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06/02/2023

Anno 20 - Numero 533
Copiare la corsa degli altri

lunedì 6 febbraio 2023


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Buona lettura
Orlando

Copiare la corsa degli altri

Penso che sia capitato anche a te di confrontare in corsa la tua falcata con quella del podista che ti corre accanto e ti sei chiesto se, visto la diversa cadenza, fosse più corretta la tua o la sua. Se però correvi alla stessa velocità, non avrai trovato interesse ad apportare eventuali modifiche al tuo modo di correre.
E ti sarà capitato di essere superato da un podista che procedeva con una cadenza di passi differente dalla tua, in qualche caso con una frequenza superiore - e quindi con un'ampiezza più ridotta; altre volte invece di essere superato da un corridore che aveva una cadenza più bassa, e quindi una falcata più lunga.
In questi ultimi casi è più facile che tu ti sia chiesto se, per tenere il suo ritmo, fosse vantaggioso adeguarsi alla sua meccanica di corsa.
La stessa domanda (se sia vantaggioso adeguare la propria cadenza di passi a quella di un podista che ti supera) se l'è posta un gruppo di ricercatori giapponesi. Lo studio ha previsto che varie coppie di podisti di simile livello prestazionale corressero di fianco, su due tapis roulant divisi da un separé in modo da non potersi vedere. Entrambi però percepivano il rumore del contatto dei piedi del vicino sulla pedana del nastro.
Un primo controllo è stato fatto, a velocità crescenti, lasciando liberi i podisti di correre con la propria falcata naturale. Durante le prove sono stati controllati, alle varie velocità, i parametri della frequenza cardiaca e del numero di passi al minuto, oltre che alla percezione dello sforzo che ogni podista comunicava. Durante questa prova ai podisti non era stata fornita nessuna indicazione, se non quella della rilevazione dei parametri sopra indicati. Alla fine della prova è stato però chiesto se qualcuno di loro fosse stato in qualche modo condizionato dalla cadenza di passi del podista vicino, e se vi si fosse adattato. Tre dei 20 soggetti sotto esame ha confermato di avere adeguato ogni tanto la propria cadenza a quella dell'altro podista, scelta fatta più per curiosità che non per ragioni tecniche.

Nella seconda prova è stato chiesto ad uno dei podisti della coppia (al copiatore) di correre adeguandosi alla cadenza di passi del vicino, il podista denominato "guida". Quest'ultimo correva ad una velocità regolare, ma variando la frequenza di passi al minuto.
Dapprima il podista "guida" ha aumentato la frequenza di 5 passi al minuto per tre frazioni della durata di 3' in modo da lasciare tempo al corpo del podista "copiatore" di adeguarsi al variare della modalità di corsa.
Successivamente il podista "guida" ha continuato a correre riducendo la cadenza di passi per tornare alla frequenza normale e per procedere poi ad un'azione di corsa con una progressiva riduzione, di 5 passi al minuto, sempre con tre frazioni di 3'.
L'esito di questa ricerca ha portato a verificare che nel primo caso non ci sono particolari modifiche dei parametri rilevati (FC e indice dello sforzo), cioè quando viene aumentata la cadenza di passi al minuto.
Diverso è invece il risultato nel secondo caso, perché l'incremento della lunghezza della falcata, come conseguenza della riduzione del numero di passi al minuto, risulta essere l'azione più dispendiosa. L'aspetto particolare non è tanto l'aumento dell'impegno fisico evidenziato da un leggero incremento delle pulsazioni, quanto piuttosto la netta percezione che lo sforzo sia ben maggiore.
Da queste indicazioni emerge che non conviene modificare la propria meccanica di corsa nell'intento di migliorare il rendimento, ma va bene considerare di ridurre l'ampiezza della falcata (aumentare la cadenza al minuto) quando si percepisce che lo sforzo che si sta tenendo è particolarmente elevato. Di base questo già si verifica in maniera inconsapevole quando si manifesta la stanchezza. Tuttavia, nell'intento di anticipare i negativi effetti della fatica e della stanchezza, ad un certo momento dello sforzo può essere vantaggioso ricercare la corsa con azione agile, e quindi con passo accorciato in modo da ridurre l'impegno fisiologico.

orlando

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