13/11/2012

Pizzowhat di Correre - Numero 337 - Novembre 2012 - Il doping amatoriale? Più stratagemmi che sostanze

PIZZOWHAT
Numero 337
Novembre 2012

Il doping amatoriale? Più stratagemmi che sostanze

Tra le innumerevoli domande che mi vengono poste sistematicamente, ce n’è una a cui non so dare risposta. Non sapendo cosa dire mi salvo con un’ottimistica ipotesi: non credo ci siano podisti amatori che si dopano. Di base non lo penso perché ritengo che non valga proprio la pena ricorrere ad un supporto farmacologico visto che un amatore, quando vince “porta a casa nulla”. Non per questo però giustifico chi lo fa avendo un motivo particolare. In un illecito sportivo ci può essere anche un’attenuante in chi ricorre al doping, considerando che è stimolato non solo dalla notorietà per aver conseguito un importante traguardo, ma perché mosso da motivi economici. Conquistare un titolo, vincere una medaglia, dominare una competizione determina un indotto economico davvero significativo, e la tentazione di arrivare dove le proprie gambe non riescono, è forte. Con una vittoria si può, in effetti, sistemarsi per tutta la vita.
Come riferito, non credo ci siano podisti amatori che potrebbero risultare positivi ad un controllo antidoping. Chi mi chiede se ci siano corridori dilettanti che non si fanno scrupoli ad assumere sostanze illecite non è però del mio parere. I podisti che io frequento sono quelli dei “gel e degli aminoacidi”, più contenti di tagliare il traguardo dopo aver sofferto tanto che delusi per non aver infranto barriere cronometriche. Ci sono però anche podisti ambiziosi, giustamente, di correre sempre più velocemente, e proprio per questo additati con sospetto quando raggiungono rilevanti prestazioni atletiche. Il mondo amatoriale nostrano è molto più in fermento rispetto a quello dei corridori d’elite, e capita spesso di rilevare che qualche podista esordiente, nel giro di pochi mesi, conseguenza consistenti miglioramenti. Chi arriva facilmente ad un risultato fa certo specie, suscita più invidia che ammirazione, soprattutto quando mette i piedi davanti ai propri, e per questo usurpa una sorta di riverenza nei confronti chi corre da tempo, ha faticato parecchio ed ha anche certa esperienza. Proprio questa, se mal interpreta, induce a pensare che non sia possibile arrivare a certi risultati agonistici senza la trafila della meticolosa preparazione. Il sospetto di pratiche illecite induce quindi a dubbi ed illazioni.
Non credo ci siano podisti disposti a vendere l’anima al diavolo per un vincere un salame. In alcuni casi il doping dell’amatore è invece meno sofisticato, più pratico, diretto, spesso fatto male da essere pacchiano. Per un caciocavallo si scantonano le curve, si salta sui marciapiedi, si dimezza l’attraversano delle piazze, si saltano fossati ed altri fantasiosi stratagemmi. Alcune decine di secondi in meno possono fare la differenza nelle dimensioni della mortadella che si porta a casa. Non fanno parte di questa categoria i podisti che si lamentano che il proprio satellitare rileva alla fine della corsa più della distanza dichiarata dagli organizzatori. Non per questo però si deve pensare di farsi giustizia da soli.
Orlando


Commenti


Il Doping esiste
Caro Orlando, mi dispiace contraddirti,ma il Doping nel mondo del podismo amatoriale esiste eccome...ed è molto diffuso.Purtroppo il mondo moderno,con le sue frustrazioni, induce molti amatori, ultimamente in forte cresciuta è la parte femminile, a ricorrere al doping.Medici di famiglia compiacenti e farmacisti assetati di guadagno,non esitano a prestarsi allo spaccio di sostanze " miracolose. Di fondo una mancanza di visibilità e di autocelebrazione che induce persone di tutte le età a cadere nella spirale di una vera dipendenza da farmaci.Tutto questo per tornare a casa con un pacchetto di caffè o una bottiglia d'olio d'oliva o semplicemente per non essere derisi dall'amico.Occorrerebbero controlli veri che nessuno farà mai.Che schifo.
Da Public il 20/10/2013 14:16


Il doping amatoriale? Più stratagemmi che sostanze
Ciao Orlando!,
ed un saluto a tutti i bloggers di questo argomento.
Sono d'accordo con le tue considerazioni, ma sono anche uno di quelli che "sospetta" di certi avversari, anche di età e quindi categorie diverse.
Personalmente mi avvalgo solo dell'integrazione salina a fine allenamento e talvolta di integratori di recupero con BCAA e/o aminoacidi ramificati, (di una SOLA nota marca tra l'altro, facilmente reperibili nei negozi di running)
e non sempre, solo nei giorni dei lavori più importanti a livello muscolare, o a ridosso del periodo pre-gara. A me piace sapere che il piazzamento conquistato, o la prestazione cronometrica, o il premio vinto, sono frutto dei miei sforzi, del sudore e del cuore che ho profuso e profondo ogni giorno a suon di km e km.
Però a "qualcuno" non basta tutto ciò, forse per mancanza di fiducia in se stessi, per scarsezza di volontà nel faticare, per "vincere facile".. senz'altro costoro mancano di PASSONE PURA per questo sport. E qualora barino, passano alla berlina anche perchè
i controlli anti-doping costano mooolto alle organizzazioni degli eventi, perciò
costoro agiranno sempre a danno dello SPORTIVO VERO che esce la mattina alle 5.30 o la sera alle 22.00, con acqua e vento, freddo e neve, caldo e afa, vincendo già lì la sua gara personale.
Un saluto a tutti (gli onesti) e... buone corse
fm.bosco@gmail.com il 28/11/2012 21:24


