato a mettermi
spesso in discussione perché, nella pratica, le soluzioni teoriche
vengono spesso smentite. Da tanti anni sono quindi stimolato a trovare
la soluzione pratica ideale per consentire al singolo podista di
migliorare nel rispetto delle sue esigenze, che non sono solo sportive
perché devono coniugare aspetti diversi della vita quotidiana come il
lavoro, la famiglia, altri hobby…
In questo libro faccio quindi il punto della situazione riassumendo
le mie esperienze, riportando indicazioni che mi consentono, per
esempio, di valutare la condizione di forma di un corridore senza fargli
affrontare necessariamente una gara. E’ questo il caso del semplicissimo
test dei 7 minuti. Oppure ribadendo l’importanza del test Conconi, una
prova da campo che fornisce molti più dati tecnici che non la semplice
velocità della soglia anaerobica.
In fatto di programmazione dell’allenamento presento alcune
metodologie che possono venire adottate dal podista amatore, come il
metodo piramidale di Lydiard (che ritengo il più consono per strutturare
un completo piano di preparazione) e il metodo di Van Aaken. Ma proprio
per seguire la filosofia del corridore di livello amatoriale che poco si
programma perché gareggia quasi tutte le domeniche, ho ideato anche un
metodo nuovo: l’allenamento modulato. Si tratta di un tipo di
preparazione nel quale le gare sono complementari all’allenamento, ed è
tutto organizzato per mantenere una forma fisica che duri a lungo, come
ogni podista vorrebbe.
Fra i vari argomenti innovativi proposti, risalta anche il
coefficiente di allenabilità, visto che molti amatori, oltre a
desiderare una forma efficiente tutto l’anno, mi chiedono a quali
traguardi cronometrici possono ambire. E conoscendo il livello di
ipermotivazione che li porta ad allenarsi sempre ad impegno prossimo al
massimale, dedico un capitolo alla valutazione del carico e uno al
sovrallenamento.
Nella stesura dei testi ho cercato di essere molto pratico e
diretto, perché vorrei che le indicazioni arrivassero in modo semplice
ed informale, quasi a ricostruire l’atmosfera che si respira nel corso
degli stage che organizzo. Ponendomi al livello dei miei interlocutori
riesco a comprenderne meglio le esigenze, e quindi a proporre le
adeguate soluzioni.
La mia speranza è che tra queste pagine tu possa trovare i segreti
per correre sempre più velocemente divertendoti.
Buona lettura
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