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		<title>Orlando Pizzolato Running Blog</title>
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		<description>Allenamento e corsa. Per tutti quelli che amano correre</description>
		<language>it-it</language>
		<ttl>60</ttl>
		<copyright><![CDATA[©2002 Informativa sui diritti d'autore. Le informazioni contenute in questo sito sono solo per uso privato. E' vietato riprodurre o divulgare in qualsiasi forma le informazioni contenute in questo sito, salvo previa autorizzazione di Orlando Pizzolato]]></copyright>
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		<lastBuildDate>Thu, 23 Apr 2026 04:45:14 +0200</lastBuildDate>
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	<title>Tu quale preferisci?</title>
	<description><![CDATA[Si avvicina l'apertura delle prenotazioni per la maratona di New York 2025 che si correrà domenica 2 novembre. E' tutto pronto, manca solamente l'autorizzazione dell'organizzazione.<br>
Sono combattuto sulla maglietta da regalare a chi si iscriverà con il mio gruppo, un'edizione che anche quest'anno celebra un 40° anniversario, quello della mia seconda vittoria (1985-2025). In famiglia l'abbiamo messa ai voti, senza giungere ad una decisione.<br><br>
Ho quindi pensato di chiedere a te. Queste sono le due magliette, tu quale preferisci?<br>
<br><br><br>
<a href="/it/7011-blog451-modulo-di-segnalazione.html"><b><strong>CLICCA QUI PER VOTARE LA MAGLIETTA</strong></a><br/><br/><br/>
<strong>VERSIONE 1 senza pettorale<br></strong>
<div class="icom_imgbox"><img  src="/it/F097031_blog451_1.jpg" alt="" width="600" height="358" class="icom_img" style="" /></div>
<br><br>
<strong>VERSIONE 2 fronte-retro con pettorale<br></strong>
<div class="icom_imgbox"><img  src="/it/F097033_blog451_2.jpg" alt="" width="600" height="379" class="icom_img" style="" /></div>
<br>
Grazie
<br><br>
orlando<br><br>

<a href="/it/7011-blog451-modulo-di-segnalazione.html"><b><strong>CLICCA QUI PER VOTARE LA MAGLIETTA</strong></a><br/><br/><br/>]]></description>
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	<pubDate>Thu, 16 Jan 2025 11:37:13 +0100</pubDate>
</item><item>
	<title>40 anni fa la mia seconda vittoria a New York</title>
	<description><![CDATA[<br/><br/>

Anche quest'anno un anniversario. L'anno scorso 40 anni dalla prima vittoria alla Maratona di New York, quest'anno 40 anni dalla seconda, quella più entusiasmante per me perché non sofferta come nel 1984, bensì goduta fino all'ultimo metro.<br>
<br/><br/><br/><br/><br/><br/><br/>
<h5 align="center">
<iframe width="420" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/ImZ7VbP1ogk" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br/></h5>
<br/><br/>
Gli iscritti alla maratona con il <a target="_blank" href="https://www.orlandopizzolato.com/it/6603-Cos----il-Gruppo-Pizzolato.html">Gruppo Pizzolato</a> riceveranno in regalo la maglia bianca che vedi nella foto sotto, con il pettorale “originale” di quando vinsi la mia seconda maratona di NY nel 1985 - 40 anni fa - e sul retro la mia immagine dopo il traguardo.<br/><br/>
Anche se non partecipi alla maratona, puoi acquistare la maglia ricordo del 1985 al prezzo di 35,00€ spese di spedizione incluse.<br/><br/>
Se l'anno scorso non hai acquistato la maglia ricordo della prima vittoria del 1984, puoi aggiungerla e il prezzo totale delle due maglie, spese di spedizione comprese, è pari a 60,00€.<br/>
<br/>
Se sei interessato, manda una mail a <a href="mailto:anna@orlandopizzolato.com">Anna</a> (oggetto: maglia 40° anniversario NY) con cognome+nome+taglia. Ti ricontatteremo subito per darti modalità di pagamento e raccogliere i dati per la spedizione.<br/>
Le taglie sono: donna (S+M+L) – uomo (S+M+L+XL)<br/>
Termine ultimo per ordinare le maglie: 28 settembre 2025<br/>
Spedizione a partire da metà ottobre 2025<br/>
<br/>
orlando<br/>
<br/>
<h5 align="center">
<p></p>
<strong>MAGLIA 1985 - 2025 - 40 anni dalla seconda vittoria<br></strong><br/>