Il doping amatoriale
Concordo pienamente. E' forse più "invidia" che doping !!! Sulle distanze, se non erro, mi sembra che ci sia scritto anche sul libretto di uso e manutenzione dei dispositivi (nel mio caso Garmin) che l'errore oscilla tra 1 e 2%...(CONDIZIONI METEO INCLUSE)!
datinog@libero.it il 27/11/2012 09:42


Doping e... GPS
Riguardo la distanza della gara, lo sai che a tutti gli strumenti commerciali che usano i satelliti (che sono militari) viene imposta alla fabbricazione una tara del 1%. Pertanto la mezza maratona misurata dal Garmin deve quindi essere: 21,097 + 1% = 21,300km e per la maratona 42,195 + 1% = 42600 metri.
orlando@orlandopizzolato.com il 26/11/2012 13:32


Doping e... GPS
Non mi azzardo a giudicare il mondo dei podisti che conosco troppo marginalmente ma ho parlato con gente che si è "bombata" per vincere tornei di calcetto poco più che oratoriali... per alcuni (e, mi dicono, sono in tanti) l'onore della vittoria a qualunque livello vale, eccome se vale...
GPS: approfitto per chiedere se altri hanno rilevato una distanza nettamente maggiore alla scorsa maratona di Milano (MCM 2012), oltre 700m in più, come ho rilevato personalmente e come ho sentito altri lamentarsi al traguardo. Dubito che per una gara di quel livello ci sia un errore di "progettazione" del percorso ma allora questi GPS quanto valgono?! (il mio è un Garmin Foreruner 310XT)
Da Public il 26/11/2012 11:52


il doping amatoriale? piu' strategie che sostanze
volete sapere dove barano gli amatori? nel numero di allenamenti settimanali!!!!!! Alla domenica mattina prima della gara,corsa,marcia non competitiva, tutti di dicono "eh questa settimana mi sono allenato poco solo 2-3 uscite". Poi scopri che corrono tutti i giorni di nascosto dagli aversari, mogli e fidanzate comprese. Vale anche per le donne eh?!
buone corse a tutti.
denis il 26/11/2012 09:01


gli amatori non si dopano?
Caro Orlando, le tue considerazioni sono giuste e condivisibili però qualche dubbio rimane lo stesso. Non mi riferisco tanto agli strani progressi che molti conseguono perchè, spesso, basta introdurre un po' di tecnica nella propria tabella ed avere dei iglioramenti davvero significativi. Penso ad un dato più oggettivo: la newsletter IAAF riporta in ogni numero l'elenco di chi è stato pizzicato ai controlli antidoping, con la relativa sanzione. Italiani ce ne sono sempre pochissimi ma quei pochi non sono mai atleti d'elite ma quasi sconosciuti. Quindi, evidentemente, qualcuno che frequenta le farmacie più che le piste c'è sempre.
Ciao, Oscar il 26/11/2012 07:53


Il doping amatoriale? Più stratagemmi che sostanze
... ma allora è vero che la distanza dichiarata dagli organizzatori nelle marcette è "dopata" ... grazie Orlando! anche se per il resto sono d'accordo su tutto! :-)
Da Public il 25/11/2012 21:13


doping nel podismo
Vengo da un'esperienza decennale di cilismo amatoriale a discreto livello, dopodichè (toltemi le soddisfazioni agonistiche con diverse vittorie nei campionati italiani a cronometro dei vari enti della consulta), per trovare nuovi stimoli mi sono dedicato alla corsa e qui ho trovato un ambiente, a mio parere più sano, con connotati di genuinità e minore esasperazione agonistica; un ambiente dove non ravvedo le altalenanti prestazioni che notavo nel mondo cicloamatoriale (indice di sospettose pratiche illecite)...Potrebbe esserci una spiegazione tecnica, in quanto la corsa si presta meno del ciclismo al doping per via di componenti non migliorabili con le sostanze vietate (elasicità muscolare, coordinazione, postura, reattività dei piedi, etc.), mentre la bicicletta richiede quasi esclusivamente doti atletiche, questi si migliorabili con la chimica...Oltre a ciò, sarebbe bello pensare che il mondo del podismo abbia in se un patrimonio di valori migliore rispetto al ciclismo...
pierpaolo.senni@libero.it il 22/11/2012 17:16