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La newsletter della settimana

15/01/2018

Anno 15 - Numero 431
Mo Farah, tendini e asfalto

lunedì 15 gennaio 2018





Con la fine delle feste torna l'appuntamento con la periodica newsletter, che vi metterà un po' di “pensieri”, ne sono certo...
Aperte le iscrizioni al primo stage del 2018 a Peschiera del Garda. Come al solito vi sollecito a non aspettare l'ultimo momento per l'iscrizione.
Uscito anche il programma viaggi per la Maratona di Valencia e un'offerta Maratona di New York 5 notti al prezzo di 4: scrivete a Anna per informazioni.

Buona lettura!

Orlando

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Mo Farah, tendini e asfalto

Lo scorso venerdì si è corsa a Doha una gara di mezza maratona, alla quale avrebbe dovuto partecipare anche Mo Farah, ma l'inglese non è partito perché durante il riscaldamento ha avvertito fastidio ad un tendine d'Achille. Non era mai capitato che il plurimedagliato rinunciasse a gareggiare. Non è da lui perché è un campione che sa programmare le partecipazioni agonistiche con grande precisione. Ed è anche la prima volta che Farah riporta un problema tendineo.
Non è ovviamente un “dramma”, sapendo che un po' tutti i podisti sono vittima di acciacchi, ma l'inglese non aveva finora mai accusato un cedimento strutturale. Si può pensare che sia certamente normale avere un piccolo acciacco, considerando che ora sta preparando la maratona (Londra in aprile) e sta quindi percorrendo tanti chilometri.
Fa specie leggere che Mo Farah abbia ora i tendini irritati. E' vero che nel preparare la maratona sta percorrendo più chilometri rispetto agli anni precedenti ma si deve considerare che:

a) ora corre a ritmi più lenti di 10”/km rispetto a quando preparava le gare in pista
b) usa molto meno le scarpe chiodate
entrambi aspetti che determinano inferiori sollecitazioni muscolari e tendinee.

Si deve però considerare che quando Farah ha preparato la maratona di Londra del 2014 sotto la guida di Salazar, ha percorso 220-240km a settimana nelle 6 settimane precedenti la maratona.
La differenza dell'attuale preparazione sotto la guida di Gary Lough sta nel percorrere più chilometri su strada. Sono certo che molti penseranno che un podista che deve preparare la maratona deve allenarsi su strada, ma così non è per tanti maratoneti.
Per esempio i keniani corrono molto poco su asfalto e, come riferito da Canova, svolgono sedute di 40km su percorsi sterrati, anche molto accidentati.
Tornando a Mo Farah, quando ho avuto modo di parlare con Salazar, mi raccontava che lui impone ai suoi atleti di correre sempre fuori strada, tanto che su asfalto viene percorso solo il 5% dell'intero chilometraggio.

Considerando questa particolare situazione, anche un amatore avrebbe un vantaggio dall'evitare l'asfalto, o meglio, dal correre sull'erba e sullo sterrato.
E' certamente vantaggioso correre su superficie morbida perché così si riducono gli effetti traumatici da impatto. E' questo il motivo principale per il quale Salazar non vuole che i suoi atleti (tra i quali i maratoneti Galen Rupp e Jordan Hasay) corrano sull'asfalto, proprio per ridurre il rischio di usura strutturale.
Il secondo vantaggio della corsa sull'erba/sterrato viene dal fatto di essere costretti ad usare un maggiore livello di forza, perché la superficie morbida riduce la risposta elastica del contatto dei piedi a terra. In questo modo aumenta la resistenza muscolare, e la maggiore tenuta acquisita consente di ridurre i cedimenti per perdita di efficienza meccanica.




ATTENZIONE:
I commenti sono molto graditi, ma ti prego di non usare questo spazio per fare domande. Non è un servizio di consulenza ed è veramente difficile per Orlando fare fronte alle numerose richieste che arrivano dalle pagine del sito, dalla bacheca, dal blog, da Facebook, Twitter, telefono, email...



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Commenti

TENDINI

Ciao Orlando
purtroppo ho provato sulla mia pelle quanto possono essere delicati I problemi al tendine, visto che nello scorso marzo ho subito la rottura completa del tendine d'achille e ancora oggi a distanza di 9 mesi (nonostante operazione e fisioterapia perfettamente riusciti) faccio fatica a riprendere solo che a camminare senza zoppia o dolori vari. E' verissimo il discorso dell'asfalto solo che per noi podisti amatori che ci alleniamo in orari spesso serali è difficile scegliere percorsi di sentieri collinari.
Ho comunque voluto scrivere un commento solo per dire di stare molto attenti se avvertite dolori particolarmente forti e di ascoltare il proprio corpo meglio saltare uno/due allenamenti che un anno intero come sta capitando a me. Purtroppo io non l'ho fatto anche non seguendo il consiglio di Orlando (con il quale avevo da due anni il rapporto di consulenza) e ho corso spesso con condizioni di dolore tendineo piuttosto importante.
Spero di poter riprendere se non ai livelli precedenti almeno per poter nuovamente respirare la libertà e il piacere della corsa, anche se al momento di sembra proprio difficile.
Un saluto a tutti

ALEX6815/01/2018 11:18:41