<div class="icom_imgbox"><img  src="/it/F097033_blog451_2.jpg" alt="" width="600" height="379" class="icom_img" style="" /></div><br/>
<br/>

<strong>MAGLIA 1984 - 2024 - 40 anni dalla prima vittoria<br></strong><br/>
<div class="icom_imgbox"><img  src="/it/F101357_P9290061.jpg" alt="" width="400" height="300" class="icom_img" style="" /></div><br/>
<br/>]]></description>
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	<pubDate>Tue, 09 Sep 2025 11:03:49 +0200</pubDate>
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	<title>Freddo, efficienza fisica e margine di sicurezza</title>
	<description><![CDATA[<br/>
Il modo più accorto per affrontare con successo una gara di lunga distanza come maratona e una mezza è crearsi un margine di sicurezza. Si tratta quindi di correre "sotto ritmo" (più piano rispetto al ritmo base) di qualche secondo al chilometro rispetto all'andatura che è stata definita a tavolino.<br/>
Tuttavia, bisogna considerare che esistono fattori che possono alterare l’efficienza fisica: ciò che è corretto sulla carta potrebbe non esserlo sulla strada. <br/>
Negli ultimi giorni ho verificato che la temperatura è un elemento condizionante importante. Con i ragazzi che alleno ho riscontrato che uno sforzo che fino a poco tempo fa era di ordinaria amministrazione è diventato più impegnativo a parità di ritmo tanto che è aumenta la percezione dello sforzo. Poiché nelle prossime ore è previsto che la temperatura resti bassa, è molto probabile che l’efficienza fisica (il “funzionamento del corpo”) risulti leggermente alterata. Di conseguenza, il ritmo stabilito a tavolino potrebbe essere più difficile da mantenere oppure richiedere uno sforzo maggiore.<br/>
E' quindi necessario essere ancora più prudenti nella gestione delle energie e aumentare leggermente il margine di sicurezza.<br/>
In sostanza, con il freddo il costo energetico aumenterà e con esso il consumo di energie: se non si tiene conto di queste condizioni, si rischia di compromettere in modo significativo l’esito della prova.<br/><br/>

orlando]]></description>
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	<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 16:51:43 +0100</pubDate>
</item><item>
	<title>Iten, dove la corsa è vita quotidiana</title>
	<description><![CDATA[<br/>
Da un paio di giorni sono a Iten, sul bordo della Rift Valley in Kenya, a 2400 metri di quota, per seguire la preparazione di alcuni atleti del gruppo ferrarese che fa capo a Massimo Magnani. In attesa del loro arrivo ho fatto alcuni sopralluoghi lungo le lunghe strade rosse che si perdono nell’immensa campagna. Ovunque, a qualsiasi ora, si incontrano corridori di ogni livello: amatori che corrono piano e top runner che, sorprendentemente, corrono ancora più piano.

A ogni angolo di queste strade di campagna qualcuno ti indica la casa del campione olimpico, del campione del mondo, o di chi ha vinto una delle maratone delle Major. Insomma, come recita il cartello all’ingresso di Iten, questa è davvero la “città dei campioni”.

Camminando per queste strade tutti ti salutano, soprattutto i bambini che escono dalle proprietà nei campi per darti la mano e salutare noi “muzungu” (i bianchi). L’atmosfera è particolarmente piacevole, stimolante e accogliente. L’unica cosa che manca è la pista, praticamente smantellata in vista di futuri lavori. Ma i posti per correre non mancano affatto, soprattutto per chi ama le salite, perché qui la pianura semplicemente non esiste.<br/><br/>

orlando<br/><br/>

nella fotogallery alcuni scatti di ieri e oggi]]></description>
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	<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 12:41:42 +0100</pubDate>
</item><item>
	<title>Auguri 2026 - "Pole" position: è avanti chi sta dietro</title>
	<description><![CDATA[Sono tornato a trascorrere il Natale all'estero come non accadeva da tempo, e qui inizierò il nuovo anno.
