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Orlando Pizzolato Running Blog
Forza Ilaria. La vetta è vicina 24-06-2010
Non sono però ancora in forma: ci mancherebbe che con 40 allenamenti stessi correndo forte. Per tenere ritmi veloci ho ancora parecchio tempo a disposizione.
L’onere della competizione è quindi a carico di Ilaria.
Oggi sta preparando le borse per una trasferta sportiva (!) sulle Alpi. Da mesi ha programmato, assieme ad altri “podisti”, un trail tra alte vette e ghiacciai della Svizzera. Una mezza maratona da correre ai margini del ghiacciaio Aletsch. Uno spettacolo davvero. Ho visto le foto ed il posto è molto suggestivo. Ho visto anche la planimetria della prova. Mica male.
Forza Ilaria. Ti aspetto ad Asiago.
U2... 23-06-2010
Contiene il doppio DVD del concerto degli U2 a Pasadena. L’ha ordinato Ilaria per me. Sono contento di riceverlo ma preferisco lasciarlo a casa per vederlo ed ascoltarlo con calma. Il concerto è stato girato allo stadio Rose Bowl di Pasadena. Mi viene in mente che proprio lì, un gennaio di una ventina di anni fa, ho vinto una gara denominata proprio Rose Bowl 10km.
Gli U2 è la band che ascolto di più; la mia preferita. Una volta era la voce di Bono ed il suo carisma ad attrarmi maggiormente. Adesso invece è la chitarra di The Edge a farmi ascoltare vecchi brani con un’attenzione particolare.
Le canzoni della band irlandese mi fanno spesso compagnia durante la giornata. Non ascolto invece alcun tipo di musica quando corro.
Ricordo però che in occasione di una trasferta in Brasile, per la corrida del 31 dicembre a San Paolo, sono andato due volte al cinema a vedere/ascoltare il concerto Rattle and Hum. Nella megalopoli brasiliana ho trascorso solo due – tre giorni, e nell’attesa della gara non sapevo cosa fare. Non avevo voglia di girare sia per non stancarmi, sia perché è una città caotica e molto inquinata. In un cinema vicino all’hotel, oltre a film in lingua portoghese, per me incomprensibile, era programmato proprio il video del concerto degli U2, e così sono andato a vederlo un paio di volte. Anche il giorno della gara: visto che la competizione era in programma poco prima della mezzanotte, la giornata era molto lunga da far trascorrere.
La prima volta che ho sentito suonare gli U2 è stato nel 1984, l’anno dei famosi brani “With or without you” e di “Where the streets have no name”. Ascoltavo i brani del disco “The Joshua tree” proprio mentre in auto attraversavo il deserto del Mojave. L’ambiente circostante era proprio quello delle atmosfere dei brani che ascoltavo.
Ogni volta che ascolto quei brani ho ancora vive le sensazioni di corse in mezzo al deserto, quando uscivo al mattino presto dal motel per correre su strade polverose, che tracciavano il confine tra una terra infinita ed un cielo profondo. In mezzo solo io e qualche cactus.
25esima ora... 20-06-2010
Per sfruttare al massimo il tempo che ho a disposizione, che mi sembra sempre poco, i sogni che faccio sono a puntate.
Allenarsi in estate in una zona di mare non è certo agevole: il clima condiziona parecchio il rendimento. Inoltre, fatica e disagio aumentano in proporzione al crescere della temperatura. Uno stage di corsa al mare richiede quindi adattamenti, ed anche qualche sacrificio. La scorsa settimana ho passato bei momenti in compagnia di un gruppo affiatato e motivato di podisti, desideroso di allenarsi. Per contenere i disagi dell’afa avevamo programmato le uscite prima delle sette del mattino, quando la temperatura era prossima ai 20°. Avevamo però l’appuntamento un po’ prima, perché sottoponevo i podisti a misurazioni angolari che devono essere fatte con muscoli “freddi”. Per le 6.30 dovevo però essere già pronto e ciò includeva anche la mia seduta di allenamento. Se è vero che mi piace correre il mattino presto e non mi pesa (più di tanto) una sveglia precoce, per tutta la settimana Ilaria ed io scendevamo la scalinata dell’hotel alle 5.15. A quell’ora il portiere dell’albergo dormiva (seduto) e quando ci sentiva arrivare impiegava sempre qualche decina di secondi prima di attivarsi ed aprirci la porta.
