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La newsletter della settimana

10/12/2018

Anno 15 - Numero 449
Cosa mangiano i kenyani?

lunedì 10 dicembre 2018




Questa è l'ultima newsletter tecnica del 2018, la prossima verrà spedita dopo le festività natalizie. La prossima settimana vi manderò i consueti auguri di fine anno, insieme al calendario definitivo degli stages e alle scadenze dei viaggi per le maratone all'estero con il gruppo Pizzolato.

Vi ricordo che a tutti coloro che prenotano entro il 20 dicembre lo Stage Lago di Garda (dal 21 al 24 febbraio 2019) viene applicato uno sconto. Per info scrivi a Ilaria.

Per quanto riguarda i viaggi:
- lunedì 10 dicembre: apertura prenotazioni New York 2019 per i pre-iscritti
- lunedì 17 dicembre: apertura prenotazioni Berlino 2019 per i pre-iscritti
Per info scrivi a Anna.

Buona lettura

Orlando

P.S.: Se non vuoi più ricevere mie comunicazioni, clicca sui link di disiscrizione alla fine della mail. Qualora cambiassi idea, potrai ripristinare in ogni momento la ricezione della newsletter cambiando l'impostazione dal tuo profilo del sito. Per info scrivi a pizzolato@orlandopizzolato.com

Cosa mangiano i kenyani?

Di questi tempi si parla tanto di evoluzione della preparazione, per scoprire invece che l'allenamento degli africani ha una struttura molto simile a quella degli anni '70: il “marathon training” di Lydiard.
L'evoluzione piuttosto riguarda il fatto che nelle gare di mezza maratona e maratona si sono avvicinati corridori provenienti dal mezzofondo, dotati quindi di un patrimonio fisiologico specifico, tale da permetter loro di sfruttare un'alta “velocità di base”. In sostanza, sul piano fisiologico, hanno una componente muscolare che consente loro di sfruttare l'efficienza delle fibre bianche per produrre energia usando il lattato. Inoltre, questi corridori sono dotati di caratteristiche meccaniche (elasticità e reattività) che rende la loro corsa molto efficiente.

Se, come ho appena riportato, ci sono tutto sommato poche novità a livello di allenamento – al di là del fatto che tanti tecnici si dilettano a categorizzare su preparazioni polarizzate, binarie, cicliche - per quanto riguarda l'alimentazione sportiva si procede in un ambito di totale differenziazione.
Ci sono esperti che propongono uno specifico stile alimentare ed altri - di pari livello di conoscenze – che lo smentiscono, evidenziando punti di vista contrapposti. Se non proprio ogni mattina, di certo ogni settimana, leggo ricerche che evidenziano queste indicazioni contrapposte. Le conoscenze sono di per sé sempre maggiori e più ampie, e questo dovrebbe consentire a tutti noi di avere precise indicazioni e idee chiare. Questo non accade perché, mai come ora, tanti sono gli stili alimentari e le diete proposte. In una libreria, per esempio, si possono trovare decine di libri che propongono stili alimentari differenti.

Una situazione simile l'ho verificata domenica scorsa in occasione della trasferta per la maratona Valencia. A colazione ho visto nei piatti dei podisti una particolare varietà di alimenti e cibi. Eppure, l'obiettivo sportivo di questi corridori era comunque: completare la maratona, possibilmente nel tempo più breve possibile, uno sforzo che può portare all'esaurimento energetico a carico del glicogeno. Questa sostanza, è ben risaputo, deriva dall'assunzione di carboidrati e quindi sarebbe semplice decidere di assumere questi alimenti, ma ho visto pochi podisti mettere nel loro piatto ciò che serve per far lavorare a lungo i muscoli.

La confusione di informazioni che mi arriva regolarmente e che riguarda l'alimentazione degli atlet,i a livello generale è stata per fortuna ristabilita da un recentissimo articolo che riporta quale sia la dieta che seguono ogni giorno i corridori keniani che vivono nei training camp.

Ecco lo schema giornaliero:
Colazione: tè con latte zuccherato, pane, uova sode e pancakes prodotti principalmente con farina di grano integrale.
Pranzo: riso o spaghetti, patate, ma soprattutto fagioli (in abbondanza), zucca e verdura verde a foglie larghe.
Cena: ugali (una sorta di polenta), pollo, verdure varie e latte fresco. Il tè zuccherato può sostituire il latte fresco o bevuto a fine pasto.

I corridori keniani non consumano invece molta frutta; occasionalmente banane, arance, meloni e angurie.

L'allenamento principale della giornata è svolto al mattino presto, prima di colazione. Prima di andare a correre i keniani bevono del tè molto zuccherato.

Si può categorizzare questo schema alimentare? O forse è semplicemente un'alimentazione varia?




