
Anno 23 - Numero 595
Estate bollente
Sei abbattuto e ti passa la voglia di correre? Non sei il solo... Questa newsletter molto attuale ti dà alcuni spunti per sopravvivere al caldo di questo periodo.
Stage a Iten - Kenya: prezzi a partire da 1.400 euro. Attenzione: numero limitato e prenotazioni aperte (anche per accompagnatori) fino ad esaurimento posti. Scadenza iscrizioni 19 luglio 2026. QUI tutte le informazioni (oppure scrivi a Anna.)
Stages 2026:
Livigno praticamente pieno, posti ancora in Val di Fiemme di fine agosto e San Quirico d'Orcia a inizio ottobre. Se sei interessato, scrivi a Ilaria per informazioni.
Qui il calendario degli stages 2026.
Buona lettura
Orlando
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Estate bollente
In questi giorni di caldo intenso è normale che molti corridori si chiedano se abbia davvero senso continuare ad allenarsi quando ogni uscita sembra trasformarsi in un’impresa. Con temperature elevate e umidità opprimente anche pochi minuti di corsa lenta diventano così faticosi da far pensare che lo sforzo non sia proporzionato al beneficio. Ciò che in altri periodi dell’anno rappresenta un impegno ordinario, in estate si trasforma in un esercizio di resistenza al disagio, e questo porta inevitabilmente a mettere in discussione la logica di allenarsi in condizioni tanto sfavorevoli.Se osserviamo ciò che avviene in natura, notiamo che gli animali che vivono in ambienti climaticamente ostili modificano abitudini e comportamenti per adattarsi alle condizioni del momento. Anche il podista tenta di fare lo stesso scegliendo gli orari meno caldi della giornata, ma non tutti sono disposti ad alzarsi all’alba per correre con ventidue o ventitré gradi preferendo invece allenarsi nel tardo pomeriggio quando la temperatura è ancora sopra i trenta. Allo stesso modo, le scelte di vacanza non sempre favoriscono l’attività sportiva perché chi va al mare si espone a un clima che rende difficile sostenere sforzi prolungati, mentre chi sceglie la montagna trova condizioni più favorevoli. È evidente però che il corridore non può sempre orientare le decisioni familiari o lavorative in funzione dell’allenamento e deve quindi accettare che in certe situazioni ambientali non è possibile svolgere un carico efficace per migliorare la forma.
Durante l’estate l’obiettivo realistico non è crescere, ma mantenere un livello di efficienza sufficiente per riprendere con profitto gli allenamenti più impegnativi non appena il clima tornerà accettabile. Cercare di migliorare la condizione di forma con sedute di elevato impegno è controproducente, perché ciò che in primavera rappresenta un lavoro intenso ma gestibile (come una corsa media di quaranta o cinquanta minuti), in estate diventa uno stress eccessivo che non stimola l’organismo ma lo affatica e lo deprime.
Per questo motivo, quando il clima è pesante, la strategia deve essere conservativa e orientata a ottenere il massimo con il minimo disagio. La logica si ribalta: non soffrire molto per raccogliere poco, ma raccogliere il più possibile soffrendo il meno possibile.
Le sedute più difficili da sostenere sono quelle che richiedono intensità elevate e tempi prolungati, quindi la corsa media e le ripetute lunghe vanno ridotte al minimo e riservate solo ai giorni in cui un temporale rinfresca l’aria o alle occasioni in cui si corre in montagna. Con il gran caldo è più semplice correre piano, ma per ottenere un effetto allenante adeguato bisognerebbe correre a lungo, cosa comunque disagevole. La soluzione più efficace è quindi sollecitare l’organismo con stimoli intensi ma brevi e poi vivere di rendita per alcuni giorni.
Gli allenamenti più utili in questo periodo sono le ripetute brevi, l’interval training con distanze non superiori ai quattrocento metri e gli sprint in salita, che si possono svolgere anche fuori dalla pista in un viale alberato e all’ombra. Una seduta come 15 volte duecento metri con recupero di duecento metri di corsa lenta o alternando passo e corsa produce uno stimolo sufficiente a mantenere una buona efficienza e permette nei due giorni successivi di limitarsi a una corsa lenta molto contenuta o a un’uscita in bici.
Per i podisti che devono preparare una maratona in tarda estate la questione è ancora più delicata, perché occorre trovare un equilibrio tra quantità e qualità senza cadere in un eccesso di fatica. Preparare una maratona autunnale in un’estate particolarmente calda non è solo impegnativo ma anche disagevole e richiede la capacità di accettare che la crescita della forma non avverrà in queste settimane ma sarà possibile solo quando il clima tornerà favorevole.
orlando
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