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12/10/2026

Anno 23 - Numero 598
Il motore elastico della corsa

La corsa dell'atleta amatore e del top runner: dove sta la differenza?

Stages di allenamento: le foto dello stage di San Quirico d'Orcia appena concluso.
Stage a Iten - Kenya dal 6 al 16 dicembre: il gruppo è formato, eventuali aggiunte su richiesta.
Scrivi a Ilaria per informazioni.

Viaggiare e correre:
Aperte le prenotazioni per Cape Town, la mezza maratona di Praga e quella di Berlino (entrambe del circuito Superhalf).
Aperte anche le prenotazioni per Manchester (valida alternativa a Londra), Tromso e la mezza maratona di New York.
Restano poi aperte le liste interessati per altri eventi.
Scrivi a Anna per preventivi.

Buona lettura

Orlando

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Il motore elastico della corsa

Se si osserva un video che mette in evidenza solo la parte delle gambe, e in modo specifico l'articolazione della caviglia, è evidente distinguere la corsa di un podista amatore e di un top runner lasciando perdere la conformazione muscolare, vale a dire le dimensioni dei polpacci e delle cosce.
L'atleta di alto livello sfrutta prevalentemente la componente elastica del sistema piede-caviglia-polpaccio, mentre il podista amatore dipende molto di più dalla componente muscolare attiva. Di conseguenza consuma più energia per produrre la stessa velocità. Il limite principale del podista amatore non è la capacità di spingere contro il terreno, ma la difficoltà di immagazzinare e riutilizzare l'energia elastica prodotta dall'interazione tra arco plantare, tendine d'Achille e muscolatura del polpaccio. La conseguenza è una corsa meno economica, più dipendente dal lavoro muscolare e quindi meno sostenibile nel tempo.
I principali fattori limitanti sono vari, tra questi i tempi di contatto a terra, che sono molto lunghi. L'atleta evoluto rimane a terra pochi millisecondi, consentendo al tendine d'Achille e alle strutture elastiche di comportarsi come una molla. L'amatore tende a "sedersi" sul passo e a trascorrere più tempo a terra, disperdendo energia meccanica.
Un'altra causa è l'insufficiente “stiffness” dell'articolazione della caviglia: non si tratta di rigidità articolare, ma di capacità del complesso caviglia-polpaccio di opporsi rapidamente alla deformazione. Una caviglia poco reattiva assorbe energia invece di restituirla.
Anche la debolezza funzionale del tricipite surale è un fattore limitante: molti amatori hanno polpacci abbastanza forti per correre lentamente, ma non sufficientemente efficienti per lavorare come molle elastiche a velocità elevate o per molti chilometri.
Si devono anche considerare gli effetti di una ridotta elasticità del tendine d'Achille. Il tendine si adatta agli stimoli di allenamento nel corso degli anni. Gli atleti di alto livello sviluppano una capacità eccezionale di immagazzinare e restituire energia elastica. L'amatore normalmente presenta un sistema meno allenato e meno efficiente, sia perché è reticente a svolgere esercizi di allungamento (stretching) sia perché è restio ad inserire nella preparazione sedute di allunghi e sprint in salita perché prepara in genere gare lunghe.
Anche l'insufficiente forza relativa è un elemento limitante: gli atleti élite possiedono elevati livelli di forza in rapporto al peso corporeo. L'amatore, soprattutto se leggermente sovrappeso, deve gestire forze elevate senza possedere la stessa capacità neuromuscolare di restituirle. Anche in questo caso si cura poco la componente della forza specifica.
Infine, l'amatore evidenzia uno scarso controllo neuromuscolare. La corsa elastica richiede sincronizzazione tra piede, caviglia, ginocchio e anca. Negli amatori si osservano spesso dispersioni dovute a movimenti non ottimali del bacino, oscillazioni verticali eccessive o scarso controllo dell'appoggio. E' particolarmente difficile sviluppare questa capacità perché manca di base il controllo neuromuscolare, ed è evidente quando si svolgono le cosiddette "andature", che normalmente sono ben eseguite da quelli che non hanno rilevante necessità di farle perché hanno innate capacità per queste esercitazioni. I meno dotati di queste caratteristiche elastiche, per quante esercitazioni facciano, non modificano significativamente il controllo neuromuscolare.
Anche quando un amatore riesce a correre in modo elastico per qualche minuto, raramente riesce a mantenere questo schema a lungo. Con la fatica diminuiscono stiffness, reattività e qualità dell'appoggio, determinando un aumento metabolico della corsa.

L'amatore non deve cercare di imitare l'estetica della corsa del top runner, ma di svilupparne i principi funzionali. Pur non potendo modificare in modo sostanziale le proprie caratteristiche anatomiche e genetiche, può allenare il sistema neuromuscolare a sfruttare meglio le proprietà elastiche del complesso piede-caviglia-polpaccio-tendine d'Achille. Obiettivo dell'allenamento non è imparare a spingere maggiormente sul terreno, ma ridurre progressivamente la dispersione di energia ad ogni appoggio. Più il corridore riesce a trasformare il proprio corpo in un sistema elastico efficiente, più la corsa diventa economica ed efficace.

orlando

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Commenti

Cadenza e oscillazione verticale

Ciao Orlando. Io quando corro con gli schemi motori acquisiti in tanti anni di corsa ho parametri di corsa considerati scarsi, dati alla mano. Mi basta osservare la schermata del Garmin, che ho impostato con Cadenza di corsa, oscillazione verticale e tempo di contatto al suolo, per avere a fine allenamento, dinamiche di corsa in fascia verde e anche viola. In pratica basta aumentare la cadenza di corsa da sopra i 170 Pam per avere tutti questi benefici. Me lo avevano sempre suggerito, ma non lo avevo mai fatto perché lo ritenevo e ritengo dispendioso almeno all'inizio. Sono deciso a continuare su questa strada. Tu dici che abituando il gesto motorio ad avere passi cadenzati (da sopra i 170 Pam) prima o poi lo acquisirò come mio e farò meno fatica? Io i lenti li corro tra i 6 e i 7 al km e a quella velocità non è facile quella cadenza, anche se non impossibile. Oggi ad esempio ho corso 52 minuti a 6:25 mantenendo cadenza a 173 di media e le dinamiche risultano tutte apposto, a parte la FC media che è media in quanto penso che il mio fisico debba abituarsi. Ripeto, sono deciso a continuare su questa strada e il tuo articolo di oggi mi ha fatto piacere. Accetto suggerimenti.

Antonio Montuoro10/10/2026 16:32:39

ELASTICITÀ E STRETCHING

Grazie Maestro , in 20 di corsa ho sempre cercato di seguire i tuoi consigli semplici (non vuol dire facili) per l' economia della corsa, tra cui curare l' ELASTICITÀ DEI TENDINI , che richiede molto tempo e costanza . Leggi: yoga !

tite10/10/2026 17:26:43

Efficenza di corsa

Quindi per gli amatori, quali esercizi sono consigliati?

Tiziano Larghi10/10/2026 17:40:40

memoria motoria

Ci sono dati, statistiche, esperienze riguardo atleti top o sub-top che le capacità e l'estetica dei top-runner ce l'avevano? Quando tornano (o continuano) a correre, ma in modo molto più amatoriale, conservano o comunque sono in grado di recuperare quelle capacità?

Siro10/10/2026 19:10:25


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