Prima dell'epidemia covid io, Ilaria e le figlie approfittavamo delle vacanze natalizie per uscire dall'Italia e trascorrere le festività all'estero. Poi ci siamo fermati, non solo per il covid ma anche per altre vicissitudini che ci hanno tenuto a casa.<br/>
<br/>
Quest'anno siamo in Kenya, a Iten – “The Home of Champions”.<br/>
<br/>
Vi ricordate Timon e Pumbaa del Re Leone e la loro canzoncina che auspicava una vita senza preoccupazioni?
Ecco, qui in Kenya l'imperativo è “ Hakuna Matata” (senza pensieri, niente problemi).
Spesso corriamo per scappare dai problemi, ma a noi corridori la corsa insegna a vivere il presente con lo spirito dell' “Hakuna Matata”. Non significa ignorare le sfide, ma affrontarle con la consapevolezza che, finché mettiamo un piede davanti all'altro, siamo liberi.<br/>
Per il nuovo anno, il mio augurio per voi è di lasciare le preoccupazioni sulla linea di partenza. Che ogni chilometro del nuovo anno sia un promemoria di quanto sia leggero il cuore quando decide di non farsi appesantire dal superfluo.<br/>
<br/>
In Kenya si dice anche: “Pole pole” (con calma, piano piano) e “Mvumilivu hula mbivu” (solo chi ha la pazienza di aspettare, alla fine, può gustare il frutto più dolce e maturo).<br/>
Quest'anno trascorso è stato il nostro terreno di coltura. Abbiamo seminato fatica sotto la pioggia, costanza nelle mattine gelide e resilienza nelle giornate afose dell'estate, quando le gambe volevano fermarsi. La corsa ci insegna che nulla di prezioso arriva subito: la forma fisica, il personal best e la pace interiore sono frutti che maturano lentamente.<br/>
Per queste feste, vi auguro di celebrare la vostra pazienza. Che il nuovo anno vi porti la gioia di raccogliere ciò che avete seminato con impegno e determinazione. Non abbiate fretta, gustate anche il riposo “pole pole”, ma continuate a correre, un passo dopo l'altro, perché il vostro momento di massima soddisfazione vi aspetta all'orizzonte.<br/>
<br/>
Io qui, a 2.500 metri, passo le festività con un gruppo di atleti che trascorreranno le prossime settimane ad allenarsi in altura.<br/>
Il contesto mi fa riflettere molto, perché completamente diverso da quello di casa: non solo il paesaggio, la vegetazione, il clima, ma soprattutto le persone.<br/>
Fuori dal camp incontro ogni giorno quella che noi occidentali chiamiamo “povertà”, “sporcizia”, “miseria”, ma che ogni Kenyano vive con il sorriso, l'allegria (direi quasi la felicità), e soprattutto sempre con dignità. Loro riescono davvero a vivere senza “matata”, pur avendone tanti secondo il nostro punto di vista. Il loro cuore è già leggero, non appesantito dal superfluo. Loro sanno pure aspettare con pazienza, perché rincorrere e affannarsi porta solo a pensieri, mentre il frutto dolce e maturo arriverà quando sarà il momento.<br/>
E se poi non arrivasse? Poco importa, hanno vissuto bene senza volere anticipare i tempi. L'attesa per il momento migliore a volte è migliore del momento stesso.<br/>
<br/>
Vi lascio quindi con il mio augurio, che il vostro 2026 sia una lunga strada dritta e senza “matata”, dove l'unica cosa che conta è il battito del vostro cuore che accelera per la gioia.<br/>
Vi auguro un felice cammino verso il vostro prossimo traguardo, che sia agonistico o semplicemente quotidiano. Come spesso si dice: è il viaggio, non la meta, ciò che conta.<br/>
<br/>
Buon 2026!<br/>
<br/>
orlando<br/>
<br/>
P.S. Sto seriamente pensando di organizzare uno stage qui :-) Se sei anche tu seriamente interessato, manda una mail a stage@orlandopizzolato.com]]></description>
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	<pubDate>Sun, 28 Dec 2025 08:29:23 +0100</pubDate>
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	<title>Tutaonana (arrivederci) Kenya</title>
