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    <title>Orlando Pizzolato Running Blog</title>
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    <description>Allenamento e corsa. Per tutti quelli che amano correre</description>
    <language>it-it</language>
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    <lastBuildDate>Sun, 05 Feb 2012 05:00:00 +0100</lastBuildDate>
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      <title>BRRRRRRRRRRRR  04-02-2012</title>
      <description><![CDATA[<div class="imgleft"><img src="/it/F1692a04c0e174c50743a6b0b2261c6f9" alt="&nbsp;" title="&nbsp;"></div>
Proprio non mi piace correre con il caldo, ed il miglior rendimento lo avverto quando il termometro segna 5°. Tuttavia, le gare più importanti della mia carriera le ho vinte quando faceva tanto caldo. C&#8217;era l&#8217;estate indiana quando vinsi New York nel &#8217;84. Afa il giorno della maratona delle Universiadi a Kobe. In Martinica ho battuto Cova e Prianon in una mezza maratona, recuperando un distacco di oltre 2&#8217; al 10° chilometro.<br>
Poiché il caldo mi faceva paura, partivo sotto ritmo per non scoppiare e alla fine, pur soffrendo sempre tanto, avevo la soddisfazione di tagliare il traguardo per primo.<br>
In questi giorni sono però in crisi anch&#8217;io. Se fino a &#8211;3° tolgo i guanti e rimbocco le maniche al gomito dalla metà della seduta, adesso che l&#8217;aria stuzzica fino al dolore il naso, la gola e gli occhi, a correre mi diverto poco. E siccome in questo periodo esco a correre solo perché mi piace, mi chiedo fino a dove devo arrivare per mantenere il piacere della corsa.<br>
Non sarebbe la prima volta che corro con il freddo. Il record di freddo l&#8217;ho affrontato in Engadina. Durante la giornata facevo sci da fondo e quindi andavo a correre il mattino presto. Una domenica però era così freddo che sono andato ad allenarmi dopo la messa. Ho iniziato a correre con &#8211;22°! E caricato da una giornata stupenda, con un cielo profondamente limpido da arrivare ai pianeti più lontani della galassia, sono tornato che il termometro segnava &#8211;21! Freddo, ma non freddissimo e neppure problemi a correre nei sentieri battuti dei boschi. Sembrava però di correre su strada asfaltata.<br>
Il peggio l&#8217;ho incontrato però ad Alamosa, in Colorado. In motel c&#8217;ero arrivato la sera prima con tanta apprensione per aver guidato con un&#8217;automobile inadeguata in mezzo ad una bufera, con tanto vento ed un po&#8217; di neve, neppure tanta da farmi desistere dall&#8217;andare a correre. L&#8217;indomani, con il cielo che apparteneva ancora alla notte, mi sono proiettato con decisione oltre le porte girevoli del motel, e con altrettanta fermezza ho imboccato un&#8217;anonima strada che andava non so da che parte, ma di certo s&#8217;infilava in un vero deserto, reso ancora più desolato dal buio e inospitale dal freddo. Tanto freddo che il naso mi faceva male e gli occhi erano gonfi. Tre minuti dopo ero già nella hall. La mia gran volontà aveva ceduto. Non so quanto freddo facesse, ma quando sono andato a correre a mezzogiorno, nel parco Great Sand Dunes, credevo di essere un fantasma: bianco dal gelo e senza che i miei piedi lasciassero alcuna impronta sulla sabbia. Tutto era di ghiaccio.<br>]]></description>
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      <pubDate>Sat, 04 Feb 2012 12:57:08 GMT</pubDate>
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      <title>L'ultima sfida  30-01-2012</title>
      <description><![CDATA[<div class="imgleft"><img src="/it/Fabbf00e5ee26266ae507dae847948919" alt="&nbsp;" title="&nbsp;"></div>
