Analisi delle maratone italiane

26-03-2006: Roma – 12a Maratona della Città di Roma

Maschile

RECORD DEL PERCORSO: 2h08'02" TEMPO VINCITORE 2006: 2h08'38" + 36"
TEMPO VINCITORE 2005: 2h08'02"  TEMPO VINCITORE 2006: 2h08'38" + 36"
MEDIA DEL RENDIMENTO DEI PRIMI 10 CLASSIFICATI RISPETTO AL RECORD PERSONALE - 1'36"

FEMMINILE

RECORD DEL PERCORSO: 2h27'49" TEMPO VINCITRICE 2006: 2h25'44" - 2'17"
TEMPO VINCITRICE 2005: 2h28'01"  TEMPO VINCITRICE 2006: 2h25'44" - 2'05"
MEDIA DEL RENDIMENTO DELLE PRIME 5 CLASSIFICATE RISPETTO AL RECORD PERSONALE - 6'16"

Temperature                                                            Umidità

alla partenza : 14°C                                                                          alla partenza : 79% 

all’arrivo del vincitore : 22°C                                                           all’arrivo: 47%

alle 3 ore : 20°C

alle 4 ore : 22°C

massima : 22°C

 

Dislivello                               + 89 metri

Indice di scorrevolezza     3

 

PASSAGGI

  21,097 21,097 DIFFERENZA
uomini 1h03'58" 1h04'40" + 42"
donne 1h13'24" 1h12'20" - 1'04"

TEMPO DI TRASPOSIZIONE
(clicca per maggiori informazioni)

  tempo vincitore % di rendimento con RM tempo di trasposizione
uomini 2h08'38" 97,0% 2h19'04"
donne 2h25'44" 92,2% 2h14'36"

DISTRIBUZIONE PERCENTUALE DEGLI ARRIVI

le tabelle non sono complete perché manca ancora la classifica ufficiale della Maratona

  arrivati 2h15' 2h30' 2h45' 3h00' 3h15' 3h30' 4h00' 4h30' 5h00'
2006 10034                  
2005 8074 0,12 0,39 1,26 4,32 9,72 25,3 31,08 71,00 86,92
2004 7590 0,09 0,36 1,01 3,84 9,38 18,90 45,46 66,89 82,09
2003 5781 0,15 0,53 1,60 4,48 10,41 21,46 49,59 74,24 88,63

DISTRIBUZIONE DEGLI ARRIVI

le tabelle non sono complete perché manca ancora la classifica ufficiale della Maratona

  arrivati 2h15' 2h30' 2h45' 3h00' 3h15' 3h30' 4h00' 4h30' 5h00'
2006 10034                  
2005 8074 10 32 102 349 785 2045 3850 5733 7018
2004 7590 7 28 77 292 712 1435 3451 5077 6231
2003 5781 9 31 93 259 602 1241 2867 4292 5124

PERCENTUALE ISCRITTI/ARRIVATI

  iscritti arrivati % arrivati % ritirati
2006 12.308 10.034 81,5 18,5
2005 10.084 8074* 80,06 19,94

* Nella classifica finale sono comparsi nomi  di atleti regolarmente iscritti ma che non vi hanno preso parte

Categorie

Sigle utilizzate:

RP = record personale    SAN = Soglia Anaerobica (presunta = ricavata dal RP dei 10.000 metri)

  1
2h27’30”
2h36’30”
2
2h36’30”
2h47’00”
3
2h47’00”
3h00’00”
4
3h00’00”
3h12’30”
5
3h12’30”
3h30’30"
6
3h30’30”
3h44’00”
7
3h44’00”
4h08’00”
8
4h08’00”
4h32’30”
9
4h32’30”
5h11’00”
10
5h11’00”
5h35’00”
differenza rispetto al RP - 1'02" - 1'21" - 1'35" - 3'11" - 3'56" - 3'17" - 4'13" + 2'07" + 5'21" + 6'33"
% rendimento rispetto SAN presunta 89,8 89,2 88,7 88,2 87,1 86,3 85,3 84,2 82,1 80,0
tot.questionari analizzati 3/3 9/11 19/27 27/33 44/59 55/63 59/72 38/58 21/45 19/31

* il primo numero indica quanti, rispetto ai questionari ricevuti, si sono migliorati. Per es 27/33 indica che su 33 maratoneti che mi hanno inviato il questionario, 27 hanno migliorato il proprio primato.

Commenti:

La maratona di Roma si propone come una gara nella quale si può correre velocemente e conseguire il proprio primato personale, ciò nonostante alcune difficoltà del tracciato che contraddistinguono questa corsa, in primis il fondo stradale. Al di là di quanto dichiarano gli organizzatori, che indicano solo in 4-5 chilometri il tratto del tracciato della maratona interessato dai cubetti di porfido, sono almeno 8, se non anche 9, i chilometri caratterizzati dal fondo irregolare dei sampietrini. Alcuni tratti caratterizzati da questo tipo di pavimentazione sono anche particolarmente disagevoli, tanto che l’appoggio dei piedi ne risulta particolarmente condizionato; ciò incide oltre che sull’efficacia della spinta dei piedi, anche sul precoce affaticamento muscolare ed articolare. Quando si è stanchi si sa che anche modesti disagi diventano molto fastidiosi e condizionano il rendimento. Oltre ai sampietrini, alcuni tratti di salita, peraltro molto ridotti rispetto a passate edizioni, sono difficili da affrontare non tanto per la loro pendenza ma perchè si collocano nella parte finale della gara. Nonostante tali difficoltà, nell’ultima edizione della maratona il rendimento dei corridori in generale è stato particolarmente buono. Tra i top runner si è registrato un cospicuo miglioramento dei primati personali, sia in campo maschile sia in quello femminile: il vincitore Kipkorir ha ritoccato il proprio primato di 3’40” e la vincitrice Hladyr di 3’50”. Il margine di miglioramento più ampio tra i top runner è stato quello dell’etiope Adanesh (3a classificata), che ha ribassato di oltre 8’ il suo precedente record.

Tantissimi record anche in ambito amatoriale, che non mi sarei atteso proprio per le caratteristiche del tracciato che ho evidenziato poco sopra, ma senza dubbio la giornata era climaticamente favorevole visto che per le prime due ore di corsa la temperatura si è mantenuta bassa. Il passaggio dall’ora solare a quella legale ha permesso di sfruttare quell’ora di tempo che ha fatto la differenza nel rendimento tra quanti hanno concluso la maratona sotto le quattro ore. Il cielo terso che ha favorito l’irraggiamento, e quindi l’innalzamento della temperatura, ha però danneggiato proprio quei maratoneti che verso l’una del pomeriggio erano ancora per strada. I corridori maggiormente penalizzati sono stati i meno veloci, e di solito meno allenati, che si sono trovati a percorrere gli ultimi chilometri con la massima temperatura della giornata. I 22° non rappresentano in assoluto un valore molto limitante nelle prestazioni di resistenza, ma poiché quella di domenica 26 marzo poteva essere considerata come la prima giornata dal clima primaverile, tanti maratoneti hanno sofferto il caldo perché non avevano avuto ancora l’opportunità di sviluppare i meccanismi della termoregolazione specifici per l’adattamento a correre con il caldo.

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