E’ stata quindi una settimana impegnativa, sia per gli allenamenti svolti, sia per essermi svegliato sempre prima delle 5. A quell’ora, per quanto si sia abituati a correre di mattino presto, le gambe erano pesanti come il piombo: la falcata era sempre molto corta e i piedi battevano rumorosamente sull’asfalto. E quando ho svolto allenamenti tirati (due sedute di variazioni ed una di medio) durante i quali faticavo davvero parecchio, mi sono auto rincuorato pensando che alle cinque e tre quarti non c’erano tanti altri podisti che in Italia stavano facendo le ripetute. Però, con l’intento di far stare tutte le mie attività in una giornata che dura sempre 24 ore, ho dovuto inserire un’ora supplementare, togliendola al sonno. Dopo alcuni giorni di sveglia così precoce ci si rende conto che dormire poco non è una scelta adeguata. La stanchezza ti accompagna per tutto il giorno ed appena si socchiudono gli occhi, si perde rapidamente la lucidità; ci si ritrova a sognare in pochissimi secondi.
La sera, quindi, chiudere i balconi nonostante il cielo fosse ancora un po’ illuminato è stata una scelta obbligata. Nonostante ciò, quando aprivo gli occhi e di lì a poco allacciavo le scarpette, mi sembrava di essermi appena addormentato.
Che fatica correre ma... 11-06-2010
I due ultimi libri che ho letto avevano come argomento il podismo. Non mi stimola tanto leggere della corsa ma a volte lo faccio anche per … dovere, con la speranza di trovare però una bella storia, che mi appassioni, stimoli, coinvolga.
Ieri sera ho terminato “Ultra marathon men”, il testo che racchiude alcune esperienze podistiche di Dean Karnazes. Era da un paio d’anni che avevo appoggiato questo testo sullo scaffale della raccolta dei miei libri, ma non trovavo motivazioni sufficienti per affrontarne la lettura fino ad una decina di giorni fa. Nella scelta ha probabilmente influito la mia presenza al Passatore, e per entrare in sintonia con l’atmosfera di questa lunga prova ho cercato riferimenti nelle note scritte dal famoso corridore statunitense. Le prime pagine sono praticamente sempre le più incisive perché l’autore cerca di catturare l’attenzione, ed in effetti un po’ di coinvolgimento l’avevo avvertito. Più procedevo nella lettura e più Dean raccontava delle sue imprese podistiche, e io mi sentivo sempre meno coinvolto in queste sue prove estenuanti.
Senza dubbio per ogni podista la corsa è un modo per misurare i propri limiti, e quindi mettersi alla prova attraverso varie sfide. Le prove che ha affrontato D.K. mi sembrano cose di altri mondi, fuori dalla realtà. D’accordo che correre è fatica, disagio e spesso anche sofferenza, ma tra le note di Karnazes spesso mi sembrava di leggere le situazioni che potrebbe aver affrontato un martire. Secondo questo podista il corpo deve essere sottoposto al volere della mente, ma tra le righe ho percepito le sue come “imprese” da testardi. Un conto è correre, ed anche tanto, ma un conto è procede trascinandosi. Non trovo nulla di atletico e di sportivo nell’affrontare prove fisiche estreme, dove si può anche perdere il senso della misura. Anche sul piano alimentare.
Arrivare in fondo è stata dura anche per me!
Doppio medio 09-06-2010
In questi giorni sono davvero contento di correre perché avverto la piacevole sensazione di fare progressi. Dopo che nella scorsa settimana ho corso sei volte su sette giorni e con un paio di sedute in cui ho spinto un po’, ieri ed oggi ho forzato ancora.
Ieri ho sostenuto una corsa media di mezz’ora. Tutto bene per metà allenamento, ma nei minuti successivi ho gradatamente perso efficienza: pur correndo alla stessa andatura l’impegno organico è aumentato sempre di più, evidenziato da una costante crescita della frequenza cardiaca, così come la pesantezza muscolare. Allo scoccare della mezz’ora ho mollato e mi sono rilassato perché sentivo davvero il cuore in gola. Il battito è sceso rapidamente. Ho percorso un paio di chilometri di defaticamento per rientrare a casa con la sola salita finale di 300 metri ad alterare la sensazione di gambe toniche. Mi è bastato davvero poco per recuperare lo sforzo, tanto da pensare che nella corsa media avrei potuto fare di più, probabilmente proseguire per alcuni minuti ancora. Nel corso della giornata non ho mai avvertito la sensazione di gambe pesanti e muscoli indolenziti.