ATTENZIONE:
I commenti sono molto graditi, ma ti prego di non usare questo spazio per fare domande. Non è un servizio di consulenza ed è veramente difficile per Orlando fare fronte alle numerose richieste che arrivano dalle pagine del sito, dalla bacheca, dal blog, da Facebook, Twitter, telefono, email...



Allegati

Commenti

Orlando, illuminaci!

Rischio di andare fuori tema, ma quello dell'alimentazione è un argomento per me scottante. Dici bene: si legge tutto e il contrario di tutto. High carb, low carb, digiuno intermittente... Come capirci qualcosa? Mi piacerebbe conoscere il tuo punto di vista e, magari, avere qualche riferimento su letture specifiche. Grazie.

Valentina10/12/2018 09:33:23

E le proteine?

Sembra un'alimentazione decisamente carente in proteine

Mad_the_mith10/12/2018 10:04:26

Carbo o grassi

In merito a questo tema c'è effettivamente molto fermento e discussione, da letture a cui sono appassionato e dedito mi par di capire che se dobbiamo coprire lunghe distanze, va privilegiata un'alimentazione grassa,
mentre man mano che si scende con le distanze, subentrano i carbo complessi e nei casi di distanze cortissime, glucosio, ossia carburante diretto per le fibre bianche, che sono poco ricche di mitocondri.

andreadugato10/12/2018 12:08:02

Carbo o grassi

Per le distanze fino ai 50km, l'alimentazione ricca di carboidrati è un obbligo se si gareggia con l'intento di esprimere al massimo il proprio potenziale (se di partecipa ad una maratona per fare un LL di allenamento, non c'è la necessità di ampliare le scorte di glicogeno). Per le gare ultra, un'alimentazione più ricca di grassi sembra dare un vantaggio. Si parla spesso di dieta chetonica (zero carboidrati) e qualche ricerca ha evidenziato i vantaggi, ma altre ricerche riportano di rilevanti alterazioni ormonali al corpo.

orlando10/12/2018 13:56:29

E le proteine?

Con le uova del mattino (e tutti i giorni), il latte, con il pollo la sera (tutte le sere) e i fagioli a pranzo, l'apporto proteico non è proprio carente.

orlando10/12/2018 13:59:23

Alimentazione

Le tante informazioni che arrivano quotidianamente, spesso non coerenti, tendono a disorientare.
Ideale sarebbe avere a disposizione un nutrizionista obiettivo, che non sia simpatizzante di stili alimentari.
E' vero che con il tempo si può cambiare idea, grazie proprio agli studi che si fanno, ma c'è un caso mondiale eclatante, che mi fa riflettere. Il fisiologo e medico sudafricano Tim Noakes, che ha scritto un ottimo libro (Lore of Running) era fautore della dieta iperglucidica. Ora, è fautore dell'alimentazione chetonica (annullamento dei carboidrati).
Una presa di posizione così drastica mi fa riflettere.
Personalmente mi attengo allo stile alimentare che ho sempre seguito, la dieta mediterranea, anche se rispetto a quando correvo ho ridotto molto i carboidrati, per il semplice motivo che percorro 200 chilometri in meno alla settimana, ed anche ho perso l'appetito che avevo una volta.

Prossimamente pubblicherò delle mie note relativamente ad una pubblicazione scientifica che ha fatto uno studio approfondito sull'alimentazione degli atleti, tra i quali i corridori di resistenza.

orlando10/12/2018 14:10:29

Alimentazione

Da anni seguo quotidianamente con passione il tema alimentazione, ascoltando conferenze e leggendo articoli scientifici.
La sentenza finale è veramente difficile da emettere, anche perchè guru al pari livello difendono posizioni differenti e non se ne viene a capo.
Io ho provato su me stesso la dieta chetogenica ed ho risolto molte tematiche inerenti la salute in generale, ma ho realizzato che non permette prestazioni ad alto livello su distanze corte.
Penso sia la stessa cosa per i top runner.
E’ fuori dubbio che la limitazione dei carboidrati diviene un handicap non superabile quando si richiedono prestazioni e performance di alto livello su distanze fino alla maratona.
Questo però non significa che si possono assumere tutti i carboidrati che si vogliono, vanno assunti per assicura le scorte di glicogeno nel fegato e nei muscoli, per assicurare che le fibre bianche abbiamo tutto il glicogeno prontamente disponibile.
Andare oltre significa creare uno stato infiammatorio non giustificato e che porta a danni in termini generali di salute che non sto qui a riportare.

andreadugato10/12/2018 15:40:21

conversioni (non solo) alimentari

CIAO Orlando, senza disturbare il fisiologo dell'altro emisfero, anche il nostro Enrico Arcelli fece una bella conversione zonista dopo aver provato la dieta in prima persona ... https://enricovivian.blogspot.com/2012/03/io-non-ci-credo.html ... qui la storia completa, per quanto parziale. BUON LAVORO, Enrico

Enrico Vivian10/12/2018 19:07:17


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