Mancando delle motivazioni che mi mettano alla prova come podista, l&#8217;attuale obiettivo che mi sono posto è perdere peso. Nelle ferie, coincise con il periodo delle feste, sono aumentato di due chili. Non sono stati i cosiddetti cenoni di quei giorni, abilmente scantonati tanto che non ho mai mangiato né una fetta di panettone né bevuto un bicchiere di spumante, a farmi aumentare di peso. Non ho neppure approfittato della formula &#8220;all inclusive&#8221; per saccheggiare i tavoli dei buffet. L&#8217;aumento del peso è certamente dovuto ad un maggior aumento delle calorie, in gran parte da imputare alle colazioni. I succhi, le brioches, lo yogurt con il cioccolato fuso erano ben altre cose rispetto alle due fette di pane con marmellata e ai 150 grammi di yogurt che consumo a casa. I pranzi delle ferie erano tutto sommato come quelli di casa - verdure varie, ma con quella fettina di pizza bianca apportatrice di qualche decina di calorie &#8211; e le cene piuttosto contenute.<br>
All&#8217;aumento del peso ha contribuito anche il calo dell&#8217;attività fisica. Un polpaccio intasato da tensioni che si scaricavano sul tendine d&#8217;Achille mi ha limitato nelle uscite podistiche, una ogni 3-4 giorni. Anche se ho camminato spesso, a passo quasi da marciatore, non penso di averne consumate tante di calorie.<br>
Non serviva la bilancia per verificare l&#8217;aumento di peso. Mi sentivo addosso la sensazione di essermi allargato, peraltro confermata dai disagi di tornare a rientrare nei miei panni, quelli invernali, fatti di tessuti meno elastici rispetto a quelli estivi, e quindi meno accomodanti nell&#8217;aderire alle forme. L&#8217;onore personale, incalzato dalla voce della coscienza, ha quindi reagito. Dopo due giorni di riadattamento in seguito al trambusto del viaggiare, in cui fuso orario, poco sonno, appetito alterato hanno modificato le sensazioni generali, ho accettato la sfida che mi sono proposto.<br>
A due settimane dal rientro e dall&#8217;inizio del controllo calorico, ho raggiunto il primo obiettivo: tornare al peso di quando ero partito. Non ho seguito una dieta; non l&#8217;ho mai fatto quando poteva forse essere importante, non lo faccio ora che non serve. Ho fatto solo qualche rinuncia, sfrondando un po&#8217; di ciò che mangio. Tolto un filo di zucchero al caffè, un po&#8217; di pane in meno, porzione limate sulle portate. Sono stato bravo nel mio punto debole: i dolci. Non ho rinunciato né ai biscotti né alla cioccolata. Ci mancherebbe! Invece di mettermi davanti al televisore con il pacchetto di dolci e rischiare di grattare sul fondo, dalla credenza ne prelevavo alcuni e me li portavo sul divano. Con quella limitata disponibilità di calorie ad appagare la golosità, ho agito sul piano psicologico: procrastinavo il momento di addentarli. La voglia così aumentava e quando decidevo di soddisfarla procedevo con calma. Piccoli morsi, quasi assaggi, allungando il tempo di permanenza in bocca ed ampliandone il sapore. Nessun disagio, niente sofferenze da astinenza. Certo, all&#8217;inizio mi veniva voglia di alzarmi, andare alla credenza e prenderne altri, ma ho resistito.<br>
Raggiunto l&#8217;obiettivo dei 72 chili, la soddisfazione di mettermi ancora alla prova non è più rivolta al calo di peso, ma al controllo che ho su ciò che mangio, ed ora che sono arrivato a padroneggiare la situazione mi sono imposto di perdere un altro paio di chili.<br>
Pesare di meno non ha finalità sportive, e quindi non ricerco il diretto miglioramento prestativo. Calare è solo un modo per dimostrare che se voglio, posso. Proprio una sfida.<br>]]></description>
      <link>http://www.orlandopizzolato.com/it/1049/L_ultima_sfida__30-01-2012.html</link>
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      <pubDate>Mon, 30 Jan 2012 10:45:33 GMT</pubDate>
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      <title>Non ci penso  23-01-2012</title>
      <description><![CDATA[<div class="imgleft"><img src="/it/F540aff73ceec2bd3495a3eb1cae6ff8c" alt="&nbsp;" title="&nbsp;"></div>