Tra i pensieri di ieri sera mi balenava l’idea di rifare un medio e questa mattina, con l’aria che pizzicava un po’ sulla pelle, mi sono cimentato con un'altra seduta di corsa media. Le sensazioni odierne erano analoghe a quelle di ieri, ma la convinzione di fare meglio mi ha spinto a correre concentrato tanto che ho controllato il cronometro quando erano passati 38 minuti dalla partenza. Non mi aspettavo che il tempo fosse trascorso rapidamente, o meglio, non ho mai avvertito la sensazione di correre ad un certo impegno e quindi desideroso di terminare la seduta. E’ stato gratificante percorrere i due minuti finali. Avrei anche potuto correre un po’ di più ma ho pensato di tenermi questa carica per il fine settimana.
En plein 07-06-2010
Anche se non riposo proprio bene, più di tanto non ho voglia di restare a letto. Anzi. Da un paio di settimane ho particolare voglia di mettere le scarpe e andare a correre. Avverto dentro di me la sensazione di euforia per questo gesto che, anche se faccio da tanti anni, è sempre stimolante. L’infortunio che avevo sembra essersi completamente dissolto: riesco a correre senza il pensiero orientato ad ascoltare tracce di eventuali tensioni.
La concentrazione che ho in corsa, a parte verso il piacere di correre immerso nella quiete del mattino e nei profumi dei campi, è solo per lo sforzo che sostengo. La fatica che avverto è abbastanza rilevante, ma non è un elemento che mi limita negli allenamenti. Anzi. L’euforia di correre senza disagi mi ha portato a fare di più rispetto ai miei programmi: testata la possibilità di svolgere due uscite consecutive, non mi sono posto limiti. Sono arrivato a ben sei allenamenti senza interruzione, ignorando ogni disagio muscolare. Al mattino mi alzavo con le gambe appena indolenzite. Il tempo di percorrere alcune centinaia di metri che i gemelli mi dolevano come se la seduta del giorno prima l’avessi finita da un’ora.
Correre con gambe stanche e doloranti non mi ha frenato. Pur attento ad eventuali indizi di dolori strutturali, mi sono allenato con polpacci che a fine seduta erano duri come il cemento. Anche con lo stretching faticavo ad allentarli un po’. Ma che soddisfazione correre per un’ora e mezza pensando che tre settimana fa ero in grado di correre solo per tre decine di minuti.
Corsa e passeggiata in montagna 03-06-2010
Quando ero bambino e ricevevo un regalo tanto desiderato, ogni giorno mi alzavo bramoso per poterci giocare. Dopo alcuni mesi di forzato riposo e tre settimane che riesco a correre senza alcun risentimento, la mattina mi alzo con la voglia di allenarmi. L’unico disagio che avverto è il mal di gambe: ho i muscoli particolarmente indolenziti, un giorno perché ho forzato, il giorno successivo per le conseguenze delle sollecitazioni. Mi disturbano poco questi disagi perché mi rendo conto che di settimana in settimana riesco a sostenere un carico sempre maggiore e mi sembra anche che il rendimento sia migliore.
Mi rendo conto che qualche volta dovrei concedermi un giorno di riposo, ma sono condizionato dal fatto che nell’ultima parte della seduta i muscoli sono meno indolenziti rispetto a quando sono partito. Da una settimana riesco ad alternare un allenamento spinto, con un carico proporzionato al mio attuale stato di efficienza, ad una seduta rigenerante. Ieri però, dopo una seduta intervallata nella quale ho inserito una dozzina di stimoli di 100 passi svelti, nella mattinata sono anche andato a fare una camminata in montagna. E’ stata una tranquilla passeggiata, come doveva essere perché ero accompagnato anche dalla figlia più piccola, brava camminatrice ma comunque con limitata autonomia.
Al termine della piacevole gita sono arrivato all’auto con le gambe particolarmente indolenzite, che mi hanno accompagnato per tutta la giornata. Un po’ di sollievo me l’ha dato il rilassamento fatto con l’elettrostimolatore, ma nella seduta tranquilla di questa mattina, nella prima parte ho corso con i muscoli di marmo, come avessi fatto una gara e non una tranquilla camminata domenicale combinata ad un allenamento proprio di livello amatoriale.
Sono però contento di avvertire quel piacevole mal di gambe perché sento che è quello che mi fa migliorare.
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