Analisi delle maratone italiane

17-04-2005: Torino – 15a Turin Marathon

Maschile

RECORD DEL PERCORSO: 2h07'44" TEMPO VINCITORE 2005: 2h11'12" + 3'28"
TEMPO VINCITORE 2004: 2h08'38"  TEMPO VINCITORE 2005: 2h11'12" + 2'36"
MEDIA DEL RENDIMENTO DEI PRIMI 10 CLASSIFICATI RISPETTO AL RECORD PERSONALE + 1'42"

FEMMINILE

RECORD DEL PERCORSO: 2h27'04" TEMPO VINCITRICE 2005: 2h30'40" + 3'36"
TEMPO VINCITRICE 2004: 2h31'13"  TEMPO VINCITRICE 2005: 2h30'4" - 33"
MEDIA DEL RENDIMENTO DELLE PRIME 5 CLASSIFICATE RISPETTO AL RECORD PERSONALE + 2'14"

Temperature                                                            Umidità

alla partenza : 8°C                                                                          alla partenza : 88% 

all’arrivo del vincitore : 12°C                                                           all’arrivo: 85%

alle 3 ore : 12°C

alle 4 ore : 13°C

massima : 13°C

 

Dislivello                               + 106 metri

Indice di scorrevolezza     4

 

PASSAGGI

  21,097 21,097 DIFFERENZA
uomini 1h05'52" 1h05'20" - 32"
donne 1h15'11" 1h15'29" + 18"

TEMPO DI TRASPOSIZIONE
(clicca per maggiori informazioni)

  tempo vincitore % di rendimento con RM tempo di trasposizione
uomini 2h11'12" 94,7% 2h22'12"
donne 2h30'40" 88,8% 2h18'58"

DISTRIBUZIONE PERCENTUALE DEGLI ARRIVI

  arrivati 2h15' 2h30' 2h45' 3h00' 3h15' 3h30' 4h00' 4h30' 5h00'
2005 1696 0,35 1,17 2,77 9,13 18,75 36,08 70,80 88,50 95,90
2004 1291 0,54 1,16 3,48 12,00 18,66 35,70 65,91 86,75 95,50
2003 1946 0,20 0,97 3,08 9,71 21,06 38,59 69,16 85,86 94,86

DISTRIBUZIONE DEGLI ARRIVI

  arrivati 2h15' 2h30' 2h45' 3h00' 3h15' 3h30' 4h00' 4h30' 5h00'
2005 1696 6 20 47 155 318 612 1202 1501 1628
2004 1291 7 15 45 118 241 461 851 1120 1234
2003 1946 4 19 60 189 410 751 1346 1671 1846

Categorie

Sigle utilizzate:

RP = record personale    SAN = Soglia Anaerobica (presunta = ricavata dal RP dei 10.000 metri)

  1
2h27’30”
2h36’30”
2
2h36’30”
2h47’00”
3
2h47’00”
3h00’00”
4
3h00’00”
3h12’30”
5
3h12’30”
3h30’30"
6
3h30’30”
3h44’00”
7
3h44’00”
4h08’00”
8
4h08’00”
4h32’30”
9
4h32’30”
5h11’00”
10
5h11’00”
5h35’00”
differenza rispetto al RP + 1'14" + 2'03" + 2'36" +3'24" + 4'11" + 4'24" + 4'32" + 5'23" + 5'40" + 7'05"
% rendimento rispetto SAN presunta 89,1 88,6 87,8 87,1 86,6 85,8 84,2 83,4 81,8 80,4
tot.questionari analizzati 0/2 1/3 3/12 5/19 6/24 5/21 5/15 4/14 3/10 3/9

* il primo numero indica quanti, rispetto ai questionari ricevuti, si sono migliorati. Per es 5/21 indica che su 21 maratoneti che mi hanno inviato il questionario, 5 hanno migliorato il proprio primato.

Commenti:

Il clima, tipico di una giornata autunnale, ha fortemente condizionato il rendimento di tantissimi maratoneti, visto che il miglioramento del primato è stato prerogativa di pochi. Il maggior problema è stato il freddo che ha attanagliato i muscoli e favorito una situazione di crampi, specialmente nel tratto finale. Si sa che il freddo non favorisce il lavoro dei muscoli, ed il freddo che ha condizionato il rendimento dei maratoneti è stato accentuato dalla pioggia, non battente ma continua e dalla stessa acqua che le scarpe dei corridori alzano nella fase di richiamo della gamba. Correre sempre con le gambe bagnate è una condizione che fa perdere efficienza al lavoro dei muscoli, soprattutto quando si corre per tanto tempo. I maratoneti amatori mi hanno riferito, riportandolo nei questionari che mi sono arrivati, che i crampi hanno condizionato il rendimento. I crampi hanno interessato un po’ tutti i gruppi muscolari delle gambe (cosce, sia nella parte anteriore sia nella posteriore, e polpacci) proprio a rilevare la sofferenza generale della muscolatura. In qualche modo anche il percorso ha contribuito ad accentuare la situazione di sofferenza muscolare perché correre a lungo in discesa, com’è avvenuto tra il 23° ed il 27°km, e nei tratti dal fondo caratterizzato dagli scivolosi lastroni tra il 38° ed il 40°km, sollecita maggiormente la muscolatura, nel primo caso per la maggior forza d’impatto con il terreno, nel secondo caso per un aumento del lavoro dei muscoli che controllano l’appoggio.

Il disagio di correre con la pioggia, ed il freddo non ha concesso di sfruttare al meglio la parte in discesa (tra il 23° ed il 27°km), che caratterizza la seconda parte del percorso e che consente di riguadagnare quei 104 metri di dislivello tra la partenza (234m) e Rivoli, dov’è localizzato il punto più alto del percorso (338m). Molto pochi, infatti, sono stati quelli che hanno corso più velocemente la 2a parte rispetto la prima. Tra questi, i primi due classificati, Goffi e Bennici, che hanno percorso la 2a parte di gara più velocemente di 32” rispetto alla prima, ma ciò in seguito agli ultimi 5km corsi molto velocemente per staccare i keniani. Si deve inoltre considerare che partenza ed arrivo, pur essendo localizzati a duecento metri di distanza, sono su di un diverso livello (l’arrivo è più in basso di 15 metri circa), ed anche questo differenziale doveva essere a vantaggio di una 2a parte di corsa più veloce rispetto alla 1a. Chi a causa del freddo non è riuscito a correre più velocemente la 2a frazione di gara, ha perso almeno 1’ lungo i 3km di salita che portano a Rivoli, e questo svantaggio è pesato sulla classifica finale. Ma il peggioramento medio rispetto al primato è ben più alto del tempo perso per arrivare in cima alla salita di Riboli. I top runner hanno reso mediamente meno del proprio primato di 1’42” per quanto riguarda gli uomini, e di 2h14’ per quanto riguarda le donne. A livello amatoriale il minor rendimento medio rispetto al proprio primato è stato ben più consistente, come indicato nello schema relativo alle varie categorie, ed il gap si fa sempre più ampio man mano che aumentano i tempi di percorrenza.

Ovviamente non è andata male per tutti, perché ci sono stati atleti che hanno migliorato il primato, ma in percentuale inferiore rispetto ad altre maratone e anche rispetto alla scorsa edizione - come evidenzia la distribuzione percentuale degli arrivi. E chi ha migliorato il proprio primato nonostante il clima, deve essere consapevole che può avere ancora margini di miglioramento.

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