Analisi delle maratone italiane

18-04-2004: Torino – 14a Turin Marathon

Maschile

RECORD DEL PERCORSO: 2h07'44" TEMPO VINCITORE 2004: 2h08'38" + 54"
TEMPO VINCITORE 2003: 2h10'08"  TEMPO VINCITORE 2004: 2h08'38" - 1'30"
MEDIA DEL RENDIMENTO DEI PRIMI 10 CLASSIFICATI RISPETTO AL RECORD PERSONALE + 57"

FEMMINILE

RECORD DEL PERCORSO: 2h27'04" TEMPO VINCITRICE 2004: 2h31'13" + 4'09"
TEMPO VINCITRICE 2003: 2h27'12"  TEMPO VINCITRICE 2004: 2h31'13" + 4'01"
MEDIA DEL RENDIMENTO DELLE PRIME 3 CLASSIFICATE RISPETTO AL RECORD PERSONALE + 1'52"

Temperature                                                            Umidità

alla partenza : 9°C                                                                          alla partenza : 53% 

all’arrivo del vincitore : 17°C                                                         all’arrivo: 48%

alle 3 ore : 18°C

alle 4 ore : 18°C

massima : 18°C

 

Dislivello                               + 119 metri

Indice di scorrevolezza     4

 

PASSAGGI

  21,097 21,097 DIFFERENZA
uomini 1h05'11" 1h03'28" - 1'43"
donne 1h15'12" 1h16'01" + 1'01"

TEMPO DI TRASPOSIZIONE
(clicca per maggiori informazioni)

  tempo vincitore % di rendimento con RM tempo di trasposizione
uomini 2h08'38" 97,1% 2h19'44"
donne 2h31'13" 89,5% 2h23'54"

DISTRIBUZIONE DEGLI ARRIVI

  arrivati 2h15' 2h30' 2h45' 3h00' 3h15' 3h30' 4h00' 4h30' 5h00'
2004 1291 7 15 45 118 241 461 851 1120 1234
2003 1946 4 19 60 189 410 751 1346 1671 1846

 

Categorie

Sigle utilizzate:

RP = record personale    SAN = Soglia Anaerobica (presunta = ricavata dal RP dei 10.000 metri)

  1
2h27’30”
2h36’30”
2
2h36’30”
2h47’00”
3
2h47’00”
3h00’00”
4
3h00’00”
3h12’30”
5
3h12’30”
3h30’30"
6
3h30’30”
3h44’00”
7
3h44’00”
4h08’00”
8
4h08’00”
4h32’30”
9
4h32’30”
5h11’00”
10
5h11’00”
5h35’00”
differenza rispetto al RP - 44" - 1'14" - 2'21" - 1'47" - 2'03" + 1'19" - 48" + 2'23" + 3'11" + 5'43"
% rendimento rispetto SAN presunta 90,4 89,7 89,1 88,6 87,8 87,3 87,3 86,8 85,6 83,9
tot.questionari analizzati 2/3 4/9 15/21 21/41 24/39 12/27 13/21 11/17 8/11 6/12

* il primo numero indica quanti, rispetto ai questionari ricevuti, si sono migliorati. Per es 15/21 indica che su 21 maratoneti che mi hanno inviato il questionario, 15 hanno migliorato il proprio primato.

Commenti:

Lo spostamento della partenza e dell’arrivo dal Palavela alla zona del Parco del Valentino è stata una scelta che ha favorito il rendimento dei maratoneti. Questa modifica ha eliminato alcuni punti critici del tracciato, quelli appunto presenti nel parco del Valentino e che determinavano un consistente calo di rendimento perché venivano affrontati dai corridori negli ultimi 4 chilometri di gara, quando le gambe erano quindi particolarmente affaticate. Sulla carta, questa variazione di tracciato avrebbe consentito una decurtazione di circa 40” rispetto al percorso classico, e per qualche verso così è stato. Numerosi sono stati i podisti che si sono migliorati, sia tra gli amatori sia tra i top runner. Tra i primi 10 classificati si sono migliorati il 1° (9”), il 3° (3’13”), il 6° (5’31”), il 7° (5’35”). A favorire il miglioramento, oltre alla maggiore scorrevolezza del tracciato, ha influito anche il clima: per gran parte della gara la temperatura si è mantenuta a bassi livelli grazie alla copertura del cielo. Nel momento in cui il sole usciva dalle nuvole, invece, si avvertiva chiaramente l’aumento della temperatura e questa situazione ha maggiormente “danneggiato” i maratoneti che hanno completato la gara dopo le 3 ore, perché via via il cielo si è pulito dalle nuvole addensate invece prima della partenza.

La gara maschile è stata di maggior livello tecnico rispetto a quella femminile. Cherono, maratoneta di grande talento che nel giro di qualche anno potrebbe arrivare ad esprimersi a livelli di vertice, ha corso al 97,1% rispetto al record del mondo maschile (mentre Javornik ha reso al 89,5%), con un tempo di trasposizione che evidenzia una prestazione di alto livello in un’ipotetica competizione femminile (2h19’44”). Cherono, ma anche Di Cecco, sono stati bravi perché hanno percorso la seconda parte di gara più velocemente della prima, situazione peraltro comune a tanti altri maratoneti amatori. Tale aspetto tattico, che evidenzia ad ogni modo una buona distruzione dello sforzo, è favorito dal lungo tratto in discesa su Corso Francia, ma anche dal nuovo tracciato che porta i maratoneti direttamente all’arrivo dopo un favorevole falsopiano su via Po’, tra il 38° ed il 40°km, benché questo tratto di leggera discesa sia caratterizzato da un fondo lastricato, e quindi non favorevole all’appoggio.

A livello amatoriale, ho avuto numerosi riscontri riguardo il miglioramento del proprio primato, dovuto probabilmente al clima e  alla scorrevolezza del nuovo tracciato. Come riportato, numerosi podisti mi hanno evidenziato di aver percorso più velocemente la seconda parte di maratona rispetto alla prima. Ho avuto anche numerosi riscontri di podisti che hanno trovato impegnativo il superamento della salita della Rivalta, tra il 19° ed il 22°km, che come sempre rappresenta un punto critico di questa maratona. Il dislivello (119m) tra la partenza ed il punto più alto del tracciato, a Rivoli, dovrebbe consigliare particolare prudenza nell’affrontare la prima parte della gara. Numerosi maratoneti, invece, affrontano la prima mezza maratona con troppa foga, sperando che lungo la discesa di Corso Francia si riesca a recuperare energie e forza, ma così non è. Correre bene in discesa richiede sempre una situazione di freschezza muscolare.

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