15/02/2013

Pizzowhat di Correre - Numero 340 - Febbraio 2013 - Ancora su New York 2012

PIZZOWHAT
Numero 340
Febbraio 2013

Ancora su New York 2012


Caro Orlando,

pare che con l’accordo raggiunto per il rimborso del pettorale, i nostri colleghi maratoneti newyorkesi abbiano trovato pace.
Per me che appartengo alla vasta schiera (maggioranza silenziosa) di coloro che questa trasferta non si possono permettere, comincia il ritorno alla normalità. Finalmente, per un po’ di tempo, non si parlerà più di maratona di New York.
Lo so che lo dicono in tanti e che forse non ha senso scriverlo a te che sei anche un accompagnatore di maratoneti nella Grande Mela, ma tutto sommato tu rimani il principale responsabile della passione italiana per la maratona, con le tue due vittorie ottenute (accidenti) proprio a New York!
Non se ne può più, davvero, di essere corridore da una vita e di scoprire che la televisione si accorge di noi runner solo quando c’è la maratona di New York, così che nel giro dei propri amici, ognuno di noi scopre che se non ha fatto quella gara viene visto come un “pirla”.
Per non parlare di quelli che fanno solo quella corsa ma mamma mia quanto ne sanno, quanto parlano, quanto scrivono…

Scusa lo sfogo.

Antonello Veronesi - Urbino



New York ha le spalle forti, ed anche in tempo di crisi se la passa meglio di tanti altri. Non mi riferisco alla maratona, sebbene la ING NYCM sia la più partecipata oltre che la più richiesta, ma al fatto che negli ultimi anni la sola NYC ha avuto un PIL superiore a tanti stati americani, tanto da piazzarsi sempre nei primi dieci.
New York ha di più di tutte le altre città, tanto da essere denominata la capitale del mondo. Dei cinque posti più visitati annualmente al mondo, i primi due sono proprio nella Grande Mela: Time Square e Central Park, con oltre 38 milioni di presenze. Tutti ci vogliono andare.
Sul piano podistico offre molto più di quanto sono in grado di dare altre manifestazioni. Gli organizzatori sanno bene cosa vogliono i corridori, e nella Grande Mela sono davvero abili a ricreare la disneyland del podista. La stessa abilità non l’ho trovata in altre maratone popolari. Né a Parigi, né a Berlino, né a Londra per indicare le più note, gli organizzatori - seppur bravi professionisti - non sono abili ad attrarre i podisti. La vigilia puoi camminare per Londra e notare che nulla rileva che il giorno dopo in trentacinquemila passeranno di corsa per quelle strade. Anche Parigi vive la vigilia della maratona con noncuranza. Solo a Berlino si può respirare aria di sport perché le strade sono già chiuse per il transito dei maratoneti sui pattini.
E’ quindi inevitabile che il podista, come il bambino che ha fatto la gita e Disneyland, ti racconti che non ci sia un posto dove la corsa ha la stessa valenza. Ed è così, come evidenziato dal numero dei partecipanti. E’ vero che lo scorso anno gli italiani iscritti erano quasi mille in meno rispetto ad altre volte, ma è anche vero che i francesi - loro stessi molto condizionati dalla crisi economica - sono tornati ai grandi numeri (3600) quando due anni fa erano oltre mille di meno.
Per come la si voglia vedere, la maratona a NY è sempre … la più!
A mio parere ci sono altre maratone belle, emozionanti e stimolanti come quella di NY, in primis Boston, e non mi spiego perché solo pochissimi italiani ci vanno. Ovviamente non è la corsa della Grande Mela, con oltre due milioni di podisti che applaudono lungo le strade. Quale altra maratona ha così tanto pubblico? E cosa cerca il podista quando è sotto sforzo se non l’incitamento ed il riconoscimento? E’ inevitabile quindi che chi non l’ha mai corsa si faccia contagiare dall’entusiasmo del racconto di chi l’ha appena fatta, ed il passa parola ha il potere di diffondere l’entusiasmo tanto che sono oltre centocinquantamila le richieste di partecipazione.
E’ vero che di questa corsa se ne parla sempre molto, tanto da stufare fino alla nausea, ma quale bambino non desidera fare un viaggio a Disneyland e magari tornarci? Nonostante le file che si fanno per salire su un’attrazione, (anche un’ora e mezza), i parchi disenyani sono sempre molto richiesti; dei quindici posti più visitati al mondo, otto sono della nota azienda americana!
Hai comunque ragione: di questa maratona se ne parla anche troppo. Ma se la ING NYCM fosse quotata in borsa, io le azioni le acquisterei, come da anni ho quelle della Disney.
Il divertimento, come noti, è sempre fonte di grande interesse, che non si può annullare.

Orlando