	<description><![CDATA[È tradizione per chi visita il Kenya di farsi realizzare un braccialetto verde, rosso, nero e bianco - i colori di questa Nazione - spesso con inciso il proprio nome. Io non ho rispettato questa tradizione, un po’ perché preferisco non indossare nulla, ma soprattutto perché voglio illudermi di avere altre occasioni per farmelo fare.<br/>
Lascio il Kenya con una sensazione che non avrei mai pensato di provare: le tre settimane trascorse in questi luoghi mi hanno fatto vivere emozioni intense. Varie situazioni hanno contribuito a maturarle, ma su tutte hanno inciso le persone – in modo particolare i bambini – oltre ai posti.<br/>
Quasi ogni giorno ho fatto camminate più o meno lunghe, immergendomi nei luoghi dove vivono i kenyani della zona, e tanti spazi sono così diventati familiari. Non nascondo che all’inizio mi sentivo fuori luogo, perché con Ilaria eravamo osservati come dei “marziani”, soprattutto transitando su sentieri dove non credo fossero passati altri muzungu. Ma grazie a un cortese saluto e al gesto di distribuire dolci ai ragazzini, girare per le campagne è diventato normale, proprio come se stessi camminando per i sentieri del mio paese.<br/>
È stata ovviamente anche una rilevante esperienza tecnica, perché ho condiviso lo sforzo (io in bici, però) dei ragazzi del “Camp Ferrara”. Stare a stretto contatto con gli atleti ha contribuito ad accrescere i miei interessi tecnici sull’allenamento alle quote degli altipiani keniani. Li ringrazio per avermi stimolato a studiare e informarmi, e naturalmente per aver condiviso giorni di vita comune.<br/>
Infine, ringrazio i Magnani: Massimo per avermi coinvolto nel progetto tecnico, e Marcello per avermi supportato.
Ne è valsa davvero la pena. <br/>
ps il souvenir del Kenya è nelle mie scarpe colorate di arancio/rosso, colore delle strade di questa nazione
<br/>
orlando<br/>
<br/>]]></description>
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	<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 14:08:57 +0100</pubDate>
</item><item>
	<title>Allenarsi per migliorare</title>
	<description><![CDATA[Nel corso del 2025, come faccio da anni, ho raccolto i dati dei miglioramenti cronometrici ottenuti dai podisti che ho seguito. Ho deciso di condividerli non per mettere in mostra la mia bravura – non sarebbe né corretto né nello spirito con cui lavoro – ma perché credo che questi progressi raccontino qualcosa di importante. Il merito dei miglioramenti è sempre degli atleti: sono loro che si allenano con costanza, che trovano spazio tra lavoro, famiglia e impegni quotidiani, che affrontano la fatica e che scelgono di mettersi in gioco.<br/>
<br/>
Io posso solo accompagnarli nel percorso tecnico, proporre soluzioni di allenamento adatte alle loro caratteristiche e adattarle alle varie situazioni che si presentano nel corso della preparazione. Sono loro, con il loro impegno, a trasformare quel percorso in risultati concreti.<br/>
<br/>
Allo stesso tempo, questi progressi sono anche un segnale che il metodo di allenamento funziona: ogni giorno studio, aggiorno le mie conoscenze e cerco di applicare principi consolidati modulando i carichi in modo soggettivo, perché ogni podista amatore ha una sua “storia”, un livello di efficienza e una vita quotidiana diversa. Non esiste un programma valido per tutti, esiste un metodo che va interpretato e calibrato in base alle esigenze individuali.<br/>
<br/>
Lo schema che segue non ha l’obiettivo di celebrare un risultato, ma di mostrare come un percorso strutturato e costante possa favorire il miglioramento.<br/>
<br/>
orlando<br/>
<br/>
a questo link il pdf: <a href="/it/1023-cons-risultati.html">I miglioramenti degli atleti che alleno</a>
<br/>]]></description>
	<link>https://%%/it/7409.14-blog457.html</link>
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	<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 14:42:43 +0100</pubDate>
