Analisi delle maratone italiane

02-05-2004: Trieste – 5a Maratona d'Europa

Maschile

RECORD DEL PERCORSO: 2h11'19" TEMPO VINCITORE 2004: 2h12'23" + 1'14"
TEMPO VINCITORE 2003: 2h11'26" TEMPO VINCITORE 2004: 2h12'33" + 1'07"
MEDIA DEL RENDIMENTO DEI PRIMI 10 CLASSIFICATI RISPETTO AL RECORD PERSONALE + 13"

FEMMINILE

RECORD DEL PERCORSO: 2h29'00" TEMPO VINCITRICE 2004: 2h40'41" + 11'41"
TEMPO VINCITRICE 2003: 2h33'50"  TEMPO VINCITRICE 2004: 2h40'41" + 6'51"
MEDIA DEL RENDIMENTO DELLE PRIME 3 CLASSIFICATE RISPETTO AL RECORD PERSONALE + 10'36"

Temperature                                                            Umidità

alla partenza : 14°C                                                                          alla partenza : 59% 

all’arrivo del vincitore : 20°C                                                              all’arrivo: 47%

alle 3 ore : 22°C

alle 4 ore : 19°C

massima : 20°C

 

Dislivello                               + 19 metri

Indice di scorrevolezza     1

 

PASSAGGI

  21,097 21,097 DIFFERENZA
uomini 1h06'15" 1h06'18" + 3"
donne 1h18'37" 1h22'14" + 3'37"

TEMPO DI TRASPOSIZIONE
(clicca per maggiori informazioni)

  tempo vincitore % di rendimento con RM tempo di trasposizione
uomini 2h12'33" 94,2% 2h23'21"
donne 2h40'41" 84,3% 2h28'13"

DISTRIBUZIONE DEGLI ARRIVI

  arrivati 2h15' 2h30' 2h45' 3h00' 3h15' 3h30' 4h00' 4h30' 5h00'
2004 322 4 11 21 40 70 112 219 280 312
2003 490 3 12 22 51 97 171 328 429 473

Categorie

Sigle utilizzate:

RP = record personale    SAN = Soglia Anaerobica (presunta = ricavata dal RP dei 10.000 metri)

  1
2h27’30”
2h36’30”
2
2h36’30”
2h47’00”
3
2h47’00”
3h00’00”
4
3h00’00”
3h12’30”
5
3h12’30”
3h30’30"
6
3h30’30”
3h44’00”
7
3h44’00”
4h08’00”
8
4h08’00”
4h32’30”
9
4h32’30”
5h11’00”
10
5h11’00”
5h35’00”
differenza rispetto al RP - 1'23" - 1'45" + 37" + 1'24" - 2'03" + 2'21" - 1'21" + 4'21" + 6'13" -
% rendimento rispetto SAN presunta 89,5 89,0 88,6 88,5 87,9 87,3 86,9 86,1 84,8 -
tot.questionari analizzati 2/2 2/3 4/7 7/12 9/15 11/24 12/21 5/13 2/6 -

* il primo numero indica quanti, rispetto ai questionari ricevuti, si sono migliorati. Per es 12/21 indica che su 21 maratoneti che mi hanno inviato il questionario, 11 hanno migliorato il proprio primato.

Commenti:

Giornata strana quella che c’è stata a Trieste domenica 2 maggio. Alla partenza (ore 9:00) il clima era ottimo, con temperatura bassa, cielo coperto e assenza di vento, ma dopo 1h15’ di corsa il cielo si è ripulito dalle nuvole ed il sole splendeva scaldando, anche fin troppo, la pelle dei corridori. Il cielo sereno è stato portato dalla brezza che dal mare spirava verso la città, e quindi in direzione contraria al senso di marcia degli atleti che percorrevano i chilometri dal 23 al 32 della maratona. Al giro di boa, all’altezza del Castello di Miramare, i maratoneti si sono trovati con il vento a favore, ma non per molto tempo. I fortunati perché sospinti dalla “bavisela” sono stati quelli che hanno percorso la maratona in meno di 3 ore; il resto dei corridori che hanno concluso la maratona non hanno goduto del vento alle spalle, ma sono stati fortunati perché hanno percorso l’ultimo quarto di gara con il cielo nuovamente coperto. Le nuvole si sono nuovamente addensate, coprendo così il sole, e la temperatura è calata di qualche grado rendendo meno disagevole lo sforzo dei meno veloci.

In definitiva, la giornata era piuttosto favorevole per correre con buon rendimento, è così è stato sia per alcuni top runners, sia per alcuni amatori. Nei primi si sono migliorati i keniani Yabei (- 7’42”) e Chelanga (- 7’43”) e il marocchino Marchane (- 1”), mentre gli altri classificati entro i primi 10 hanno reso quasi 3’ in più rispetto al proprio primato. Tra gli amatori ho avuto riscontri positivi in tutte le categorie di rendimento, tanto che significativi miglioramenti sono stati conseguiti un po’ da tutti in generale. Solamente nelle categorie 8 e 9 ho riscontrato un rendimento inferiore allo standard. Tra i questionari che ho ricevuto, ho notato anche dei maratoneti che hanno conseguito il “negative split”, vale  dire la seconda parte di gara più veloce della prima, ma in quantità inferiore rispetto per es. alla maratona di Padova. Numerosi sono stati invece i questionari di maratoneti che nella seconda parte della corsa hanno contenuto il loro calo nell’ambito dei 2’; situazione piuttosto positiva che evidenzia una corretta distribuzione dello sforzo.

Tra le note riportate nel questionario, ho rilevato che più di qualche podista ha riferito di non aver reso al meglio del proprio potenziale (tempo previsto) perché si è trovato a percorrere gran parte della maratona da solo, quindi senza riferimenti che potessero essere d’aiuto. In effetti, la gara è stata portata a termine da 322 podisti, un numero progressivamente in calo che di certo non stimola a partecipare a questa gara comunque ben organizzata. In seguito alla poca attenzione dei corridori nei confronti della maratona di Trieste, sarebbe di certo utile allestire la gara con le lepri, proprio per fornire utili e vantaggiosi punti di riferimento.

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