Si afferma spesso che quando si fa una cosa, se la si vuol fare bene, è necessario pensarci. Quando si fa una corsa, molti podisti invece non pensano a correre. Molto spesso la testa è in tutt&#8217;altro posto rispetto al corpo, forse anche in un&#8217;altra dimensione visto che i podisti affermano che la percezione del tempo è alterata. Mettersi in moto alla fine di una giornata di lavoro ha gli stessi effetti di una doccia: rilassante ed anche corroborante. Il sangue tra i muscoli scorre come l&#8217;acqua sulla pelle ed ogni incrostazione della giornata si dissolve, mentre l&#8217;adrenalina sui neuroni ha gli stessi effetti delle bolle del bagnoschiuma. Tutto passa e nulla resta se non il piacere di aver dedicato un po&#8217; di tempo a sé stessi.<br>
Da qualche tempo anch&#8217;io corro senza pensare a correre. Ricordo con tanto piacere quelle stupende uscite fatte per sciogliere i muscoli intasati dall&#8217;acido lattico per la tirata del giorno prima. In quelle rilassanti uscite, necessarie per rigenerare il corpo, era come correre in un&#8217;altra dimensione, opposta allo sforzo del giorno precedente. Quindi niente cronometro, né cardio, niente chilometri, né satellitari ma solo corsa in scioltezza, possibilmente su fondo morbido e quindi in mezzo alla natura.<br>
Nelle mie uscite podistiche ora c&#8217;è essenzialmente la consapevolezza di correre per la salute ed ovviamente perché mi piace, oltre ad essere un appuntamento normale della mia vita.<br>
Non riesco a farlo come un anno fa, quando partivo avendo già pianificato un po&#8217; tutto perché l&#8217;obiettivo era un traguardo da raggiungere. All&#8217;orizzonte per ora non ci sono mete da raggiungere e quindi non mi devo allenare. Corro per correre ed anche per pensare. Penso a tante cose, che ho fatto, che farò di lì a poco visto che mi alleno il mattino presto, e che potrei fare in futuro. Potrei essere un Benjiamin Button del podismo: mano a mano che passano gli anni di carriera, e quest&#8217;anno sono quaranta, riscopro sensazioni basilari della corsa. Beh, non sono gioioso come le prime uscite che affrontavo da ragazzino in vista dei Giochi della Gioventù, ma corro perché mi piace.<br>
E sto aspettando che l&#8217;alba arrivi prima per tornare a calpestare sentieri, per sentire la corsa ancora più spontanea.<br>]]></description>
      <link>http://www.orlandopizzolato.com/it/1048/Non_ci_penso__23-01-2012.html</link>
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      <pubDate>Mon, 23 Jan 2012 10:34:05 GMT</pubDate>
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      <title>Un diverso punto di vista  09-01-2012</title>
      <description><![CDATA[<div class="imgleft"><img src="/it/Fb598412addf8c806a441a6e3d74dfb13" alt="&nbsp;" title="&nbsp;"></div>
Capita ogni giorno di vedermi allo specchio anche se spesso non mi guardo. E&#8217; come se non avessi la necessità di osservami, tanto così sono e tale rimango. Ah, ovviamente non mi riferisco all&#8217;aspetto fisico. Da questo punto vista non ho davvero alcuna necessità di guardarmi, se non occasionalmente come quando mi rado. Per il resto, ciò che dovrei vedere allo specchio è la figura che di me già conosco per quel senso particolare di percezione propriocettiva. E&#8217; un po&#8217; come quando ti soffermi per caso a vedere il posto dove abiti, nel quale trascorri ore piene di vita. Cogliendolo da una prospettiva differente dal solito colpo d&#8217;occhio, per esempio distesi sul divano, sembra di vedere angoli non famigliari che pare di non conoscere e nei quali ci si sente stranieri.<br>