</item><item>
	<title>Meglio così</title>
	<description><![CDATA[Iliass ha tagliato da poco il traguardo alla maratona di Tokyo con il nuovo primato italiano e mi accingo a fare il meritato post, ma sono impacciato perché non so cosa scrivere e non so che foto pubblicare. Ho una sensazione strana perché mi mancano le parole giuste. Butto lì l'immagine della classifica ma sono disorientato dalla mancanza di idee.<br/>
Per alcune ore della domenica mattina rimango con addosso la sensazione che manchi qualcosa rispetto a quello che ho visto in diretta durante la maratona.<br/>
Mando un messaggio a Iliass e ovviamente mi complimento per il record italiano.<br/>
A mezzogiorno mi chiama da Tokyo e inizialmente ho difficoltà ad esprimergli quello che sento, ma dopo qualche parola anche lui condivide la mia sensazione. Si, tutto bene ma a entrambi ci manca qualcosa come se non avessimo ancora realizzato ciò che si sarebbe potuto fare.<br/>
Possibile avere questa sensazione nonostante una maratona da record?<br/>
Due settimane prima, dopo il test del lattato che Iliass aveva svolto a Ferrara, avevo iniziato a sentire una certa impazienza. Quando l’ho salutato, mentre stava per partire per il Giappone, gli ho detto quasi scherzando di fare presto questa maratona, perché avevo addosso una sorta di “ansia”. L’attesa è stata lunga, e quasi ogni giorno il pensiero tornava alla gara del 1° marzo.<br/>
<br/>
Con Massimo Magnani ci siamo confrontati più volte, soprattutto dopo aver analizzato i dati del test: il riscontro era molto buono, addirittura migliore rispetto ai due test precedenti, quello dell’Europeo di Lovanio e quello del Mondiale di Tokyo. Né io né Massimo abbiamo provato a fare una previsione cronometrica, ma condividevamo la sensazione di trovarci davanti a una condizione tecnica particolarmente favorevole, così buona che metterla in numeri quasi ci “spaventava”.<br/>
<br/>
Come già nei due test precedenti, ci siamo affidati all’esperienza e alla competenza del dottor Fiorella. Le sue indicazioni sono sempre illuminanti, e ogni sua osservazione mi apre a riflessioni che mi aiutano a vedere le cose con un’ottica migliore. Grazie, Pierluigi.<br/>
<br/>
Di questa prestazione di Iliass mi affascina soprattutto il percorso tecnico che ha portato al primato italiano. Massimo Magnani ha condiviso con me le varie proposte di lavoro della preparazione iniziata a novembre. A lui ho espresso qualche perplessità lungo il cammino, sempre chiarita dalla competenza di chi fa dell’esperienza il proprio punto di forza.<br/>
<br/>
Ero perplesso quando, a fine novembre, Iliass aveva sostenuto il test dei 30 km in pista a Ferrara: mi sembrava già in grande forma, nonostante mancassero ancora tre mesi alla maratona. Ero perplesso quando, in Kenya, affrontava allenamenti “giganteschi”, e continuavo a chiedere a Massimo: “Cosa gli proponi ancora per farlo andare più forte? A me sembra già al massimo della condizione”. E lui rispondeva: “Se corre oggi la maratona fa 2h05’, e non è quello che voglio!”.<br/>
<br/>
Dire che Massimo Magnani è bravo sarebbe riduttivo: Massimo ha quel qualcosa in più che serve per far emergere davvero il potenziale dei suoi atleti. È un processo tecnico molto strutturato, che richiede non solo esperienza ma anche sensibilità, aspetti che si affinano con il tempo.<br/>
<br/>
Il record di Iliass è parte di un percorso in evoluzione.<br/>
<br/>
Ecco. Ancora oggi vivo la sensazione di domenica mattina, condivisa da Iliass che mi ripete: "meglio così".]]></description>
	<link>https://%%/it/7416.14-blog458.html</link>
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	<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 10:29:17 +0100</pubDate>
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