Le recenti vacanze sono state l&#8217;occasione di guardarmi fuori dalla dimensione di un ritmo cadenzato, non condizionato quindi dalla quotidianità. Ci si sente un&#8217;altra persona, senza il carico delle cose da fare, e per questo le giornate sembrano più grandi da riempire. E&#8217; vero che non devono necessariamente essere riempite, ma per me il riposo non è sinonimo di ozio. In vacanza finalmente si legge, si ascolta musica, si scrive, si fanno altre cose leggere, frivole, probabilmente nulla di diverso rispetto a casa ma senza orologio e quindi con più tempo. In vacanza si può quindi fare di più, dedicando maggior attenzione alle cose relegate sempre ai ritagli.<br>
Con più tempo a disposizione non ho però approfittato per correre di più; paradossalmente ho fatto di meno, prediligendo le camminate di buon ora, e limitando le sedute podistiche alle solite poche decine di minuti.<br>
<br>
In vacanza si sta bene per il differente passo che si tiene; sarebbe bello starci più a lungo e mi sarebbe piaciuto partire pensando di essermi stufato. Non ho ancora lasciato un posto affermando di essermi stancato di starci.<br>
Mi piacerebbe continuare ad avere anche a casa quel senso di distacco dalle circostanze meno importanti che non mi sono portato in valigia quando sono partito e delle quali non ho proprio sentito la mancanza. Non ho mai usato il telefono, il computer e mai guardato la televisione, ed altre cose che a casa sono lì a portata di mano, e spesso per questo anche poco significanti.<br>
<br>
Appena varcata la soglia di casa ho ritrovato per fortuna tutto con lo stesso ordine. Le cose sono rimaste come le ho lasciate. Loro ovviamente non cambiano.<br>
Spero però di ricordarmi di osservarle ogni tanto da una prospettiva diversa, non sottosopra perché non posso cambiare la mia vita, ma viverle con un altro passo, non al ritmo da passeggiata e nemmeno di buon cammino, ma nemmeno sempre di corsa e a testa bassa. Dovrei guardarmi quindi allo specchio, ed osservarmi.<br>]]></description>
      <link>http://www.orlandopizzolato.com/it/1045/Un_diverso_punto_di_vista__09-01-2012.html</link>
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      <pubDate>Mon, 09 Jan 2012 11:06:25 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Auguri 2012  - Spero non l'abbiano spostata 20-12-2011</title>
      <description><![CDATA[<div class="imgleft"><img src="/it/Ffdbb77239b1de3f221c3001a0c36fb99" alt="&nbsp;" title="&nbsp;"></div>
E&#8217; una cascata di fogli di cartone, lunga quasi un metro ed appesa con un nastro alla libreria. Un reticolo di righe tracciate a mano nelle quali mia figlia ha scritto tanti numeri, neri e rossi.<br>
E&#8217; il mio calendario di lavoro, senza santi ma con tanti luoghi, quelli delle gare del 2012. Mi è molto utile buttare l&#8217;occhio sui dodici mesi dell&#8217;anno e individuare subito il giorno di una certa gara, sebbene nella mia testa siano impresse già tante date e tante corse.<br>
Giorno dopo giorno barro il quadratino con una crocetta, ma spesso lo trovo già fatto perché mia figlia mi anticipa spesso. Nell&#8217;ultimo foglio c&#8217;è una sola casella libera, quella del 20 dicembre, perché poi l&#8217;anno è per me finito e inizieranno le ferie. Staccherò l&#8217;ultimo foglio e lascerò appeso il 2012, vergine.<br>
Ho trascorso il 2011 come fosse una seduta di progressione: calmo fino a marzo, forse per effetto delle lunghe giornate invernali, una primavera in accelerazione fino all&#8217;inizio degli stages, con l&#8217;estate trascorsa a testa bassa e senza poter pensare al tempo. Da settembre ho fatto caso solo alle settimane perché i giorni non riuscivo proprio a contarli.<br>
Un anno con alcune soddisfazioni (non solo queste ovviamente), ma non ricordando gli aspetti meno positivi, probabilmente non erano così particolari. Non sono tante le soddisfazioni, certamente un paio, perché alla mia età si presta attenzione essenzialmente alle cose solide, importanti anche se non evidenti e tangibili, quelle che fanno emozionare.<br>
Ho ritrovato un amico, nel senso che so essere presente anche quando non c&#8217;è, perché è una sorta di marziano: non vive con le dimensioni dei normali e quindi lo accetto per com&#8217;è.<br>
Ho &#8220;festeggiato&#8221; le nozze d&#8217;argento: una settimana senza lavoro (meno male) e senza figlie (altrettanto positivo).<br>
Tutto qua. Ah, ho corso anche una maratona, l&#8217;unico evento podistico dell&#8217;anno.<br>
C&#8217;è tanto altro che riempie la mia quotidianità, altrimenti le giornate non passerebbero senza che me ne accorgessi, ma si tratta di routine.<br>
Adesso non ho voglia d&#8217;impiegare del tempo a programmare il 2012, sia perché penso ad altro, sia perché sarà la fotocopia di quello che l&#8217;ha preceduto.<br>
Spero solo di non marcare le caselle con la stessa velocità dei mesi scorsi. Spero di avere sempre l&#8217;amico e conoscerlo finalmente (non ci siamo mai visti, anche se nei giorni scorsi c&#8217;è mancato poco, ma il suo capo non ci ha dato il tempo, nemmeno per un saluto) e di disporre ancora della pazienza di Ilaria e della sua energia che fa ridere me, le figlie e mette in subbuglio il cane, specialmente quando si mette a parlare come solo lei sa fare (e lo ha appena fatto senza accorgersene).<br>
Per ora non programmo altro. Domani chiuderò l&#8217;ufficio e tornerò al solito posto.<br>
E spero che nessuno l&#8217;abbia spostata, la mia sedia.
<br>
Orlando]]></description>
      <link>http://www.orlandopizzolato.com/it/1043/Auguri_2012__-_Spero_non_l_abbiano_spostata_20-12-2011.html</link>
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      <pubDate>Sat, 17 Dec 2011 12:04:08 GMT</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Probabilmente l'ultima   05-12-2011</title>
      <description><![CDATA[<div class="imgleft"><img src="/it/F49ffa55081f0ba946ccd8e89c4e2961e" alt="&nbsp;" title="&nbsp;"></div>

La crisi economica mondiale è l&#8217;argomento che in proporzione occupa più spazio nei giornali e in televisione, e l&#8217;incertezza del futuro si diffonde un po&#8217; in tutte le persone. Per tanti, come emerge anche dalla manovra proposta dal Presidente del Consiglio Monti, sarà un periodo di sacrifici che porterà molto probabilmente ad un periodo caratterizzato dalla maggior attenzione alle spese. Tale prospettiva condizionerà i singoli individui, le famiglie, le aziende e tant&#8217;altro.<br>
Con un futuro incerto meglio essere prudenti, perché la situazione potrebbe peggiorare e quindi la gestione delle risorse è un aspetto a cui si riserverà un&#8217;attenzione maggiore rispetto a quanto fatto finora.<br>
Il 2012 sarà l&#8217;anno olimpico. Sono inoltre in programma i campionati europei di calcio, e come sempre ci sarà la Formula Uno, il Motomondiale, il Giro d&#8217;Italia, il Tour de France e tante altre manifestazioni sportive, tra le quali le classiche maratone.<br>
I costi per trasmettere queste manifestazioni hanno portato la Rai ad un&#8217;esposizione economica rilevante, tanto che il nuovo anno inizierà già in posizione debitoria. Per non aggiungere ulteriori spese sembra che la Rai abbia deciso di non trasmettere più la diretta delle classiche maratone italiane. E&#8217; quindi molto probabile che la maratona di Firenze della scorsa settimana sia stata l&#8217;ultima occasione per stare a fianco in bici ai protagonisti delle corse. Non credo che gli organizzatori si accolleranno le spese di una produzione in diretta (elicotteri, moto, regia), pertanto le maratone italiane, ad eccezione di qualcuna, saranno trasmesse in differita.<br>
Dovrebbero invece resistere le maratone internazionali: New York, Londra e Boston.<br>
La maratona nostrana sarà pertanto retrocessa in una sorta di serie B.<br>
Vedremo.<br>]]></description>
      <link>http://www.orlandopizzolato.com/it/1040/Probabilmente_l_ultima___05-12-2011.html</link>
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      <pubDate>Mon, 05 Dec 2011 10:21:53 GMT</pubDate>
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